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influenza da nuovo virus A/H1N1

Le caratteristiche cliniche dei casi gravi di pandemia influenzale

Fonte: Oms - Pandemic (H1N1) 2009 briefing note 13

 

(traduzione e adattamento a cura della redazione di EpiCentro

revisione a cura di Caterina Rizzo - Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps - Iss)

 

Per raccogliere informazioni sulle caratteristiche cliniche e la gestione della pandemia influenzale, l’Oms ha ospitato un incontro di tre giorni presso la sede della Pan American Health Organization a Washington, nei giorni 14-16 ottobre 2009. Circa 100 tra medici, scienziati e professionisti della salute pubblica provenienti dai cinque continenti hanno presentato i risultati e le esperienze raccolte. La riunione ha confermato che la stragrande maggioranza delle persone infettate nel mondo dal nuovo virus A/H1N1v continua ad accusare sindromi simil-influenzali senza complicazioni, con un pieno recupero entro una settimana, anche in assenza di cure mediche.

 

Necessità di cure intensive

Tuttavia, la preoccupazione è ora focalizzata sul decorso clinico e la gestione di piccoli sottogruppi di pazienti che sviluppano rapidamente una polmonite progressiva molto grave. In questi pazienti, la polmonite grave è spesso associata a insufficienza di altri organi, o marcato peggioramento di asma cronica, malattie pregresse o malattie croniche ostruttive delle vie respiratorie.

 

Il trattamento di questi pazienti è difficile e impegnativo, e suggerisce fortemente che le sale di emergenza e le unità di terapia intensiva sperimenteranno il carico maggiore della cura del paziente durante la pandemia.

 

La polmonite virale primaria è la complicanza più comune nei casi più gravi ed è frequentemente causa di morte. Le infezioni batteriche secondarie sono state riscontrate in circa il 30% dei casi mortali. Insufficienza respiratoria e shock refrattario sono state le più comuni cause di morte.

 

I dati presentati nel corso della riunione hanno permesso di esplorare la patologia della malattia grave in dettaglio, con risultati sostenuti da esperimenti in animali da laboratorio. Questi risultati confermano la capacità del nuovo virus A/H1N1v di provocare direttamente polmonite grave.

 

Un quadro clinico diverso da quello dell'influenza stagionale

I partecipanti alla riunione hanno convenuto che il quadro clinico nei casi più gravi è sorprendentemente diverso dal modello di malattia osservato durante le epidemie di influenza stagionale. Mentre le persone con determinate condizioni cliniche di base, inclusa la gravidanza, sono noti per essere a maggior rischio, molti casi gravi si verificano in giovani precedentemente sani. In questi pazienti, i fattori predisponenti che aumentano il rischio di grave malattia non sono ancora stati compresi, anche se sono in corso ricerche.

 

Nei casi più gravi, in genere i pazienti iniziano a star peggio da 3 a 5 giorni dopo la comparsa dei sintomi. Il deterioramento è rapido, con molti pazienti che arrivano all'insufficienza respiratoria entro 24 ore, e richiede il ricovero immediato nel reparto di terapia intensiva. Al momento del ricovero, la maggior parte dei pazienti ha bisogno immediato di un supporto respiratorio con ventilazione meccanica. Tuttavia, alcuni pazienti non rispondono bene alle supporto ventilatorio convenzionale, complicando ulteriormente il trattamento.

 

Positivo è che i risultati presentati nel corso della riunione si vanno a sommare ad evidenze secondo cui un tempestivo trattamento con i farmaci antivirali, oseltamivir e zanamivir, riduce la gravità della malattia e migliora le possibilità di sopravvivenza. Questi risultati rafforzano le precedenti raccomandazioni dell’Oms per il trattamento precoce con questi farmaci dei pazienti che rispondono ai criteri di trattamento, anche in assenza di un test di conferma positivo.

 

In aggiunta alla polmonite direttamente causata dalla replicazione del virus, le evidenze dimostrano che la polmonite causata da co-infezione con i batteri può anche contribuire a una grave malattia rapidamente progressiva. I batteri frequentemente riportati sono Streptococcus pneumoniae e Staphylococcus aureus, compresi in alcuni casi i ceppi meticillino-resistenti. Dato che queste co-infezioni batteriche sono più frequenti di quanto inizialmente riconosciuto, i medici hanno sottolineato la necessità di considerare la terapia antimicrobica empirica per la polmonite acquisita in comunità come un trattamento precoce.

 

Gruppi a maggior rischio

I partecipanti hanno convenuto che il rischio di malattie gravi o mortali è più alta in tre gruppi: donne in gravidanza, soprattutto durante il terzo trimestre di gravidanza, bambini di età inferiore ai 2 anni, e persone con malattie polmonari croniche, inclusa l'asma. I disturbi neurologici possono aumentare il rischio di malattie gravi nei bambini.

 

Le prove presentate nel corso della riunione indicano, inoltre, che le popolazioni svantaggiate, come i gruppi minoritari e popolazioni indigene, sono fortemente colpite da malattia grave. Sebbene le ragioni di questo aumento di rischio non siano ancora pienamente comprese, le teorie da esplorare comprendono la maggiore frequenza di co-morbidità, come il diabete e l'asma, segnalate spesso in questi gruppi, e la mancanza di accesso alle cure.

 

Anche se al momento il ruolo esatto dell’obesità è ancora poco conosciuto, l'obesità e l'obesità morbosa in particolare, sono presenti in gran parte dei casi gravi e mortali. L'obesità non è stata riconosciuta come un fattore di rischio né nelle passate pandemie né nelle passate influenze stagionali.

 

L’Oms e i suoi partner stanno fornendo assistenza tecnica e supporto pratico per aiutare i Paesi in via di sviluppo a individuare e trattare la malattia causata dal virus A/H1N1v. Si stanno mettendo a punto consigli per la cura dei pazienti applicabili in contesti limitati.

 

Sul sito dell’Oms, leggi la nota informativa 13 “Clinical features of severe cases of pandemic influenza”.

 

 

 

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