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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

infezione da Hiv e Aids

Aspetti epidemiologici

In Europa

 

Revisione a cura del Centro operativo Aids (Coa) - Iss

 

18 dicembre 2018 - Secondo il rapporto “Hiv/Aids surveillance in Europe 2018”, pubblicato a novembre 2018 dall’Ecdc e dall’Ufficio europeo dell’Oms, nel 2017, 50 dei 53 Paesi dell'Oms Europa (i dati non sono disponibili per Germania, Turkmenistan e Uzbekistan; il Liechtenstain non fa parte dell’Oms Europa per cui i suoi dati vengono conteggiati solo per la parte Unione europea/Spazio economico europeo) hanno segnalato 159.420 nuove diagnosi di Hiv. Di queste 55.018 provengono dalle segnalazioni inviate all’Ecdc e all’Ufficio europeo dell’Oms (25.353 dai Paesi di Ue e Spazio economico europeo mentre 104.402 sono state segnalate al database della Russian Federal Scientific and Methodological Centre for Prevention and Control of Aids).

 

I dati confermano una maggiore un’incidenza di nuove diagnosi di infezione da Hiv nei Paesi orientali della Regione europea Oms (51,1 per 100 mila abitanti), seguiti da quelli occidentali e centrali (rispettivamente 6,9 e 3,2 per 100 mila abitanti), mentre nei Paesi appartenenti alla Ue/See l’incidenza è stata del 6,2 per 100 mila abitanti.

 

Le modalità di trasmissione mostrano ampia variabilità geografica: la trasmissione tra i maschi che hanno rapporti sessuali con i maschi (men who have sex with men, Msm) è la modalità principale nei Paesi di Ue/See, mentre i rapporti eterosessuali non protetti e l’uso di droghe iniettive rappresentano le cause principali nei Paesi orientali della Regione.

 

Nel 2017 sono stati segnalati 14.703 nuovi casi di Aids in 47 Paesi dell’Oms Europa, con un’incidenza di 2,3 casi per 100.000 abitanti della Regione europea e 0,7 per 100.000 nei Paesi Ue/See.

 

Unione europea e Spazio economico europeo (31 Paesi)

Sono 25.353 i nuovi casi di infezione da Hiv segnalati da 30 dei 31 Paesi nel 2017 con un’incidenza di 6,2 per 100.000 abitanti. Dai dati emerge che l’incidenza è stata maggiore in Lettonia (18,8) ed Estonia (16,6). I valori più bassi sono invece stati registrati nella Repubblica Slovacca (1,3) e in Slovenia (1,9).

 

Nel 2017, tra le nuove diagnosi di Hiv, il rapporto maschi/femmine era di 3,1. La popolazione di età compresa tra i 25 e i 29 anni ha mostrato l’incidenza più elevata pari a 14,4 casi per 100.000 abitanti.

 

In tendenza con gli ultimi anni, la proporzione maggiore di nuove diagnosi di infezione da Hiv è stata segnalata tra gli Msm (38%), seguita dai rapporti eterosessuali non protetti (33%). La proporzione delle nuove diagnosi di Hiv tra le persone che fanno uso di droghe iniettive è del 4%.

 

Nel 2017, sono stati diagnosticati 3130 casi di Aids in 28 Paesi Ue/See con un’incidenza di 0,7 casi per 100.000 abitanti. L’incidenza più alta è stata osservata in Lettonia (6,0 per 100.000).

 

Regione europea dell’Oms (53 Paesi)

Nel 2017, nella Regione sono state segnalate 159.420 nuove diagnosi di Hiv inviate da 49 dei 53 Paesi della Regione.

 

L’82% delle nuove diagnosi di Hiv è stato segnalato nei Paesi dell’Est (130.861), il 14% nei Paesi dell’Ovest (22.354) e il 4% negli Stati centrali (6205). L’incidenza registrata nei Paesi dell’Est della Regione (51,1 casi per 100.000 abitanti) è molto più alta rispetto a quella registrata nei Paesi dell’Ovest (6,9 per 100.000) e nei Paesi del Centro (3,2 per 100.000).

 

La maggior parte delle nuove diagnosi da Hiv sono state segnalate tra persone di età compresa tra 30 e 39 anni (36%) mentre la proporzione tra gli adolescenti e i giovani dai 15 ai 24 anni è del 9%.

 

Dai dati emerge che la trasmissione attraverso rapporti eterosessuali non protetti è la più frequente (49%), seguita dalla trasmissione tra Msm (21%), dalla trasmissione tra consumatori di sostanze per via iniettiva (13%) e dalla trasmissione materna (0,7%) mentre nel 15% dei casi non si conosce la causa.

 

Nel 2017, 47 Paesi dell’Oms Europa hanno segnalato 14.703 casi di Aids: il 78% in Paesi dell’Est, il 16% nei Paesi dell’Ovest e il 6% nei Paesi del Centro con un’incidenza, rispettivamente, di 10,2, 0,7 e 0,4 per 100.000 abitanti.

 

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