Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Dicembre 2002

Risultati di un’indagine sull’allattamento al seno in Molise nel 2001

Teresa Maria Manfredi Selvaggi1, Teresa Santilli2,  Antonio Vendemiati2, Maria Lucia Di Nunzio2, Ersilia Palombi3 e Monica Vichi4

1Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione ASL Centro Molise

2Unità Operativa di Neonatologia e TIN ASL n.3 Centro Molise

3Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione ASL Benevento

4Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, ISS

 

Per ottenere un sempre maggior numero di bambini allattati al seno e far sì che tale pratica si prolunghi almeno fino al sesto mese di vita secondo le indicazioni dell’OMS, l’ASL 3 Centro Molise ha proposto e svolto un’indagine regionale sulle azioni di tutela e promozione dell’allattamento materno.

 

Negli anni ’90 erano state svolte in Molise altre due indagini aventi come oggetto principale le coperture vaccinali e come obiettivo secondario la conoscenza dello stato dell’allattamento in varie regioni italiane (1, 2). Da entrambe è risultata una percentuale di allattati al seno alla nascita in Molise di circa l’80%, inferiore a quella delle donne che potrebbero allattare (3).

 

L’indagine oggetto di questo studio, condotta nel periodo ottobre-dicembre 2001, ha avuto come scopo quello di misurare frequenza e durata dell’allattamento e individuare quali, fra le azioni ritenute utili per la promozione di tale pratica, debbano essere opportunamente potenziate sul territorio regionale.

 

La popolazione in studio era costituita dai bambini al di sotto dell’anno di vita, le cui famiglie risiedevano in Molise. Intervistatori addestrati hanno raccolto informazioni presso i centri vaccinali in occasione della seconda dose delle vaccinazioni obbligatorie, quando l’allattamento era ancora vivo nella memoria delle madri.

 

Sono state effettuate 430 interviste su 630 bambini che avrebbero dovuto essere vaccinati nel trimestre, secondo i dati di stima dell’ISTAT di 2 532 nati nel 2001. Pochissimi (n. 4) sono stati i rifiuti a partecipare, mentre notevoli le difficoltà a rintracciare tutte le madri, essendo il Molise un territorio scarsamente popolato, con centri molto piccoli dove non c’è un vero e proprio centro vaccinale, con sedute programmate, ma il medico vaccinatore, spesso un ex condotto, vaccina su richiesta.

 

Il questionario utilizzato richiedeva di specificare, per ogni settimana di vita del bambino, se l’alimentazione era costituita da latte materno, latte artificiale, o tutti e due, nonché le motivazioni del mancato avvio dell’allattamento o dell’interruzione, i consigli ricevuti e pratiche, ospedaliere e non, di promozione dell’allattamento. Venivano raccolte, inoltre, informazioni su età e grado di istruzione della madre, luogo e tipo di parto, peso alla nascita, ordine di genitura, fumo.

 

Per la raccolta ed elaborazione dei dati è stato utilizzato il programma EPIINFO e sono stati calcolati gli OR grezzi con IC al 95%, mentre la durata dell’allattamento è stata calcolata con metodo di Kaplan-Meier e con le tavole attuariali.

Il campione è risultato rappresentato da madri di un livello di istruzione significativamente superiore a quello dell’indagine del 1998 (OR 1,46 IC 1,02-2,07), ma senza differenze fra ASL, né correlato con l’attaccamento al seno alla nascita e alla sua durata.

 

Sono risultati attaccati al seno oltre il 90% dei bambini inclusi nel campione; nella Figura è riportata la proporzione nel tempo di bambini allattati al seno, sia esclusivamente che in forma mista. A due mesi di vita il 75% dei bambini veniva ancora allattato al seno e il 50% risulta ancora allattato, con o senza aggiunte di latte artificiale, a 165 giorni dalla nascita (5 mesi e mezzo).  Il 75% dei bambini risulta, invece, allattato al seno in via esclusiva nel primo mese di vita, e a 4 mesi il 50% continua a beneficiare di tale allattamento.

 

Il maggior rischio per il mancato attaccamento al seno è rappresentato dal non aver allattato il primo figlio (OR 8,3 IC 2,4-28,8) per le pluripare, seguito dal peso alla nascita < 2 500 g (OR 5,9 IC 2,2-16,0), dal parto cesareo (OR 2,8 IC 1,3-6,2), la mancata diffusione di materiale informativo (OR 3,2 IC 1,4-7.3), nonché la mancanza di consigli sia a casa (OR 3,6 IC 1,6-8,2) che in ospedale (OR 2,5 IC 1,2-5,3).

Per quanto riguarda l’interruzione precoce dell’allattamento, 54 bambini (13%) avevano interrotto del tutto l’allattamento al seno ancor prima di compiere 2 mesi e risultano fattori negativi statisticamente significativi la difficoltà incontrata al rientro a casa (OR 5,9 IC 2,3-15,3), il non aver allattato il primo figlio (OR 3,6 IC 1,1-11,1), l’aver ricevuto campioni di latte (OR 3,3 IC 1,5-7,2), l’aver allattato a orario (OR 2,6 IC 1,2-5,5), la mancata pratica del rooming-in (OR 2,6 IC 1,3-5,1) e per ultimo, ma non per importanza, il fumo (OR 4,2 IC 1,9-9,3).

 

La scarsità del latte è il motivo più frequentemente addotto dalle madri sia per il mancato attaccamento al seno (n.14, 38%), che per l’interruzione prima dei 5 mesi di vita (n.110, 68%).

Dall’analisi per ospedale e per ASL delle azioni che è necessario potenziare per prolungare nel tempo l’allattamento materno si è rilevato che i nati nell’ospedale di Campobasso sono allattati in via esclusiva al seno a 4-6 mesi significativamente più di tutti gli altri (OR 2,5; I.C. 95% 1,5-4,0), così come i residenti nella stessa ASL (4,1; I.C. 95% 2,5-6,8), mentre i nati negli ospedali di Larino e Termoli, ricadenti nell’ASL n.4 “Basso Molise”, hanno una probabilità più elevata (OR 4,2, I.C. 95% 2,0-8,8) di interruzione precoce dell’allattamento. Stessa cosa si rileva per i residenti in quella ASL (OR 4,2; I.C. 95% 2,4-9,2).

 

Il commento
Serena Donati e Michele Grandolfo
Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, ISS, Roma

 

E' universalmente acquisita la consapevolezza, confortata dall’evidenza scientifica, dell’importanza dell’allattamento materno per la salute del neonato e della mamma, sia a breve che a medio e lungo termine. Tra i benefici per i bambini vanno annoverati, tra gli altri, la riduzione del rischio di infezioni e di allergie; per le donne la riduzione del rischio di emorragie post partum (in caso di attaccamento precoce) e del tumore della mammella.

Indagini condotte dall’ISS hanno evidenziato l’attitudine positiva (> 95%) delle donne verso l’allattamento al seno, a fronte del modesto sostegno ricevuto, sia in termini di informazione che di aiuto concreto, in caso di difficoltà o problemi insorti sia alla nascita che in puerperio.

 

Va, quindi, apprezzato questo rapporto preliminare sui risultati dell’indagine sulla prevalenza dell’allattamento al seno, condotta nella regione Molise. Lo studio identifica i motivi della bassa prevalenza di allattamento esclusivo al seno a 6 mesi (30%) nella supposta scarsità del latte e nelle difficoltà incontrate nel proseguire l’allattamento a casa, difficoltà spesso non superate per mancanza di adeguato sostegno. Di particolare rilievo è risultato l’effetto di pratiche inappropriate che pregiudicano l’attaccamento precoce nel punto nascita e un prolungato allattamento materno. Al contrario, la maggiore prevalenza di allattamento al seno per i nati nell’ospedale di Campobasso, dove si favorisce l'attaccamento precoce e viene effettuata una positiva azione di informazione e sostegno, avvalora la necessità di interventi appropriati.

 

Un'analisi più completa e più accurata dei dati valorizzerà maggiormente l’importanza dell’indagine, i cui risultati dovranno essere considerati sia per sviluppare programmi di aggiornamento e formazione per tutti gli operatori sanitari coinvolti nel percorso nascita, sia per riorganizzare i servizi e le procedure atti a garantire l’offerta attiva di counselling e sostegno per l’allattamento al seno a tutte le donne durante l'intero percorso nascita, in particolare al parto (attaccamento precoce) e in puerperio (visite domiciliari per accertare e risolvere eventuali problemi).

 

L’ISS ha da poco concluso un’indagine nazionale, in cui sono state intervistate circa 7 000 donne a un anno dal parto, per valutare l’associazione tra esiti (tra cui la prevalenza di allattamento esclusivo al seno) ed esposizione a servizi e procedure durante il percorso nascita. Dati preliminari confermano quanto riscontrato nella regione Molise. Alla luce di questo stato delle cose, l’ISS, su sollecitazione del Ministero della Salute, è in procinto di allestire materiale educativo-informativo sull’allattamento materno e di implementare progetti prototipali di promozione dell’allattamento materno nelle ASL che vorranno aderire, basati sull’offerta di counselling e sostegno a tutte le donne nel percorso nascita.

 

Riferimenti bibliografici

1. Manfredi Selvaggi TM, Tozzi AE, Carrieri MP, et al. Minerva Pediatr 1995; 47: 451-5.

2. Gruppo di lavoro ICONA. ICONA: indagine nazionale sulla copertura vaccinale infantile. Roma, Istituto Superiore di Sanità; 1998. Rapporti ISTISAN 98/33. p. 67.

3. Davanzo R, Orzatesi M. Riv Ital Pediatr 2000; 26: 45-6.