Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

dicembre 2009

Studio multicentrico sul rischio di infortuni domestici nella regione Friuli-Venezia Giulia

Sara Sanson1, Cristina Aguzzoli2, Annamaria Vacri3, Paolo Pischiutti4, Silvana Widmann5, Silla Stell6, Matteo Bovenzi1, Marilena Geretto1, Daniela Steinbock1, Elena Clagnan7, Danilo Massai8 e Valentino Patussi1

1Azienda per i Servizi Sanitari 1 Triestina, Trieste

2Azienda per i Servizi Sanitari 2 Isontina, Gorizia

3Azienda per i Servizi Sanitari 4 Medio Friuli, Udine

4Azienda per i Servizi Sanitari 3 Alto Friuli, Gemona (UD)

5Azienda per i Servizi Sanitari 6 Friuli orientale, Pordenone

6Azienda per i Servizi Sanitari 5 Bassa friulana, Palmanova (UD)

7Agenzia Regionale della Sanità, Regione Friuli-Venezia Giulia, Udine

8Dipartimento Formazione, AUSL 11, Empoli (FI)

 

Ogni anno in Italia avvengono circa 4.500.000 incidenti domestici che, si stima, comportano 8.000 decessi (1-3). Nel 2007 si sono verificati 230.871 incidenti stradali, con 5.131 decessi (4) e 874.940 infortuni sul lavoro, con 1.120 decessi; il 17% degli infortuni sul lavoro sono rappresentati tuttavia da incidenti stradali, che causano, inclusi gli eventi in itinere, il 55% degli infortuni sul lavoro mortali (5).

 

A fronte della dimensione del problema legato agli infortuni domestici, tuttavia, storicamente ben poco è stato fatto, sia per il principio costituzionale (art. 14) dell’inviolabilità dell’abitazione, sia perché, nell'organizzazione dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL e nei percorsi formativi dei relativi operatori, non è stata quasi mai prevista un’attività mirata per questi importanti aspetti della salute pubblica. Oltre a precedenti sporadiche iniziative dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro (ISPESL) e delle regioni con le proprie ASL, soltanto con il Piano Sanitario Nazionale 2006-08 (6) ed il Piano Nazionale della Prevenzione 2005-07 (7) è stato previsto un impegno organico in tal senso.

 

L’obiettivo dello studio è di descrivere i comportamenti delle persone relativamente ai rischi presenti nelle proprie abitazioni e valutarne la loro percezione, al fine di mirare la pianificazione dell’attività preventiva a livello regionale, sperimentando un modello di intervento preventivo a partire dalla formazione di operatori addetti all’assistenza a fasce di popolazione a maggior rischio, in funzione delle proprie fragilità.

 

Lo studio consisteva in un’indagine conoscitiva multicentrica realizzata mediante questionari somministrati a 1.191 utenti che si sono rivolti ai servizi di vaccinazione e profilassi delle Aziende per i Servizi Sanitari del Friuli-Venezia Giulia nei mesi di gennaio-febbraio 2009. Sono stati sperimentati due strumenti per la raccolta delle informazioni mai adottati precedentemente, a quanto risulta, sul territorio nazionale: la lista di controllo sugli incidenti domestici predisposta dall’Ufficio per la Prevenzione degli Infortuni (UPI) svizzero (8), somministrato a 740 utenti, e il questionario per il calcolo dell’indicatore di rischiosità domestica recentemente sviluppato dall’ISPESL (9), somministrato a 451 utenti. Il questionario UPI è costituito da una checklist autocompilata relativa a otto zone della casa (accesso alla casa, zona giorno, cucina, camera da letto, zona bagno, cantina/lavanderia, locale hobby e giardino). L’eventuale presenza di rischio viene sommata producendo in tal modo un punteggio finale sulla sicurezza domestica e sulle priorità degli interventi da mettere in atto. Il questionario ISPESL, anch’esso autocompilato ma di più difficile comprensione, è più complesso, in quanto si pone l’obiettivo di quantificare il rischio di infortunio all’interno delle mura domestiche, in funzione del tempo trascorso in casa, degli ambienti frequentati, dell’età, della condizione professionale, del grado di istruzione e del sesso delle persone che la abitano. Ad ogni item del questionario viene associata una probabilità di accadimento degli incidenti, sulla base di rilevazioni statistiche conseguite nell’ambito di studi condotti sul territorio nazionale. In tal modo, la risposta alla singola domanda viene pesata e diviene direttamente proporzionale al rischio che si andava ad esaminare. Viene quindi calcolato un punteggio di rischio ponderato per l’intera casa.

 

In seguito all’indagine si è sviluppato un progetto per la predisposizione di moduli formativi mirati alla prevenzione degli incidenti domestici da utilizzare per badanti e caregivers, soggetti che, di fatto, assistono nelle proprie abitazioni le persone più deboli, gli anziani e i soggetti con minori abilità.

 

Tali moduli formativi sono poi divenuti obbligatori in base ad una specifica delibera regionale, portando finora alla formazione di 150 operatori.

 

Nella Tabella sono riassunti i risultati del questionario ISPESL.

 

 

L’indagine conoscitiva ha evidenziato una rilevante discrepanza tra la presenza di fattori di rischio, individuati tramite la lista di controllo dell’UPI e l’indicatore di rischiosità ISPESL, ed il rischio percepito da parte dei compilatori. Il rischio percepito, infatti, è risultato sempre molto basso (sulla base del questionario UPI l’85,6% degli utenti ritiene sicura la propria casa, tale prevalenza sale al 94% utilizzando il questionario ISPESL), ciò a fronte dell’elevato rischio calcolato mediante gli strumenti adottati (sulla base del questionario UPI emerge una prevalenza dal 65% al 94% di situazioni di rischio elevato nei diversi ambienti della casa. Tale prevalenza risulta essere del 78,7% sulla base del questionario ISPESL).

 

L’analisi di dettaglio dei questionari permette di identificare i fattori di rischio presenti negli ambienti, quelli attribuibili agli attrezzi-impianti ed ai comportamenti dei componenti del nucleo abitativo, oltre a quelli legati a situazioni di salute e minor abilità delle persone. In tal modo appare più semplice mirare gli interventi preventivi in funzione delle diverse tipologie delle persone e delle case.

 

Ad esempio, per quanto riguarda l’ambiente cucina i questionari ISPESL hanno evidenziato, nel 16,4% dei casi, l’abitudine di lasciare coltelli e forbici, oltre che attrezzi a rischio, in posizione accessibile a bambini e nel 18,6% l’assenza di dispositivi di sicurezza per le cucine a gas, mentre sulla base del questionario UPI emerge, tra le famiglie con bambini piccoli, il fatto che non vengano utilizzate protezioni per i fornelli mirate a salvaguardarne l’accessibilità. Per quanto riguarda l’ambiente bagno viene segnalata la presenza di pavimenti molto scivolosi nel 18,6% e scivolosi nel 9,3% dei questionari ISPESL e scivolosi nel 50% dei questionari UPI, mentre l’assenza di idonei accorgimenti per evitare la scivolosità del fondo della vasca da bagno è del 45,7% nei questionari ISPESL e del 37,2% nei questionari UPI.

 

Per quanto riguarda il soggiorno, infine, il questionario ISPESL rileva nel 46,6% dei casi la presenza di tessuti infiammabili, di più apparecchi elettrici collegati alla stessa presa (50,1%) e di pavimenti scivolosi con tappeti (18%). Mentre il questionario UPI evidenzia nel 9,2% dei casi la presenza di mobili alti e stretti che comportano il rischio di ribaltamento perché non fissati alle pareti. In conclusione, gli incidenti domestici rappresentano un problema di sanità pubblica sottostimato, che solo negli ultimi anni, sotto la spinta del Piano Nazionale della Prevenzione e l’impegno del Ministero della Salute, tramite il Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie, l’ISPESL e l’ISS, si sta affrontando organicamente. Mancano ancora importanti strumenti, in particolar modo un percorso formativo nell’ambito delle lauree triennali e specialistiche, che di regola non affrontano questo problema, anche se, come abbiamo precedentemente visto, ha una rilevanza decisamente maggiore rispetto agli stessi infortuni stradali e domestici, e manca un'organizzazione specifica dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL.

 

Mentre nel caso degli incidenti stradali e del lavoro sono spesso identificabili delle responsabilità potenzialmente sanzionabili, rispettivamente del conduttore o del datore di lavoro, nel caso degli incidenti domestici che provocano più eventi mortali rispetto agli incidenti stradali e di gran lunga molti di più rispetto agli incidenti sul lavoro, il soggetto interessato (“abitante della casa”) ha una responsabilità quasi assoluta, e non è soggetto al rispetto di una specifica normativa, se non per il fatto, ad esempio, di non fare le verifiche degli impianti. Di fronte alla dimensione del fenomeno e volendo comunque far salva l’inviolabilità della privacy domestica, si devono tuttavia mettere in atto azioni preventive, che vanno dall’informazione alla diffusione di una cultura della sicurezza nelle scuole, alla cultura degli operatori dell'ambito sociale e sanitario che assistono e prendono in carico i soggetti con maggior fragilità, oltre che alla collaborazione tra pubblico e privato, nel garantire la sicurezza intrinseca delle abitazioni.

 

Riferimenti bibliografici

1. ISPESL. La banca dati sugli infortuni domestici. Disponibile all’indirizzo: www.ispesl.it/...

2. Pitidis A, Giustini M, Taggi F. La sorveglianza degli incidenti domestici in Italia. 2005. Disponibile all'indirizzo: www.iss.it/binary/casa/...

3. ISTAT. La vita quotidiana nel 2006. Disponibile all'indirizzo: www.istat.it/dati/catalogo/20071106_00

4. ACI-ISTAT. Rapporto sugli incidenti stradali 2007. Disponibile all’indirizzo: www.istat.it/salastampa/...

5. D'Amico F. Infortuni e morti sul lavoro in calo nel 2008. Dati INAIL 2009;5:17. Disponibile all’indirizzo: www.inail.it/repository/...

6. Ministero della Salute. Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007. Disponibile all’indirizzo: www.epicentro.iss.it

7. Ministero della Salute. Piano Sanitario Nazionale 2006-2008. Disponibile all’indirizzo: www.ministerosalute.it/imgs/C_17_pubblicazioni_507_allegato.pdf

8. Ufficio Prevenzione Infortuni. Lista di controllo per la sicurezza in casa. Berna; 2008. Disponibile all’indirizzo: www.bpa.ch/PDFLib/1157_42.pdf

9. Massari S, Ferrante P, Bianchi AR, et al. Infortuni domestici: individuazione dei fattori che intervengono nella dinamica infortunistica e nelle condizioni di salute. ISPESL (Roma) 2009. Disponibile all’indirizzo: www.lombardia.cisl.it/doc/626/...

10. Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie - CCM. Progetto incidenti domestici: rischi abitativi. 2007. Disponibile all’indirizzo: www.ccm-network.it/...