Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

giugno 2013

La mortalità per obesità in Italia

Giada Minelli, Valerio Manno, Valentina Minardi e Flavia Lucia Lombardo

Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma

 

SUMMARY (Obesity-related mortality in Italy) - We used the multiple-cause-of-death database to describe deaths due to obesity in Italy, including geographic distribution and temporal trends, and to investigate associations with chronic diseases. Since 1980, mortality for obesity has increased by 18 times (standardized rate: 0.074/100,000 in 1980, 1.239 in 2009). In 2000-02 and 2006, we identified 4,358 death certificates with mention of obesity. The lower age at death, compared to all-cause deaths, confirms the association with premature death. Our results also confirm the association of obesity with diabetes and cardiovascular diseases, as well as respiratory diseases. However, since the data refer to deceased persons, they presumably include only severe obesity.

Key words: age-adjusted death rate; geographic distribution; temporal trends

giada.minelli@iss.it

 

Introduzione

 

Nei paesi sviluppati l'obesità viene considerata come uno dei 10 principali fattori di rischio per la salute; nella regione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), sovrappeso e obesità sono responsabili di circa l’80% dei casi di diabete di tipo 2, del 35% delle cardiopatie ischemiche e del 55% della malattia ipertensiva tra gli adulti, causando ogni anno oltre 1 milione di morti e 12 milioni di anni vita trascorsi in cattive condizioni di salute (1).

 

Al sovrappeso vengono attribuiti negli uomini il 9,6% della mortalità e il 6,9% dei disability-adjusted life year (DALY), mentre nelle donne, rispettivamente, l’11,5% e l’8,1%. In Italia i dati sull'obesità non sono allarmanti come quelli registrati negli Stati Uniti, dove oltre il 30% delle persone di 15 anni e più è obeso o negli altri paesi europei; la prevalenza aggiornata al 2012 in Italia è stata stimata del 9%, mostrando negli ultimi anni un trend stabile (2).

 

Con il presente lavoro si intende descrivere l'andamento della mortalità per obesità in Italia negli ultimi 30 anni e indagare, utilizzando le informazioni sulle cause multiple di decesso, l’associazione fra obesità e altre rilevanti patologie.

 

Metodi

 

La presente analisi ha utilizzato due fonti di dati di decesso, entrambe fornite dall'ISTAT: la prima è il database ufficiale delle cause di morte ISTAT (MDB), disponibile dal 1980 fino al 2009 (esclusi gli anni 2004 e 2005 non codificati dall'ISTAT) che riporta la causa iniziale di decesso secondo un sistema internazionale (International Classification of Diseseas - ICD), periodicamente aggiornato dall’OMS, con successive revisioni; la seconda fonte di dati sulla mortalità utilizzata è quella delle cause multiple di decesso che, a partire dal 1995, l’ISTAT raccoglie in modo sistematico e informatizzato e che contiene tutte le informazioni presenti sul certificato di morte sotto forma di stringhe alfabetiche, così come vengono fornite dal medico che lo redige. Pertanto è possibile disporre non solo della causa “iniziale” di morte, ma anche della causa “intermedia”, “terminale” e di tutti gli “altri stati morbosi rilevanti”. Per questa seconda fonte erano disponibili solo gli anni 2000, 2001, 2002 e 2006 (l'anno 2003 non è stato utilizzato poiché presenta dei problemi di qualità). Per la fonte MDB, sono stati selezionati i decessi per obesità con codice 278.0 secondo il sistema di classificazione ICD-9 utilizzato fino al 2002 e dal 2003 con codice E66 secondo ICD-10. Per questi soli 4 anni sono stati identificati, mediante ricerca testuale, tutti i soggetti deceduti nel cui certificato di morte fosse menzionato il termine "obesità" oppure "eccesso ponderale", in qualunque posizione del certificato (in causa iniziale, intermedia, finale o fra gli altri stati morbosi rilevanti). Utilizzando congiuntamente le due fonti di dati, linkate fra loro attraverso chiave univoca, è stato possibile ottenere il quadro patologico complessivo indicato dal medico sul certificato di morte. Dal database ufficiale delle cause di morte (MDB) sono stati calcolati per l'intero periodo disponibile (1980-2009) i tassi standardizzati di mortalità (popolazione di riferimento quella italiana al censimento 2001) e i rapporti standardizzati di mortalità regionale (standardized mortality ratio, SMR con popolazione di riferimento Italia nello stesso periodo). Inoltre, è stata valutata l'associazione tra mortalità per obesità e l'indice di deprivazione, ID (3). L'ID utilizzato, calcolato a partire dai dati del censimento del 2001, si basa su cinque condizioni che concorrono operativamente a descrivere il concetto multidimensionale della deprivazione sociale e materiale: basso livello di istruzione, disoccupazione, mancato possesso dell’abitazione, famiglia monogenitoriale e alta densità abitativa. L’indice è la somma di indicatori standardizzati categorizzati in quintili di popolazione (4).

 

Utilizzando il database delle cause multiple di decesso, mediante un metodo perfezionato all'interno dell'Ufficio di Statistica dell'Istituto Superiore di Sanità (5), sono stati calcolati gli SMR di patologia confrontando gli osservati con gli attesi rispetto al database ISTAT delle cause iniziali (MDB). Gli intervalli di confidenza al 95% sono calcolati con formula di Byar's.

 

Risultati

 

In Italia, dal 1980 al 2009, il tasso standardizzato di mortalità per obesità è cresciuto da 0,074 a 1,239, mostrando un incremento di 17,6 volte (Figura). Le regioni con numero di decessi per obesità significativamente maggiori degli attesi sono: Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Sicilia; i valori significativamente più bassi sono registrati in Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Toscana e Marche (dati non presentati).

 

Il rischio di mortalità per obesità cresce significativamente all'interno delle categorie dell'ID: la popolazione considerata deprivata o molto deprivata ha rispettivamente un eccesso di rischio del 47% e del 57% rispetto alla popolazione molto agiata (dati non presentati). La distribuzione per genere evidenzia un rischio significativamente superiore nelle donne (RR = 1,41, IC95% 1,09-1,83).

 

L'analisi dei certificati di decesso effettuata nei 4 anni presi in esame ha individuato 4.358 schede di morte con indicazione di obesità o eccesso ponderale in causa iniziale, intermedia, finale o fra gli altri stati morbosi rilevanti (0,19% del totale dei decessi avvenuti in Italia nello stesso periodo). Nel 64,3% dei casi le schede sono relative a donne; l'età media al decesso è 67 anni (61 negli uomini, 73 nelle donne), inferiore a quella rilevata per tutte le cause di decesso, pari a 77 anni (74 negli uomini, 80 nelle donne). Infatti le strutture per età delle due popolazioni risultano statisticamente differenti (p <0,0001 test di Kolmogorov- Smirnov).

 

Il 34,5% delle schede risultano avere obesità o eccesso ponderale come causa iniziale. Le cause iniziali di morte più frequenti nei soggetti con obesità o eccesso ponderale sono il diabete (SMR = 1,94, IC95% 1,71-2,18), le malattie cardiache (SMR = 1,17, IC95% 1,11-1,21) e le malattie del sistema respiratorio (SMR = 1,22, IC95% 1,11-1,36) (Tabella).

 

 

Conclusioni

 

In tutti i Paesi occidentali la prevalenza dell’obesità risulta in aumento o al più stabile (1, 2); dai dati emersi nell’indagine Multiscopo dell’Istat “Aspetti della vita quotidiana" del 2009, in Italia, nel periodo 2001-09, è aumentata la percentuale di coloro che si possono definire obesi (dall’8,5% nel 2001 al 10,3% nel 2009). In questo contesto, il nostro studio documenta un aumento della mortalità per questa patologia di circa 18 volte negli ultimi 30 anni. Anche la distribuzione territoriale degli SMR, per tutto il periodo, rispecchia il gradiente Nord-Sud proprio della prevalenza dell’obesità in Italia (6).

 

Si osserva un rischio di mortalità superiore nelle donne e un'età di decesso più precoce soprattutto negli uomini. In linea con la letteratura internazionale (4, 7) risulta significativa l'associazione con le categorie più svantaggiate dell'ID.

 

L'analisi dei singoli certificati di decesso evidenzia come l'obesità, oltre a essere una causa di morte, è presente come comorbidità in numerose patologie, tra cui quelle già note in letteratura, quali il diabete e le malattie cardiache; risultano eccessi di mortalità anche per cause respiratorie, mentre sono in difetto le patologie tumorali. Quest'ultimo dato, in contrasto con la letteratura internazionale, potrebbe derivare dal fatto che un'obesità grave come quella rilevata dal certificato di decesso porta a una mortalità più precoce (come dimostra lo studio) e aumenta la frequenza di cause di decesso non neoplastiche, in quanto le neoplasie sono correlate all'avanzare dell'età.

 

Questo lavoro riporta risultati inediti in Italia. Seppure i dati di mortalità non possano essere considerati una valida fonte per stimare l'obesità, quest'analisi può, comunque, apportare un contributo significativo all’argomento, considerando l’utilizzo di database nazionali. Va tenuto conto che, trattandosi di dati di mortalità, le informazioni a disposizione sono essenzialmente relative a obesità di tipo grave e che le stime riportate risultano essere molto conservative.

 

Riferimenti bibliografici

1. World Health Organization. Regional Office for Europe. Branca F, Nikogosian H, Lobstein T. (Ed.). The challenge of obesity in the WHO European Region and the strategies for response. Summary 2007. Edizione italiana a cura del Centro Nazionale per la Prevenzione e il controllo delle Malattie (CCM) e della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). 2008.

2. Organization for Economic Cooperation and Development. The obesity update, 2012 (www.oecd.org/health/49716427.pdf).

3. Cadum E, Costa G, Biggeri A, et al. Deprivation and mortality: a deprivation index suitable for geographical analysis of inequalities. Epidemiol Prev 1999; 23: 175-87. 4. Caranci N, Biggeri A, Grisotto L, et al. L’indice di deprivazione italiano a livello di sezione di censimento:definizione, descrizione e associazione con la mortalità. Epidemiol Prev 2010;34(4):167-76.

5. Ascoli V, Minelli G, Kanieff M, et al. Cause-specific mortality in classic Kaposi's sarcoma: a population-based study in Italy (1995-2002). Br J Cancer 2009;101(7):1085-90.

6. Gruppo Tecnico Passi. La sorveglianza Passi. Sovrappeso e obesità. 2012 (www.epicentro.iss.it/...).

7. Kuipers YM. Focusing on obesity through a health equity lens. Euro- HealthNet; 2010 ( http://eurohealthnet.eu/...).