Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

aprile 2016

Stima dei decessi per tumori attribuibili a stili di vita in Italia nel 2012

Francesca Battisti¹, Tommaso Grassi², Elisabetta Chellini¹, Giulia Carreras¹ e Giuseppe Gorini¹

¹SS Epidemiologia dell’ambiente e del lavoro, Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica (ISPO), Firenze; ²Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università degli Studi di Firenze

 

SUMMARY (Estimates of cancer deaths attributable to lifestyle, Italy, 2012) - In this study, cancer deaths attributable to lifestyle factors - tobacco smoking, unhealthy diet, physical inactivity, overweight and excessive alcohol use - were estimated for Italy and each Italian region using the methodology of the Global Burden of Disease Study, in order to give useful suggestions for primary prevention. Using mortality data from the Italian Institute of Statistics, in 2012, 54,000 cancer deaths in men and 26,000 in women in Italy were attributable to lifestyle factors, accounting for 55% and 34% of all cancer deaths in men and women, respectively.

Key words: attributable deaths; lifestyle; behavioural risk factors; primary prevention

g.gorini@ispo.toscana.it

 

Introduzione

Le malattie cronico-degenerative sono responsabili in Europa di oltre l’80% dei decessi e, tra queste, i tumori determinano il 20% dei decessi (1). Cinque fattori di rischio (FR) legati agli stili di vita (fumo di tabacco, alimentazione non salutare, inattività fisica, eccesso ponderale e uso eccessivo di alcol) sono tra i maggiori responsabili dei decessi per tumore (2). È stato stimato che la frazione dei decessi attribuibile a queste cause modificabili nei Paesi ad alto reddito sia del 37% (3).

 

Sia a livello europeo con il Codice europeo contro il cancro, che a livello nazionale (ad esempio, programma Guadagnare Salute, Piano Nazionale della Prevenzione 2014-18) sono promosse strategie intersettoriali finalizzate allo sviluppo di interventi di prevenzione primaria, mediante contrasto alla diffusione del tabagismo e all’abuso di alcol e promozione dell’attività fisica e di una sana alimentazione.

 

Scopo del presente lavoro è stimare per l’Italia nel suo complesso e per tutte le regioni italiane il carico di decessi per tumore attribuibili (TA) nel 2012 agli FR precedentemente riportati (4), e quindi a quanti decessi potrebbero essere evitati attraverso la riduzione dell’esposizione ai suddetti FR. Tale stima si basa sulla metodologia del Global Burden of Disease Study (GBD), relativa al 2010 (ultimo aggiornamento disponibile) (5).

 

Materiali e metodi

Sono stati calcolati i decessi per tumore attribuibili a fattori di rischio comportamentali applicando la formula AMij = PAFM-ij Mj (AMij = attributable mortality, mortalità per malattia j attribuibile al fattore di rischio i; PAF = population attributable fraction, frazione o rischio di malattia j attribuibile al fattore di rischio i; Mj = mortality, mortalità per malattia j) (5). Secondo la metodologia del GBD 2010 sono stati selezionati i tumori che riconoscono come fattore di rischio uno o più stili di vita oggetto dell’indagine: tumore di labbra, cavità orale e faringe, tumore della laringe, tumore dell’esofago, stomaco, colon-retto, fegato, colecisti e dotti extraepatici, pancreas, trachea, bronchi e polmone, vescica, rene e vie urinarie, prostata (uomini), cervice uterina e corpo dell’utero (donne) e leucemie (4). Dei suddetti, sono stati raccolti i dati di mortalità del 2012 per l’Italia e per le regioni italiane dal sito dell’Agenzia Regionale di Sanità della Regione Toscana (set di indicatori PARSIS, elaborazioni su dati ISTAT) (6). Ai decessi sono state applicate le frazioni o rischi attribuibili (RA) per l’Italia, specifiche per genere, sede tumorale e fattore di rischio, desunte dai dati del GBD 2010, disponibili sul sito dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (7).

 

Gli FR considerati sono: esposizione a fumo (passivo ed attivo), consumo di alcol, eccesso ponderale (indice di massa corporea >23,0 kg/m²), FR dietetici e inattività fisica (sedentarietà e bassa attività fisica). Gli FR dietetici riguardano una dieta povera in frutta e verdura, ricca di carni rosse, salumi e bevande zuccherate, povera di latte e calcio e ricca di sodio (4).

 

L'RA è direttamente proporzionale alla forza di associazione (rischio relativo) tra quel fattore di rischio e il tumore in questione e alla prevalenza di esposizione della popolazione al fattore di rischio. L'RA fornito da GBD 2010 per l’Italia non tiene conto della diversa prevalenza degli FR nelle regioni italiane. Per poterci esprimere su questo aspetto, sono stati valutati i dati di prevalenza degli FR in studio per l’Italia e per le regioni italiane per le quali sono disponibili i dati della sorveglianza PASSI (dati non mostrati) (8).

 

Risultati

In Italia, nel 2012, si sono verificati 176.634 decessi per tumore. Di questi, 80.425 sono attribuibili agli FR analizzati, pari complessivamente al 45,5% di tutti i decessi per tumore occorsi in Italia (Tabella). Analizzando i dati per sesso, 54.226 decessi per tumore negli uomini e 26.199 nelle donne sono attribuibili agli stili di vita, pari rispettivamente al 54,6% e al 33,9%. Al fumo sono attribuibili 33.478 decessi negli uomini (33,7% dei decessi per tumore) e 7.227 nelle donne (9,4%), al consumo eccessivo di alcol rispettivamente 3.291 (3,3%) e 2.187 (2,8%), all’eccesso ponderale 3.483 (3,5%) e 4.720 (6,1%), agli FR dietetici 10.965 (11,0%) e 5.571 (7,2%) e infine all'inattività fisica 3.010 (3,0%) e 6.494 (8,4%). Analizzando la distribuzione per regione, la quota percentuale dei decessi attribuibili negli uomini oscilla tra il 51% nelle Marche e il 57% nel Trentino-Alto Adige. Nelle donne oscilla invece tra il 30% nella Basilicata e il 36% nel Lazio (Tabella).

 

 

Discussione

Il 46% circa delle morti per tutti i tumori in Italia (circa 80.000 decessi nel 2012) è riconducibile a FR potenzialmente modificabili, percentuale che negli uomini sale al 54,6% e nelle donne scende al 33,9%. Questa stima appare di poco inferiore, ma in linea, con la distribuzione dei dati stimati dal GBD per il 2010 in Italia (58% negli uomini e 37% nelle donne) (4).

 

Non sempre la graduatoria regionale dei TA per un determinato fattore di rischio è in linea con quella della prevalenza di esposizione per quel fattore registrata da PASSI negli ultimi anni (dati non mostrati). Infatti, la mortalità correlata a un determinato FR rispecchia in particolar modo la prevalenza di esposizione a quell'FR occorsa nel passato. Ad esempio, la mortalità per tumore del polmone è correlata alla prevalenza di fumo occorsa nelle ultime decadi (9). L’abitudine al fumo si è diffusa in Italia con un gradiente Nord-Sud e dunque l’aumento della mortalità per il tumore del polmone nel Sud si è osservato in tempi successivi; allo stesso tempo si è osservata una diminuzione della prevalenza di fumatori prima al Nord e successivamente al Sud (10).

 

Negli uomini assume un peso rilevante la quota di decessi attribuibili al fumo, mentre nelle donne assume maggior rilevanza l’eccesso ponderale e l’inattività fisica, in relazione soprattutto al peso che questi FR hanno nell’eziologia del carcinoma mammario in post-menopausa, prima causa di morte per tumore nelle donne (11).

 

Un limite di questo studio è che non tiene conto delle interazioni tra gli FR.

 

Concludendo, nel 2012 in Italia oltre 54.000 decessi per tumore negli uomini e oltre 26.000 nelle donne sono attribuibili a stili di vita potenzialmente modificabili, tramite interventi di prevenzione primaria genere-specifici.

 

 

Il lavoro è stato svolto nell’ambito del Progetto "Comparative risk assessment of social, behavioral and environmental risk factors" finanziato da Regione Toscana-ITT (Del DG ISPO n. 53/2013).

 

Dichiarazione sul conflitto di interessi

Gli autori dichiarano che non esiste alcun potenziale conflitto di interesse o alcuna relazione di natura finanziaria o personale con persone o con organizzazioni che possano influenzare in modo inappropriato lo svolgimento e i risultati di questo lavoro.

 

Riferimenti bibliografici

1. WHO - Regional office for Europe. The European health report 2012: charting the way to well-being. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe; 2013.

2. WHO. Global action plan for the prevention and control of noncommunicable diseases 2013-2020. Geneva: WHO; 2013.

3. Danaei G, Vander Hoorn S, Lopez AD, et al. Causes of cancer in the world: comparative risk assessment of nine behavioural and environmental risk factors. Lancet 2005;366:1784-93.

4. Lim SS, Vos T, Flaxman AD, et al. A comparative risk assessment of burden of disease and injury attributable to 67 risk factors and risk factor clusters in 21 regions, 1990-2010: a systematic analysis for the Global Burden of Disease Study 2010. Lancet 2012;380:2224-60.

5. Ezzati M, Vander Hoorn S, Lopez AD, et al. Comparative quantification of mortality and burden of disease attributable to selected risk factors. In: Lopez AD, Mathers CD, Ezzati M, Jamison DT, Murray CJL (Ed.). Global Burden of Disease and Risk Factors. Washington (DC): World Bank; 2006.

6. www.ars.toscana.it/marsupio/

7. www.healthdata.org/

8. www.epicentro.iss.it/passi/

9. Lopez AD, Collishaw NE, Piha T. A descriptive model of the cigarette epidemic in developed countries. Tob Control 1994;3:242-7.

10. Gorini G, Carreras G, Allara E, et al. Decennial trends of social differences in smoking habits in Italy: a 30-year update. Cancer Causes Control 2013;24:1385-91.

11. World Cancer Research Fund. American Institute for Cancer Research. Food, nutrition, physical activity and the prevention of cancer: a global perspective. Washington (DC): AICR; 2007.