Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

rifiuti e salute

Trattamento dei rifiuti in Campania: l’impatto sulla salute

Nella Regione Campania, dal 1994 è in vigore lo stato di emergenza per il problema dello smaltimento dei rifiuti. Una gestione pluriennale non sempre corretta dell’intero ciclo dei rifiuti, sia solidi urbani che pericolosi, e le pratiche illegali legate a queste attività, hanno infatti determinato sul territorio una elevata crisi ambientale e sanitaria. Nel 2004 la pubblicazione di un primo studio epidemiologico sulla mortalità in tre comuni (segnalati con una forte concentrazione di siti di smaltimento legale e illegale di rifiuti) ha evidenziato un eccesso di rischio rispetto al resto della regione, per alcune patologie tumorali (Altavista et al., 2004). E un reportage di Lancet Oncology (pdf 24 kb), pubblicato negli stessi mesi (Senior & Mazza, 2004), ha circoscritto il rischio per la salute nel cosiddetto “triangolo della morte”. Secondo il reparto Epidemiologia dei tumori e l’ufficio di Statistica del Cnesps (pdf 44 kb), i dati presentati dalla rivista inglese non erano però sufficienti a giustificare un allarme epidemiologico. Una posizione ribadita anche da una lettera (pdf 23 kb), firmata da un gruppo di ricercatori italiani e pubblicata ancora su Lancet.

 

Il primo studio pilota

Successivamente, il dipartimento della Protezione civile ha commissionato all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) uno studio sull’impatto sanitario dei rifiuti nei comuni delle province di Napoli e Caserta. Il primo studio di fattibilità (pdf 42 kb), completato nel 2004, ha confermato la presenza di rischi elevati di mortalità per varie cause e malformazioni congenite nelle province di Napoli e Caserta. I risultati di questa prima analisi hanno messo in evidenza numerosi eccessi di rischio, rispetto al resto della Regione Campania, in comuni compresi in una determinata area, al confine tra le due province di Napoli e Caserta, e in alcuni comuni del litorale vesuviano.

 

La fase due: sintesi dei risultati

La seconda fase dello studio (a cura del Centro europeo ambiente e salute dell’Oms, del dipartimento Ambiente e connessa prevenzione primaria dell’Iss, dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr, dell’Osservatorio epidemiologico della Regione Campania e dell’Agenzia regionale per la protezione ambiente della Campania) - di cui una sintesi sul sito della Protezione civile riporta i principali risultati (leggi anche il commento di Renato Pizzuti, Osservatorio epidemiologico, Regione Campania) - è dedicata all’analisi più dettagliata degli esiti sanitari trovati in eccesso nello studio pilota. I dati si riferiscono al periodo 1994-2001 per la mortalità e al periodo 1996-2002 per le malformazioni congenite. Lo studio ha mostrato una correlazione statistica tra lo smaltimento illegale dei rifiuti in Campania e un aumento degli effetti negativi sulla salute dei cittadini. Nel rapporto, viene esaminata la correlazione di questi rischi con l'intensità delle esposizioni legate allo smaltimento dei rifiuti.

 

Nei 196 comuni di Napoli e Caserta sono stati presi in considerazione: i dati di mortalità per tutte le cause, tutti i tumori, tumore del polmone, del fegato, dello stomaco, della vescica, del rene, sarcomi dei tessuti molli e linfomi non Hodgkin (separatamente per uomini e donne, periodo 1994-2001), i dati di registrazione di malformazioni congenite, nel loro insieme e suddivise in 11 tipi (nati maschi e femmine combinati, periodo 1996-2002).

 

Sono state rilevate numerose associazioni positive e statisticamente significative (cioè non imputabili al caso) fra salute e rifiuti. Trend di rischio in aumento al passaggio da una delle cinque classi di rischio a quella superiore sono stati osservati per: mortalità generale (aumento medio di 2% per ogni classe, uomini e donne), tutti i tumori (1%, uomini e donne), tumore del polmone (2% uomini), tumore del fegato (4% uomini, 7% donne), tumore dello stomaco (5% uomini), malformazioni congenite del sistema nervoso (trend 8%) e dell'apparato uro-genitale (14%). Per le altre cause non sono stati osservati trend positivi significativi. I trend osservati si traducono in differenze marcate di rischio se si confrontano i comuni più a rischio con quelli poco o non esposti: per esempio, la mortalità generale nei comuni più a rischio è 9% in eccesso rispetto agli altri per gli uomini, e 12% in più per le donne.

 

Le associazioni osservate, la loro consistenza e coerenza, suggeriscono che le esposizioni legate al ciclo dei rifiuti, subite dalla popolazione nei decenni precedenti al 2002 (ultimo anno di disponibilità dei dati), giochino un ruolo importante fra i determinanti della salute nelle province di Napoli e Caserta. Se da un lato appare necessario colmare numerose lacune conoscitive in merito agli effetti e all'impatto sanitario, è d'altra parte urgente attivare e rafforzare misure di contenimento delle esposizioni, attraverso politiche integrate della gestione dei rifiuti. Lo studio di correlazione conferma l’ipotesi che eccessi di mortalità e di malformazioni tendano a concentrarsi nelle zone dove è più intensa la presenza di siti conosciuti di smaltimento dei rifiuti. L’associazione è infatti statisticamente significativa per numerosi esiti sanitari.

 


 

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