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influenza da nuovo virus A/H1N1
Notiziario - 17 settembre 2009

Copertura vaccinale contro l’A/H1N1v: l’ordinanza del ministero della Salute

Il provvedimento “Misure urgenti in materia di profilassi vaccinale dell’influenza pandemica A/H1N1” individua le categorie di persone a cui è diretta l’offerta di vaccinazione contro l’influenza A/H1N1v. La consegna dei vaccini alle Regioni e alle Province è prevista nel periodo compreso tra il 15 ottobre e il 15 novembre e arriverà a coprire il 40% della popolazione residente in Italia.

Le categorie prioritarie cui sarà rivolta l’offerta vaccinale sono:

  • le persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa (personale sanitario e socio-sanitario, personale delle forze di pubblica sicurezza e della Protezione civile, personale delle Amministrazioni, Enti e Società che assicurino i servizi pubblici essenziali, i donatori di sangue periodici)
  • le donne al secondo o terzo trimestre di gravidanza
  • le persone a rischio comprese tra i 6 mesi e i 65 anni
  • le persone di età compresa tra i 6 mesi e i 17 anni non incluse nei precedenti punti, sulla base delle indicazioni Emea e del Consiglio superiore di sanità
  • le persone tra i 18 e i 27 anni non incluse nei precedenti punti.
Nel corso della campagna l’offerta vaccinale sarà estesa, sulla base della disponibilità, anche ad altre categorie di persone. La campagna di prevenzione dell’influenza stagionale inizierà non oltre il 1 ottobre 2009. Per quanto riguarda le vaccinazioni delle donne in gravidanza, dei soggetti dai 6 mesi ai 17 anni e le covaccinazioni, verrà emanata un’ulteriore ordinanza dettagliata a seguito del parere del Consiglio superiore di sanità. Leggi nel comunicato stampa dell’11 settembre 2009 del ministero della Salute, l’elenco delle patologie che rendono i pazienti a maggior rischio di infezione.

 

Raccomandazioni per ridurre il rischio di trasmissione dell’H1N1 nei luoghi di lavoro

Il rischio di trasmissione dell’influenza pandemica o stagionale nei luoghi di lavoro è in gran parte condizionato dalla condivisione di spazi in ambienti confinati e da attività che espongano a contatto con il pubblico. A questo proposito, il Ccm rende disponibili le "Raccomandazioni generali ad interim per la riduzione del rischio espositivo in corso di pandemia influenza nei luoghi di lavoro" (pdf 72 kb). Il documento, aggiornato all'11 settembre 2009, esamina le azioni che datori di lavoro, dirigenti e dipendenti possono adottare per ridurre la diffusione dell’influenza nei luoghi di lavoro, e affronta le questioni relative alla gestione post-esposizione dei dipendenti, all'assistenza ai dipendenti in missione e a come le imprese devono affrontare le ricadute dell'influenza su attività e addetti.

 

Rapporto sull’influenza A/H1N1v in Italia al 13 settembre 2009

On line sul sito del ministero della Salute il report con il numero dei casi di nuova influenza A/H1N1v dal 1 maggio al 13 settembre 2009. In totale, in Italia, risultano 8.133 casi e 1 decesso. Per quanto riguarda la distribuzione totale dei casi segnalati per classi di età dal 27 luglio al 13 settembre 2009, le fasce di età più colpite sono quelle dei giovani, rispettivamente 2706 casi clinici per la fascia 15-24 anni, 1302 per la fascia 25-34 anni e 1006 per la fascia 5-14 anni. Nella settimana 37 del 2009 (7-13 settembre) si è registrato un netto calo dei casi clinici di influenza (610) rispetto alla settimana precedente (1233). Analogo andamento per i casi confermati (52 rispetto ai 129 della settimana 36) e per quelli ospedalizzati (69 contro i 144 della settimana 36). L’Emilia Romagna è la Regione che riporta il maggior numero di casi clinici (1237) e confermati (312), mentre il più alto numero di pazienti ospedalizzati si segnala in Puglia (100). Dal 27 luglio 2009 le modalità operative per la sorveglianza epidemiologica e la conferma dei casi sono state aggiornate e la diagnosi di influenza da virus A/H1N1v si basa sul solo criterio clinico e i casi vengono segnalati settimanalmente in forma aggregata dalle Regioni e Province Autonome. La conferma dei casi viene effettuata su un campione dei casi notificati settimanalmente. Sul sito del ministero della Salute, scarica il “Rapporto sull’influenza A(H1N1) in Italia al 13 settembre 2009” (pdf 649 kb).

 

Nuova sezione del sito dell’Aifa dedicata a vaccini, antivirali e farmacovigilanza

Nella cornice degli interventi di prevenzione e contenimento dell’attuale pandemia influenzale causata dal virus A/H1N1v, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) rende disponibili numerose informazioni, documenti di riferimento e link utili su vaccini pandemici, farmaci antivirali e farmacovigilanza. Per quanto riguarda i vaccini e gli antivirali è prevista la raccolta dei dati di farmacovigilanza e il monitoraggio degli eventi avversi al fine di valutare e gestire il più rapidamente possibile le informazioni di sicurezza che si renderanno disponibili nel tempo. Consulta la nuova sezione del sito dell’Aifa “Influenza A (H1N1). I vaccini, gli antivirali e la farmacovigilanza”.

 

Oms: le misure scolastiche per ridurre l'impatto della pandemia di influenza

L'esperienza ha dimostrato il ruolo delle scuole nell’amplificazione della trasmissione del virus pandemico, sia all'interno delle scuole, sia nella comunità. L'Oms raccomanda l'uso di una serie di accorgimenti che possono essere adattati alla situazione epidemiologica locale, alle risorse disponibili e al ruolo sociale svolto dalle scuole. Tra queste misure l'igiene delle mani, starnuti e tosse controllati, la pulizia, la ventilazione dei locali e misure per ridurre l'affollamento. Inoltre raccomanda che studenti, insegnanti e altri membri del personale scolastico rimangano a casa se non si sentono bene. Le decisioni su quando e se chiudere le scuole sono complesse e legate alla situazione e al contesto di appartenenza. Tuttavia, è indubbio che la chiusura della scuola abbia il merito di rallentare la diffusione dell’epidemia, soprattutto se effettuata tempestivamente. Gli studi suggeriscono che i maggiori benefici si hanno quando la chiusura avviene molto presto, prima che l’1% della popolazione si ammali. In condizioni ideali, la chiusura della scuola può ridurre la domanda di assistenza sanitaria del 30-50% al culmine della pandemia. Ovviamente, vanno considerate misure che limitano il contatto tra gli studenti anche fuori dalla scuola, infatti, se gli studenti si riuniscono in un ambiente diverso, continueranno a diffondere il virus. Senza dimenticare che la chiusura delle scuole può comportare anche tutta una serie di problemi in grado di compromettere la salute e il benessere dei bambini. Ciò avviene quando viene interrotta la somministrazione dei pasti o i figli piccoli vengono lasciati a casa senza sorveglianza. I costi economici derivanti dalla scelta di chiudere la scuola sono riconducibili principalmente alle ore di lavoro perdute dai genitori che devono rimanere a casa per prendersi cura dei propri figli, e sono quantificabili in un’assenza da lavoro maggiore del 16% rispetto alla norma. Paradossalmente la chiusura delle scuole può provocare anche un maggiore carico sull’assistenza sanitaria dal momento che molti medici e infermieri sono a loro volta genitori di figli in età scolare. Queste stime, tuttavia, variano notevolmente da un Paese all'altro a seconda di diversi fattori, tra cui la struttura della forza lavoro. Sul sito dell’Oms leggi la nota informativa 10 “Measures in school settings” (in inglese).

 

Ecdc: una panoramica della sorveglianza dell'influenza 2009/2010 nei Paesi Ue/Eea

Con l’attuale pandemia influenzale (H1N1) 2009, nei Paesi più gravemente colpiti, dove il numero di casi è aumentato in modo esponenziale, la sorveglianza della malattia attraverso la segnalazione del numero di casi è diventata insostenibile. Per rispondere a questo problema, l’Ecdc, insieme ai Paesi membri Ue/Eea e all’Oms, ha sviluppato piani per indicare all'Europa come mantenere un livello minimo di sorveglianza dell’influenza (H1N1) 2009 durante l'ondata pandemica prevista per l’autunno. Il documento tecnico “Overview of surveillance of influenza 2009/2010 in the Eu/Eea” (pdf 437 kb) messo a punto dall’Ecdc, è supportato dal protocollo di segnalazione “Reporting protocol for Influenza data submission to TESSy”, che descrive l'implementazione tecnica della raccolta dei dati nel sistema di sorveglianza europeo Tessy e le risorse di supporto a disposizione degli Stati membri durante la raccolta dei dati.

 

Sviluppare un vaccino per l’influenza pandemica e vincere la sfida dell’equità
La pressione imposta dalla forte richiesta di vaccini non deve far dimenticare gli standard di sicurezza e non deve far abbandonare i gruppi ad alto rischio. Secondo l'ultimo sondaggio dell’Oms Europa, su una popolazione totale della regione europea dell'Oms di oltre 890 milioni di persone in 53 Paesi, circa 700 milioni di persone vivono in Paesi che hanno inoltrato contratti di acquisto con i produttori di vaccini o capacità di produzione locale. Ciò significa che 190 milioni di persone sono al di fuori di questo sistema e più della metà risiede in Paesi che fanno affidamento sul sostegno dell’Oms per le proprie scorte di vaccino. La maggior parte (70%) dei potenziali produttori di vaccini si trova nella regione europea. Nei prossimi mesi dovranno essere vaccinati i gruppi prioritari, ma sebbene non siano disponibili sufficienti dosi, anche le persone che non rientrano in queste categorie vorranno essere vaccinate. Lo stesso problema si porrà a livello mondiale tra i Paesi che possono acquistare grandi quantità di vaccini e quelli che, invece, saranno esclusi da questo mercato. Le questioni di solidarietà ed equità diventano ancora più acute in tempi di crisi. L’Oms sta attualmente trattando con i produttori di vaccini, le banche per lo sviluppo e i donatori per vedere in che modo rendere disponibili il più presto possibile i vaccini ai Paesi a basso e medio reddito. Per ora, attraverso l’Oms è arrivato l’impegno a donare 150 milioni di dosi di vaccino pandemico. Sul sito dell’Oms Europa leggi l’articolo originale “No compromise on pandemic vaccine safety in the pursuit of quick delivery. WHO European governing body discusses challenges of pandemic influenza vaccine development” (in inglese).

 

The Lancet: ben tollerate dagli adulti sani le alte dosi di oseltamivir
I risultati di uno studio randomizzato multicentrico in doppio cieco, sponsorizzato dalla Hoffmann-La Roche Inc. (Usa), produttrice dell’oseltamivir, hanno evidenziato che il farmaco antivirale oseltamivir è stato ben tollerato dagli adulti sani in dosi fino a 450 mg due volte al giorno. Sebbene la Food and Drug Administration abbia approvato l'uso di oseltamivir (Tamiflu) negli adulti con un trattamento di 75 mg due volte al giorno per 5 giorni, ci si è domandati se fosse possibile elevare il dosaggio, in caso di maggior carico virale o di virus più virulento. Lo studio ha preso in esame 391 volontari adulti sani di età compresa tra i 18 e i 65 anni provenienti da nove centri medici, che sono stati randomizzati con il seguente regime giornaliero di doppio dosaggio di oseltamivir per 5 giorni: placebo (100), 75 mg (95), 225 mg (97) e 450 mg (99). Ai volontari era richiesto di essere in buona salute generale con normali segni vitali, test di laboratorio e ECG, un indice di massa corporea compreso nel 40% dei limiti normali della popolazione in studio. Inoltre si richiedeva che le donne fossero almeno il 40% della popolazione in esame. L'età media dei pazienti era di 34 anni, il 53% erano donne e l’81% bianchi. Tutte le dosi di oseltamivir sono state ben tollerate. Il mal di testa è stato l'evento avverso più comune e si è verificato nel 20% del gruppo placebo, nel 17% del gruppo dei 75 mg, nel 24% del gruppo dei 225 mg e nel 23% del gruppo dei 450 mg. Sono stati osservati anche eventi gastrointestinali, vertigini e sensazioni di calore o vampate di calore, tanto più frequentemente quanto più era elevata la dose di farmaco. Anche se lo studio conferma un aumento di eventi gastrointestinali, questi non sono limitanti. Solo quattro pazienti si sono ritirati dallo studio a causa di eventi avversi. Nessun effetto è stato osservato sui parametri cardiaci e di laboratorio. Leggi l’articolo originale “High Doses of Oseltamivir Are Well Tolerated by Healthy Adults” pubblicato il 14 settembre sul sito della rivista The Lancet.

 

Al via i primi trial per testare il vaccino per l’A/H1N1v nelle donne incinte

Le donne incinte sono a maggiore rischio di complicazioni da influenza A/H1N1v e i Cdc americani raccomandano che siano incluse tra i gruppi prioritari delle campagne di vaccinazione. Il primo trial clinico per testare il vaccino contro il virus dell’influenza A/H1N1 nelle donne incinte avrà inizio nel corso della terza settimana di settembre 2009 e coinvolgerà 120 donne tra i 18 e i 39 anni nel secondo o terzo trimestre di gravidanza. Alle pazienti sarà somministrata una dose di 15 o di 20 microgrammi di vaccino (contenente virus inattivato) e dopo 21 giorni ognuna di esse riceverà una seconda dose. Durante l’indagine saranno prelevati dalle madri campioni di sangue a intervalli regolari ed eventualmente dai cordoni ombelicali, in modo da determinare la quantità di anticorpi trasferita al feto attraverso la placenta. Lo studio sarà condotto in 6 centri medici che fanno parte della rete Niaid (National Institute of Allergy and Infectious Diseases) e delle Vteus (Unità per la Valutazione del Trattamento). Leggi l’articolo originale “H1N1 Trials Begin for Pregnant Women” (in inglese) pubblicato il 9 settembre 2009 sulla rivista The Lancet.

 

Individuare il virus dell’influenza A/H1N1v con il test PCR in tempo reale

Durante il primo periodo di diffusione dell’epidemia d’influenza A/H1N1v non erano disponibili test diagnostici specifici per la nuova influenza. Subito dopo la sua individuazione, la sequenza del nuovo virus è stata resa disponibile pubblicamente ed è stato prodotto e distribuito un test di prova in RT-PCR (real time PCR). I test basati sull’antigene non sono ancora stati valutati pienamente, ma non sono in grado di distinguere tra il ceppo dell’influenza A stagionale e quello dell’influenza A/H1N1v. Per questo tipo di test sono inoltre presenti segnalazioni di falsi negativi. Al contrario, il test RT-PCR, la cui efficacia nella diagnosi dell’influenza stagionale era già nota, in uno studio tedesco pubblicato da Eurosurveillance il 10 settembre 2009 è risultato efficace anche per l’influenza A/H1N1v. Per il test RT-PCR, il LOD (limit of lower detection) è risultato paragonabile a quello dei kit diagnostici in commercio, la specificità è stata provata in diversi studi e l’applicabilità clinica è stata dimostrata nel primo caso di influenza in Germania e in altri 200 casi confermati successivamente. Non sono stati segnalati né falsi negativi, né falsi positivi. Il test generale per l’influenza A raccomandato dall’Oms ha la stessa sensibilità del test specifico per il virus H1N1 e può essere utilizzato per l’individuazione simultanea del virus dell’influenza A/H1N1v e del virus del ceppo stagionale. Leggi l’articolo originale “Detection of influenza A(H1N1)v virus by real-time RT-PCR” (in inglese) pubblicato da Eurosurveillance il 10 settembre 2009.

 

Il manuale del Niv per l'organizzazione di un Centro di vaccinazione di massa

La somministrazione di un elevato numero di dosi di vaccino alla popolazione in un periodo di tempo molto breve può richiedere, analogamente a quanto prospettato in altri Paesi, l'allestimento di siti di vaccinazione temporanei presso alcune strutture comunitarie, come i cosiddetti Centri di vaccinazione di massa (Cvm). Il Network italiano dei servizi di vaccinazione (Niv) pubblica un documento rivolto agli operatori dei servizi vaccinali, che propone un modello con le principali attività e gran parte degli aspetti che è opportuno considerare nell’organizzazione di un Cvm. Per l’esperienza maturata in occasione della vaccinazione di massa antimeningococcica effettuata nel 2007-2008, la redazione del documento è stata affidata a un gruppo di lavoro del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda Ulss 9 di Treviso. Scarica il “Manuale per l’organizzazione di un centro di vaccinazione di massa” (pdf 616 kb).

 

Genova: i risultati del sistema di sorveglianza sindromica

Disponibile il report dell’11 settembre 2009 (pdf 350 kb) relativo all'attività di sorveglianza sindromica nell'area metropolitana genovese. Il rapporto è integrato con i dati di sorveglianza virologica che riguarda il periodo post epidemico. Il 2 settembre l'incidenza di accessi per sindromi simil-influenzali (Ili) ha sfondato la soglia epidemica e da allora gli indicatori di attività sono stati costantemente superiori alla soglia con una media dell’indicatore pari a 2,67. Dal superamento della soglia, osservato il 25 luglio, l’indicatore di attività è stato superiore di quasi 5 volte (+ 463%), rispetto a quanto osservato nelle stagioni precedenti. Nulla di rilevante per quanto riguarda gli accessi al Pronto Soccorso per le infezioni delle basse vie respiratorie (Lrti). Le classi d’età che presentano il più elevato numero di pazienti colpiti dall’infezione sono quelle degli adolescenti e dei teenager: il 28% e il 30% dei casi positivi è stato riscontrato, rispettivamente, nelle fasce 11-15 anni e 16-20 anni. Meno del 10% delle infezioni si è verificato in bambini di età inferiore ai 10 anni. Rara l’infezione negli anziani: sono stati osservati solo 2 casi in individui con età superiore a 60 anni. La distribuzione dei casi confermati per classe d’età ha mostrato un’evoluzione dal primo rilevamento avvenuto il 5 giugno 2009: la percentuale di giovani è andata via via diminuendo passando dal 60% nei mesi di giugno e luglio al 32% nelle ultime settimane. Scarica il report (pdf 350 kb).

 


Ultimo aggiornamento lunedi 11 maggio 2015

 

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