Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Sorveglianza ostetrica (Itoss)

Sepsi materna e perinatale: il progetto Oms Global Maternal Sepsis Study (Gloss)

14 giugno 2018 - A livello globale la sepsi è una delle cause principali di mortalità materna e neonatale [1-3]. Negli anni compresi tra il 2003 e il 2009, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha stimato che la sepsi sia stata responsabile del 10,7% delle morti materne [1]. Una revisione sistematica nel 2013 ha attribuito il 15,6% delle morti neonatali nel mondo alla sepsi [2]. Nei Paesi ad avanzato sviluppo economico i dati disponibili riportano un’incidenza compresa tra 9 e 49 casi per 100.000 parti per anno e un’elevata letalità della condizione [3]. La mancanza di definizioni standard, di criteri di identificazione validati e di strumenti efficaci nel predire la diagnosi sono le cause principali dell’incertezza delle stime della condizione in ambito ostetrico. Una definizione chiara e condivisa della sepsi che faciliti il confronto a livello nazionale e internazionale e permetta di valutare la frequenza del fenomeno e l’efficacia degli approcci terapeutici è di fondamentale importanza anche per ridurre e/o prevenire le morti causate da sepsi [4].

 

Quest’anno l’Oms, nell’ambito della “Global maternal and neonatal Sepsis Initiative” [5-7] che si prefigge di accelerare la riduzione della quota evitabile di morti materne e neonatali dovute alla sepsi a livello globale, ha promosso lo studio multicentrico “Global Maternal Sepsis Study” (Gloss) che prevede con una settimana di raccolta dati (dal 28/11/2017 al 04/12/2012) relativi a qualsiasi donna in gravidanza, o entro 42 giorni dal suo esito, soggetta ad accertamenti o a trattamenti per una possibile infezione e che sia stata ricoverata per almeno 12 ore. L’obiettivo principale del progetto è la validazione di un set di criteri per l’identificazione precoce della sepsi materna nei Paesi ad alto e basso reddito, la stima dei tassi di incidenza, la descrizione e l’analisi degli esiti dei casi di sepsi sospetta o certa relativi alle madri e ai loro neonati. Inoltre, nei soli Paesi europei, è previsto un approfondimento mirato a descrivere l’uso degli antibiotici per il trattamento delle sepsi materne e a indagare la condizione delle donne migranti e l’eventuale variabilità nei protocolli terapeutici per il trattamento delle infezioni gravi in questa popolazione. Allo studio multicentrico partecipano contemporaneamente 58 Paesi del mondo. Le nazioni europee coinvolte (Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito, Slovacchia e Italia) fanno parte dell’International Network of Obstetric Survey System (Inoss) che conduce studi multicentrici sulla morbosità materna grave [8].

 

La collaborazione italiana con Gloss

Itoss, grazie a procedure di record-linkage tra certificati di morte e schede di dimissione ospedaliera (Sdo), ha stimato in 8 Regioni italiane, che coprono il 73% dei nati del Paese, un rapporto specifico di mortalità materna per sepsi pari a 0,2/100.000 nati vivi negli anni 2006-2012.

 

I dati della sorveglianza attiva Iss-Regioni hanno evidenziato un aumento di frequenza della sepsi quale causa di mortalità materna nel tempo. Nel 2006-2012 la condizione risultava la quarta causa per frequenza, seconda negli anni 2013-2015.

 

Itoss nominato dall’Oms focal point per la stima della mortalità materna in Italia [9] è stato chiamato a partecipare alla realizzazione di Gloss. La raccolta dei dati, nel rispetto delle definizioni di caso adottate dallo studio, viene realizzata in Lombardia (la Regione con il più alto numero di parti - 85.708 nel 2014 - circa il 17% dei parti registrati in Italia [10]), con la preziosa collaborazione della rete dei professionisti sanitari che partecipano alle attività di sorveglianza ostetrica coordinate dall’Iss.

 

La popolazione di Gloss e la procedura

Lo studio trasversale, population based, esamina le informazioni relative alle donne in gravidanza o entro 42 giorni dal suo esito che siano state sottoposte ad accertamenti o trattamenti per una infezione presunta tra le ore 00:00 del 28/11/2017 e le 24:00 del 04/12/2017 e che siano state ricoverate per almeno 12 ore presso i presidi sanitari, pubblici e privati, dotati di una unità di ostetricia e neonatologia o di una terapia intensiva neonatale.

 

Lo studio, promosso anche dalla Sepsis Global Alliance (Gsa), mira ad accrescere la consapevolezza del carico globale della sepsi materna e neonatale tra i professionisti sanitari, i decisori politici e i cittadini incluse le donne in gravidanza, le madri e i loro familiari. Per promuovere la riduzione delle morti materne e neonatali prevenibili l’Oms ritiene strategico organizzare una raccolta dati a livello globale che permetta di condividere una definizione comune di sepsi in ambito ostetrico, indispensabile alla realizzazione di una futura ricerca di qualità.

 

Per quanto riguarda il contesto europeo, tenuto conto dell’emergenza delle resistenze antimicrobiche e del Piano “European One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance” [11] con cui la Commissione europea si è impegnata a fronteggiare l’antibiotico-resistenza con politiche nazionali per il corretto uso degli antibiotici, Gloss mira a far luce sull’uso degli antibiotici nel trattamento delle infezioni e della sepsi materna e neonatale. In uno scenario dominato da crescenti flussi migratori Gloss potrà inoltre fornire agli operatori strumenti di intervento volti ad assicurare una risposta efficace al bisogno di tutela della salute dei migranti.

 

Nel contesto nazionale italiano lo studio Gloss si affianca al progetto population based sulla morbosità materna grave su quattro emergenze ostetriche, tra le quali anche la sepsi, che coinvolge 9 Regioni della rete della sorveglianza ostetrica Iss, che coprono il 75% dei nati (consulta la pagina dedicata al progetto sulla morbosità materna grave).

 

Bibliografia

  1. Say L, Chou D, Gemmill A, Tunçalp Ö, Moller AB, Daniels J, Gülmezoglu AM, Temmerman M, Alkema L. Global causes of maternal death: a WHO systematic analysis. Lancet Glob Health 2014;2(6):e323-33
  2. Chan GJ, Lee AC, Baqui AH, Tan J, Black RE. Risk of early-onset neonatal infection with maternal infection or colonization: a global systematic review and meta-analysis. PLoS Med. 2013;10(8)
  3. Oud L. Pregnancy-Associated Severe Sepsis: Contemporary State and Future Challenges. Infect Dis Ther 2014;3(2):175-89
  4. Bonet M, Nogueira Pileggi V, Rijken MJ, Coomarasamy A, Lissauer D, Souza JP,Gülmezoglu AM. Towards a consensus definition of maternal sepsis: results of a systematic review and expert consultation. Reprod Health. 2017;14(1):67
  5. The Global Maternal and Neonatal Sepsis Initiative: a call for collaboration and action by 2030. Lancet Glob Health 2017;5(4):e390-e391
  6. Bonet M, Souza JP, Abalos E, Fawole B, Knight M, Kouanda S, Lumbiganon P, Nabhan A, Nadisauskiene R, Brizuela V, Metin Gülmezoglu A. The global maternal sepsis study and awareness campaign (GLOSS): study protocol. Reprod Health. 2018;15(1):16
  7. D'Aloja P, Lega I, Maraschini A, Donati S. [WHO GLOSS: a global study to promote the reduction of preventable maternal and neonatal deaths related to sepsis]. Recenti Prog Med. 2017;108(9):363-365.
  8. Knight M, INOSS. The International Network of Obstetric Survey Systems (INOSS): benefits of multi-country studies of severe and uncommon maternal morbidities. Acta Obstet Gynecol Scand 2014; 93: 127-31
  9. Donati S. Maternal mortality estimates. Lancet 2014;384(9961): 2210
  10. Rapporto sull'evento nascita in Italia (CeDAP) relativo all'anno 2014. A cura di Ministero della Salute. Anno 2017
  11. WHO.org. Drug resistance: Antimicrobial resistance: global report on surveillance 2014. http://www.who.int/drugresistance/documents/surveillancereport/en/