OKkio alla Salute. Risultati aziendali dell’indagine 2010
Il 31,1% dei bambini intervistati nella Asl Roma D presenta un eccesso ponderale (che comprende sovrappeso e obesità): si tratta del valore più basso registrato nelle Asl laziali durante l’indagine 2010 di OKkio alla Salute. Dopo la pubblicazione di tutti i report regionali di OKkio alla salute 2010, sono ora disponibili online i primi report aziendali. Il Cnesps, infatti, nell’ambito della sorveglianza, ha predisposto gli strumenti per la realizzazione dell’analisi dei dati raccolti e proposto un modello di report applicabile a livello regionale e aziendale per la divulgazione dei risultati. Per maggiori informazioni consulta il report della Regione Lazio (pdf 798 kb) e i report aziendali relativi a: Asl Roma A (pdf 865 kb), Asl Roma B (pdf 1,2 Mb), Asl Roma C (pdf 1,6 Mb), Asl Roma D (pdf 1,5 Mb) e Asl Roma G (pdf 1,6 Mb).
Alcol e lavoro? Non sei sicuro! (pdf 292 kb)
L'abuso di alcol influisce sostanzialmente sulle condizioni dei lavoratori, riduce la produttività ed espone maggiormente ai pericoli sul luogo di lavoro. La Regione Lazio, pubblica l'opuscolo“Alcol e lavoro? Non sei sicuro!” (pdf 292 kb) con l’intento di stimolare l’adozione di politiche aziendali di autocontrollo riguardo al consumo di alcol sul lavoro. Il documento intende dare risposte a una serie di domande che interessano l’insieme delle figure della prevenzione in ambito aziendale, in materia di rispetto del divieto di somministrazione e assunzione di bevande alcoliche sul luogo di lavoro, previsto dalla L. 125/2001, per quelle mansioni a elevato rischio per la sicurezza dei lavoratori e l’incolumità di terzi, indicate nell’elenco allegato all’Intesa della Conferenza Stato-Regioni del 16 marzo 2006. L’opuscolo, disponibile sul sito regionale laziosaluteesicurezza.it, è a cura del gruppo di lavoro regionale dei referenti della promozione della salute sul lavoro, con il coordinamento del Centro promozione salute sul lavoro (Cpsl) della Asl Roma G e la supervisione di Emanuele Scafato (Osservatorio nazionale alcol, Cnesps- Iss).
1738 genitori chiamati a presentare il proprio bambino per visita e test diagnostico, in tre settimane: l’indagine epidemiologica, coordinata dalla Asl Roma E, in collaborazione con l’Agenzia di sanità pubblica della Regione, l’Istituto nazionale per le malattie infettive “L. Spallanzani”, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, l'Azienda ospedaliera S. Camillo e il Policlinico Gemelli stesso, ha ottenuto una compliance altissima (95%). Questo tenendo conto anche del periodo (in agosto molte famiglie erano in ferie), della quota di non residenti (il Gemelli attrae partorienti da tutto il Centro-Sud d’Italia) e dell’invasività di un prelievo sanguigno di 3 ml in un neonato. Nella scelta della popolazione esposta è stata adottata una definizione che generalmente si applica ai contatti stretti e conviventi, cioè tutti i bambini presenti nel nido fino a tre mesi prima dell'inizio sintomi dell'infermiera. Sono stati così inclusi tutti i bambini nati nell’ospedale dal 1 gennaio 2011 fino al 28 luglio 2011 (48 ore dopo l’ultimo turno lavorativo dell’infermiera). Per lo screening l’unità di coordinamento si è orientata su di un test basato sul rilascio di gamma-interferone (IGRA). L’obiettivo era di individuare i soggetti con infezione tubercolare latente e selezionare i bimbi da sottoporre a profilassi. Durante le indagini vi è stata una enorme pressione da parte dei media. La comunicazione del rischio è stato uno dei punti più critici: mentre per i genitori dei bambini esposti il contatto diretto con gli operatori ha potuto veicolare un messaggio chiaro, tutti i genitori di bimbi non inclusi nella coorte, ma nati recentemente nel reparto in questione, hanno ricevuto le informazioni solo dai media, che hanno spesso fatto confusione fra positivi al test e malati creando disorientamento e ansia. Per i dettagli dell’indagine scarica il documento completo (pdf 109 kb) e l'approfondimento.
Ospedale Bambin Gesù: il progetto “MammaInForma”
La gravidanza inizia dal momento del concepimento e gli eventi fondamentali per il sano sviluppo dell’embrione avvengono proprio nelle prime settimane dopo il concepimento, quando la donna non ha ancora scoperto di essere incinta. L’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma lancia “MammaInForma”, una ricerca medico-scientifica rivolta a tutte le donne in età fertile che stanno pensano a una gravidanza. Lo studio ha lo scopo di identificare, nella popolazione partecipante all’indagine, la prevalenza dei fattori di rischio per gli esiti sfavorevoli alla riproduzione attraverso una strategia innovativa per la prevenzione basata solo sull’uso di Internet. La partecipazione allo studio è semplice, veloce e completamente gratuita. Per aderire è sufficiente visitare il sito MammaInForma e registrarsi nella sezione dedicata. Leggi l'approfondimento.
Asp Lazio: rapporto 2009 su infortuni e malattie professionali
Con 61.498 denunce di infortunio, registrate nel 2009, nella Regione Lazio si osserva una lieve diminuzione rispetto ai valori del 2000 (62.320 casi). Una tendenza positiva che aumenta confrontando i dati sugli infortuni definitivi positivamente (-18,8% tra il 2000 e il 2009), soprattutto tra gli uomini. Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto 2009 “Infortuni sul lavoro e malattie professionali nel Lazio” (pdf 1,8 Mb) realizzato dalla Regione Lazio, un documento che delinea la situazione infortunistica della Regione e traccia lo scenario sulle malattie professionali più frequenti tra i lavoratori laziali. Per maggiori informazioni visita il sito di Lazio Sanità e scarica il documento (pdf 1,8 Mb).
Prescrizione farmaceutica nel Lazio. I dati 2009 in un rapporto Istisan
Nel 2009, la spesa a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) è diminuita del 5,7% rispetto all’anno precedente, la prescrizione di farmaci equivalenti ha raggiunto il 45% delle dosi e circa il 66% della popolazione ha ricevuto almeno una prescrizione. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto Istisan “Prescrizione farmaceutica nella Regione Lazio. Analisi dei dati relativi al 2009” (pdf 2 Mb). Secondo il documento, i farmaci dell’apparato cardiovascolare rappresentano la principale categoria terapeutica a carico del Ssn, con il 46% delle DDD (Defined Daily Dose o Dose Definita Die) e il 33% della spesa. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 2 Mb).
Progetti di farmacovigilanza: bando 2011
On line il bando per la proposta di progetti di ricerca nell’area della farmacovigilanza della Regione Lazio. Le proposte di progetto, su temi relativi ad appropriatezza prescrittiva, sicurezza e buon uso dei farmaci, potranno essere presentate da dipendenti di strutture pubbliche o no profit, operanti nella Regione Lazio in ambito di assistenza sanitaria e/o ricerca scientifica. La scadenza per la presentazione delle proposte di ricerca è fissata per le ore 12 del giorno 22 giugno 2011. Per maggiori informazioni visita le pagine dedicate sul sito della Regione Lazio.
Osservatorio Ambientale della centrale termoelettrica Enel di Civitavecchia Torrevaldaliga Nord
Rispetto alle medie laziali, i Comuni di Civitavecchia, Allumiere, Tarquinia, Tolfa e Santa Marinella presentano una minore incidenza delle patologie cardiovascolari ma una maggiore incidenza di patologie croniche dell’apparato respiratorio, un maggiore tasso di mortalità tumorale tra gli uomini (per tumori a polmoni, pleura e tessuto linfoematopoietico) e di ricoveri a causa del tumore alla mammella tra le donne. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Osservatorio ambientale della centrale termoelettrica Enel di Civitavecchia Torrevaldaliga Nord” (zip 2,8 Mb) realizzato dall’Osservatorio ambientale della centrale, un sistema di monitoraggio istituito dalla Regione nel marzo 2010 per esaminare e valutare le ricadute della centrale sull’ambiente e sulla salute della popolazione. Per maggiori informazioni scarica il rapporto completo (zip 2,8 Mb) e consulta le pagine web della Regione Lazio dedicate al rapporto.
OKkio alla Salute. Risultati dell’indagine 2010. Regione Lazio
Nella Regione Lazio, complessivamente il 35,3% dei bambini presenta un eccesso ponderale e il 64% risulta normopeso, il 30% e il 19% consumano rispettivamente frutta e verdura 2-3 volte al giorno e il 64% fa una colazione adeguata. Riguardo alla pratica dell’attività fisica, 1 bambino su 5 risulta fisicamente inattivo (specialmente le bambine) e appena poco più di 1 bambino su 10 raggiunge un livello di attività fisica raccomandato per la sua età. Sono alcuni dei dati regionali della seconda rilevazione di OKkio alla Salute. Il Cnesps, infatti, nell’ambito della sorveglianza, ha predisposto gli strumenti per la realizzazione dell’analisi dei dati raccolti a livello locale e proposto un modello di report regionale per la divulgazione dei risultati. Scarica il documento completo (pdf 798 kb) e visita le pagine del sito di OKkio alla Salute dedicate ai report regionali.
Stili di vita e salute dei giovani in età scolare – Rapporto sui dati regionali 2009-2010
Tra i tredicenni laziali emerge la prevalenza della sedentarietà, con poco tempo dedicato all’attività fisica, e una criticità nei consumi settimanali di frutta e verdura. Inoltre, tra i comportamenti scorretti indagati, emerge che il 4% degli intervistati di entrambi i sessi fuma almeno una volta alla settimana e il 14% dei ragazzi assume alcol almeno una volta alla settimana. Sono alcuni dei dati presenti nel report regionale 2009-2010 Hbsc (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare). Per maggiori informazioni scarica il rapporto “Stili di vita e salute dei giovani in età scolare – Rapporto sui dati regionali 2009-2010” (pdf 1 Mb) e visita il sito Hbsc Italia.
Cause di mortalità e morbosità materna e messa a punto di modelli di sorveglianza
La Regione Lazio ha partecipato a uno studio multicentrico sulla mortalità e morbosità materna grave (near miss) promosso e coordinato dal Cnesps-Iss e finanziato dal Ccm. I dati della Regione Lazio nel periodo 2001-2005, hanno rilevato 77 decessi di donne residenti. Il 47% dei decessi è avvenuto entro 42 giorni dal parto e, tra questi, nel 50% dei casi si è trattato di morti per causa diretta. Il 53% è avvenuto invece tardivamente (43-365 giorni) con il 73% di morti indirette. I risultati sono divisi in due sezioni: i dati di mortalità materna per gli anni 2001-2005, i casi di near miss per gli anni 2004-2005. Nel biennio 2004-2005, nel Lazio sono stati identificati 210 casi di morbosità materna grave con un tasso pari a 2 per 1000 parti. Il 34% dei near miss aveva un’età superiore ai 35 anni. La Regione Lazio ha anche istituito un Sistema di sorveglianza sulle morti materne (Sismm) che registra i decessi di donne in gravidanza o che, nei 42 giorni precedenti il decesso, abbiano avuto un parto o un aborto, spontaneo o volontario. Per ulteriori dettagli scarica il documento completo (pdf 244 kb).
Prescrizione farmaceutica in Lazio nei primi 9 mesi del 2010
Tra gennaio e settembre 2010, nel Lazio, la spesa farmaceutica territoriale lorda si è attestata ad oltre 1 miliardo di euro, in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,3%). In crescita anche gli altri indicatori di prescrizione: ricette +4,4%, ticket +8,4%, spesa a carico Ssn +2%. Viceversa lo sconto fa rilevare una netta diminuzione del 17%. Sono alcuni dei dati del rapporto della prescrizione territoriale dei farmaci nella Regione Lazio nei primi nove mesi del 2010. Scarica il rapporto (300 kb). Sono disponibili inoltre le presentazioni del convegno “La farmacovigilanza nella Regione Lazio” che si è tenuto a Roma il 31 gennaio 2011. Scarica le presentazioni.
Indagine sui consultori familiari del Lazio - 2010
Laziosanità - Agenzia di sanità pubblica ha pubblicato l’indagine regionale sui consultori familiari relativa ai mesi giugno 2008 - luglio-dicembre 2009. Secondo la legge 34/96 per garantire un buon servizio ai cittadini è necessaria la presenza di un consultorio familiare (Cf) ogni 20 mila abitanti nelle zone urbane e metropolitane e uno ogni 10 mila abitanti nelle zone rurali e semiurbane. Dall’indagine emerge che lo standard non viene raggiunto in nessuna Asl, ad eccezione di quella di Rieti e che le Asl della città di Roma sono particolarmente carenti. Anche i requisiti minimi di apertura (almeno 4 mattine e 2 pomeriggi alla settimana) non sono sempre rispettati e le liste di attesa superano spesso la settimana per prestazioni come visite ginecologiche e pediatriche e consulenze psicologiche. La percentuale di consultori familiari che hanno un’equipe multidisciplinare, costituita almeno da un ginecologo, un pediatra, uno psicologo, un’ostetrica e un’assistente sociale (requisito essenziale per realizzare le azioni prioritarie previste dal Pomi) sono solo il 34%. Alla luce dei risultati dell’indagine, Laziosanità ha elaborato alcune proposte tra cui: ridurre le differenze tra le Asl rispetto alla presenza di Cf e di personale a essi afferenti (portando il rapporto Cf/abitanti almeno al valore medio regionale nelle Asl che sono sotto di questa soglia), garantire la presenza dedicata in ogni Cf della figura professionale dell’ostetrica e dell’assistente sociale e integrare l’attività di prima istanza con quella svolta dai presidi ambulatoriali dell’azienda. Scarica il documento (pdf 606 kb).
I parti cesarei nel Lazio: i dati degli anni 2008, 2009 e dei primi 5 mesi del 2010
Pubblicati sul sito dell’Agenzia di sanità pubblica della Regione Lazio i dati sulla frequenza del taglio cesareo negli istituti di ricovero del Lazio. Nel 2009, il ricorso al taglio cesareo è stato pari a 45 ogni 100 nati vivi, un valore in crescita rispetto al 2008 (44%) e molto al di sopra rispetto a quello previsto e raccomandato da agenzie internazionali come l’Oms, che consigliano un ricorso a questa pratica non superiore al 20%. Le ragioni che spiegano questo fenomeno comprendono non solo fattori clinici, ma anche fattori non clinici legati all’ambiente assistenziale, alla preparazione e alle attitudini dei singoli operatori e al contesto sociale, culturale e sanitario in cui la donna vive la propria gravidanza e il proprio parto. ha pubblicato sul proprio sito una pagina da cui è possibile accedere ai dati sul taglio cesareo nei vari istituti sanitari. Sul sito di Laziosanità - Agenzia di sanità pubblica, scarica i dati sulla frequenza del taglio cesareo negli istituti di ricovero del Lazio.
La campagna regionale “Prego... un sorriso” (2010): la campagna si rivolge a tutti i bambini e ragazzi da 0 a 14 anni, ai docenti delle scuole e alle donne in gravidanza. L’iniziativa prevede la prevenzione e il trattamento odontoiatrico gratuito da parte della Ausl di Viterbo su tutto il territorio provinciale e garantisce assistenza e interventi gratuiti anche a persone in particolari condizioni sociali (reddito annuo inferiore ai 10 mila euro, senza fissa dimora, rom, sinti, rifugiati, richiedenti asilo e detenuti). Leggi il comunicato stampa della Regione Lazio, scarica la brochure (pdf 2,9 Mb) e guarda il video.
Il Centro di promozione della salute sul lavoro della Asl Roma G
Allo scopo di affiancare alle attività di prevenzione, vigilanza e controllo, proprie dei servizi PreSal, la prevenzione delle malattie croniche dei lavoratori, è nato all’interno del dipartimento di Prevenzione della Asl Roma G, il Centro di promozione della salute sul lavoro (Cpsl) di riferimento regionale. Molte malattie croniche e professionali, infatti, sono il risultato della interazione di fattori legati allo stile di vita e di fattori legati all’ambiente di lavoro, e un piano di prevenzione di queste patologie deve quindi agire su entrambi i livelli. Il Centro si propone di produrre un supporto tecnico-scientifico in tema di progettazione, comunicazione istituzionale e realizzazione di programmi di promozione della salute sul lavoro, oltre che di sviluppare documentazione, formazione, studio, ricerca, partenariati e reti di lavoro regionali per la prevenzione delle patologie croniche e delle dipendenze sul lavoro. Al Centro compete anche l'aggiornamento costante del canale della promozione della salute del sito web regionale. Leggi la presentazione del progetto (pdf 164 kb).
Infortuni sul lavoro e malattie professionali nel Lazio - 2008
Laziosanità - Agenzia di sanità pubblica ha pubblicato il “Rapporto regionale sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali”, edizione 2008. Il documento offre un’analisi del fenomeno infortunistico della Regione Lazio per l’anno 2008, individua le tipologie di eventi che più frequentemente si verificano sul territorio, le categorie di lavoratori e i comparti maggiormente soggetti a infortunio, con lo scopo di identificare le aree dove attuare interventi di prevenzione efficaci. Secondo l’Osservatorio regionale sulla sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro, il fenomeno infortunistico è diffuso a tutti i settori lavorativi, dall'edilizia all'industria, dal commercio ai servizi e all'agricoltura. I comparti con maggior frequenza di infortuni nel Lazio nel 2008 sono risultati essere i servizi e le costruzioni. Per quanto riguarda gli infortuni mortali denunciati, nel 2008 i comparti maggiormente coinvolti sono i servizi, le costruzioni, l’agricoltura e i trasporti. Nel comparto costruzioni si assiste a una riduzione del numero di infortuni denunciati che passa da 30 nel 2006 a 20 nel 2008. Lungo tutto il periodo 2000-2008, si è registrato un aumento delle denunce nel comparto servizi (da 253 nel 2000 a 541 nel 2008) e nel comparto costruzioni (da 136 nel 2000 a 246 nel 2008). Scarica il rapporto completo (pdf 670 kb).
Infortuni sul lavoro e malattie professionali nel Lazio - 2007
Laziosanità - Agenzia di sanità pubblica ha pubblicato il “Rapporto regionale sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali”, edizione 2007. Il documento offre un’analisi del fenomeno infortunistico della Regione Lazio per l’anno 2007, individua le tipologie di eventi che più frequentemente si verificano sul territorio, le categorie di lavoratori e i comparti maggiormente soggetti a infortunio, con lo scopo di identificare le aree dove attuare interventi di prevenzione efficaci. Secondo l’Osservatorio regionale sulla sicurezza e la prevenzione nei luoghi di lavoro il contesto socio-occupazionale laziale nel periodo compreso tra il 2000 e il 2007 si è caratterizzato per l’incremento della popolazione residente pari al 7%, a cui hanno contribuito in gran parte gli stranieri (+54%). Nel 2007 i settori più rischiosi, per quanto riguarda gli infortuni, sono stati i servizi e le costruzioni, mentre gli infortuni stradali denunciati sono aumentati del 6%. Per quanto riguarda i dati sulle malattie professionali, notevolmente sottostimati, l’andamento generale mostra un aumento delle denunce nel periodo 2000-2007 (+17%) e la marcata riduzione dei casi denunciati di ipoacusie da rumore che passano da 350 casi nel 2000 a 63 nel 2007.
Interruzione volontaria di gravidanza: il rapporto del Lazio 1987-2008
Anche nel Lazio, come in tutte le altre Regioni italiane, le interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg) hanno visto un incremento dal 1978 al 1982, una diminuzione fino agli anni ’90, una stabilizzazione e di nuovo una leggera diminuzione nel 2007-2008. L’andamento del fenomeno è certamente stato condizionato dall’aumento della presenza nel territorio regionale di donne di cittadinanza straniera e nel 2008 le Ivg hanno riguardato per il 42% donne nate all’estero. La maggior parte delle Ivg vengono effettuate tra i 25 e i 34 anni e nel 2008 più della metà ha riguardato donne nubili. Le donne che con più frequenza ricorrono all’Ivg sono quelle che hanno conseguito il diploma di scuola superiore e di scuola media inferiore, ma nel tempo risulta in aumento anche la percentuale di donne laureate (dall’1% del 1987 all’8% del 2008). Leggi il rapporto della Regione Lazio sull’andamento delle Igv dal 1987 al 2008.
Oltre 387 mila accessi in Pronto soccorso (PS) riguardano minori di 17 anni di età, pari al 18% di tutti gli accessi: Laziosanità - Agenzia di sanità pubblica presenta il rapporto “I ricoveri pediatrici nel Lazio. Anno 2008” in cui vengono presentate alcune statistiche riassuntive riguardanti le dimissioni da reparti di specialità pediatriche riferite a soggetti con età compresa fra 0 e 17 anni, avvenute nella Regione nel 2008. Complessivamente, il 72% degli accessi in PS è avvenuto in giorni feriali nella fascia oraria 8-20. All’aumentare dell’età diminuiscono i tassi di accesso in PS (da 881‰ a 0 anni a 395‰ a 17 anni) e la percentuale di accessi seguiti da ricovero (da 19% a 0 anni a 7,7% a 17 anni). Per i più piccoli, gli accessi in PS sono legati principalmente a problemi dell’apparato respiratorio e digerente (33%). Queste diagnosi si ripetono anche per le altre classi, ma con minore frequenza a fronte di un aumento di diagnosi legate ai traumatismi: le percentuali passano da un 8% per i bambini di 0 anni a un 30% per i 15-17 anni. Nel 2008 ci sono state oltre 177 mila dimissioni in età 0-17 anni, escludendo quelle riferite all’evento nascita. Dal 1996 al 2008, i ricoveri ordinari relativi a ragazzi con meno di 15 anni sono diminuiti del 29%. Un andamento simile si osserva anche nella classe di età 15-17 anni. Il tasso di ospedalizzazione in regime ordinario è sceso da 106 per 1000 residenti nel 1996 a 69 nel 2008 per la classe 0-14 anni e da 80 nel 1996 a 48 nel 2008 per la classe 15-17 anni. Bisogna comunque considerare che i reparti pediatrici del Lazio attraggono ricoveri da altre Regioni: il 18% dei dimessi non risiedeva in Regione. Il 60% di tutte le dimissioni ordinarie e day-hospital in età 0-17 anni si è concentrato presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Leggi il documento completo I ricoveri pediatrici nel Lazio. Anno 2008.
Le nascite nel Lazio - anno 2007
I dati sulla natalità della Regione Lazio registrano nel 2007 la nascita di 53.165 bambini e tassi di natalità e fecondità pari, rispettivamente, al 9,7‰ e al 39,6‰. Nel periodo 1987-2006 la mortalità infantile si è dimezzata, passando dall’8,4‰ nel 1987 al 4,7‰ nel 2006. Le principali cause di mortalità sono state “prematurità e condizioni correlate” e “malformazioni congenite”. Rispetto agli anni precedenti, è in aumento il numero di: nati vivi singoli con un basso peso alla nascita (<2500 gr), nati pretermine (7%) e parti plurimi (3%). Il 33% delle partorienti ha oltre 34 anni, mentre solo l’1,5% ha meno di 20 anni. Dal 1994, la percentuale di nascite da donne nate all’estero è salita dal 6% al 21% del 2007. Confermata la crescita del ricorso al taglio cesareo in tutte le tipologie di maternità, con un picco per le strutture private non accreditate (dal 32,1% nel 1985 al 78,4% nel 2007). Fra i nati vivi singoli, la percentuale di parti cesarei è salita dal 22,3% del 1985 al 42% del 2007 (43% se si considerano anche i parti plurimi). Scarica l’intero rapporto (zip 921 kb) dal sito dell’Agenzia di sanità pubblica della Regione Lazio.
La frequenza del taglio cesareo negli istituti di ricovero del Lazio (2007-2008)
Nel 2007 e nei primi tre trimestri del 2008 il ricorso al taglio cesareo è pari al 43,5 per 100 nati vivi: una percentuale più bassa rispetto al 2006 (44%). Si tratta di un valore molto più alto sia rispetto alle raccomandazioni dell’Oms, sia rispetto a quelle contenute nel Piano sanitario nazionale 2006-2008, nel quale si consiglia un ricorso taglio cesareo non superiore al 20%. Oltre a fattori clinici, devono essere presi in considerazione anche elementi legati all’ambiente assistenziale, alle conoscenze e alle attitudini dei singoli operatori nonché al contesto sociale, culturale e sanitario della donna. I dettagli dei dati sono disponibili sul sito di Laziosanità.
Le infezioni da Hiv-Aids nel Lazio (1982-2007)
Dal 1985 al 31 dicembre 2007, nel Lazio sono state registrate 22.624 diagnosi di infezione e 8713 casi di Aids. Dopo il notevole incremento registrato alla fine degli anni Ottanta, le nuove diagnosi sono costantemente diminuite e, dal 2000, il numero è pressoché stabile intorno a 600 (pari a una nuova diagnosi di Hiv ogni 10 mila abitanti). Dal 2003, l’età alla diagnosi di Hiv è stabile su 36 anni. Sono alcuni dei dati del rapporto (pdf 1 Mb) pubblicato da Laziosanità basati sulla sorveglianza delle diagnosi da Hiv e dei casi di Aids. Dal documento emerge anche che nel Comune di Roma si registra l’incidenza di infezioni da Hiv più elevata, con un numero di casi quasi doppio rispetto al resto della Regione. Una conferma del carattere “urbano” dell’epidemia. In termini assoluti i casi da trasmissione per via sessuale, dal 1990 al 2007, sono pressoché stabili al 90%, mentre i casi con fattore di rischio “tossicodipendenza”, sono progressivamente diminuiti, passando dal 60% del 1992 al 5% del 2007. Il registro Aids indica che, negli ultimi anni, oltre il 50% delle diagnosi di Aids hanno riguardato persone che non sapevano di essere Hiv-positive o che avevano scoperto la sieropositività nei sei mesi precedenti la diagnosi di Aids. Scarica il rapporto completo (pdf 1 Mb) e la sintesi dei dati (pdf 310 kb). Sul sito dell’Asp Lazio sono inoltre disponibili i materiali sulle infezioni da Hiv e Aids relativi a: attualità epidemiologica, revisione della sorveglianza e proposta di riorganizzazione della rete sanitaria.
Tumori femminili: al via la campagna informativa
Campagna di orientamento alla salute per la popolazione
nomade a Roma
I nomadi sono una popolazione particolarmente
esposta al rischio di problemi sanitari. Per promuovere il diritto alla
salute e alla fruibilità dell’assistenza sanitaria, il Gruppo
immigrazione e salute della Regione Lazio ha condotto la campagna
“Salute senza esclusione”, rivolta alla popolazione Rom e Sinti nella città di Roma. Leggi l’approfondimento.
Prescrizione farmaceutica nel Lazio: i rapporti 2006 e inizio 2007
L’Agenzia di sanità pubblica (Asp) della Regione Lazio presenta due rapporti sulla prescrizione farmaceutica nel 2006 e nel primo semestre 2007. Rispetto all’anno precedente, nel 2006 la spesa farmaceutica convenzionata a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) nel Lazio è aumentata dello 0,6%, con una ampia variabilità temporale e geografica tra le diverse Asl. La spesa lorda pro-capite è stata pari a 260 euro. Circa il 65% della popolazione ha ricevuto almeno una prescrizione nel corso del 2006, con un maggior utilizzo da parte delle donne. L’atorvastatina si conferma la sostanza a maggior spesa pro capite, quella con la prevalenza maggiore è l’amlodipina, mentre la rosuvastatina è la sostanza che fa rilevare il maggior aumento in termini consumo rispetto all’anno precedente (+46,5%). Per quanto riguarda il primo semestre 2007, si è verificata una consistente flessione della spesa farmaceutica territoriale lorda rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-15,1%) così come per la spesa a carico del Ssn (-14,8%). Leggi i documenti originali sul sito dell’Asp Lazio.
I ricoveri pediatrici nel Lazio nel 2006
Nel 2006, 29 istituti avevano un reparto di pediatria con 503 posti letto ordinari, per un totale di 30.864 dimissioni. L’indice di occupazione regionale è risultato del 63,2% (con grande variabilità a seconda dell’istituto). Lo riporta il documento pubblicato, a febbraio 2008, dall’Agenzia di sanità pubblica del Lazio relativo ai ricoveri pediatrici nel Lazio nel 2006. Secondo il rapporto, nel 2006 ci sono stati 407.558 accessi in pronto soccorso relativi a persone di età compresa tra 0-17 anni, che costituiscono il 18% di tutti gli accessi in pronto soccorso. Inoltre, dal 1996 al 2006, i ricoveri ordinari di bambini con meno di 15 anni di età sono diminuiti del 24%. Sempre nello stesso periodo si è registrato un aumento del 67% delle dimissioni in day hospital. Per informazioni maggiori e più approfondite leggi il documento originale (zip 421 kb).
Linee guida sul taglio cesareo – revisione Linee guida del 1999
Il ricorso alla pratica del taglio cesareo è in continua crescita: il fenomeno riguarda molti Paesi del mondo e l’Italia non fa eccezione. Anzi, le Regioni del Centro-Sud registrano percentuali vicine al 40%, e valori quasi doppi rispetto alle raccomandazioni del Piano sanitario nazionale, che suggerisce una frequenza ottimale di parti chirurgici non superiore al 20%. Le nuove linee guida dell’Asp Lazio nascono dalla convinzione che l’elevata frequenza d’uso del cesareo sia espressione di una crescente e impropria medicalizzazione della gravidanza e del parto. Con lo scopo di porre un freno al ricorso ingiustificato al parto chirurgico, il documento fornisce raccomandazioni di comportamento clinico affinché medici e pazienti siano in grado di scegliere le modalità di assistenza più appropriate. Leggi l’approfondimento su EpiCentro e scarica il documento originale (pdf 422 kb).
Infortuni sul lavoro e malattie professionali nel Lazio - 2006
L’Asp Lazio ha pubblicato il “Rapporto regionale sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali”, edizione 2006. Il lavoro utilizza a scopo epidemiologico le informazioni raccolte dall’Inail a fini assicurativi, e vuol essere uno strumento per tutti coloro che si occupano di prevenzione per individuare gli obiettivi e le modalità operative di intervento e valutare l’efficacia di quanto messo in atto. L’obiettivo: descrivere la struttura produttiva del Lazio e il fenomeno infortunistico della Regione. Dal 2000 al 2003, il numero di posizioni assicurative territoriali (Pat) con sede nel Lazio è aumentato del 13,6% mentre il numero degli addetti è diminuito del 21%. A Roma ha sede il 53% delle Pat del Lazio e lavora il 78,9% degli addetti. In diminuzione il tasso di incidenza degli infortuni sui luoghi di lavoro nella Regione. I comparti a cui sono associati i maggiori tassi di incidenza sono l’agrindustria, la pesca, l’industria della gomma e l’industria di trasformazione dei non metalliferi. Leggi il rapporto completo (zip 800 kb).
Prescrizione farmaceutica nel Lazio: i rapporti 2005 e inizio 2006
L’Agenzia di sanità pubblica (Asp) della Regione Lazio presenta due rapporti sulla prescrizione farmaceutica nel 2005 e nel primo semestre 2006. Nel 2005 nel Lazio la spesa farmaceutica convenzionata a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) è diminuita dello 0,6% rispetto al 2004. La spesa lorda pro capite è di 261 euro, con grande variabilità tra le Asl. Circa il 65% della popolazione ha ricevuto almeno una prescrizione nel corso dell’anno, il 25% ha ricevuto una prescrizione di farmaci cardiovascolari e quasi il 40% ha assunto antimicrobici. Inoltre, l’omeprazolo risulta la sostanza a maggiore spesa e l’acido acetilsalicilico quella con maggior consumo. Per ciò che riguarda il primo semestre 2006, c’è stato un incremento del +7% della spesa farmaceutica territoriale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E la spesa a carico del Ssn ha evidenziato un aumento ancora maggiore (+14%).
Leggi i documenti originali sul sito dell’Asp.
Nascere nel Lazio: il rapporto 2004-2005
Oltre 100 mila le nascite nel Lazio negli ultimi due anni, aumentano in particolare i nati da donne straniere: il 19% di tutte le nascite nel 2005. Si alza l’età delle partorienti: le donne che alla nascita dei loro figli hanno più di 34 anni ora rappresentano circa il 27% del totale, mentre negli anni Ottanta erano solo il 10%. Significativi i miglioramenti dell’assistenza in gravidanza, al parto e nel periodo neonatale, che hanno portato a una marcata diminuzione della morbosità e mortalità materna e infantile. È però ancora eccessivo il ricorso al cesareo e permangono ancora una serie di diseguaglianze, associate a condizioni socioeconomiche più disagiate.Leggi il commento di Angela Spinelli, Arianna Polo, Domenico Di Lallo (Laziosanità, Agenzia di sanità pubblica), consulta la sintesi dei risultati principali e scarica l’intero rapporto (file zip 860 kb) dal sito dell’Agenzia di sanità pubblica della Regione Lazio.
Le infezioni da Hiv-Aids nel Lazio (2000-2004)
I tassi di incidenza di nuove diagnosi di infezione Hiv osservati dal 2000 sono tra i 5 e i 10 casi per 100.000, con un trend costante o in leggera diminuzione. Sono valori inferiori a quelli degli anni Novanta. L’età alla diagnosi di Hiv, più alta negli uomini che nelle donne, continua ad aumentare (da circa 30 anni all’inizio degli anni Novanta a circa 35 nel 2004). È nel Comune di Roma che si registra l’incidenza più elevata: si conferma così il carattere “urbano” dell’epidemia. La diminuzione dell’incidenza è da attribuire a una riduzione marcata delle nuove diagnosi nei tossicodipendenti, mentre per gli altri gruppi a rischio non sono state osservate variazioni significative. La trasmissione dell’infezione attraverso rapporti eterosessuali ha assunto forte rilevanza. Negli ultimi anni, al trend in diminuzione delle notifiche di persone nate in Italia, si è contrapposto un andamento costante delle nuove diagnosi di persone nate all’estero: il peso delle nuove diagnosi tra gli stranieri è aumentato fino a diventare, nel biennio 2003-2004, quasi il 30% per gli uomini e addirittura il 50% per le donne.
Per quanto riguarda la sorveglianza dei casi di Aids dal 2000, si è osservato un andamento costante o una tendenza a una lievissima diminuzione. L’età mediana alla diagnosi di Aids è
continuata ad aumentare (nel 2004 è pari a 41 anni per gli uomini e 38 per le donne).
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Il sistema di sorveglianza delle malattie infettive e delle vaccinazioni nel Lazio (2001-2004)
Il rapporto mostra i dati del Sistema informativo delle malattie infettive (Simi) e i dati sulle vaccinazioni. Le descrizioni delle malattie infettive riportate riguardano le distribuzioni per periodi temporali, per Asl di residenza e di notifica, per sesso ed età, per nazionalità (italiani o stranieri). Per le vaccinazioni (obbligatorie, consigliate e antinfluenzali) vengono riportate le coperture per tipo di vaccino e Asl. I dati permettono di orientarsi rispetto all’incidenza delle principali malattie infettive. Fra i dati più rilevanti va segnalato il notevole aumento (vero) di sifilide, l’aumento (da miglioramento delle capacità diagnostiche) della legionellosi e l’alta incidenza di Tbc negli immigrati.
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