Fatti e cifre sulle dipendenze e sull’alcol in Piemonte. Bollettino 2012 (pdf 676 kb)
In Piemonte l’abitudine a consumare bevande alcoliche continua a essere ben radicata, interessando circa due adulti su tre e circa un quinto di essi presenta abitudini di consumo di alcol a rischio per quantità o modalità di assunzione. Nel 2011 si registra un lieve aumento della proporzione di soggetti bevitori nella popolazione generale e una riduzione in quella studentesca. Continuano a diminuire i ricoveri per patologie alcol correlate. Nell’ultima rilevazione si è registrata una flessione del numero di soggetti che si rivolgono ai Dipartimenti per le Dipendenze per richiedere un trattamento per problematiche alcol correlate. Persiste la dispersione dei ricoveri per dipendenza e abuso di alcol in reparti diversi a seconda dell’area geografica di riferimento. L’edizione 2012 del bollettino annuale su alcol e dipendenze dell’Osservatorio epidemiologico delle dipendenze regionale contiene i dati di attività dei Dipartimenti per le Dipendenze sull’alcol, sul gambling patologico e sul personale, i dati degli enti accreditati, i ricoveri ospedalieri per tossicodipendenza, per dipendenza da alcol e per patologie alcol correlate. Viene proposta inoltre una sezione delle indagini di popolazione che presenta i dati aggiornati al 2011 della sorveglianza Passi sul consumo di alcol nella popolazione generale e i dati dello studio Espad relativi alla diffusione del consumo di sostanze e di alcol nella popolazione studentesca. Scarica il documento completo (pdf 676 kb).
Asl di Biella: decimo bollettino epidemiologico delle malattie infettive anno 2011 e riepilogo 1995-2010 (pdf 1,4 Mb)
Nella Asl di Biella, durante il 2011, sono pervenute 782 notifiche di malattie infettive. La varicella, dopo l’epidemia del 2008, ha mostrato nel 2011, un tasso di incidenza in aumento rispetto all’anno precedente colpendo 209,1 persone ogni 100 mila abitanti, con un’elevata incidenza nella fascia di età 3-5 anni. Nel 2011 non sono state effettuate segnalazioni di casi di rosolia e, per la prima volta nella storia della Asl di Biella, di pertosse. Nel corso dell’anno sono invece stati notificati 10 casi di morbillo, di cui 9 in residenti della Asl.
Asl Cn2 Alba-Bra: relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione (2012) (pdf 3 Mb)
Disponibile on line la tredicesima edizione del bollettino epidemiologico dell’Asl CN2 Alba-Bra, relativo al 2011, contenente una relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione residente. Questo report, a cura della Ssd di epidemiologia, rappresenta il tentativo di fornire alcune conoscenze e, dove possibile, determinate evidenze scientifiche utili allo sviluppo della programmazione sociosanitaria locale, nonché della pratica clinica e assistenziale. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 3 Mb).
Sistema di sorveglianza Passi. Rapporto regionale 2010 (pdf 1,8 Mb)
Su un campione di 3939 persone di età compresa tra 18 e 69 anni, intervistate da gennaio a dicembre 2010, emerge che il 28% ha uno stile di vita completamente sedentario e quasi quattro persone su dieci (37%) sono in eccesso ponderale. Il 98% degli intervistati dichiara di mangiare frutta e verdura almeno una volta al giorno, il 42% mangia 3-4 porzioni al giorno e l’11% le 5 porzioni raccomandate, un’abitudine poco diffusa soprattutto tra i giovani e gli uomini. Il 23% del campione riferisce consumi alcolici a rischio, con una maggiore incidenza tra 18-24enni, uomini (27%, contro il 19% delle donne) e persone con titolo di studio elevato. Più della metà (52%) degli adulti intervistati dichiara di non aver mai fumato, il 20% è un ex fumatore e il 28% è fumatore. I dati sull’utilizzo dei dispositivi di sicurezza indicano che nel 2010 il 97% degli intervistati utilizza il casco regolarmente, il 90% la cintura anteriore di sicurezza e solo il 26% la cintura posteriore di sicurezza.
L’abitudine al fumo in Piemonte. I dati 2011 del sistema di sorveglianza Passi (pdf 97 kb)
Nel 2011, in Piemonte, oltre la metà della popolazione tra 18 e 69 anni non ha mai fumato, gli ex fumatori rappresentato il 19% degli intervistati e i fumatori il 29%, valori in linea con quelli osservati nel pool Passi nazionale. L’abitudine al fumo è meno diffusa tra le donne, tra i laureati e tra chi non ha difficoltà economiche, mentre gli ex fumatori aumentano con l’età e sono prevalentemente uomini. Il 9% dei fumatori intervistati riferisce un consumo superiore alle 20 sigarette quotidiane, con valori molto diversi tra uomini (11%) e donne (5%). Tra chi era fumatore nei 12 mesi precedenti l’intervista, il 36% ha tentato di smettere e tra questi l’82% ha fallito, il 10% aveva smesso da meno di 6 mesi e l’8% aveva smesso da oltre 6 mesi. Il 76% degli intervistati dichiara che non è permesso fumare nella propria abitazione, un divieto diffuso soprattutto in presenza di minori di 15 anni (85%) e nelle case dei non fumatori (88%). Tuttavia anche la metà dei fumatori (49%) dichiara che nella propria abitazione non è permesso fumare.
Asl di Alessandria, progetto Guida e alcol: una rete territoriale di sensibilizzazione (pdf 5,3 Mb)
Mantenere e rinforzare la rete territoriale, coinvolgere gli insegnanti delle scuole professionali e realizzare interventi di prevenzione degli incidenti stradali sono i tre obiettivi specifici del progetto “Guida e alcol: una rete territoriale di sensibilizzazione”, concluso a luglio 2012, che ha coinvolto 9 scuole, 12 classi e un totale di 175 studenti. Realizzato da Asl di Alessandria, Regione Piemonte e Prefettura di Alessandria, il progetto ha coinvolto in un primo momento gli insegnanti, attraverso corsi di formazione, poi gli studenti, a cui sono stati somministrati test di valutazione a inizio e fine corso, e la popolazione generale attraverso un evento conclusivo in cui i ragazzi coinvolti hanno presentato la loro visione sul fenomeno degli incidenti stradali connessi al consumo di alcol.
Bollettino delle notifiche delle malattie infettive nella Regione Piemonte – Anno 2012 (pdf 830 kb)
Con 5430 casi, la varicella rappresenta la malattia infettiva maggiormente notificata nel 2011 in Piemonte, seguita dalla scarlattina (1164), dalle salmonellosi non tifoidee (496) e dalla tubercolosi polmonare (287). Sono alcuni dei dati che emergono dal servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) della Asl di Alessandria pubblicati nel “Bollettino delle notifiche delle malattie infettive nella Regione Piemonte – Anno 2012”. Dai dati disponibili emerge inoltre che la maggioranza dei casi di malaria è stata diagnosticata, come negli anni precedenti, nella Asl di Torino città. Inoltre, i 40 focolai di varicella notificati in Piemonte, si concentrano soprattutto nella provincia di Novara (37). Si registrano, infine, focolai di scabbia ad Alessandria, Biella, Cuneo, Novara, Torino e Verbania.
Il 94% dei medici di medicina generale (Mmg) della Asl di Vercelli ha partecipato a una “Indagine sull’atteggiamento verso il fumo e sull’abitudine al fumo” in occasione di due eventi formativi, tenuti nella primavera del 2011 e dedicati al tabagismo e all’attivazione di ambulatori per la disassuefazione al fumo. Dai 127 questionari pervenuti emerge che la maggioranza dei Mmg, per il 77% di età superiore ai 50 anni, non ha studiato con sistematicità il tabagismo come causa di malattia, una parte consistente non raccoglie abitualmente dati sull’abitudine al fumo dei pazienti, non ne raccomanda la cessazione se non in presenza di malattie strettamente legate al fumo e non ritiene opportuno il trattamento dei fumatori. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Indagine sull’atteggiamento verso il fumo e sull’abitudine al fumo” pubblicato a giugno 2012. Dai dati disponibili emerge che il 54% dei medici è stato fumatore, il 21% fuma tuttora e 2 medici lo fanno anche in sala visite. Nonostante ciò, l’80% dei medici ritiene che il fumo di tabacco sia la principale causa di morbosità e mortalità nei Paesi ricchi. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 136 kb).
Andamento e caratteristiche della diffusione della tubercolosi in Piemonte. Bollettino 2012 (pdf 1,3 Mb)
Nel 2011, in Piemonte, sono stati notificati 419 casi di Tb che corrisponde a un tasso di incidenza di 9,4 casi su 100.000 abitanti. Lo riferisce il report 2012 a cura del Seremi Asl di Alessandria, che riporta i dati provenienti dal sistema regionale di sorveglianza speciale della tubercolosi. Sono stati analizzati, a partire dal 2000, l’andamento della Tb nella Regione, le principali caratteristiche della popolazione colpita, gli esiti del trattamento dell’infezione e le resistenze farmacologiche, e i casi di coinfezione Tb-Hiv. I dati evidenziano che i tassi di incidenza annuali in Piemonte sono pressoché costanti dal 2000, attestandosi a valori di poco superiori a quelli registrati a livello nazionale. Stesso andamento si registra per l’incidenza delle forme di tubercolosi respiratoria (cioè delle forme contagiose), con valori annuali pari a circa 7 casi su 100 mila abitanti. Negli ultimi dieci anni è cambiata l’età delle persone che sviluppano la Tb: si registra una significativa riduzione del tasso di incidenza tra gli ultra 65enni e aumentano i casi in età pediatrica (nel 2011, il 6% del totale). Più della metà dei casi pediatrici del 2011 sono stati bambini di età inferiore ai 5 anni. Nello stesso anno si sono verificati 25 focolai di Tb respiratoria, prevalentemente famigliari, e in 9 di questi sono stati coinvolti bambini di età inferiore a 14 anni. Dal 2000 si osserva inoltre un aumento costante di casi notificati in soggetti con cittadinanza straniera (nel 2011 superano il 50% dei casi totali), specie provenienti dall’Europa centrale e dall’Africa del Nord. Torino presenta un tasso d’incidenza più elevato (20 casi su 100 mila), di circa 3 volte superiore alla media regionale, dato paragonabile a quello di Milano e di altre città del nord Italia. La frequenza di ceppi multiresistenti è del 2,8% dei testati, sotto quella italiana (3,4%) ed europea (4,2%). La coinfezione Tb-Hiv sembra avere un impatto limitato in Piemonte, con una quota media annuale di pazienti del 3% negli ultimi 10 anni. Il documento sottolinea la necessità di: formare gli operatori sanitari, migliorare il sistema di sorveglianza, promuovere l’accessibilità alle cure e il “case holding”, adottare politiche efficaci a contrastare la Tb negli immigrati da Paesi ad alta endemia e creare collaborazione tra i diversi enti coinvolti nella prevenzione e nel controllo della Tb.
Fatti e cifre sul fumo di tabacco in Piemonte. Bollettino 2011 (pdf 648 kb)
Il quadro complessivo relativo alle conseguenze sulla salute collegate al fumo evidenzia come il problema rimanga rilevante in Piemonte pur in presenza di una diminuzione della proporzione dei fumatori e delle conseguenze del fumo in termini di morbosità e mortalità. È quanto emerge dal bollettino 2011 “Fatti e cifre sul fumo di tabacco in Piemonte” pubblicato dall'Osservatorio Epidemiologico delle Dipendenze della Regione Piemonte. Il documento presenta i dati rilevati attraverso diverse fonti informative: indagini Multiscopo Istat, schede di dimissione ospedaliera (Sdo), schede ministeriali tossicodipendenze, Espad (The European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs), Eu-Dap (European Drug Addiction Prevention trial), Hbsc (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare), Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia).
Il consumo di Alcol in Piemonte: i dati 2011 del sistema di sorveglianza Passi (pdf 178 kb)
In Piemonte si stima che il consumo di alcol interessi meno di 2 adulti su 3 e che circa un quinto di essi abbia abitudini di consumo di alcol a rischio per quantità o modalità di assunzione. Gli uomini dichiarano più frequentemente di consumare alcol rispetto alle donne, sia in maniera regolare che con modalità a rischio. Tra i bevitori che guidano, uno su 10 riferisce di aver guidato sotto l’effetto dell’alcol nell’ultimo mese; questo valore raddoppia fra i consumatori a rischio, ed è quasi tre volte maggiore fra i bevitori con consumo abitualmente elevato e i binge. Scarica la scheda regionale tematica del Piemonte (pdf 178 kb) con i dati 2011 sul consumo di alcol.
Passi d’Argento: La qualità della vita vista dalle persone con più di 64 anni in Piemonte (pdf 1,2 MB)
In Piemonte, sono stati intervistati 1569 ultra 64enni rappresentativi della popolazione regionale di questa classe di età. Lo riferisce il report regionale dell’indagine 2010 di Passi d’Argento. Utilizzando le definizioni dei “sottogruppi” messe a punto nell’indagine, la popolazione ultra 64enne del Piemonte risulta per il 55% in buona salute a basso rischio di malattia, per il 14% in buona salute ma a rischio di malattia e fragilità e per il 19% con segni di fragilità e il 12% con disabilità. Più di un terzo (34%) degli ultra 64enni è una risorsa importante per la famiglia, i conoscenti o l’intera collettività. Quasi un terzo (31%) dei soggetti giudica positivamente il proprio stato di salute, mentre quasi un quarto (24%) lo giudica in modo negativo. Circa 5 ultra 64enni su 100 vive in condizione di isolamento sociale. La metà degli ultra 64enni riferisce difficoltà economiche per “arrivare a fine mese” (38% “alcune”, 12% “molte”). Per maggiori informazioni va sulle pagine Passi d'Argento della Regione Piemonte, scarica il report completo (pdf 1,2 MB), il report sintetico (pdf 2,37 MB).
Poster dedicato ai dati sul 2010 tabagismo in Piemonte forniti dalle sorveglianze Passi (18-69 anni) e Passi d’Argento (65anni e più). Le informazioni consentono di identificare priorità per le azioni di contrasto al tabagismo perché individuano gruppi a maggior rischio tra fumatori ed ex fumatori. Emerge anche che l’efficacia delle azioni di prevenzione primaria degli ultimi decenni trova riscontro nelle differenze, osservabili per età, di abitudine tabagica nella vita. Il sostegno alla disassuefazione che gli operatori sanitari potrebbero fornire attraverso il consiglio di smettere ai fumatori attualmente in Piemonte presenta elementi di criticità.
Passi d’Argento. Asl AT: La qualità della vita vista dalle persone con più di 64 anni (pdf 854 kb)
Nella Asl AT circa il 24% della popolazione ha più di 64 anni. Nel campione le donne rappresentano il 59,3%: questo dato riflette il fenomeno di «femminilizzazione» della popolazione anziana, particolarmente evidente nelle classi di età più avanzate. Il 71% delle persone risulta in buona salute e a basso rischio di malattia, il 18% mostra segni di fragilità e l’11% è una persona con disabilità, ovvero ha bisogno di aiuto in almeno un’attività della vita quotidiana.
Passi d’Argento. Asl NO: La qualità della vita vista dalle persone con più di 64 anni (pdf 1 Mb)
In Piemonte sono stati intervistati 1569 ultra 64enni, di cui 225 nell’Asl NO, rappresentativi della popolazione aziendale di questa classe di età. Utilizzando le definizioni dei “sottogruppi” messe a punto nell’indagine Passi d’Argento, la popolazione ultra 64enne risulta così suddivisa: il 53% in buona salute a basso rischio di malattia, il 16% in buona salute ma a rischio di malattia e fragilità, il 18% con segni di fragilità e il 13% con disabilità.
Passi d’Argento. Asl TO5: La qualità della vita vista dalle persone con più di 64 anni (pdf 1 Mb)
Nel 2010 è stato intervistato un campione di 250 ultra 64enni. Il campione è rappresentativo della popolazione di persone ultra 64enni dell’Asl TO5. Utilizzando le definizioni dei “sottogruppi” messe a punto nell’indagine Passi d’Argento, la popolazione ultra 64enne risulta così suddivisa: il 48% in buona salute a basso rischio di malattia, il 20% in buona salute ma a rischio di malattia e fragilità, il 19% con segni di fragilità e il 13% con disabilità.
Passi d’Argento. Asl CN2: La qualità della vita vista dalle persone con più di 64 anni (pdf 650 kb)
Nell’Asl CN2 nel 2010 è stato intervistato un campione di 249 ultra 64enni. Il campione è rappresentativo della popolazione di persone ultra 64enni di tutta l’Asl. Utilizzando le definizioni dei “sottogruppi” messe a punto nell’indagine Passi d’Argento, la popolazione ultra 64enne risulta così suddivisa: il 62% in buona salute a basso rischio di malattia, il 17% in buona salute ma a rischio di malattia e fragilità, il 13% con segni di fragilità e il 9% con disabilità.
Passi: nuovi materiali dalle Asl Cuneo 1 e 2
Nella Asl Cuneo 1, nel 2010, il 6% degli intervistati può essere classificabile come bevitore binge, il 34% ha uno stile di vita attivo (pratica attività fisica intensa o moderata oppure svolge un’attività lavorativa pesante), il 4% riferisce sintomi di depressione nelle ultime due settimane mentre il 25% degli adulti intervistati di età compresa tra 18 e 69 anni è in sovrappeso. Il 7% degli intervistati della Asl Cuneo 2 nel 2010 può essere classificabile come bevitore binge. Sono alcuni dei dati che emergono dalle schede Passi relative alla Asl Cuneo 1 e 2.
Passi: i dati 2010 su fumo e alcol
Nel periodo 2007-2009 i fumatori di età compresa tra 18 e 34 anni sono calati dell’8% e quasi un quinto degli intervistati (23%) può essere classificabile come consumatore di alcol a rischio o perché forte bevitore (11%) o perché bevitore prevalentemente fuori pasto (9%) o perché bevitore binge (8%) oppure per una combinazione di queste tre modalità. Sono alcuni dei dati regionali che emergono dal poster "I dati 2010 delle sorveglianze Passi e Passi d’Argento a supporto delle azioni di contrasto al tabagismo in Piemonte" (pdf 170 kb), pubblicato in occasione del XXXV congresso Aie e dalla scheda “Il consumo di alcol in Piemonte: i dati 2010 del sistema di sorveglianza Passi” (pdf 121 kb). Disponibili inoltre nuove pubblicazioni aziendali.
Vaccinazioni: le risposte alle domande più frequenti dei genitori (pdf 571 kb)
I vaccini sono sicuri? Sono efficaci? Come arrivare a una scelta consapevole, quali strumenti abbiamo a disposizione per scegliere tra vaccinare o non vaccinare? Perché si vaccina contro malattie ormai scomparse in Italia? Per affrontare questi problemi con razionalità è necessario porre sul piatto della bilancia tutte e due le possibilità, confrontando serenamente e senza preconcetti i rischi ed i benefici di entrambe le scelte. I Dipartimenti di prevenzione dell’Asl 12 Biella e dell’Asl Alba Bra della Regione Piemonte aggiornano il documento dedicato alle risposte alle domande più frequenti dei genitori, in particolare sulla sicurezza dei vaccini, per fornire informazioni attendibili e sfatare alcuni luoghi comuni.
Play o change (pdf 1,9 Mb)
Su un campione di 360 studenti piemontesi intervistati (37,8% maschi e 61,3%
femmine) il 72,5% dichiara di praticare sport, il 24,6%, dichiara di fumare sigarette e 236 studenti di entrambi i sessi dichiarano di bere almeno una bevanda alcolica (73,8%) negli ultimi due mesi precedenti all’intervista. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto del progetto “Play to change” (pdf 1,9 Mb), pubblicato dalla Asl di Alessandria e dalla Regione Piemonte e realizzato durante l’anno scolastico 2010-2011. L’obiettivo generale del progetto è stata la misurazione delle conoscenze, degli atteggiamenti e dei comportamenti degli studenti delle prime e delle quarte classi del Liceo Amaldi di Novi Ligure sull’uso di sostanze psicoattive e, tra le classi prime, verificare l’interesse per il proseguimento di un progetto di “educazione tra pari”.
Fatti e cifre sulle dipendenze da sostanze e comportamenti in Piemonte - bollettino 2011 (pdf 875 kb)
L’uso della cannabis tra gli studenti della Regione Piemonte mostra un trend in diminuzione, passando dal 28% del 2006 al 23% degli ultimi due anni mentre il 4% degli studenti e il 2% delle studentesse piemontesi, ha fatto uso di cocaina almeno una volta negli ultimi dodici mesi. Inoltre, negli ultimi anni si è assistito a un incremento, tra gli adolescenti, dell’uso di farmaci senza prescrizione medica. Sono alcuni dei dati che emergono dal bollettino 2011 della Regione Piemonte “Fatti e cifre sulle dipendenze da sostanze e comportamenti in Piemonte”, pubblicato a dicembre 2011. Dai dati disponibili emerge inoltre che i Dipartimenti per le dipendenze (Dpd), nel 2010, hanno trattato complessivamente 15.849 utenti, con un incremento del 2,1% rispetto all’anno precedente.
Fatti e cifre sull’alcol in Piemonte - bollettino 2011 (pdf 635 kb)
In Piemonte, nel 2010, i Dipartimenti per le dipendenze (Dpd) hanno trattato oltre 7 mila pazienti alcol dipendenti, con un incremento del 5% rispetto al 2009 dovuto soprattutto agli utenti già in carico (aumentati del 7%), mentre i nuovi utenti sono rimasti quasi invariati (+1%). Inoltre i dati sul ricovero di soggetti per cui l’alcol è una sostanza di abuso secondaria indicano un trend in calo con il trattamento di 1467 utenti nel 2009 e 1330 nel 2010. Sono alcuni dei dati che emergono dal documento “Fatti e cifre sull’alcol in Piemonte - bollettino 2011”, pubblicato a dicembre 2011.
Bollettino epidemiologico - anno 2010 Asl Cn2 Alba-Bra (pdf 2,8 Mb)
La popolazione residente nel territorio dell’Asl CN2, al 31 dicembre 2010, è di 171.457 persone (51,1% donne e 48,9% uomini), pari al 3,9% della popolazione residente nella Regione Piemonte. L’età media della popolazione nel 2010 risulta pari a 43,9 anni, con un incremento di 0,8 anni rispetto al 2001. Gli stranieri residenti sono oltre 18 mila. Il saldo naturale (cioè la differenza tra nascite e decessi) conferma il dato negativo degli anni precedenti (- 290), ma poiché il saldo migratorio (cioè la differenza tra iscritti e cancellati) è positivo, la variazione demografica complessiva è positiva (1299). Tra informazioni fornite nel bollettino, oltre a quelle su dinamiche demografiche e malattie infettive, anche aggiornamenti su diabete, risposta infiammatoria, malattie professionali e infortuni sul lavoro. Leggi il documento completo (pdf 2,8 Mb).
Il bollettino delle notifiche delle malattie infettive 2010 (pdf 401 kb)
Il servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) della Asl di Alessandria ha pubblicato il bollettino delle notifiche delle malattie infettive nella Regione Piemonte relativo all’anno 2010. Nel corso dell’anno, la malattia infettiva maggiormente notificata è stata la varicella (6286 casi). Seguono la scarlattina (908), la diarrea infettiva (541) e il morbillo (390). La maggioranza dei casi di malaria è stata diagnosticata, come negli anni precedenti, nella Asl di Torino città. I focolai di varicella (29) sono i maggiormente notificati in Piemonte, soprattutto in Provincia di Novara. Si registrano, inoltre, focolai di scabbia ad Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania e Vercelli. Scarica il documento completo (pdf 401 kb).
Report breve sulla sorveglianza delle malattie batteriche invasive in Piemonte (2003-2010) (pdf 151 kb)
Isolare e tipizzare i batteri responsabili delle infezioni per attivare tempestivamente misure di controllo della malattia efficaci: è questo lo scopo principale della sorveglianza alle malattie invasive condotta in Piemonte per otto anni e i cui risultati sono stati presentati a dicembre 2011. Neisseria meningitidis, Haemophilus influenzae di tipo b e Streptococcus pneumoniae sostengono la maggior parte dei casi, interessano differenti fasce d’età e presentano differenze per frequenza e gravità. In particolare, in Piemonte, nel periodo 2003-2010, sono stati riscontrati 123 casi di meningite da meningococco, 325 casi di meningite da pneumococco e 19 casi di meningite da emofilo. Per maggiori informazioni scarica il rapporto breve (pdf 151 kb).
Asl TO2: Fenomeno alcol in crescita in Piemonte. I dati del convegno Sia 2011
Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Osservatorio epidemiologico per le dipendenze della Regione Piemonte, il 64% dei piemontesi riferisce di aver bevuto almeno 1 unità alcolica nell’ultimo mese e i bevitori considerabili a rischio sono il 16%. Sia l’assunzione di alcol sia il suo consumo a rischio sono comportamenti prevalentemente maschili interessando circa 4 maschi su 5 e sono costanti in tutte le fasce d’età. Tra le donne, invece, la percentuale di consumatrici decresce all’aumentare dell’età, passando dal 57,9% a 18-24 anni al 44,8% a 50-69 anni. In entrambi i sessi, i giovani adulti si caratterizzano per una percentuale maggiore di bevitori a rischio, comportamento evidenziabile in poco meno della metà dei 18-24enni e in circa due terzi dei 25-34enni. Il numero di utenti alcol-dipendenti in carico ai Servizi è progressivamente aumentato nel corso degli anni: nel 2008 gli utenti trattati in Piemonte sono stati oltre 6000 con un aumento del 6% rispetto l’anno precedente. Sono alcuni dei dati presentati al convegno Sia del 9-10 novembre 2011. Per maggiori informazioni leggi il comunicato stampa (pdf 31 kb).
OKkio alla Salute. Risultati aziendali dell’indagine 2010
Il 25,2% dei bambini intervistati nella Asl Verbano-Cusio-Ossola presenta un eccesso ponderale: si tratta del valore più basso registrato nelle Asl piemontesi durante l’indagine 2010 di OKkio alla Salute. Dopo la pubblicazione di tutti i report regionali di OKkio alla salute 2010, sono ora disponibili online i primi report aziendali. Il Cnesps, infatti, nell’ambito della sorveglianza, ha predisposto gli strumenti per la realizzazione dell’analisi dei dati raccolti e proposto un modello di report applicabile a livello regionale e aziendale per la divulgazione dei risultati. Per maggiori informazioni consulta il report della Regione Piemonte (pdf 1,3 Mb) e i report aziendali relativi a: Asl di Novara (pdf 965 kb), Asl Verbano-Cusio-Ossola (pdf 1,4 Mb), Asl Torino 5 (pdf 962 kb), Asl Torino 4 (pdf 1,3 Mb), Asl Torino 3 (pdf 1,4 Mb), Asl Cuneo 1 (pdf 985 kb) e Asl Alessandria (pdf 1,4 Mb).
Le sindromi influenzali in Piemonte. Stagione 2010-2011
Sebbene l’incidenza settimanale di ILI (influenza-like illness) in Piemonte non abbia mai superato i valori delle stagioni con incidenza elevata (come il 1999-2000 e 2002-2003) l’incidenza cumulativa tra ottobre 2010 e aprile 2011 risulta superiore a quella di tutte le altre stagioni. Lo riferisce il documento Le sindromi influenzali in Piemonte. Stagione 2010-2011 (pdf 146 kb) pubblicato da Ssepi-Seremi Asl AL e Regione Piemonte da cui emerge che la stagione influenzale 2010-2011, ha mostrato nella Regione caratteristiche particolari rispetto alle quelle precedenti. Il numero totale di casi è stato elevato e ha interessato soprattutto la fascia d’età pediatrica (0-14 anni) mentre tra gli individui con più di 65 anni si è registrato un andamento analogo alle ultime stagioni. Anche il periodo di insorgenza dell’epidemia e stato anticipato a dicembre, mentre nelle stagioni precedenti gli esordi si sono verificati solitamente da inizio gennaio a febbraio. Inoltre, la curva epidemica ha rilevato due picchi di incidenza, dovuti principalmente alle classi d’età pediatrica e giovanile. I virus circolanti sono stati di tipo A(H1N1)v e di tipo B, simili ai ceppi presenti nel il vaccino stagionale raccomandato. I passaggi in Pronto Soccorso sono rimasti in linea con le stagioni precedenti e le caratteristiche dei casi gravi ricoverati sono comparabili con i casi riscontrati nelle altre Regioni. La vaccinazione antinfluenzale ha registrato un calo delle dosi somministrate soprattutto negli individui appartenenti alle categorie a rischio. Leggi il documento completo (pdf 146 kb).
Asl Biella: bollettino epidemiologico delle malattie infettive anno 2010
Nella Asl di Biella, durante il 2010, sono pervenute 730 notifiche di malattie infettive e 164 segnalazioni di morsi di cani e altri animali. La varicella, dopo l’epidemia del 2008, ha colpito 148,6 persone ogni 100 mila abitanti, con un’elevata incidenza nella fascia di età 3-5 anni mentre, nel 2010, non sono state effettuate segnalazioni di casi di rosolia e morbillo. Nel corso dell’anno sono stati notificati 4 casi di parotite, riscontrati in bambini di età compresa tra 3 e 6 anni, e 25 casi di salmonellosi, di cui 23 tra residenti della Asl. Sono alcuni dei dati presenti nel “Nono bollettino epidemiologico delle malattie infettive anno 2010 e riepilogo 1995-2010” (pdf 2,1 Mb), documento da cui emerge, inoltre, il ruolo svolto dai medici di medicina generale e dai pediatri, responsabili di oltre il 90% delle notifiche.
La malaria in Piemonte tra il 1989 e il 2010
Ogni anno in Europa, vengono importati dai 12 mila ai 15 mila casi di malaria, di cui circa 800 si verificano in viaggiatori internazionali italiani e un’ottantina provengono dal Piemonte. Nel database regionale delle notifiche di malattia infettiva, tra il 1989 e il 2010 ne sono stati registrati circa 1500, e il trend annuale è in continua diminuzione (si è passati da un centinaio di notifiche nel 2000 a una settantina nel 2010). La maggior parte dei casi di malaria proviene da Paesi dell’Africa occidentale ed è dovuta alle visite al Paese d’origine da parte dei cittadini stranieri, infine, quasi tutti i casi registrati sono dovuti al plasmodio Falciparum mentre le forme più rare, causate dal plasmodio Vivax, prevalgono nei casi provenienti dai Paesi asiatici. Sono alcuni dei dati presenti nella scheda “La malaria in Piemonte 1989-2010” (pdf 105 kb).
Profili demografici 2009 della Asl VC di Vercelli e dei distretti di Vercelli e della Valsesia
Secondo i dati del 2009, su una popolazione regionale di oltre 4 milioni di residenti e una popolazione straniera di circa 377 mila unità, il Piemonte ha una presenza di stranieri al di sopra della media nazionale (8,48% rispetto a 7,02%). Nel 2009 in Piemonte sono nati 38.872 bambini, e il tasso grezzo di mortalità, stabile rispetto al 2008, è stato di 11 decessi ogni mille abitanti. La popolazione residente dell’Asl VC di Vercelli, al 31 dicembre 2009, era oltre 177 mila abitanti, con una prevalenza di femmine rispetto ai maschi, e una presenza di stranieri al di sotto della media regionale. Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto “Profili demografici 2009 della Asl VC di Vercelli e dei distretti di Vercelli e della Valsesia” realizzato dalla Asl VC di Vercelli. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,9 Mb).
Sorveglianza attiva di laboratorio delle infezioni invasive con accertata eziologia batterica
Nel 2009, S. pneumoniae è stato responsabile di 205 casi di infezione batterica, di cui 32 casi di meningite e 173 di sepsi. In particolare, dalle indagini condotte è risultato l’agente eziologico responsabile del 45% dei casi di meningite confermati e del 92% dei casi di sepsi e batteriemie confermati, mostrando un’elevata letalità tra la popolazione ultra 65enne. Sono alcuni dei risultati della “Sorveglianza attiva di laboratorio delle infezioni invasive con accertata eziologia batterica” (pdf 220 kb), un’indagine avviata in Piemonte nel gennaio 2003, che ha coinvolto tutti i laboratori microbiologici pubblici della Regione. Uno studio implementato, nel 2008, dall’adesione del Piemonte alla “Sorveglianza nazionale delle malattie invasive da meningococco, pneumococco ed emofilo in Italia”. Per maggiori informazioni scarica il documento “Sorveglianza attiva di laboratorio delle infezioni invasive con accertata eziologia batterica” (pdf 220 kb).
OKkio alla Salute. Risultati dell’indagine 2010. Regione Piemonte (pdf 1,3 Mb)
Complessivamente il 27% dei bambini piemontesi presenta un eccesso ponderale, il 62% fa una colazione adeguata, il 38% e il 31% consumano rispettivamente frutta e verdura 2-3 volte al giorno e 1 bambino su 5 risulta fisicamente inattivo. Sono alcuni dei dati regionali della seconda rilevazione di OKkio alla Salute. Il Cnesps, infatti, nell’ambito della sorveglianza, ha predisposto gli strumenti per la realizzazione dell’analisi dei dati raccolti a livello locale e proposto un modello di report regionale per la divulgazione dei risultati. Scarica il documento completo (pdf 1,3 Mb), visita le pagine del sito di OKkio alla Salute dedicate ai report regionali e le pagine dedicate all’indagine OKkio alla salute sul sito della Regione Piemonte.
La sorveglianza delle morti improvvise 0-2 anni. Metodologia e risultati. Quinquennio 2004-2008
In Piemonte, il tasso di incidenza delle morti infantili improvvise è di 0,17 per mille nati vivi, dato sovrapponibile a quelli registrati negli altri Paesi industrializzati. In particolare la sindrome della morte in culla, o sudden infant death syndrome (Sids) ha un’incidenza dello 0,07 per mille nati vivi e, sebbene non frequente, rappresenta la principale causa di morte nel primo anno di vita, escluso il periodo neonatale (0-29 giorni). Fra le morti improvvise sono incluse quelle per causa certa, che rappresentano lo 0,07 per mille, e le morti non classificabili per assenza di esame autoptico, che rappresentano lo 0,03 per mille. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 6,8 Mb), utile per approfondire consentire l’approfondimento da parte degli addetti ai lavori, e la versione sintetica (pdf 2,5 Mb) pensata per una maggiore e più capillare diffusione.
Bollettino epidemiologico - anno 2009, Asl Cn2 Alba-Bra
La popolazione residente nel territorio dell’Asl CN2, al 31 dicembre 2009, è di oltre 170 mila persone, pari al 3,83% della popolazione residente nella Regione Piemonte. Per il triennio 2001-2003, la speranza di vita alla nascita, a 35 e a 65 anni si attesta a 77,7, a 43,8 e a 17,1 anni per gli uomini e a 83, a 48,8 e a 20,7 anni per le donne. L’età media della popolazione nel 2009 risulta pari a 43,7 anni, con un incremento di 0,88 anni rispetto al 2000. Gli stranieri residenti sono oltre 17 mila. Il saldo naturale (cioè la differenza tra nascite e decessi) conferma il dato negativo degli anni precedenti (- 257), ma poiché il saldo migratorio (cioè la differenza tra iscritti e cancellati) è positivo, la variazione demografica complessiva è positiva (1409). Tra informazioni fornite nel bollettino, oltre a quelle sulle dinamiche demografiche e sulle malattie infettive, anche aggiornamenti sulla qualità dell’aria e gli effetti che questa ha sulla salute, approfondimenti sulla diagnosi e il trattamento del diabete, la descrizione di progetti di pet-therapy e studi sulle ispezioni e la vigilanza degli alimenti. Leggi il documento completo (pdf 3,3 Mb).
Rapporto 2010 sull’incidentalità in Piemonte
Secondo il rapporto sull’incidentalità elaborato dal Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale, il 2008 in Piemonte è stato un anno positivo in termini di riduzione del fenomeno degli incidenti: la mortalità sulle strade extraurbane, dopo l’aumento del 2007, è tornata ad abbassarsi. Infatti, il numero di decessi, nel periodo 2001-2008, si è ridotto del 41%, quello dei feriti del 23% e gli incidenti sono diminuiti del 22%. Importante anche il miglioramento sulle strade ex-statali dove l’indice di mortalità è passato da 4,3 nel 2007 a 1,9 nel 2008. In sensibile riduzione anche gli incidenti nelle ore di punta, mentre rimangono negativi i dati relativi ai giovani di sesso maschile: a morire per incidenti sono infatti soprattutto i maschi adulti di età compresa tra i 31 e i 45 anni e i giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Scarica il rapporto dalla pagina dedicata sul sito dei Dors.
Rapporto 2009 su malattie trasmesse da alimenti
Nel 2009 in Piemonte si sono verificati 74 casi di malattie trasmesse da alimenti, di cui 56 tossinfezioni, 14 avvelenamenti da funghi e 4 intossicazioni da istamina. Questi sono solo alcuni dei dati del rapporto 2009 a cura del Centro di riferimento regionale per la sorveglianza, prevenzione e controllo delle malattie trasmesse da alimenti (Crr), collocato presso il Sian dell’Asl TO1. Tra le tossinfezioni le più comuni risultano la salmonella (29 casi) e l’epatite A (6 casi). Consulta il rapporto “Il sistema di sorveglianza dei focolai epidemici di malattie trasmesse da alimenti della Regione Piemonte” (pdf 336 kb).
In Piemonte, nel triennio 2001-2003, si sono registrati 145.652 decessi e nella Asl VC di Vercelli 7159 morti, pari al 4,91% del totale regionale. Lo riferisce il rapporto pubblicato a giugno 2010 dalla Direzione integrata della prevenzione della Asl di Vercelli che presenta i dati epidemiologici relativi alla mortalità generale e alle principali cause di morte nella Asl VC e nei suoi Distretti: Vercelli e Valsesia. I dati si riferiscono al triennio 2001-2003 e all’anno 2006, per il quale sono disponibili solo dati di Asl aggregati. Per maggiori informazioni leggi il documento completo (pdf 1,7 Mb).
Campagna straordinaria di vaccinazione in corso di pandemia influenzale
La campagna straordinaria di vaccinazione contro il virus influenzale pandemico A/H1N1v avviata in Piemonte il 19 ottobre 2009 e conclusasi il 28 febbraio 2010 ha richiesto un notevole impegno di risorse umane e organizzative, ma non ha ottenuto i risultati previsti in termini di adesione. Delle 74.493 dosi di vaccino pandemico assegnate e consegnate dal ministero della Salute al Piemonte, solo 27.188 (3,6%) sono state somministrate. È quanto emerge dal documento “Campagna straordinaria di vaccinazione in corso di pandemia influenzale in Piemonte” (pdf 1,1 Mb), a cura del Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) – Asl 20. Considerando le stime di copertura vaccinale ottenute in Piemonte, si sono rilevate coperture vaccinali maggiori, nelle Asl AL, CN2 e CN1, per la fascia di età da 6 mesi a 9 anni; nelle Asl AL, BI, CN2 e AT per i ragazzi da 10 a 17 anni, infine nelle Asl AL, BI e NO per i soggetti di età compresa tra 18 e 64 anni, con una considerevole variabilità tra le aziende sanitarie e rispetto alla media regionale. Seppur con i limiti descritti, questa esperienza ha confermato e rafforzato le potenzialità dei servizi vaccinali piemontesi in cui l’emergenza è stata affrontata, nel rispetto delle indicazioni ministeriali e regionali. Scarica il documento (pdf 1,1 Mb).
Profili demografici 2008 di Asl di Vercelli e distretti di Vercelli e della Valsesia
L’arrivo degli immigrati in Piemonte negli ultimi anni ha portato a un incremento della popolazione regionale: al 31 dicembre 2008 i residenti ammontavano a 4.432.571, 31.305 in più rispetto all’anno precedente con un aumento pari al 7,1‰. È quanto emerge dai profili demografici 2008 di Asl di Vercelli e distretti di Vercelli e della Valsesia, pubblicati dalla direzione integrata della Prevenzione. Il documento evidenzia, inoltre, che la mortalità è in lieve diminuzione, mentre l’incremento della natalità (da 8 nati ogni mille abitanti nel 1998 a 9 nel 2008) è dovuto soprattutto al contributo delle donne straniere. Consulta il documento originale (pdf 2,8 Mb).
Asl di Biella: bollettino epidemiologico delle malattie infettive (anno 2009)
Sono 773 le notifiche di malattie infettive pervenute nel corso del 2009 al Servizio di igiene e sanità pubblica della Asl di Biella e oltre 172 le segnalazioni di morsi di cani e altri animali. Si registrano anche 79 segnalazioni relative al nuovo virus influenzale A/H1N1v (casi sospetti, esecuzione di tamponi nasofaringei per la ricerca del virus). Un totale di 196 indagini epidemiologiche eseguite complessivamente a seguito di queste notifiche di malattie infettive. Nessuna segnalazione per le malattie di classe 1 mentre, per quanto riguarda quelle di classe 2, le infezioni più frequentemente pervenute alla Asl sono state: varicella (325 casi), scarlattina (99), diarrea infettiva (26). Tra le malattie di classe 5, il maggior numero di notifiche si è avuto per i casi d’infezione da streptococco (143), scabbia (33), mononucleosi (17). Per maggiori dettagli leggi documento completo (pdf 573 kb).
I ricoveri ospedalieri nel 2007: l’atlante del Piemonte
La Regione Piemonte ha pubblicato on line la versione elettronica dell’atlante dei ricoveri ospedalieri relativo all’anno 2007. In Piemonte nel 2007 sono stati registrati circa 820 mila ricoveri, di cui quasi 60 mila hanno riguardato cittadini residenti in altre Regioni. La distribuzione dei ricoveri non è omogenea sul territorio regionale: nel Piemonte orientale il rischio di ospedalizzazione è più elevato, sia per gli uomini, sia per le donne. Anche sul piano socio-economico sono state riscontrate delle differenze nel numero di ricoveri: ad esempio, il rischio di ospedalizzazione per patologie dell’apparato respiratorio nei soggetti con titolo di studio più elevato è inferiore del 22% rispetto alla media regionale. Leggi la presentazione sul sito del Centro di documentazione per la promozione della salute (Dors) e scarica il documento.
Asl Torino 5: l’alimentazione dei bambini immunocompromessi
Aumentare la qualità della vita garantendone la sicurezza: quest’idea è la base di una linea guida elaborata per i genitori dei bambini immunocompromessi, ed è il risultato della collaborazione tra il reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Regina Margherita e il Centro di ricerca e documentazione sulla sicurezza alimentare dell’Asl To 5. Un gruppo di esperti ha individuato i fattori di pericolo riguardo la sicurezza alimentare e il contatto con gli animali domestici e ha valutato l’effettiva probabilità di infezione. In questo modo sono stati rivisti alcuni divieti che, soprattutto nei bambini colpiti da una grave malattia, possono minare la qualità della vita e avere ricadute, a livello psicologico, sulla guarigione. Leggi la presentazione dell'iniziativa.
Asl Cn2 Alba-Bra: relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione (2008)
È disponibile la decima edizione del bollettino epidemiologico della Asl Cn2 Alba-Bra, con una relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione residente relativi al 2008. Questo report, a cura della Ssd di epidemiologia dell’Asl Cn2 Alba-Bra, vuole rappresentare per tutto il suo territorio il tentativo di fornire alcune conoscenze e, ove possibile, determinate evidenze utili allo sviluppo dei processi decisionali nell’ambito della politica sociosanitaria e della pratica clinica e assistenziale. Scarica il documento (pdf 5 Mb).
Il bollettino delle notifiche delle malattie infettive 2008
Il servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) della Asl Al di Alessandria ha pubblicato il bollettino delle notifiche delle malattie infettive nella Regione Piemonte relativo all’anno 2008. L’obiettivo della pubblicazione è fornire informazioni provenienti dal Sistema di sorveglianza passivo delle malattie infettive basato sulle notifiche obbligatorie previste dal Decreto ministeriale del 15/12/90, tuttora vigente sul territorio nazionale e finalizzate alla valutazione e alla programmazione delle attività di prevenzione e controllo regionali. Nel corso del 2008, la malattia infettiva maggiormente notificata è la varicella. Segue il morbillo, poi la scarlattina e la rosolia. La maggioranza dei casi di malaria è stata diagnosticata, come negli anni precedenti, nella Asl di Torino città e per circa un terzo dei casi si tratta di loro residenti. Tra i focolai notificati in Piemonte quelli di scabbia sono i maggiormente notificati, soprattutto in Provincia di Torino. Si registrano, inoltre, focolai di tubercolosi ad Alessandria, Asti e Cuneo (comunità coinvolte sono state famiglia e scuola). Le notifiche di classe V (malattie non comprese nelle classi I-IV) più frequenti riguardano: mononucleosi, infezione da Herpes zoster, micosi, polmoniti da pneumococco e acariasi. Scarica il documento (pdf 930 kb).
Incidenti in Piemonte: il rapporto regionale 2009
Il Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale ha pubblicato il rapporto 2009 sulla situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte. Secondo lo studio, dal 2006 al 2007, i morti per incidente stradale nella Regione sono passati da 9,3 a 9 ogni mille abitanti con una riduzione degli incidenti pari a circa il 3%, percentuale inferiore rispetto a quella dell’anno precedente (-11%). La riduzione del fenomeno incidentale è stata apprezzabile sulle strade comunali (-20%) e sulle autostrade (-2% per gli incidenti e -17% per i morti), mentre un peggioramento è stato rilevato sulle strade provinciali e statali (con aumento degli incidenti pari al 50% e al 30% rispettivamente). In diminuzione risultano i decessi tra i pedoni (-18%) e tra i ciclisti (-12%), mentre in aumento sono i morti tra i motociclisti (+10%). Il maggior numero di incidenti si verifica a maggio, giugno e luglio, ma è ad agosto che si registrano i più alti indici di gravità e mortalità. Più preoccupante la situazione nel Cuneese e nel Vercellese. Leggi il documento completo (pdf 1,2 Mb).
Incidenti in Piemonte: uno studio sull’uso di cinture, caschi e seggiolini
Il Piemonte è una delle Regioni dell’Italia settentrionale con il più elevato indice di mortalità per incidenti che nel 2004 è risultato pari 3,28, un valore inferiore rispetto a quello dell’anno precedente (3,66) ma superiore rispetto al dato nazionale (2,50). Più gravi gli incidenti nel Cuneese (indice di mortalità 5,43) rispetto a quelli del Torinese (2,54). Per far fronte a questa situazione, come previsto dal progetto regionale “Attività di sorveglianza incidenti stradali 2006-2008”, è stato effettuato uno studio sulla prevalenza dell’uso delle cinture di sicurezza, del casco e dei seggiolini per il trasporto dei bambini. Dal rapporto è emerso che il 76,4% dei conducenti degli automezzi usa la cintura di sicurezza (74,6% per gli uomini, 79,5% per le donne) e che l’uso delle cinture è più diffuso sulle aree extraurbane (80,7%). Molto più basse le percentuali relative all’uso delle cinture di sicurezza da parte dei passeggeri dei sedili posteriori (24,5%). Per quanto riguarda l’uso del casco, è utilizzato dal 98,8% dei motociclisti e dal 97,2% dei passeggeri di motocicli. Brutte notizie, invece, per quanto riguarda il trasporto dei bambini: l’uso dei seggiolini è stato registrato soltanto nel 53,22% dei casi. Leggi il documento completo (pdf 1,9 Mb).
Rapporto sulla ricostruzione degli infortuni mortali in Regione Piemonte. Anni 2007-2008
I casi di decesso sul lavoro registrati tra il 2007 e il 2008, ricostruiti dai Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Presal) e inseriti nel database nazionale sono 82 e un terzo degli eventi riguarda il settore delle costruzioni. Le province più colpite sono quelle di Cuneo (34% dei casi), Torino (27%) e Asti (15%). Sono alcuni dei dati presentati nel rapporto pubblicato dal Sistema di sorveglianza sugli infortuni mortali della Regione Piemonte e relativo al biennio 2007-2008. I lavoratori coinvolti in incidenti con esiti letali indagati dai Servizi sono 92, tutti uomini. Tra questi: 31 impiegati nel settore costruzioni, 25 nel settore agricolo, 10 nel settore legato alla produzione di metalli. Sono diminuiti gli incidenti mortali nelle piccole o piccolissime aziende (sotto i 10 dipendenti) e sono saliti quelli nelle imprese di media grandezza. I lavoratori italiani coinvolti sono stati 82, i rumeni 4, i marocchini 3 e gli albanesi, polacchi e indiani 1. Il 40% delle lesioni mortali sono avvenute per schiacciamento, il 28% per frattura, il 16% per ustione termica, il 7% per lesione da elettricità e per amputazione, il 2% per asfissia. Di questi incidenti il 25% è stato individuato come “probabilmente prevenibile”, il 60% come “probabilmente non prevenibile” e il 18% come “dubbio”. Leggi il documento completo (pdf, 1,6 Mb).
Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita in Piemonte (2004-2006)
Il percorso definito dal protocollo PNEMRc (Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita) è stato applicato e rispettato nella totalità delle Asl piemontesi ed è stato motivo di crescita per tutti gli operatori dei servizi vaccinali, sia perché ha rafforzato la consapevolezza nei confronti dell’attività vaccinale e la capacità di gestione delle emergenze, sia perché ha migliorato la qualità della comunicazione fra operatori sanitari e ha fatto emergere la difficoltà nella comunicazione del rischio. È quanto emerge dalla relazione sugli esiti dell'attività di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita nella Regione Piemonte nel triennio 2004-2006. Il documento, pubblicato dal Seremi, il Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive di Alessandria, evidenzia che l’esito dell’offerta attiva di vaccino MPR ai nuovi nati entro il 15° mese di vita, pur mostrando un incremento nel valore medio regionale (dal 70% al 76%), è ancora molto lontano dall’obiettivo del 95% fissato dall’Oms per l’eradicazione del morbillo e della rosolia congenita. Per maggiori informazioni, scarica il documento completo (pdf 432 kb).
Settimo bollettino epidemiologico delle malattie infettive della Asl di Biella (2005-2008)
Nel corso del quadriennio 2005-2008 sono pervenute al servizio Igiene e sanità pubblica 3.590 notifiche di malattie infettive e 739 segnalazioni di morsi di cani e altri animali. Nel 2008, si sono verificate due epidemie prevenibili con la vaccinazione, una di morbillo e una di rosolia. Varicella e scarlattina hanno avuto un andamento simile a quello del quadriennio precedente, con 265 e 75 casi, rispettivamente, ogni 100.000 persone all’anno. Sono decedute per meningite 8 persone, soprattutto nella popolazione anziana. L’epatite A ha costituito la maggioranza dei casi di epatite, con una incidenza media di 2,25 casi/100.000 persone all’anno. Le notifiche di tubercolosi sono state 61 (58 nuovi casi e 3 recidive/reinfezioni in pazienti già curati), di cui il 70% in cittadini italiani: tra gli italiani l’età media dei casi diagnosticati è 60 anni, mentre tra gli stranieri scende a 30 anni. Per maggiori informazioni, scarica il bollettino (pdf 547 kb).
Efficacia delle attività di vigilanza nei cantieri e sulle grandi opere in Piemonte (2000-2008)
Valutare l’efficacia delle attività di vigilanza dei servizi di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro delle Asl e delle direzioni provinciali del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali della Regione Piemonte, nel comparto delle costruzioni. È l’obiettivo dell’indagine “Valutazione dell'efficacia delle attività di vigilanza”, realizzata nell’ambito del “Piano regionale di prevenzione: infortuni da lavoro, 2006-2008”. Lo studio è una valutazione a posteriori, che riassume gli obiettivi e gli effetti attesi dai progetti “Sicurezza nei cantieri edili” e “Prevenzione per le grandi opere”, avviati in Piemonte nel 2000 a seguito degli infortuni rilevati nel settore delle costruzioni nel triennio 1997-99. I risultati hanno evidenziato che, nel complesso, i singoli enti hanno realizzato quanto previsto dai progetti regionali di prevenzione e che la frequenza degli infortuni in Piemonte nel comparto costruzioni è sistematicamente inferiore del 20% rispetto alla media italiana, con un trend complessivamente in calo. Per quanto riguarda gli infortuni mortali, le cadute dall’alto sono una priorità assoluta, sulla quale occorre mantenere alta l’attenzione in futuro. Scarica il documento (zip 5,7 Mb) dal sito del Centro di documentazione per la promozione della salute (Dors).
Lo stato di salute della popolazione della Asl Cn 2 Alba-Bra (2007)
È disponibile il 9° bollettino epidemiologico della Asl Cn 2 Alba-Bra, curato dalla struttura semplice a valenza dipartimentale di Epidemiologia del Dipartimento di prevenzione. Il documento contiene una relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione residente, relativi al 2007. Questo report è un mezzo di diffusione di conoscenze epidemiologiche descrittive, di risultati di studi, di confronto tra esperienze locali e regionali, ma anche uno strumento che può contribuire al miglioramento della lettura delle dinamiche della domanda di salute e dell’offerta dei servizi sociosanitari. Scarica il bollettino (pdf 3,38 Mb).
Il bollettino presenta i dati relativi ai casi di diagnosi di Aids e i risultati di undici anni di sorveglianza dell’infezione da Hiv in Piemonte (anni 1999-2009), con particolare attenzione all’andamento dell’infezione in relazione al sesso, alla nazionalità, all’età, alla modalità di trasmissione dell’infezione e al ritardo di diagnosi. Scarica il documento completo (pdf 420 kb).
Il rapporto 2008 sugli incidenti stradali in Piemonte
In Piemonte, tra il 2001 e il 2006 il numero dei morti per incidente stradale è diminuito di circa il 30%, mentre il numero di incidenti e feriti si è ridotto del 10%. La percentuale di incidenti che coinvolge “utenti deboli” (pedoni, ciclisti e conducenti di ciclomotori e motocicli) è invece cresciuta dal 34% del 2001 al 38% del 2006, e la percentuale di mortalità tra queste categorie è salita nello stesso periodo di circa il 15% rispetto al totale dei decessi. Sono questi i dati più significativi contenuti nel rapporto “La situazione dell’incidentalità stradale in Piemonte al 2006: rapporto 2008”, elaborato dal Centro di monitoraggio regionale della sicurezza stradale (Cmrss), la struttura costituita nel 2007 per migliorare il quadro conoscitivo sull’incidentalità della Regione Piemonte. La maggiore prevalenza di incidenti e feriti si registra nelle aree urbane (circa il 70% del totale) e nei Comuni con più di 30 mila abitanti. Se la Provincia di Torino concentra nel proprio territorio più della metà degli incidenti e dei feriti dell’intera Regione e il 35% dei morti, quella di Cuneo è la seconda Provincia per numero di morti (19%) e la prima per indici di lesioni, mortalità e gravità. La maggior parte degli incidenti e dei feriti si verifica in condizioni di cielo sereno, ma gli episodi più gravi e mortali hanno luogo nei giorni di nebbia. Gli indici di mortalità, lesività e gravità più elevati si registrano nei fine settimana e di notte. Per maggiori approfondimenti, consulta il rapporto completo (pdf 1,1 Mb).
Medici di medicina generale e prevenzione cardiovascolare in Piemonte
La quasi totalità dei Mmg riferisce di conoscere la carta del rischio, ma solo un terzo la utilizza, come raccomandato, con tutti i pazienti delle fasce di età indicate. Il punteggio del rischio, invece, è uno strumento conosciuto solo dalla metà del campione, anche se non è escluso che vi sia un certo grado di incertezza nel distinguere i due strumenti. Rispetto ai fattori di rischio, emerge una diffusa sottovalutazione di quelli di tipo sociale, come la scolarità e la professione, mentre qualche attenzione in più viene rivolta agli aspetti psicologici legati allo stress sul lavoro. Sono solo alcuni dei risultati dell’indagine del 2008 “Il rischio cardiovascolare e i Medici di medicina generale in Piemonte”, coordinata dal Servizio sovrazonale di epidemiologia dell’Asl TO3 e dalla Fimmg, sulle conoscenze e le modalità di rilevazione del rischio cardiovascolare in un campione di medici di famiglia della Regione Piemonte e sulle principali strategie assistenziali adottate in caso di situazioni a rischio. Consulta lo studio (pdf 4 Mb).
“Piemonte libero dal fumo”: il piano 2008-2012
Presentato il piano 2008-2012 “Piemonte libero dal fumo”. Il programma prevede il potenziamento delle attività di contrasto al tabagismo attraverso l’organizzazione di corsi di formazione per medici di medicina generale. Inoltre, ogni azienda sanitaria sarà sostenuta nell’elaborazione di un piano specifico per i servizi di cessazione. Previsto anche il potenziamento dell’informazione ai cittadini. Scarica il documento completo (pdf 92 kb).
L’attività di sorveglianza di laboratorio delle infezioni batteriche invasive in Piemonte (2003-06)
La relazione, a cura del Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi, Asl Alessandria), presenta i risultati dell’attività di sorveglianza di laboratorio nel periodo 2003-2006 per valutare il trend temporale della frequenza delle infezioni batteriche invasive in Piemonte. Consulta lo studio (pdf 121 kb).
Studio preliminare per mortalità non tumorale 2004 nell’Asl 11 di Vercelli
Obiettivo dell’analisi, a cura del dipartimento di Prevenzione dell’Asl 11 di Vercelli, è fornire un quadro epidemiologico che prenda in considerazione i decessi per cause non tumorali. Lo studio ha preso in esame i 176 mila residenti dell’Asl 11 di Vercelli e ha analizzato i 1487 decessi per patologia non neoplastica, relativi al 2004, suddivisi per cause principali e specifici sottogruppi. Le principali fonti dei dati sono state le schede di decesso Istat, contenute nei registri cartacei depositati presso il Servizio igiene e sanità pubblica. Dall’analisi dei risultati emerge che il dato relativo alle patologie dell’apparato cardiocircolatorio tra gli uomini deve essere oggetto di futura osservazione. Per quanto riguarda gli stati morbosi mal definiti, si nota una percentuale maggiore rispetto al valore regionale. Per informazioni più dettagliate leggi lo studio (pdf 32 kb).
Formazione e rischi sul lavoro: l’esperienza dei cantieri della av Torino-Novara
Il Centro regionale di documentazione per la promozione della salute (Dors) del Piemonte ha gestito un corso di formazione rivolto agli operai che lavorano al tratto piemontese della linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Milano. La formazione base ha riguardato 2284 lavoratori, e il corso specifico 1212. Grazie a quest’iniziativa, la frequenza infortunistica ha avuto una riduzione compresa tra il 12% e il 14%. L’esperienza del corso è descritta nel documento “Valutare l’efficacia della formazione sui rischi da lavoro. L’esperienza dei cantieri della linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Novara”. Scarica il documento (pdf 896 kb).
Alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione dell’Asl 18 Alba-Bra (2006)
Con la pubblicazione dell’ottavo numero del Bollettino epidemiologico, l’Asl 18 Alba-Bra rende disponibili alcuni dati relativi allo stato di salute della popolazione residente e analizza alcuni
aspetti dell’assistenza sanitaria. Il Bollettino si rivolge a diversi destinatari tra cui le autorità sanitarie regionali e locali, i medici di medicina generale e clinici ospedalieri e gli altri operatori sanitari. Tra gli argomenti principali della pubblicazione: la dinamica demografica, l’immigrazione straniera, la mortalità evitabile, le malattie infettive, la medicina dei viaggi, l’analisi della popolazione in età sportiva, la spesa farmaceutica. Per quanto riguarda la dinamica demografica, secondo stime dell’Istituto ricerche economico sociali (Ires), la popolazione piemontese nel 2006 è in crescita per il quinto anno consecutivo (+2,6%). L’aumento dei residenti si deve principalmente al saldo migratorio positivo che compensa il saldo naturale negativo: i nuovi residenti sono soprattutto stranieri. Altra caratteristica demografica è l’invecchiamento della popolazione: il Piemonte è una delle Regioni europee più interessate da questo fenomeno. Le cause sono legate sia a bassi tassi di fecondità sia al prolungamento della vita. Leggi il Bollettino epidemiologico (pdf 2,8 Mb).
Le malattie professionali nella Asl 11 di Vercelli (2000-2004)
È l’ipoacusia la malattia professionale più diffusa sul territorio della Asl 11 di Vercelli. Lo mette in evidenza uno studio realizzato nel periodo 2000-2004 dal Servizio prevenzione sicurezza ambienti di lavoro (Spresal) dell’azienda piemontese. Scopo dell’indagine è valutare la diffusione delle malattie professionali nella provincia di Vercelli e rilevare i comparti in cui i lavoratori sono più esposti alle patologie legate alla propria professione. Le ipoacusie da trauma acustico cronico sono le malattie segnalate più spesso (78,4%) rispetto alle allergopatie (8%), alle pneumopatie (5,3%) e alle patologie osteoarticolari (5,8%). Nota positiva giunge dai tumori, che rappresentano solo il 2% delle patologie segnalate: i casi di cancro di origine professionale, dunque, non concorrono all’aumento della malattia neoplastica rilevata nella popolazione della provincia. Fanalino di coda, infine, le malattie infettive con lo 0,5%. Il maggior numero di segnalazioni giungono dalle ex Usl 45 e 49. In quest’ultima, meglio nota come Alta Valsesia, vi sono concentrate un gran numero d’aziende del comparto tessile e metallurgiche (rubinetterie). Il comparto lavorativo più a rischio per il rumore è quello edile. Seguono il metallurgico, il tessile e i servizi. Scarica lo studio (pdf 135 kb).
È nettamente a favore delle attività di prevenzione il bilancio tra i costi dell’ispettorato micologico e quelli dei ricoveri evitati. Lo studio, effettuato dalla Asl 8, mette a confronto i costi sanitari per i ricoveri da intossicazione da funghi con quelli sostenuti per l’attività preventiva dell’ispettorato micologico. Dall’analisi delle specie fungine pericolose identificate dai giudizi di commestibilità rilasciati tra il 2002-2006 è stato possibile quantificare il numero di intossicazioni da funghi evitate. Di conseguenza, si sono potuti quantificare (e tradurre in costi) i probabili casi evitati di morbosità e mortalità, che avrebbero potuto comportare ricoveri o passaggi in pronto soccorso. Consulta lo studio (pdf 190 kb).
Monitorare gli indicatori di rischio scelti per implementare il controllo quali-quantitativo sulla produzione primaria. È l’obiettivo dello studio realizzato dalla Asl 8 per prevenire il rischio chimico, biologico e ambientale. In tutte le aziende agricole esaminate, l'esito dei campioni è risultato conforme alla norma per quanto riguarda il rischio chimico. Sul fronte dell’igiene, i locali si presentano puliti nella quasi totalità dei casi. Infine, per quanto riguarda il rischio biologico, l'acqua irrigua proveniente da pozzo viene sottoposta ad analisi soltanto nel 18,2% dei casi. Consulta lo studio (pdf 220 kb).
Bollettino notifiche delle malattie infettive - 2006
L’andamento delle malattie infettive in Piemonte nel 2006 non si discosta da quello degli anni precedenti. Escludendo varicella e scarlattina, la salmonellosi non tifoidea è la malattia infettiva più diffusa; seguono diarrea infettiva, tubercolosi polmonare ed extrapolmonare, epatite virale A, parotite e pertosse. A differenza dell’anno precedente, nel 2006 il maggior numero di casi di salmonellosi non tifoidea è stato riscontrato nei mesi compresi tra agosto, ottobre e novembre. Per quanto riguarda le malattie a trasmissione rapida (classe I), nel 2006 sono stati notificati in Piemonte 11 casi di tetano: di questi, 8 in donne ultra-sessantacinquenni, 1 in una donna di 51 anni, e 2 in uomini di età inferiore ai 65 anni. La Salmonella gruppo D è il batterio più spesso riscontrato tra le tossinfezioni alimentari. Per la classe V, infine, le patologie più frequenti sono la pediculosi, la scabbia, le malattie streptococciche, l’acariasi e la mononucleosi. Scarica il documento (pdf 1,1 Mb).
Obesità e luoghi di lavoro: un report sulle prove di efficacia
Il Dors (Documentazione regionale salute), servizio della Regione Piemonte, ha curato e pubblicato un report intermedio in cui si presentano prove di efficacia e buone pratiche sulla prevenzione dell’obesità nei luoghi di lavoro. Il progetto rientra nelle attività previste dal Piano nazionale della prevenzione 2005-2007. Le raccomandazioni riportate sono tratte dalla prima guida nazionale sulla prevenzione e valutazione del sovrappeso, pubblicata nel Regno Unito a dicembre 2006 dal Nice (National Institute for Health and Clinical Excellence). Per la stesura del documento è stato utilizzato anche il lavoro fatto dal network “Workplace Health Promotion”, promosso dalla Commissione europea, e quello fatto dall’iniziativa “Move Europe”. Nel breve periodo si sono dimostrati efficaci gli interventi che mirano a modificare il comportamento dei lavoratori, come per esempio gli “screening” con azioni educative e di counselling individuale.
Leggi e scarica il rapporto (pdf 276 kb).
Alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione della sl 18 Alba-Bra (2005)
È disponibile il bollettino epidemiologico della Asl 18 relativo ad alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione nel 2005. La relazione affronta diversi temi legati all’epidemiologia e presenta i risultati di studi e analisi. Sul problema della dinamica demografica, si sottolinea l’aumento della popolazione anziana e degli immigrati e relative problematiche. Mortalità, assistenza a pazienti oncologici, malattie infettive, adolescenti e sessualità alcuni degli altri temi trattati. Interessanti la sezione sull’interazione tra farmaci (il 44% dei pazienti è esposto a questo tipo di rischio) e quella sulle dialisi (la maggior parte dei pazienti perde i reni non tanto per patologie gravi, ma per l’intempestività di intervento di malattie comuni).
Leggi e scarica l’intero bollettino (pdf 2,20 Mb).
La relazione, a cura del Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi, Asl 20 Alessandria), presenta i risultati dell’attività di sorveglianza di laboratorio negli anni 2003, 2004 e 2005 per valutare il trend temporale della frequenza delle infezioni batteriche invasive in Piemonte.
Tra le malattie da importazione, la malaria è la più monitorata in Piemonte e in Italia, per timore di riemergenza di un patogeno da tempo eradicato e per la piuttosto facile individuazione dei casi. Dai dati della sorveglianza piemontese, risulta che non sempre il viaggiatore internazionale entra nell’ottica giusta rispetto alla concreta possibilità di contrarre la malaria. È necessario identificare i casi che sfuggono (stranieri che organizzano viaggi da sé, senza agenzie di viaggio), sforzandosi di individuare i percorsi seguiti e cercando la cooperazione con le associazioni che appoggiano gli stranieri e con i rappresentanti delle varie comunità che esistono in Regione. Va promossa la profilassi tra i lavoratori all’estero (tramite le associazioni di categoria e per i volontari: cooperanti, missionari religiosi e laici) e tra i figli di immigrati che tornano al Paese di origine in visita ai parenti. Il target è rappresentato soprattutto da maschi, lavoratori all’estero, turisti e stranieri che tornano al loro Paese di origine per visitare i parenti, della fascia di età attiva della popolazione (20-39 anni), sia italiana che straniera, che più spesso viaggia.
Leggi il bollettino (pdf 430 kb).
Le notifiche delle malattie infettive (2005)
L’andamento delle malattie infettive nel 2005 non si discosta da quello degli anni precedenti. Escludendo varicella e scarlattina, la salmonellosi non tifoidea è la malattia infettiva a maggior prevalenza. Seguono diarrea infettiva, tubercolosi polmonare, sifilide ed epatite virale B. L’andamento delle forme di tubercolosi con coinvolgimento polmonare ha subito lievi variazioni durante il corso dell’anno, registrando in aprile un incremento dei casi rispetto agli altri mesi. Per quanto riguarda le malattie a trasmissione rapida, nel 2005 si sono verificati 10 casi di tetano in pazienti ultrasessantacinquenni. Tra i focolai di malattie infettive, i più notificati sono quelli di scabbia. Disaggregando le tossinfezioni alimentari per tipo di agente eziologico, la Salmonella gruppo B è il batterio più spesso identificato in queste infezioni. Per la classe V, infine, le patologie più frequenti sono la pediculosi, l’acariasi, la scabbia e la mononucleosi.
Scarica il bollettino delle notifiche delle malattie infettive 2005 (pdf 1,2 Mb).
Vent’anni di Aids in Piemonte (1984-2003)
Al 31 dicembre 2003 sono stati notificati in Italia 3567 casi di Aids in residenti in Piemonte, per un tasso d’incidenza di 84,63 casi ogni 100 mila abitanti. Un dato in costante crescita fino al 1995, cui fa seguito una lieve diminuzione nel 1996 e, successivamente, una netta e progressiva riduzione sino a 2,04 casi per 100 mila abitanti nel 2003. Il numero di persone straniere affette da Aids è stabile: il peso relativo della componente straniera appare quindi in aumento, a causa della netta diminuzione dei casi tra i cittadini italiani. La distribuzione dei casi in base al sesso e all’anno di diagnosi mostra una maggior diffusione dell’Aids nella popolazione maschile rispetto a quella femminile. L’età media alla diagnosi dei casi adulti di Aids aumenta nel tempo: nel 1985 l’età media era di 35 anni per i maschi e di 28 per le femmine, mentre nel 2003 le età medie sono salite rispettivamente a 44 e 38.
Scarica l’intero bollettino “Vent’anni di Aids in Piemonte” (pdf 145 kb).
Piccolo cluster di infezione invasiva da Neisseria meningitidis B in Piemonte
Uno studio condotto dal Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) della Asl 20 di Alessandria descrive un piccolo cluster di infezione meningococcica che si è verificato in Piemonte a giugno-luglio 2006.
La salute della popolazione nella Asl 8
Basato su dati di mortalità, il documento contiene le informazioni essenziali sulla situazione epidemiologica dello stato di salute della popolazione della Asl 8. L’obiettivo è rendere disponibili agli amministratori locali dati e analisi sullo stato di salute della popolazione. La conoscenza epidemiologica dello stato di salute della comunità locale è infatti un primo passo per la programmazione sanitaria del territorio e per definire le priorità di intervento. Per quanto riguarda la metodologia, sono stati presi in considerazione alcuni indicatori convenzionali basati sulla mortalità osservata nella Asl 8.
Scarica l’intero documento (pdf 180 kb).
Bollettino epidemiologico 2004 della Asl 18 Alba-Bra
Pubblicato annualmente dalla struttura
organizzativa semplice di epidemiologia del Dipartimento di prevenzione,
il
bollettino (pdf 2,5 Mb) contiene una relazione sui diversi aspetti
dello stato di salute della popolazione residente, relativi al 2004. Il
bollettino si rivolge a diversi destinatari sia a livello locale che
regionale: dalle autorità sanitarie agli operatori di sanità pubblica
dei dipartimenti di prevenzione. Il documento contiene un'analisi di
alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione: l’obiettivo è
definire le priorità e fornire sostegno tecnico alle politiche e ai
programmi efficaci nel prevenire e controllare i problemi di salute.
Bollettino epidemiologico della Asl 12 Biella
È disponibile il sesto
bollettino epidemiologico preparato dal Dipartimento prevenzione
della Asl 12 di Biella, con tutti i dati sulla copertura vaccinale e
sulle notifiche delle malattie infettive tra il 2001 e il 2004.
Bollettino epidemiologico della Asl 18 Alba-Bra
Pubblicato annualmente dalla Struttura organizzativa semplice di epidemiologia del Dipartimento di prevenzione, il bollettino contiene una relazione su alcuni aspetti dello stato di salute della popolazione residente, relativi all'anno 2003.