Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica
a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
voci dal territorio
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Provincia autonoma di Trento

Il consumo di alcol in Trentino. I dati 2011 (pdf 840 kb)

Secondo i dati 2011 rilevati dalla sorveglianza Passi, la maggior parte degli intervistati in provincia di Trento non beve alcol (37%) o ne beve moderatamente (37%). Tuttavia, si stima che circa un quarto degli adulti abbia abitudini di consumo considerate a rischio per quantità o modalità di assunzione (26%). L’interesse dei medici e degli altri operatori sanitari rispetto al consumo di alcol dei propri assistiti è modesto: solo pochi consumatori a maggior rischio riferiscono di aver ricevuto dal proprio medico il consiglio di bere meno (7%). Una minoranza (8%) mette ancora a rischio la vita propria e quella degli altri, guidando anche quando è sotto l’effetto dell’alcol. Meno della metà degli intervistati (41%) riferisce di essere stato fermato dalle Forze dell’Ordine almeno una volta nel corso dell’anno. Tra coloro che sono stati fermati, uno su sei (14%) riferisce che il guidatore è stato sottoposto all’etilotest e questo accade più frequentemente fra  più giovani. In Trentino, i controlli da parte delle Forze dell’Ordine risultano più diffusi di quanto accada in media a livello nazionale, tuttavia rimane un ampio margine di miglioramento. Sono i dati principali sul consumo di alcol in Trentino raccolti in una scheda tematica in occasione dell’Alcohol prevention day 2012. Scarica la scheda “Il consumo di alcol in Trentino. I dati 2011” (pdf 840 kb).

 

Benessere e salute mentale in Trentino (pdf 3,5 Mb)

Con il 74% di giudizi positivi sul proprio stato di salute la popolazione residente in Trentino, rivela una percezione dello stato di salute tra le migliori in Italia. Tuttavia il 5% degli intervistati accusa sintomi che definiscono lo stato di depressione, con un’incidenza maggiore tra le donne, le persone con difficoltà economiche, quelle senza lavoro regolare e tra chi soffre di malattie croniche. Un disagio che nel 40% dei casi non viene comunicato. Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto 2012 “Benessere e salute mentale in Trentino” che analizza i risultati emersi dal sistema di sorveglianza Passi, dall’archivio delle schede di dimissione ospedaliera (Sdo), dal Registro di mortalità, dalla Relazione sullo stato del Servizio sanitario provinciale e dai dati Istat.

 

Trentino: l’attività di promozione di sani stili di vita da parte degli operatori sanitari

In occasione del convegno nazionale della rete Hph (Health promoting hospitals – la rete degli ospedali che promuovono la salute) che si svolge l’1-2 dicembre a Levico Terme, l’Osservatorio per la salute della Provincia autonoma di Trento in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha preparato un documento sintetico che riassume i dati raccolti in Trentino dal sistema di monitoraggio Passi nel periodo 2007-2010, relativi all’attività di prevenzione delle malattie croniche attraverso la promozione di sani stili di vita da parte del personale medico e paramedico. Scarica il documento (pdf 2,7 Mb) e il comunicato stampa (pdf 25 kb).

 

Alimentazione e stato nutrizionale. Situazione in Trentino 2007-2010

Lo stato nutrizionale della maggioranza della popolazione trentina risulta nella norma, tuttavia l’eccesso ponderale è abbastanza diffuso e costituisce un problema di salute pubblica rilevante: 1 adulto su 3 e 1 bambino su 5 (circa 128 mila adulti e 6700 bambini) sono in sovrappeso o obesi. Lo riferisce il documento pubblicato dalla Provincia autonoma di Trento, in occasione dell’Obesity day 2011, sulla base dei dati Passi del triennio 2007-2010 e delle indagini 2010 di dati OKkio alla Salute e Hbsc. Nel quadriennio 2007-2010 il valore delle persone in eccesso ponderale è rimasto stabile, un fatto da considerare positivamente alla luce di un contesto sociale e ambientale che favorisce cattiva alimentazione e sedentarietà. L’ambiente familiare e sociale ha una notevole importanza: i figli di genitori in sovrappeso e con basso livello di istruzione sono più a rischio di essere in sovrappeso e l’associazione tra eccesso ponderale e livello di istruzione rimane anche in età adulta. Corretta autopercezione e consigli dei medici e operatori sanitari rimangono elementi efficaci nella modifica dei comportamenti. Per maggiori informazioni scarica il documento completo (pdf 1,1 Mb) e la versione in slide (pdf 284 kb).

 

OKkio alla Salute. Risultati dell’indagine 2010. Provincia Autonoma di Trento (pdf 953 kb)

Complessivamente il 20,7% dei bambini trentini presenta un eccesso ponderale, il 69,3% fa una colazione adeguata, il 31,6% e il 42% consumano rispettivamente frutta e verdura 2-3 volte al giorno e l’84,9% dei bambini risulta fisicamente attivo il giorno precedente l’indagine. Sono alcuni dei dati locali della seconda rilevazione di OKkio alla Salute. Il Cnesps, infatti, nell’ambito della sorveglianza, ha predisposto gli strumenti per la realizzazione dell’analisi dei dati raccolti a livello territoriale e proposto un modello di report regionale per la divulgazione dei risultati. Scarica il documento completo (pdf 953 kb) e visita le pagine del sito di OKkio alla Salute dedicate ai report regionali.

 

Stili di vita e salute dei giovani in età scolare – Rapporto sui dati regionali 2009-2010

Riduzione della prevalenza di sovrappeso e obesità femminili, calo del consumo di frutta e verdura in entrambi i sessi e dell’attività fisica tra le ragazze: sono alcuni dei tratti che caratterizzano il passaggio dagli 11 ai 15 anni degli adolescenti intervistati nella Provincia autonoma di Trento per l’indagine regionale 2009-2010 Hbsc (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare). Per maggiori informazioni scarica il rapporto “Stili di vita e salute dei giovani in età scolare – Rapporto sui dati regionali 2009-2010” (pdf 900 kb) e visita il sito Hbsc Italia.

 

Fenomeni autolesivi e suicidari in Provincia di Trento, 2006-2008

Nel triennio 2006-2009 sono stati registrati 889 accessi per autolesionismi nelle strutture di pronto soccorso della Provincia di Trento, con una media di 296 accessi all’anno, andando a rappresentare l’1,4‰ del totale degli accessi. Lo riferisce il rapporto a cura dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia Autonoma di Trento. Non si registrano particolari differenze tra i sessi e la proporzione maggiore all’interno della casistica si concentra nella fascia di età tra i 30 e i 39 anni. Gli accessi sono più frequenti in maggio, giugno e luglio e si concentrano nelle ore diurne. Le forme di autolesionismo principali avvengono per avvelenamento (75% dei casi, in cui sono compresi l’abuso di farmaci, l’ingestione di sostanze nocive, l’intossicazione), per ferite (20% dei casi, tra cui tagli, trauma cranici, ingestione di lamette) e altre cause (ingestione di corpi estranei, defenestrazione, annegamento). Leggi il documento completo (416 Kb).

 

Suicidi nei residenti in Provincia di Trento, 2003-2007

Nel periodo dal 1990 al 2007 nella Provincia di Trento si registra una media di circa 42 suicidi all’anno. Il fenomeno è sostanzialmente costante, con un lieve aumento dei suicidi tra le donne ma comunque sempre in numero minore rispetto a quelli tra gli uomini che, al contrario, sono in lieve diminuzione. Secondo gli ultimi dati del 2003, la mortalità media per suicidio del Trentino resta comunque al di sopra della media nazionale. La classe di età più a rischio è quella compresa tra i 45 e i 54 anni (19,5% dei casi) e nei giovani tra i 15 e i 34 anni il suicidio rappresenta la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Il tasso di suicidio è più elevato nei divorziati/separati, nei celibi/nubili e nei vedovi. Anche il basso livello socio-economico è un fattore di rischio. La Valle di Sole è l’area più colpita dal fenomeno. Leggi il documento completo (975 Kb).

 

Assistenza ostetrico-neonatale nella Provincia di Trento (2000-2005)

Nella Provincia di Trento i tassi di natalità e di fecondità risultano più elevati di quelli nazionali: nel 2005 il tasso di natalità è 9,7‰ e il numero medio di figli per donna è di 1,4. Il contributo alla natalità si deve soprattutto al costante incremento dei parti della donne immigrate (nel 2005 sono il 18% del totale). Il 99,5% dei parti avviene in istituti pubblici. Il 69,5% dei nati ha avuto un parto per via vaginale, il 2,8% un parto strumentale e il 27,6% un parto cesareo. La prevalenza delle malformazioni congenite alla nascita si è mantenuta stabile per il periodo 2000-2005 e nel 30% dei casi le malformazioni sono state individuate attraverso la diagnosi prenatale. Nel 2005 il tasso di mortalità neonatale è pari al 2,1‰, mentre quello di mortalità perinatale risulta essere il 4,2‰. Il tasso di natimortalità nel periodo 2000-2005 è mediamente pari a 3,1‰ senza grosse variazioni temporali e in linea con il dato nazionale; nel 33,7% dei casi si tratta di neonati prematuri. Per quanto riguarda l’handicap da cause perinatali, i neonati di peso inferiore ai 1500 grammi sono pari al 52‰ (18 casi in 8 anni). L’incremento rispetto ai periodi precedenti è dovuto al maggior numero di nati di peso inferiore ai 1000 grammi, quasi raddoppiati rispetto agli anni precedenti. Scarica il documento (pdf 968 kb).

 

Gravidanze e nascite nelle adolescenti: analisi del fenomeno in Provincia di Trento (2000-2005)

È in aumento il tasso di concepimento delle adolescenti residenti in provincia di Trento. Sul totale delle interruzioni volontarie di gravidanza, è più della metà il contributo medio nella fascia 15-19 anni. Contributo che si riduce, come atteso, all’aumentare dell’età delle ragazze (76-88% verso i 15 anni, 49% a 19 anni). Per le adolescenti, è nel complesso stabile la proporzione rispetto ai parti totali, che resta inferiore al dato nazionale Cedap 2005. Dal profilo assistenziale emerge un minor accesso alle visite e ai controlli ecografici rispetto alle madri di 20 anni e oltre, confermando i dati di letteratura in merito. Il dato più problematico è quello sull’accesso ai corsi di preparazione alla nascita, dove i valori sono molto bassi, sia per le italiane che per le straniere. Sono alcuni dei dati presentati nel rapporto pubblicato dall’Osservatorio epidemiologico dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. Lo studio, oltre a prendere in considerazione il fenomeno delle gravidanze nelle adolescenti, valuta anche le caratteristiche delle madri, i fattori che più si associano a una scelta verso l’interruzione di gravidanza oppure verso il parto, i criteri assistenziali, il tipo di parto e gli esiti precoci a carico di madri e neonati. Consulta il rapporto (pdf 304 kb).

 

La situazione nutrizionale in Provincia di Trento: i risultati del sistema Passi (2007)

In Trentino il 28% della popolazione tra 18 e 69 anni d’età è in sovrappeso, mentre quasi uno su dieci risulta obeso. L’eccesso ponderale è quindi una condizione molto diffusa e costituisce un problema di salute pubblica rilevante, anche se meno grave rispetto ad altre realtà italiane. La percezione della propria situazione incide molto nel controllo del peso: mentre la stragrande maggioranza di obesi sa di esserlo, infatti, oltre la metà (54%) di chi è in sovrappeso ritiene di pesare “più o meno giusto”. Quasi la metà delle persone in eccesso ponderale ha ricevuto il consiglio di perdere peso da parte di un medico o di un altro operatore sanitario. In particolare, hanno ricevuto questo consiglio il 36% delle persone in sovrappeso e il 77% degli obesi. Solo il 21% delle persone in eccesso ponderale, però, ha riferito di seguire una dieta (18% nei sovrappeso, 28% negli obesi). Sono alcuni dei dati sulla situazione nutrizionale in Provincia di Trento, che emergono dal monitoraggio effettuato dal sistema Passi nel 2007: scarica il documento (pdf 315 kb).

 

Le malattie trasmesse da zecche in provincia di Trento

Dal 1997 al 2006 si sono registrati nella provincia di Trento 41 casi di encefalite da zecche. La media annuale dei casi è passata da 2,4 nel quinquennio 1997- 2001 a 5 casi all’anno nel 2002-2006. Recenti studi siero-epidemiologici condotti su persone professionalmente esposte e su animali hanno confermato una presenza diffusa del virus Tbe nel territorio provinciale, non più limitata alle sole aree-focolaio. Per quanto riguarda la malattia di Lyme, i casi segnalati nel periodo 1997-2006 sono 177. Nel febbraio 2008, l’Apss di Trento e la Società italiana di igiene (sezione Triveneto) hanno organizzato il seminario di studio “Malattie trasmesse da zecche. Esperienze a confronto nel Triveneto”, dove un gruppo di esperti ha illustrato la situazione epidemiologica. Alla fine del seminario, è stato elaborato un documento di consenso (pdf 67 kb). Leggi il punto della situazione a giugno 2008 (pdf 33 kb).

 

L’abortività spontanea in Trentino (2002-2006)

Tra il 2002 e il 2006, in Provincia di Trento sono stati registrati 3.957 casi di aborto spontaneo: un fenomeno che si mantiene su livelli più elevati rispetto alla media nazionale e che mostra un trend in calo. In particolare nel 2005 e nel 2006, però, sembra registrarsi una tendenza all’aumento. L’abortività colpisce maggiormente le classi d’età 30-39 anni, in un’età più alta rispetto ai decenni precedenti. Si tratta in buona parte di nullipare (45%), che non hanno praticamente mai vissuto l’esperienza dell’interruzione di gravidanza (93%). Circa il 25% di loro ha già avuto almeno un aborto spontaneo. Il 76% dei ricoveri per aborto spontaneo avviene nelle prime dieci settimane di gestazione e l’istituto di cura pubblico è il luogo privilegiato dalla maggior parte delle donne (82%). Per quanto riguarda le cause, sono rappresentate soprattutto dalla morte endouterina del feto e dalle patologie genitali tra le quali, in particolare, lo squilibrio ormonale. Per tutti i dettagli, scarica lo studio completo (pdf 625 kb).

 

L’incidenza dei tumori in Provincia di Trento

Tra il 1999-2002 in provincia di Trento sono stati registrati 12.459 casi di tumore. Nello stesso periodo sono deceduti per tumore 3150 uomini e 2371 donne. I tumori più frequenti nel sesso maschile, con esclusione dei tumori cutanei non melanomi, sono quelli della prostata (15,3%), seguiti dai tumori colo-rettali (13,5%), dai tumori del polmone e dell’apparato urinario (12,7%). Per le donne, si conferma la predominanza dei tumori della mammella (29,2%), seguiti dal tumore del colon-retto (13,3%), dell’apparato genitale (8,9%) e dell’apparato urinario (5,7%). L’incidenza complessiva in provincia di Trento è minore rispetto alle regioni limitrofe e rispetto al valore medio nazionale. La mortalità complessiva è minore rispetto a quella del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, mentre è maggiore rispetto all’Alto Adige e al valore medio nazionale. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto “L’incidenza dei tumori in Provincia di Trento Anni 1999-2002” (pdf 3 Mb) curato dal team del Registro Tumori di Popolazione dell’Osservatorio epidemiologico dell'Apss di Trento. Leggi il documento originale (pdf 3 Mb).

 

Rapporto 2000-2005 sui parti a domicilio

Nella provincia di Trento i parti a domicilio sono scesi dai 26 del 2000 (0,44% del totale) ai 15 del 2005 (0,29% del totale), forse a causa della migliore offerta ospedaliera. Lo riporta il documento “Il parto a domicilio in provincia di Trento. Trend e caratteristiche materno-infantili. Anni 2000-2005” (pdf 377 kb), realizzato dall’Osservatorio epidemiologico dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. Risultano soddisfacenti gli outcome neonatali, ed è superiore alla media la percentuale di allattamento esclusivo al seno. Le donne che partoriscono a domicilio hanno in media un livello di istruzione più alto e abitano in zone meno “periferiche” della Provincia. Scarica il documento intero (pdf 377 kb).

 

Rapporto 2003-2005 sull’interruzione volontaria di gravidanza

Le interruzioni volontarie di gravidanza nella Provincia di Trento sono state 1229 nel 2003, 1316 nel 2004 e 1243 nel 2005: l’andamento è in lieve calo rispetto al 2002 ma in leggero aumento rispetto al 200 e al 2001. I dati sono contenuti nel rapporto “Il fenomeno dell’interruzione volontaria di gravidanza in provincia di Trento. Trend e dati analitici 2003-05” (pdf 412 kb), realizzato dall’Osservatorio epidemiologico dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. È rilevante l’aumento della percentuale di residenti straniere, salita dal 13,1% del 2002 al 30,6% del 2005. Il dato è comunque in linea con il valore nazionale, mentre il tasso di abortività della Provincia resta sempre sotto la media nazionale. Scarica il documento intero (pdf 412 kb).

 

Lo stato di salute del bambino nel primo anno di vita

Da oltre quindici anni è attiva in provincia di Trento una sorveglianza dello stato di salute del bambino, attivata dai pediatri di famiglia. Questi sono deputati alla compilazione di una scheda informativa, allegata al libretto personale del bambino, a 12 mesi di vita, a 6 e 13 anni. Le schede vengono inoltrate, via distretto sanitario, all'Osservatorio epidemiologico. La sorveglianza del primo anno di vita è finalizzata in particolare al monitoraggio di questi aspetti principali: sviluppo, aspetti nutrizionali (allattamento, svezzamento), esposizione ai fattori di rischio ambientali (fumo passivo), aderenza agli interventi di profilassi (vaccinazioni, fluoro, vitamina A e K).

Questo rapporto, a cura dell’Azienda per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento, si basa sulle coorti di nascita 2000-2002.

Sono state analizzate 12.658 schede pediatriche sullo stato di salute al 12° mese di vita, di cui 4323 relative alla coorte di nascita del 2000, 4.214 relative alla coorte di nascita del 2001 e 4121 relative alla coorte di nascita del 2002. Il 98,7% dei lattanti risulta essere assistito nel primo anno di vita da un pediatra di libera scelta, dato coerente e perfino migliorativo rispetto alle coorti di nascita 1996-99. Il numero medio di visite pediatriche nel corso del primo anno di vita si è ridotto (4,9 in media nel periodo 2000-02), si conferma la buona disponibilità dei servizi pediatrici di base. Il 14,9% dei lattanti ha meno di quattro contatti con il pediatra di libera scelta nel corso del primo anno di vita. La proporzione di lattanti esposti a fumo passivo aumenta nelle coorti di nascita 2000-2002 rispetto alle generazioni 1996-99 (21,9% vs. 17,3%). La prevalenza degli esposti a fumo passivo nel primo anno di vita resta comunque tra i valori più bassi in Italia. La copertura con vitamina D è su livelli ottimali, mentre quella con vitamina K è su livelli soddisfacenti in tutti i comprensori (tranne che nel Primiero). Mediamente l’82,5% dei lattanti assume il fluoro: valore in riduzione rispetto alle coorti di nascita 1996- 99 (87,6%). Si consolida l’elevata percentuale di lattanti allattati al seno, con un aumento della prevalenza media (90,5%) rispetto a quelle 1996-99 (89,7%); cresce la proporzione di puerpere “lungo allattanti” (oltre 6 mesi). Gli indicatori di mortalità infantile restano su valori bassi, comunque ben al di sotto dei valori nazionali.

Scarica lo studio (pdf 1,7 Mb).

 

Relazione 2004 sullo stato del Servizio sanitario provinciale – rapporto epidemiologico

Il documento, a cura dell'Osservatorio epidemiologico dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento, presenta il dettaglio quantitativo dei livelli di assistenza sanitaria erogati: l’assistenza collettiva in ambienti di vita e lavoro, l’assistenza distrettuale e quella ospedaliera. Oltre ad adempiere a un impegno istituzionale, la relazione si pone come uno utile strumento di conoscenza del Servizio sanitario provinciale e, più in generale, del profilo sanitario della realtà trentina. Può così aiutare anche a supportare le decisioni di programmazione sanitaria. Scarica la relazione (pdf 2,8 Mb).

 

Lo screening ortottico prescolare in Provincia di Trento

Il report presenta le prevalenze dell'ambliopia (in parte sottostimata) e degli altri problemi visivi a 4 anni e propone una riflessione tra le evidence cliniche e i problemi organizzativi del territorio. Lo screening è stato proposto in 10 degli 11 distretti provinciali. L’intervento ha raggiunto quasi la totalità dei bambini iscritti al secondo anno della scuola materna. Il 13,9% è “positivo” allo screening. Sono stati quindi inviati all’oculista 444 bambini (11,8% degli screenati). È stato identificato dall'oculista come "vero positivo" il 67,3% dei bambini. Le condizioni patologiche diagnosticate più spesso sono l’astigmatismo (44,3%) e l’ipermetropia (31,8%), mentre lo strabismo manifesto e latente sono stati rilevati rispettivamente in 11 soggetti (3,9%) e in 22 soggetti (7,9%). I nuovi casi di ambliopia identificati dall'oculista sono 17 e rappresentano il 6,1% di tutte le diagnosi dell’oculista. Lo studio presenta aspetti molto soddisfacenti (basso numero dei non collaboranti), aspetti migliorabili (copertura della popolazione bersaglio) e aspetti da riportare nella routine operativa (recupero dei casi assenti allo screening scolare e loro valutazione ambulatoriale).

Scarica l’intero documento (pdf 860 kb)

 

La salute orale in età evolutiva

Lo studio valuta il trend della salute orale a 6-9-12 anni, misurata sulla base di uno screening odontoiatrico attivato a livello provinciale dal 1998 e aggiornato al 2005. Gli indicatori sono molto soddisfacenti a livello provinciale, pari ai migliori dati europei. Buoni valori, tranne aree circoscritte, anche a livello dei distretti, con un miglioramento costante nel corso del tempo. È comunque necessario rafforzare gli interventi preventivi su igiene orale e fluoroprofilassi. La salute orale in età evolutiva non rappresenta una priorità assoluta, anche se è necessario agire sulla disponibilità e sull'accesso alle cure odontoiatriche. Si configura una vera e propria transizione epidemiologica sul fronte della patologia, con il superamento della prevalenza e degli invii per malocclusione rispetto alla carie.

Scarica il documento (pdf 250 kb).

 

Diseguaglianze e salute orale in età evolutiva

Il rapporto valuta lo stato di salute orale in un campione di bambini di 6 anni, con l’obiettivo di verificare l’associazione tra stato di salute orale e classe sociale. Lo stato di salute orale varia molto con il titolo di studio dei genitori e con la loro posizione professionale, fattori collegati di per sé al reddito. Il singolo fattore che provoca l’effetto maggiore è la cittadinanza: l’appartenere a una classe a basso reddito o essere di cittadinanza straniera sono condizioni di maggior rischio per carie a causa, da una parte, della scarsa adozione di comportamenti preventivi e, dall’altra, di uno scarso accesso ai servizi odontoiatrici preventivi.

Scarica il documento (pdf 140 kb).
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Ultimo aggiornamento giovedi 12 aprile 2012
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