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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Il contributo dell’Istituto Superiore di Sanità nel progetto FAR SEAS: il consorzio di ricerca europeo dedicato alla prevenzione della sindrome feto alcolica

Come ogni anno, il 9 settembre ricorre la Giornata Mondiale della lotta alla Sindrome Fetoalcolica e dei disturbi correlati, un momento di riflessione sui danni legati al consumo di alcol in gravidanza. Si tratta infatti di un gruppo di disturbi fisici, comportamentali e di apprendimento che si manifestano in bambini e bambine le cui madri hanno assunto bevande alcoliche durante la gravidanza.

 

In Europa il contratto di servizio FAR-SEAS - Fetal Alcohol Reduction and exchange of European knowledge after SEAS - Standard European Alcohol Survey è l’unico consorzio di ricerca dedicato alla prevenzione della FASD ed è affidato all’Osservatorio Nazionale Alcol del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

FAR-SEAS ha come obiettivo il sostegno agli Stati membri nel contrasto al consumo rischioso e dannoso di alcol attraverso iniziative mirate ad aumentare la consapevolezza sui rischi del consumo di alcol e dei danni alcol-correlati in gravidanza. Gli strumenti usati spaziano dalla diffusione di buone pratiche basate sulle evidenze e di standard di formazione per l’identificazione precoce e l’intervento breve sul consumo di alcol in gravidanza.

 

Il contributo dell’ONA

Il FAR-SEAS propone una serie di attività e sostiene la necessità, e l’urgenza, di contribuire in tutti gli Stati membri, e per iniziativa comunitaria, alla riduzione dell’esposizione all’alcol del nascituro nel grembo materno e della conseguente riduzione d’incidenza dei nuovi casi di FASD. Nell’ambito del progetto, l’ONA è coinvolto in tutti i task, oltre che nel coordinamento e nel networking con gli Stati, ed è responsabile delle decisioni sull’esecuzione del progetto.

 

Per quanto riguarda il primo task, ovvero “Sviluppare, pilotare e valutare le buone pratiche basate sui dati a disposizione per supportare le donne in età fertile, in particolare le donne in gravidanza, nel ridurre il rischio di sviluppo di FASD nei loro bambini”, l’ONA partecipa alla stesura delle linee guida, nonché alla valutazione delle operazioni. Nell’ultimo anno l’ONA ha lavorato con i rappresentanti degli Stati membri del CNAPA e con i principali istituti di ricerca pubblici in tutta Europa alla revisione delle buone pratiche, e delle relative metodologie di formazione già esistente per la riduzione del danno alcol-correlato nelle donne in età fertile e nelle gestanti. Ha inoltre avviato la predisposizione di linee guida e di un pacchetto di formazione di valenza europea per l’identificazione precoce e l’intervento dedicato ai professionisti sanitari e agli operatori sociali, che svolgeranno training specifici in alcuni Paesi membri, con la supervisione e la valutazione formale da parte dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’ISS.

 

L’ONA contribuisce al FAR-SEAS anche attraverso l’implementazione di un formato standard di riferimento europeo, necessario per effettuare il training sull’identificazione precoce e sull’uso delle pratiche verificate come efficaci e validate da un gruppo di esperti FAR-SEAS. Le linee guida e le attività messe a punto attraverso il contributo di decine di progetti europei e con l’OMS vedranno la disseminazione dopo la loro validazione grazie a uno studio pilota che avrà luogo in Polonia, il cui avviamento è stato reso tuttora impossibile dalla pandemia da coronavirus. A quest’ultimo riguardo, e per ovviare all’impossibilità di svolgere la formazione degli operatori in presenza e di fare lo screening delle donne secondo le linee guida preparate, è in corso la stesura di un programma e-health in collaborazione con i massimi esperti del settore e con i membri del network INEBRIA di cui l’ONA fa parte.

 

Nel complesso, il FAR-SEAS rafforzerà la diffusione dei dieci punti sviluppati che, sulla base dell’evidenza scientifica, possono contribuire a delineare un decalogo europeo mirato a incrementare la consapevolezza sulla dannosità e la nocività del consumo di bevande alcoliche in gravidanza:

  1. consumare bevande alcoliche in gravidanza aumenta il rischio di danni alla salute del bambino
  2. durante la gravidanza non esistono quantità di alcol che possano essere considerate sicure o prive di rischio per il feto
  3. il consumo di qualunque bevanda alcolica in gravidanza nuoce al feto senza differenze di tipo o gradazione
  4. l’alcol è una sostanza tossica in grado di passare la placenta e raggiungere il feto alle stesse concentrazioni di quelle della madre
  5. il feto non ha la capacità di metabolizzare l’alcol che quindi nuoce direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in formazione
  6. l’alcol nuoce al feto soprattutto durante le prime settimane e nell’ultimo trimestre di gravidanza
  7. se si pianifica una gravidanza è opportuno non bere alcolici e si è già in gravidanza è opportuno interromperne l’assunzione sino alla nascita
  8. è opportuno non consumare bevande alcoliche durante l’allattamento
  9. i danni causati dall’esposizione prenatale dall’alcol, e conseguentemente manifestati nel bambino, sono irreversibili e non curabili
  10. si possono prevenire i danni e i difetti al bambino causati dal consumo di alcol in gravidanza, evitando di consumare bevande alcoliche.

La cultura della prevenzione specifica della FASD è una sfida che si può vincere solo attraverso l’attivazione di tutti, a partire dal contrasto alle fake-news che minano l’informazione valida e oggettiva che le future mamme devono essere in grado d’identificare, sapendo che tutto l’alcol consumato in gravidanza finisce nel futuro del loro bambino.

 

Rispetto alle richieste del contratto di servizio, l’Osservatorio Nazionale Alcol del Centro Nazionale e Dipendenze e Doping svolge inoltre un ruolo di valutatore dell’intera iniziativa e ha preso parte alla stesura dei documenti, del protocollo di studio e dei materiali/moduli per la formazione del personale sanitari.

 

Inoltre, l’ONA, già ambasciatore internazionale della European Fetal Alcohol Spectrum Disorders Alliance (EUFASD) e della campagna internazionale di sensibilizzazione sulla Sindrome alcolica fetale e i disturbi correlati (FASD) “Too Young To Drink”, negli anni ha realizzato numerosi materiali divulgativi, come il libretto “Donna e alcol. Alcol: sei sicura?”, il pieghevole “Alcol e gravidanza: sei sicura?“, la locandina “Alcol e gravidanza”, di libero download dalla pagina web dedicata.

 

Risorse utili

 

Data di pubblicazione della pagina: 9 settembre 2021

Testo scritto da: Emanuele Scafato, Claudia Gandin, Alice Matone, Silvia Ghirini - WHO Collaborating Centre Research & Health Promotion on Alcohol and Alcohol-Related Health Problems - Osservatorio Nazionale Alcol, Centro Nazionale Dipendenze e Doping, ISS