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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Informazioni generali

Il consumo di alcol in gravidanza è associato a una vasta gamma di danni al feto e al bambino quali l’aborto spontaneo, la natimortalità, la sindrome della morte improvvisa in culla, il parto pretermine, alcune malformazioni congenite, il basso peso alla nascita, il ritardo di sviluppo intrauterino e una serie di disordini racchiusi dal termine “Spettro dei disordini feto-alcolici – Fetal Alcohol Spectrum Disorders (FASD)” a partire dalla manifestazione più grave, la Sindrome Feto-Alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, FAS), una serie di anomalie strutturali e di sviluppo neurologico che comportano gravi disabilità comportamentali e neuro-cognitive.

 

L’esposizione prenatale all’alcol interferisce con il normale sviluppo del feto causando un danno a carico del sistema nervoso centrale, il più grave tra i danni, alla base di tutte le diagnosi nell’ambito dello spettro dei disordini feto-alcolici, danni che si manifestano con segni e sintomi di disabilità e che includono disturbi comportamentali, di attenzione, cognitivi, delle funzioni esecutive e di memoria. Le persone con disturbi della FASD mostrano deficit di pensiero astratto, di organizzazione, di pianificazione, di apprendimento, nel ricordare sequenze di eventi, nel collegare relazioni di causa-effetto, deficit di linguaggio espressivo e ricettivo, nelle abilità sociali e di consapevolezza e regolazione dei comportamenti e delle emozioni: l’elenco attuale comprende più di 400 condizioni associate e che comportano disabilità più o meno gravi che accompagnano i pazienti per tutta la vita.

 

Anche una quantità minima di alcol può causare danni al feto e pregiudicarne la salute. Inoltre, tutte le fasi dello sviluppo embrionale sono vulnerabili agli effetti teratogeni dell’alcol, per questo motivo secondo le linee guida cliniche della maggioranza dei Paesi del mondo il consumo di alcol in gravidanza è controindicato e il messaggio di salute pubblica è “non bere in gravidanza (zero alcol) e non bere quando si decide di avere un figlio”. I disordini feto-alcolici sono prevenibili al 100 per cento, se si evita l’alcol in gravidanza.

 

Il feto non può metabolizzare l’alcol, perché privo degli enzimi adatti a questo compito. Di conseguenza l’alcol e i suoi metaboliti (acetaldeide) si accumulano nel sistema nervoso del feto e in altri organi danneggiandoli.

 

Le indicazioni delle istituzioni pubbliche italiane

Il ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e la Società Italiana di Alcologia promuovono l’incremento della consapevolezza nelle donne incinte o che stanno programmando una gravidanza.

 

L’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, Centro Collaborativo sulla promozione della salute e la ricerca sull’alcol dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha prodotto un decalogo che può contribuire a incrementare la consapevolezza sulla dannosità e la nocività del consumo di bevande alcoliche delle donne in gravidanza:

 

  1. consumare bevande alcoliche in gravidanza aumenta il rischio di danni alla salute del bambino
  2. durante la gravidanza non esistono quantità di alcol che possano essere considerate sicure o prive di rischio per il feto
  3. il consumo di qualunque bevanda alcolica in gravidanza nuoce al feto senza differenze di tipo o gradazione
  4. l’alcol è una sostanza tossica in grado di passare la placenta e raggiungere il feto alle stesse concentrazioni di quelle della madre
  5. il feto non ha la capacità di metabolizzare l’alcol che quindi nuoce direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in formazione
  6. l’alcol nuoce al feto soprattutto durante le prime settimane e nell’ultimo trimestre di gravidanza
  7. se si pianifica una gravidanza, è opportuno non bere alcolici. E si è già in gravidanza, è meglio interromperne l’assunzione sino alla nascita. I danni causati nel bambino dall’esposizione prenatale dall’alcol sono irreversibili e non curabili
  8. è opportuno non consumare bevande alcoliche anche durante l’allattamento
  9. si possono prevenire tutti i danni e i difetti al bambino causati dal consumo di alcol in gravidanza, evitando di consumare bevande alcoliche
  10. interrompere il consumo di alcol è un gesto di responsabilità e di amore verso il nascituro.

“Tutto l’alcol consumato dalla mamma in gravidanza finisce nel futuro del bambino” rileva Emanuele Scafato, Direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol, ambasciatore da anni per l’ISS della campagna internazionale di prevenzione “Too Young To Drink”, “ed è singolare che le future mamme si preoccupino di non consumare farmaci o cibi particolari che possono interferire con una gravidanza normale e il regolare sviluppo del proprio bambino e (spesso) non considerino la tossicità diretta dell’alcol sul feto. Ragion per cui, se in Italia circa il cinquanta per cento delle donne in gravidanza non interrompe l’assunzione di bevande alcoliche (ritenendo di non nuocere o ignorando l’urgenza) è necessario rendere le donne consapevoli che il messaggio «Una vita che nasce teme l’alcol”. Per questo, in coordinamento e a reciproco supporto delle competenze necessarie per favorire la prevenzione specifica nell’ambito delle attività del progetto pilota – Prevenzione, Diagnosi precoce e trattamento mirato di FASD e FAD svolte dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dal gruppo di Simona Pichini, Direttrice dell’Unità di Farmacotossicologia analitica dell’ISS, lo slogan “Proteggi il tuo bambino in gravidanza non bere» deve poter diventare virale, con la consapevolezza che «zero alcol» rappresenta il gesto più amorevole che una mamma possa compiere per il suo bambino o la sua bambina” conclude Scafato.

 

L’Istituto Superiore di Sanità, il ministero della Salute e la Società Italiana di Alcologia hanno attivato una comunicazione specifica basata su depliant e materiali di libero dominio. «Una vita che nasce teme l’alcol. Proteggi il tuo bambino, in gravidanza non bere» sottolinea come sia opportuno sospendere completamente il consumo di alcol ed è il messaggio storico della campagna di sensibilizzazione dell’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, che continua a rendere disponibili una serie di materiali liberamente scaricabili cliccando sui singoli link.

Un’altra iniziativa è legata al progetto dell’ISS-CCM, ministero della Salute “Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello spettro dei disturbi feto alcolici e della sindrome feto alcolica che lancia il messaggio «Zero alcol in gravidanza» con anche un poster dedicato.

 

Numerose istituzioni nel mondo celebrano il 9 settembre come la giornata in omaggio alla riconosciuta necessità di sollecitare un cambiamento radicale nella cultura del bere delle donne in gravidanza e della tutela del nascituro. Scopo della prevenzione è quello di cercare di contribuire come collettività a garantire un’informazione corretta ed esauriente che renda le donne consapevoli e competenti nella gestione del consumo di alcol ed eviti di esporle ai rischi di danni completamente evitabili sostenendo uno stile di vita sano con zero alcol in gravidanza.

 

Risorse utili

 

Data di ultimo aggiornamento: 16 settembre 2021

Revisione a cura di: Emanuele Scafato, Claudia Gandin, Alice Matone, Silvia Ghirini - WHO Collaborating Centre Research & Health Promotion on Alcohol and Alcohol-Related Health Problems - Osservatorio Nazionale Alcol, Centro Nazionale Dipendenze e Doping, ISS