ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Giornata mondiale del Cuore 2020

Use heart to beat (Usa il cuore per battere) è lo slogan dell’edizione 2020 della Giornata mondiale del Cuore, che la World Heart Federation celebra ogni anno il 29 settembre. Un edizione che non può non tenere conto del particolare periodo che la sanità mondiale sta affrontando a causa della pandemia di COVID-19 e che vede i pazienti affetti da malattie cardiovascolari esposti a un doppio rischio: non solo sono più vulnerabili e in pericolo di sviluppare forme gravi del virus, ma potrebbero anche avere paura di rivolgersi al proprio sistema sanitario per ricevere le normali cure per la propria patologia.

 

Le malattie cardiovascolari sono considerate la prima causa di morte a livello globale. Molte sono le cause: da fattori di rischio come fumo, diabete, ipertensione e obesità, all'inquinamento atmosferico e a malattie rare e trascurate come la malattia di Chagas e l’amiloidosi cardiaca. La World Heart Federation lancia quindi uno slogan che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione, specialmente in un momento difficile come quello attuale contrassegnato dalla diffusione del virus SARS-CoV-2. “Usare il cuore”, infatti, significa:

  • usare la propria testa: per capire cosa serve per vivere una vita sana per il proprio cuore e per agire in base a tale conoscenza, cambiando eventualmente le proprie abitudini per una migliore qualità della vita nel presente e in futuro
  • usare la propria influenza:
    • come individuo, per dare l'esempio ai propri cari
    • come professionista sanitario, per aiutare i propri pazienti a scegliere cambiamenti positivi per la loro salute cardiaca
    • in qualità di datore di lavoro, investendo sulla salute cardiovascolare dei propri dipendenti
    • come governo per attuare politiche e iniziative volte a favorire una migliore salute cardiovascolare della società (per esempio, le tasse sugli zuccheri, il divieto di fumo, la riduzione dell'inquinamento atmosferico, diminuzione della quantità di sale nel pane e in altri prodotti confezionati, ecc).

Dunque:

  • Usa il cuore per fare scelte migliori - Tutti possiamo prenderci cura del nostro cuore e aiutare a prevenire le malattie cardiovascolari seguendo stili di vita sani e dando l'esempio per i nostri figli e i nostri cari.
  • Usa il cuore per ascoltare il tuo cuore - Se hai una problematica di salute, come malattie cardiache, insufficienza cardiaca, diabete, obesità o ipertensione, non lasciare che il COVID-19 ti impedisca di partecipare ai tuoi controlli regolari. E non evitare mai di chiamare i servizi di emergenza se necessario: è sicuro e i professionisti medici sono lì per te.
  • Usa il cuore per la società, i tuoi cari e te stesso - Individui, comunità e imprese hanno risposto alla pandemia in modi incredibili, sostenendosi a vicenda, supportando la professione sanitaria e le persone più vulnerabili nella società. Si tratta di fare scelte migliori a tutti i livelli: dalle scelte personali e quotidiane, ai governi mondiali e alle scelte politiche a livello di popolazione.

Istituto Superiore di Sanità e prevenzione cardiovascolare

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) è da molti anni impegnato nel campo dell’epidemiologia e della prevenzione delle malattie cerebro e cardiovascolari e, a dicembre 2019, il Dipartimento delle Malattie Cardiovascolari, Endocrino-metaboliche e Invecchiamento dell’ISS ha concluso la “Health Examination Survey 2018-2019” del Progetto Cuore. L’obiettivo dell’indagine – i cui risultati sono in via di elaborazione e pubblicazione – è stato quello di: stimare la distribuzione e l’andamento temporale dei fattori di rischio; studiare la distribuzione e l’andamento temporale delle abitudini di vita; stimare la prevalenza e l’andamento temporale di condizioni a rischio; monitorare il consumo medio giornaliero di sodio, potassio e iodio pro-capite a dieci anni di distanza dall’inizio delle azioni messe in atto nell’ambito del Programma Guadagnare Salute per la riduzione del consumo di sale nella popolazione italiana; valutare la performance fisica, l’attenzione e la memoria nella popolazione anziana (65-74 anni).

 

L’indagine - condotta in diverse Regioni italiane, tra Nord, Centro e Sud su campioni casuali di uomini e donne di età compresa tra i 35 e i 74 anni residenti - è stata promossa e finanziata dal ministero della Salute - Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) per le attività correlate al progetto CCM dal titolo “Monitoraggio del consumo medio giornaliero di sodio nella popolazione italiana”.

 

L’ISS è inoltre impegnato in prima linea nell’emergenza della pandemia da COVID-19; ha impiantato un sistema di sorveglianza integrata, microbiologica e epidemiologica, per registrare contagi dovuti al virus SARS-CoV-2; inoltre, relativamente ai decessi dei pazienti positivi all'infezione da SARS-CoV-2, l’ISS raccoglie e analizza cartelle cliniche e certificati di morte, sui quali pubblica periodicamente report aggiornati. Ciò che risulta evidente da un’analisi dei dati è che nella maggioranza dei decessi con SARS-CoV-2 sono presenti co-morbosità. Per esempio, a settembre 2020, su quasi 4200 cartelle cliniche analizzate, relative a decessi con SARS-CoV-2, solo il 3,8% non presentava altre patologie, mentre il 62,6% presentava addirittura 3 o più co-morbosità. Tra queste, la cardiopatia ischemica era presente nel 28% dei decessi con SARS-CoV-2, la fibrillazione atriale nel 23,4%, lo scompenso cardiaco nel 16,0% e l’ictus nel 10,6%. Inoltre, nei decessi con SARS-CoV-2, anche le condizioni a rischio cardiovascolare erano fortemente presenti con il 65,8% per l’ipertensione arteriosa, il 29,5% per il diabete mellito-Tipo 2 e il 10,4% per l’obesità. Questi dati dimostrano come la prevenzione delle malattie cardiovascolari abbia un ruolo primario per garantire e mantenere uno stato di salute sano negli individui e nella popolazione.

 

Risorse utili

 

Data di creazione della pagina: 24 settembre 2020

Testo scritto da: Luigi Palmieri e Chiara Donfrancesco - Dipartimento Malattie Cardiovascolari, Endocrino-metaboliche e Invecchiamento, ISS