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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS


Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da SARS-CoV-2 in Italia

Il rapporto sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia viene aggiornato periodicamente su questa pagina.

 

Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da SARS-CoV-2 in Italia

Aggiornamento del 30 marzo2021
1. Campione

Il presente report descrive le caratteristiche di 106.789 pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 in Italia riportati dalla Sorveglianza Integrata COVID-19 coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). La Tabella 1 riporta la distribuzione geografica dei decessi secondo le tre fasi che hanno caratterizzato la pandemia dall’inizio al 30 marzo 2021: la prima ondata (marzo-maggio 2020), la fase di bassa incidenza (giugno-settembre 2020), e la seconda ondata (ottobre 2020-marzo 2021), quest’ultima ancora in corso.

 

I dati di sorveglianza sui decessi sono in continuo aggiornamento e consolidamento ed entrambe le attività necessitano di tempo per essere esplicate. Ogni Regione ha la propria organizzazione per l’aggiornamento e relativi tempi di esecuzione. Nel leggere quindi i dati per Regione, bisogna tenere conto che i tempi di notifica, controllo, verifica e aggiornamento variano da Regione a Regione e da periodo a periodo; ciò può implicare variazioni (in aumento e/o in diminuzione) e differenze sia con i dati già pubblicati nei report precedenti, sia con i dati pubblicati dalla Protezione Civile. Va inoltre considerato che le differenze regionali nella percentuale di decessi riportate in tabella non devono essere interpretate in termini di rischio. La letalità dipende infatti dal numero di infezioni avvenute in ciascuna Regione in un arco temporale compatibile con l’eventuale osservazione dell’evento fatale. A questo proposito, occorre anche tener presente che la differenza tra il numero di infezioni e casi notificati può variare a livello regionale e nel corso del tempo in funzione di diverse strategie di accesso al test adottate durante l’epidemia, distorcendo così il confronto della letalità regionale.

 

Tabella: Distribuzione geografica dei pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi per periodo

REGIONE marzo-maggio 2020 giugno-settembre 2020 ottobre 2020-marzo 2021 Totale
N % N % N % N %
Lombardia 16364 47,7 609 29,1 13368 19,0 30341 28,4
Emilia Romagna 4313 12,6 173 8,3 7306 10,4 11792 11,0
Veneto 1950 5,7 249 11,9 8282 11,8 10481 9,8
Piemonte 4007 11,7 368 17,6 4891 7,0 9266 8,7
Lazio 862 2,5 148 7,1 5491 7,8 6501 6,1
Campania 479 1,4 62 3,0 4631 6,6 5172 4,8
Toscana 1046 3,0 96 4,6 3981 5,7 5123 4,8
Sicilia 301 0,9 59 2,8 4432 6,3 4792 4,5
Puglia 524 1,5 76 3,6 4125 5,9 4725 4,4
Liguria 1521 4,4 136 6,5 2116 3,0 3773 3,5
Friuli Venezia Giulia 350 1,0 21 1,0 2688 3,8 3059 2,9
Marche 978 2,8 8 0,4 1763 2,5 2749 2,6
Abruzzo 446 1,3 38 1,8 1634 2,3 2118 2,0
Trento 402 1,2 4 0,2 870 1,2 1276 1,2
Sardegna 131 0,4 24 1,1 1099 1,6 1254 1,2
Umbria 75 0,2 9 0,4 1116 1,6 1200 1,1
Bolzano 290 0,8 2 0,1 874 1,2 1166 1,1
Calabria 96 0,3 4 0,2 633 0,9 733 0,7
Molise 22 0,1 2 0,1 416 0,6 440 0,4
Valle d'Aosta 143 0,4 3 0,1 277 0,4 423 0,4
Basilicata 30 0,1 2 0,1 363 0,5 395 0,4
Totale 34330 100.0 2093 100.0 70356 100.0 106779 100.0

Nota: per 10 decessi non è stato possibile valutare il periodo; il numero dei morti, relativi al periodo ottobre 2020 - marzo 2021, è in fase di consolidamento a causa del ritardo di notifica

 

 

2. Dati demografici

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 81 anni (mediana 82, range 0-109, Range InterQuartile - IQR 75-88). Le donne decedute sono 46.852 (43,9%). L’età mediana dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 è più alta di oltre 30 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione (età mediane: pazienti deceduti 82 anni – pazienti con infezione 47 anni). Le donne decedute dopo aver contratto infezione da SARS-CoV-2 hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 86 anni – uomini 80 anni).

 

La figura mostra l’andamento dell’età media dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 per settimana di calendario, a partire dalla 3° settimana di febbraio 2020 (la data del primo decesso risale al 21 febbraio 2020). L’età media dei decessi settimanali è andata sostanzialmente aumentando fino agli 85 anni (1° settimana di luglio) per poi calare leggermente; un’ulteriore riduzione dell’età media dei decessi è stata rilevata a partire dalla seconda settimana di febbraio 2021.

 

 

3. Decessi di età inferiore ai 50 anni
Al 30 marzo 2021 sono 1188, dei 106.789 (1,1%), i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 282 di questi avevano meno di 40 anni (172 uomini e 110 donne con età compresa tra 0 e 39 anni). Di 80 pazienti di età inferiore a 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche; degli altri pazienti, 164 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 38 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.

 

4. Patologie preesistenti in un campione di deceduti

Il grafico presenta le più comuni patologie croniche preesistenti (diagnosticate prima di contrarre l’infezione) in un campione di pazienti deceduti. Questo dato è stato ottenuto da 6992 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche. Le cartelle cliniche sono inviate all’ISS dagli ospedali secondo tempistiche diverse, compatibilmente con le priorità delle attività svolte negli ospedali stessi. Il campione è quindi di tipo opportunistico, rappresenta solo i decessi in soggetti che hanno avuto necessità del ricovero, e le Regioni sono rappresentate cercando di conservare una proporzionalità rispetto al numero di decessi. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,6 (mediana 3, Deviazione Standard 2,1). Complessivamente, 210 pazienti (3,0% del campione) presentavano 0 patologie, 815 (11,7%) presentavano 1 patologia, 1292 (18,5%) presentavano 2 patologie e 4675 (66,9%) presentavano 3 o più patologie.

 

Prima del ricovero in ospedale, il 20% dei pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi seguiva una terapia con ACE-inibitori e il 13% una terapia con Sartani (bloccanti del recettore per l'angiotensina).

 

Le più comuni patologie croniche preesistenti nei pazienti deceduti distinte per uomini (n=4166) e donne (n=2826). Nelle donne il numero medio di patologie osservate è di 3,8 (mediana 4, Deviazione Standard 2,0). Negli uomini il numero medio di patologie osservate è di 3,5 (mediana 3, Deviazione Standard 2,1).

 

Le più comuni patologie croniche preesistenti nei pazienti deceduti distinte in 4 fasce di età (16-59, 60-69, 70-79, 80+ anni). Le prevalenze di cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ictus, ipertensione arteriosa, demenza, insufficienza renale cronica, insufficienza respiratoria aumentano con le età; diminuiscono, invece, con l’avanzare dell’età, le prevalenze di epatopatia cronica, delle patologie per cui è necessaria la dialisi, di infezione da HIV e di obesità; per diabete, BPCO e tumore si riscontra una diminuzione solo nell’ultima fascia di età in controtendenza alla generale crescita con l’età; per malattie autoimmuni, al contrario, si riscontra un aumento solo nell’ultima fascia di età in controtendenza alla diminuzione con l’età. Per quanto riguarda il numero di patologie, la prevalenza di coloro che hanno 3 o più patologie aumenta con le età, mentre diminuiscono con le età le prevalenze di coloro che hanno meno di 3 patologie. Per tutte le patologie considerate il trend è statisticamente significativo.

 

5. Diagnosi di ricovero in un campione di deceduti

Nel 90,3% delle persone decedute, di cui sono state analizzate le cartelle cliniche (N=6.992; valori mancanti=450), nella diagnosi di ricovero erano menzionate condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (per esempio, febbre, dispnea, tosse) compatibili con SARS-CoV-2. In 634 casi (9,7% ) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all’infezione. In 86 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 204 casi patologie cardiovascolari (per esempio infarto miocardico acuto-IMA, scompenso cardiaco, ictus), in 76 casi patologie gastrointestinali (per esempio colecistite, perforazione intestinale, occlusione intestinale, cirrosi), in 268 casi altre patologie.

 

6. Sintomi riportati in un campione di deceduti
I sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nel campione di pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di cui sono state analizzate le cartelle cliniche (N=6.992; valori mancanti=201). Come mostrato nella figura dispnea, febbre e tosse rappresentano i sintomi di più comune riscontro, meno comuni sono diarrea e emottisi. L’8,5% delle persone non presentava alcun sintomo al momento del ricovero.

 

7. Complicanze

L’insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente riportata nel campione di deceduti per cui sono state analizzate le cartelle cliniche (93,6%), seguita da danno renale acuto (24,5%), sovrainfezione (19,8%) e danno miocardico acuto (10,7%) (N=6.992; valori mancanti=148).

 

8. Terapie

La terapia antibiotica è stata comunemente utilizzata nel corso del ricovero (86,0% dei casi), meno utilizzata quella steroidea (56,3%), più raramente la terapia antivirale (43,2%) (N=6.992; valori mancanti=113). Il comune utilizzo di terapia antibiotica può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con inizio terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di SARS-CoV-2. In 1.504 casi (21,9%) sono state utilizzate tutte 3 le terapie. Al 3,9% dei pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi è stato somministrato Tocilizumab come terapia (N=6.992; valori mancanti=687).

 

9. Descrizione dei tempi legati al ricovero in un campione di deceduti
Nel campione di pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi per cui sono state analizzate le cartelle cliniche (N=6.992), i tempi mediani in giorni tra: la data dell’insorgenza dei sintomi e la data del decesso (13 giorni); la data dell’insorgenza dei sintomi e quella del ricovero in ospedale (5 giorni); la data del ricovero in ospedale e quella del decesso (8 giorni). Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso era di 5 giorni più lungo in coloro che venivano trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non venivano trasferiti (12 giorni contro 7 giorni).

 

10. Confronto caratteristiche decessi nei 3 periodi marzo-maggio, giugno-agosto e settembre-novembre 2020

La tabella 1 riassume le principali caratteristiche dei decessi con COVID-19 avvenuti nei 3 periodi dall’inizio della pandemia nel 2020: il periodo iniziale (marzo-maggio 2020), il secondo periodo (giugno-settembre 2020) e il terzo (ottobre 2020–marzo 2021). Complessivamente i dati erano rappresentativi del 6,7% dei deceduti dall’inizio della pandemia; in particolare, del 13,5% dei deceduti tra marzo e maggio 2020, del 25,6% dei deceduti tra giugno e settembre 2020 e del 2,8% dei deceduti tra ottobre 2020 e marzo 2021.

 

Nell’intero arco temporale preso in considerazione, aumentano i decessi di persone con 3 o più patologie preesistenti e diminuiscono quelli con meno patologie o nessuna: ciò sembra indicare che nel secondo e nel terzo periodo i decessi riguardano persone più anziane e con una condizione di salute preesistente peggiore rispetto ai decessi relativi al primo trimestre (tabella 1).

 

Estremamente diverso nei tre periodi è anche l’uso di farmaci, con una netta riduzione nell’utilizzo degli antivirali e un aumento nell’uso degli steroidi nel secondo e terzo periodo.

 

Tabella 1. Età media, prevalenza di donne, numero di patologie preesistenti, complicanze e trattamenti nei decessi con COVID-19 per periodi

Campione delle cartelle cliniche valutate Tutti
(n=6992)
marzo-maggio 2020
(n=4536)
giugno-sett 2020
(n=531)
ottobre 2020-marzo 2021
(n=1925)
p-value*
Età media (anni) 79,2 78,5 81,2 80,3 <0,001
  n (%) n (%) n (%) n (%)  
Donne 2.826 (40,4) 1.744 (38,4) 276 (52,0) 806 (41,9) <0,001
N. di comorbosità
  0 210 (3,0) 169 (3,7) 8 (1,5) 33 (1,7) <0,001
  1 815 (11,7) 608 (13,4) 45 (8,5) 162 (8,4) <0,001
  2 1.292 (18,5) 915 (20,2) 71 (13,4) 306 (15,9) <0,001
  3 o più 4.675 (66,9) 2.844 (62,8) 407 (76,6) 1.424 (74,0) <0,001
Complicazioni durante il ricovero in ospedale
  Polmonite 6.407 (93,6) 4.165 (95,2) 433 (82,8) 1.809 (93,1) <0,001
  Danno renale acuto 1.680 (24,5) 1.006 (23,0) 141 (27,0) 533 (27,4) <0,001
  Danno miocardico acuto 731 (10,7) 472 (10,8) 55 (10,5) 204 (10,5) 0,935
  Sovrainfezione 1.352 (19,8) 729 (16,7) 219 (41,9) 404 (20,8) <0,001
Terapie
   Antibiotici 5.915 (86,0) 3.835 (86,7) 447 (85,8) 1.633 (84,3) 0,042
   Antivirali 2.971 (43,2) 2.609 (59,0) 166 (31,9) 196 (10,1) <0,001
   Steroidi 3.872 (56,3) 1.913 (43,3) 341 (65,5) 1.618 (83,6) <0,001
   Tocilizumab 243 (3,9) 172 (4,4) 29 (5,8 42 (2,2) <0,001

* p-value per le differenze tra i 3 periodi

 

La distribuzione delle principali patologie preesistenti nei diversi periodi è presentata nella figura. La prevalenza di fibrillazione atriale, ictus, demenza, cancro, insufficienza renale e obesità varia in maniera significativa nei tre periodi. Queste patologie sono più frequentemente diagnosticate nei deceduti del secondo e terzo periodo rispetto a quelli del primo.

Nella tabella 2 sono riportate le durate come tempi mediani (in giorni) nei 3 periodi di tempo considerati: tra il primo e il secondo periodo quasi raddoppia il tempo che trascorre dall’insorgenza dei sintomi al decesso, che poi torna ai livelli iniziali nel terzo periodo; diminuisce il tempo che trascorre dall’insorgenza dei sintomi all’esecuzione del tampone per la rilevazione dell’infezione da SARS-CoV-2 nel secondo periodo e rimane tale nel terzo periodo, così come il tempo tra l’insorgenza dei sintomi e il ricovero in ospedale; raddoppia la durata mediana in giorni dal ricovero in ospedale al decesso tra il primo e il secondo periodo per poi tornare, nel terzo periodo, ai livelli del primo. Questi risultati sembrano suggerire una maggiore reattività del Sistema Sanitario testimoniata dalla maggiore rapidità nell’esecuzione di esami diagnostici e nell’ospedalizzazione.

 

Tabella 2. Tempi mediani (in giorni) tra insorgenza dei sintomi, test PCR, ricovero in ospedale e decesso nei 3 periodi

Tutti (n=6992) marzo-maggio 2020 (n=4536) giugno-sett 2020 (n=531) ottobre 2020 - gennaio 2021 (n=1925) p-value*
Tempi (in giorni) Mediana IQR Mediana IQR Mediana IQR Mediana IQR
Dall’insorgenza dei sintomi al decesso 13 8-21 12 7-19 24 10-56 13 8-21 <0,001
Dall’insorgenza dei sintomi al test SARS-CoV-2 4 2-8 5 2-9 3 0-7 3 0-6 <0,001
Dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale 4 2-7 4 2-7 3 1-7 4 1-7 <0,001
Dal ricovero in ospedale al decesso 7 3-15 7 3-13 16 6-45 8 4-15 <0,001

* p-value per le differenze tra i 3 periodi.

IQR=Inter-Quartile Range

 

Sulla base delle indicazioni emanate dal Ministero della Salute nella Circolare pubblicata il 25 febbraio 2020 (protocollo 0005889-25/02/2020), la certificazione di decesso a causa di COVID-19 deve essere accompagnata da parere dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Per questo motivo, è stato creato un gruppo di lavoro dedicato allo studio delle cause di morte dei pazienti deceduti che risultavano positivi all’infezione da SARS-CoV-2.

 

L’analisi si basa sui dati contenuti nelle cartelle cliniche e nelle schede di morte ISTAT recanti le cause di decesso di questi pazienti. La raccolta dati avviene tramite la piattaforma web http://covid-19.iss.it, già utilizzata dalla sorveglianza nazionale, epidemiologica e virologica, dei casi di COVID-19 in Italia (coordinata dall’ISS e attivata dalla Circolare ministeriale del 22 gennaio 2020, n.1997).

 

Per informazioni è possibile mandare un’e-mail all’indirizzo di posta elettronica decessicovid-19@iss.it o contattare il dott. Graziano Onder (Direttore del Dipartimento Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento, ISS) al numero di telefono: 06/49904231.

 

Rapporto ISS-ISTAT

 

Risorse utili
  • la Circolare 0005889-25/02/2020 (pdf 200 kb) pubblicata dal Ministero della Salute il 25 febbraio 2020
  • la pagina di EpiCentro dedicata alla sorveglianza nazionale, epidemiologica e virologica, dei casi di COVID-19 in Italia

 

Data di ultimo aggiornamento: 5 marzo 2021

Data di creazione della pagina: 27 marzo 2020

Report prodotto dal Gruppo della Sorveglianza COVID-19: Luigi Palmieri, Elvira Agazio, Xanthi Andrianou, Pierfrancesco Barbariol, Antonino Bella, Eva Benelli, Luigi Bertinato, Matilde Bocci, Stefano Boros, Giovanni Calcagnini, Marco Canevelli, Federica Censi, Alessandra Ciervo, Elisa Colaizzo, Martina Del Manso, Corrado Di Benedetto, Chiara Donfrancesco, Massimo Fabiani, Francesco Facchiano, Marco Floridia, Fabio Galati, Marina Giuliano, Tiziana Grisetti, Cecilia Guastadisegni, Yllka Kodra, Ilaria Lega, Cinzia Lo Noce, Pietro Maiozzi, Valerio Manno, Margherita Martini, Alberto Mateo Urdiales, Eugenio Mattei, Claudia Meduri, Paola Meli, Giada Minelli, Lorenza Nisticò, Graziano Onder, Lucia Palmisano, Daniele Petrone, Patrizio Pezzotti, Flavia Pricci, Ornella Punzo, Vincenzo Puro, Federica Quarata, Valeria Raparelli, Flavia Riccardo, Simone Rocchetto, Paolo Salerno, Giulia Sarti, Debora Serra, Matteo Spuri, Paola Stefanelli, Marco Tallon, Manuela Tamburo De Bella, Dorina Tiple, Marco Toccaceli Blasi, Federica Trentin, Brigid Unim, Luana Vaianella, Nicola Vanacore, Maria Fenicia Vescio, Emanuele Rocco Villani, Silvio Brusaferro.