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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS


Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da SARS-CoV-2 in Italia

Il rapporto sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia viene aggiornato periodicamente su questa pagina.

 

Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all'infezione da SARS-CoV-2 in Italia

Aggiornamento del 28 aprile2021
1. Campione

 

Il presente report descrive le caratteristiche di 118.592 pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 in Italia riportati dalla Sorveglianza Integrata COVID-19 coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). La Tabella riporta la distribuzione geografica dei decessi secondo le tre fasi che hanno caratterizzato la pandemia dall’inizio al 28 aprile 2021: la prima ondata (marzo-maggio 2020), la fase di bassa incidenza (giugno-settembre 2020), e la seconda ondata (ottobre 2020-aprile 2021), quest’ultima ancora in corso.

I dati di sorveglianza sui decessi sono in continuo aggiornamento e consolidamento ed entrambe le attività necessitano di tempo per essere esplicate. Ogni Regione ha la propria organizzazione per l’aggiornamento e relativi tempi di esecuzione. Nel leggere quindi i dati per Regione, bisogna tenere conto che i tempi di notifica, controllo, verifica e aggiornamento variano da Regione a Regione e da periodo a periodo; ciò può implicare variazioni (in aumento e/o in diminuzione) e differenze sia con i dati già pubblicati nei report precedenti, sia con i dati pubblicati dalla Protezione Civile. Va inoltre considerato che le differenze regionali nella percentuale di decessi riportate in tabella non devono essere interpretate in termini di rischio. La letalità dipende infatti dal numero di infezioni avvenute in ciascuna Regione in un arco temporale compatibile con l’eventuale osservazione dell’evento fatale. A questo proposito, occorre anche tener presente che la differenza tra il numero di infezioni e casi notificati può variare a livello regionale e nel corso del tempo in funzione di diverse strategie di accesso al test adottate durante l’epidemia, distorcendo così il confronto della letalità regionale.

 

Tabella: Distribuzione geografica dei pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi per periodo

marzo-maggio 2020

giugno-settembre 2020

ottobre 2020-aprile 2021

Totale

REGIONE

N

%

N

%

N

%

N

%

Lombardia

16.362

47,7

607

28,9

15.515

18,9

32.484

27,4

Emilia-Romagna

4.313

12,6

173

8,2

8.334

10,1

12.820

10,8

Veneto

1.950

5,7

249

11,9

9.076

11,0

11.275

9,5

Piemonte

4.006

11,7

368

17,5

6.513

7,9

10.887

9,2

Lazio

864

2,5

150

7,1

6.520

7,9

7.534

6,4

Campania

470

1,4

65

3,1

5.562

6,8

6.097

5,1

Toscana

1.046

3,0

96

4,6

4.783

5,8

5.925

5,0

Puglia

524

1,5

76

3,6

5.192

6,3

5.792

4,9

Sicilia

301

0,9

59

2,8

4.954

6,0

5.314

4,5

Liguria

1.521

4,4

136

6,5

2.377

2,9

4.034

3,4

Friuli Venezia Giulia

350

1.0

22

1,0

3,079

3.7

3,451

2,9

Marche

978

2,8

9

0,4

2.060

2,5

3.047

2,6

Abruzzo

447

1,3

39

1,9

1.904

2,3

2.390

2,0

Sardegna

131

0,4

24

1,1

1.201

1,5

1.356

1,1

Umbria

76

0,2

9

0,4

1.261

1,5

1.346

1,1

Trento

402

1,2

4

0,2

930

1,1

1.336

1,1

Bolzano

290

0,8

2

0,1

929

1,1

1.221

1,0

Calabria

96

0,3

4

0,2

789

1,0

889

0,7

Molise

22

0,1

2

0,1

452

0,6

476

0,4

Basilicata

30

0,1

2

0,1

426

0,5

458

0,4

Valle d'Aosta

143

0,4

3

0,1

303

0,4

449

0,4

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Totale

34.322

100,0

2,099

100,0

82.160

100,0

118.581

100,0

Nota: per 11 decessi non è stato possibile valutare il periodo; il numero dei morti, relativi al periodo ottobre 2020-aprile 2021, è in fase di consolidamento a causa del ritardo di notifica.

 

 

2. Dati demografici

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è 81 anni (mediana 82, range 0-109, Range InterQuartile - IQR 74-88). Le donne decedute sono 51.730 (43,6%). L’età mediana dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 è più alta di oltre 30 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione (età mediane: pazienti deceduti 82 anni – pazienti con infezione 47 anni). La figura mostra il numero dei decessi per fascia di età. Le donne decedute dopo aver contratto infezione da SARS-CoV-2 hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 85 anni – uomini 80 anni).

 

L’andamento dell’età media dei pazienti deceduti positivi a SARS-CoV-2 per settimana di calendario, a partire dalla 3° settimana di febbraio 2020 (la data del primo decesso risale al 21 febbraio 2020). L’età media dei decessi settimanali è andata sostanzialmente aumentando fino agli 85 anni (1° settimana di luglio) per poi calare leggermente; un’ulteriore riduzione dell’età media dei decessi è stata rilevata a partire dalla seconda settimana di febbraio 2021, e ancora, dalla seconda settimana di aprile 2021 (verosimilmente conseguenza dell’effetto protettivo delle vaccinazioni nella popolazione più anziana nei mesi di gennaio-marzo 2021).

 

3. Decessi di età inferiore ai 50 anni

Al 28 aprile 2021 sono 1312, dei 118.592 (1,1%), i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai 50 anni. In particolare, 296 di questi avevano meno di 40 anni (184 uomini e 112 donne con età compresa tra 0 e 39 anni). Di 81 pazienti di età inferiore a 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche; degli altri pazienti, 174 presentavano gravi patologie preesistenti (patologie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) e 41 non avevano diagnosticate patologie di rilievo.

 

4. Patologie preesistenti in un campione di deceduti

presenta le più comuni patologie croniche preesistenti (diagnosticate prima di contrarre l’infezione) in un campione di pazienti deceduti. Questo dato è stato ottenuto da 7.199 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche. Le cartelle cliniche sono inviate all’ISS dagli ospedali secondo tempistiche diverse, compatibilmente con le priorità delle attività svolte negli ospedali stessi. Il campione è quindi di tipo opportunistico, rappresenta solo i decessi in soggetti che hanno avuto necessità del ricovero, e le Regioni sono rappresentate cercando di conservare una proporzionalità rispetto al numero di decessi. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3,6 (mediana 3, Deviazione Standard 2,1). Complessivamente, 214 pazienti (3,0% del campione) presentavano 0 patologie, 837 (11,6%) presentavano 1 patologia, 1.326 (18,4%) presentavano 2 patologie e 4.822 (67,0%) presentavano 3 o più patologie.

 

Prima del ricovero in ospedale, il 20% dei pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi seguiva una terapia con ACE-inibitori e il 13% una terapia con Sartani (bloccanti del recettore per l'angiotensina).

 

Le più comuni patologie croniche preesistenti nei pazienti deceduti distinte per uomini (n=4.285) e donne (n=2.914). Nelle donne il numero medio di patologie osservate è di 3,8 (mediana 4, Deviazione Standard 2,0). Negli uomini il numero medio di patologie osservate è di 3,5 (mediana 3, Deviazione Standard 2,1).

 

Le più comuni patologie croniche preesistenti nei pazienti deceduti distinte in 4 fasce di età (16-59, 60-69, 70-79, 80+ anni). Le prevalenze di cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ictus, ipertensione arteriosa, demenza, insufficienza renale cronica, insufficienza respiratoria aumentano con le età; diminuiscono, invece, con l’avanzare dell’età, le prevalenze di epatopatia cronica, delle patologie per cui è necessaria la dialisi, di infezione da HIV e di obesità; per diabete, BPCO e tumore si riscontra una diminuzione solo nell’ultima fascia di età in controtendenza alla generale crescita con l’età; per malattie autoimmuni, al contrario, si riscontra un aumento solo nell’ultima fascia di età in controtendenza alla diminuzione con l’età. Per quanto riguarda il numero di patologie, la prevalenza di coloro che hanno 3 o più patologie aumenta con le età, mentre diminuiscono con le età le prevalenze di coloro che hanno meno di 3 patologie. Per tutte le patologie considerate il trend è statisticamente significativo.

 

5. Diagnosi di ricovero in un campione di deceduti

Nel 90,3% delle persone decedute, di cui sono state analizzate le cartelle cliniche (N=7.199; valori mancanti=458), nella diagnosi di ricovero erano menzionate condizioni (per esempio polmonite, insufficienza respiratoria) o sintomi (per esempio, febbre, dispnea, tosse) compatibili con SARS-CoV-2. In 655 casi (9,7% ) la diagnosi di ricovero non era da correlarsi all’infezione. In 91 casi la diagnosi di ricovero riguardava esclusivamente patologie neoplastiche, in 211 casi patologie cardiovascolari (per esempio infarto miocardico acuto-IMA, scompenso cardiaco, ictus), in 77 casi patologie gastrointestinali (per esempio colecistite, perforazione intestinale, occlusione intestinale, cirrosi), in 276 casi altre patologie.

 

 

6. Sintomi riportati in un campione di deceduti
I sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nel campione di pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di cui sono state analizzate le cartelle cliniche (N=7.199; valori mancanti=212). Come mostrato nella figura dispnea, febbre e tosse rappresentano i sintomi di più comune riscontro, meno comuni sono diarrea e emottisi. L’8,6% delle persone non presentava alcun sintomo al momento del ricovero.

 

7. Complicanze

L’insufficienza respiratoria è stata la complicanza più comunemente riportata nel campione di deceduti per cui sono state analizzate le cartelle cliniche (93,7%), seguita da danno renale acuto (24,6%), sovrainfezione (19,7%) e danno miocardico acuto (10,5%) (N=7.199; valori mancanti=150).

 

8. Terapie

La terapia antibiotica è stata comunemente utilizzata nel corso del ricovero (86,1% dei casi), meno utilizzata quella steroidea (57,4%), più raramente la terapia antivirale (42,4%) (N=7.199; valori mancanti=114). Il comune utilizzo di terapia antibiotica può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con inizio terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di SARS-CoV-2. In 1.532 casi (21,6%) sono state utilizzate tutte 3 le terapie. Al 3,9% dei pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi è stato somministrato Tocilizumab come terapia (N=7.199; valori mancanti=701).

 

9. Descrizione dei tempi legati al ricovero in un campione di deceduti
Nel campione di pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi per cui sono state analizzate le cartelle cliniche (N=7.199), i tempi mediani in giorni tra: la data dell’insorgenza dei sintomi e la data del decesso (13 giorni); la data dell’insorgenza dei sintomi e quella del ricovero in ospedale (5 giorni); la data del ricovero in ospedale e quella del decesso (8 giorni). Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso era di 5 giorni più lungo in coloro che venivano trasferiti in rianimazione rispetto a quelli che non venivano trasferiti (12 giorni contro 7 giorni).

 

10. Confronto caratteristiche decessi nei 3 periodi marzo-maggio, giugno-agosto e settembre-novembre 2020

La tabella 1

riassume le principali caratteristiche dei decessi con COVID-19 avvenuti nei 3 periodi dall’inizio della pandemia nel 2020: il periodo iniziale (marzo-maggio 2020), il secondo periodo (giugno-settembre 2020) e il terzo (ottobre 2020–aprile 2021). Complessivamente i dati erano rappresentativi del 6,2% dei deceduti dall’inizio della pandemia; in particolare, del 13,5% dei deceduti tra marzo e maggio 2020, del 26,2% dei deceduti tra giugno e settembre 2020 e del 2,6% dei deceduti tra ottobre 2020 e aprile 2021.

 

Rispetto al periodo della prima ondata epidemica (marzo-maggio 2020), nel periodo della seconda ondata epidemica (ottobre 2020-aprile 2021) i deceduti hanno una maggiore complessità clinica, come dimostrato dal più alto numero di comorbosità e dalla più altra presenza di complicanze (in particolare danno renale acuto e sovrainfezione). Anche l’utilizzo di farmaci appare differente tra le due ondate epidemiche, con un minor uso di antivirali e tocilizumab e un maggior uso di steroidi nei pazienti deceduti nella seconda ondata (tabella 1).

 

Tabella 1. Età media, prevalenza di donne, numero di patologie preesistenti, complicanze e trattamenti nei decessi con COVID-19 per periodi

Campione delle cartelle cliniche valutate

Tutti

(n=7.199)

marzo-maggio 2020

(n=4.537)

giugno-settembre  2020

(n=544)

ottobre 2020-aprile 2021

(n=2.118)

p-value*

 

 

 

 

 

 

 

n (%**)

n (%**)

n (%**)

n (%**)

 

 

 

 

 

 

 

  N di comorbosità

    0

214 (2,9)

169 (3,5)

8 (1,7)

37 (1,8)

<0,001

    1

837 (11,5)

608 (12,9)

46 (8,7)

183 (8,9)

<0,001

    2

1.326 (18,3)

916 (19,9)

71 (13,7)

339 (16,2)

<0,001

    3 o più

4.822 (67,2)

2.844 (63,7)

419 (76,0)

1.559 (73,1)

<0,001

Complicazioni durante il ricovero in ospedale

  Polmonite

6.602 (93,6)

4.166 (95,0)

442 (82,9)

1.994 (93,4)

<0,001

  Danno renale acuto

1.732 (24,3)

1.006 (22,5)

145 (27,6)

581 (27,3)

<0,001

  Danno miocardico acuto

743 (10,4)

472 (10,5)

57 (10,5)

214 (10,0)

0,797

  Sovrainfezione

1.390 (19,4)

729 (16,1)

225 (43,2)

436 (20,7)

<0,001

Terapie

   Antibiotici

6.098 (85,9)

3.836 (86,5)

459 (86,3)

1.803 (84,8)

0,180

   Antivirali

3.002 (41,7)

2.609 (57,6)

171 (32,5)

222 (10,6)

<0,001

   Steroidi

4.065 (57,3)

1.914 (43,0)

351 (66,7)

1.800 (84,6)

<0,001

   Tocilizumab

251 (3,7)

172 (4,0)

30 (6,3)

49 (2,4)

<0,001

 

* p-value per le differenze tra i 3 periodi

** Prevalenze standardizzate per sesso ed età utilizzando come popolazione standard la Popolazione totale dei decessi COVID-19 al 28 aprile 2021

 

La distribuzione delle principali patologie preesistenti nei diversi periodi è presentata nella figura. La prevalenza di fibrillazione atriale, ictus, demenza, cancro, insufficienza renale e obesità varia in maniera significativa nei tre periodi. Queste patologie sono più frequentemente diagnosticate nei deceduti del secondo e terzo periodo rispetto a quelli del primo.

Nella tabella 2 sono riportate le durate come tempi mediani (in giorni) nei 3 periodi di tempo considerati: tra il primo e il secondo periodo raddoppia il tempo che trascorre dall’insorgenza dei sintomi al decesso, che poi torna ai livelli iniziali nel terzo periodo; diminuisce il tempo che trascorre dall’insorgenza dei sintomi all’esecuzione del tampone per la rilevazione dell’infezione da SARS-CoV-2 nel secondo periodo e rimane tale nel terzo periodo, così come, nel secondo periodo, si riduce il tempo tra l’insorgenza dei sintomi e il ricovero in ospedale; raddoppia la durata mediana in giorni dal ricovero in ospedale al decesso tra il primo e il secondo periodo per poi tornare, nel terzo periodo, ai livelli simili a quelli rilevati nel primo. Questi risultati sembrano suggerire una maggiore reattività del Sistema Sanitario testimoniata dalla maggiore rapidità nell’esecuzione di esami diagnostici e nell’ospedalizzazione.

 

Tabella 2. Tempi mediani (in giorni) tra insorgenza dei sintomi, test PCR, ricovero in ospedale e decesso nei 3 periodi

 

Tutti

(n=7.199)

marzo-maggio 2020

(n=4.537)

giugno-settembre 2020

(n=544)

ottobre 2020-marzo 2021

(n=2.118)

p-value*

Tempi (in giorni)

Mediana

IQR

Mediana

IQR

Mediana

IQR

Mediana

IQR

 

Dall’insorgenza dei sintomi al decesso

13

8-21

12

7-19

24

10-55

14

8-21

<0,001

Dall’insorgenza dei sintomi al test SARS-CoV-2

4

2-8

5

2-9

3

0-7

3

0-6

<0,001

Dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale

4

2-7

4

2-7

3

1-7

4

1-7

<0,001

Dal ricovero in ospedale al decesso

7

3-15

7

3-13

15

6-45

9

4-16

<0,001

* p-value per le differenze tra i 3 periodi.

IQR=Inter-Quartile Range

 

Sulla base delle indicazioni emanate dal Ministero della Salute nella Circolare pubblicata il 25 febbraio 2020 (protocollo 0005889-25/02/2020), la certificazione di decesso a causa di COVID-19 deve essere accompagnata da parere dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Per questo motivo, è stato creato un gruppo di lavoro dedicato allo studio delle cause di morte dei pazienti deceduti che risultavano positivi all’infezione da SARS-CoV-2.

 

L’analisi si basa sui dati contenuti nelle cartelle cliniche e nelle schede di morte ISTAT recanti le cause di decesso di questi pazienti. La raccolta dati avviene tramite la piattaforma web http://covid-19.iss.it, già utilizzata dalla sorveglianza nazionale, epidemiologica e virologica, dei casi di COVID-19 in Italia (coordinata dall’ISS e attivata dalla Circolare ministeriale del 22 gennaio 2020, n.1997).

 

Per informazioni è possibile mandare un’e-mail all’indirizzo di posta elettronica decessicovid-19@iss.it o contattare il dott. Graziano Onder (Direttore del Dipartimento Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento, ISS) al numero di telefono: 06/49904231.

 

Rapporto ISS-ISTAT

 

Risorse utili
  • la Circolare 0005889-25/02/2020 (pdf 200 kb) pubblicata dal Ministero della Salute il 25 febbraio 2020
  • la pagina di EpiCentro dedicata alla sorveglianza nazionale, epidemiologica e virologica, dei casi di COVID-19 in Italia

 

Data di ultimo aggiornamento: 4 maggio 2021

Data di creazione della pagina: 27 marzo 2020

Report prodotto dal Gruppo della Sorveglianza COVID-19: Luigi Palmieri, Elvira Agazio, Xanthi Andrianou, Pierfrancesco Barbariol, Antonino Bella, Eva Benelli, Luigi Bertinato, Matilde Bocci, Stefano Boros, Giovanni Calcagnini, Marco Canevelli, Federica Censi, Alessandra Ciervo, Elisa Colaizzo, Martina Del Manso, Corrado Di Benedetto, Chiara Donfrancesco, Massimo Fabiani, Francesco Facchiano, Marco Floridia, Fabio Galati, Marina Giuliano, Tiziana Grisetti, Cecilia Guastadisegni, Yllka Kodra, Ilaria Lega, Cinzia Lo Noce, Pietro Maiozzi, Valerio Manno, Margherita Martini, Alberto Mateo Urdiales, Eugenio Mattei, Claudia Meduri, Paola Meli, Giada Minelli, Lorenza Nisticò, Graziano Onder, Lucia Palmisano, Daniele Petrone, Patrizio Pezzotti, Flavia Pricci, Ornella Punzo, Vincenzo Puro, Federica Quarata, Valeria Raparelli, Flavia Riccardo, Simone Rocchetto, Paolo Salerno, Giulia Sarti, Debora Serra, Matteo Spuri, Paola Stefanelli, Marco Tallon, Manuela Tamburo De Bella, Dorina Tiple, Marco Toccaceli Blasi, Federica Trentin, Brigid Unim, Luana Vaianella, Nicola Vanacore, Maria Fenicia Vescio, Emanuele Rocco Villani, Silvio Brusaferro.