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a cura dell'Istituto superiore di sanità

consultori

Informazioni generali

I consultori familiari, istituiti formalmente nel 1975 (legge 405/75), sono stati realizzati sul territorio nazionale con tempi e modalità diversi, in seguito all'approvazione delle relative leggi regionali. L'originalità dei servizi consultoriali (multidisciplinarietà, non direttività, visione di genere) è sempre stata vista come patrimonio unico da non disperdere, nonostante tutti gli elementi critici. Infatti, a partire dalla fine degli anni Ottanta, commissioni nazionali promosse dai Ministri della sanità hanno prodotto linee di indirizzo per la riqualificazione e potenziamento dei consultori familiari, fino ad arrivare al Progetto obiettivo materno infantile (Pomi) del 2000 quale espressione operativa della rilevanza strategica assegnata alla tutela della salute della donna e del bambino. Nel 2007, in una seduta della Conferenza Stato-Regioni congiuntamente con il Tavolo materno-infantile viene sancita “l’intesa per l’attivazione di interventi, iniziative ed azioni finalizzate alla realizzazione di progetti sperimentali innovativi per la riorganizzazione dei consultori familiari”. Più recentemente, richiami alla riqualificazione e al potenziamento di questi servizi sono presenti anche nei nuovi Lea 2017 e nei Piani nazionali “fertilità” e “infanzia e adolescenza”. L’ultimo atto del ministero della Salute a rappresentare l’interesse istituzionale per questi servizi è l’aver incluso tra le azioni centrali 2017 un progetto per la ricognizione dei consultori familiari attivi sul territorio nazionale e per la valutazione delle attività svolte, coordinato dall’Iss, con l’obiettivo di identificare buone pratiche utili all’avvio di un programma di riqualificazione della rete territoriale dei consultori familiari.

 

L’approccio multidisciplinare e olistico di questi servizi socio-sanitari distribuiti sull’intero territorio nazionale (più di 1800 nel 2017), la loro attenzione alla complessità dello stato di salute della popolazione anche attraverso la qualità dell’accoglienza, dell’ascolto e della comunicazione e la loro capacità di realizzare programmi di promozione della salute volti all’empowerment delle persone e delle comunità, li rende presidi di straordinaria attualità e potenzialità per la salute pubblica, in grado di cogliere anche nuovi bisogni emergenti nella popolazione. È dunque importante nell'ambito di un programma di promozione della salute, ripensare ai consultori familiari come servizi che operino secondo la modalità dell’offerta attiva ai cittadini, e non si limitino a coloro che spontaneamente si presentano allo sportello. Un’offerta rivolta dunque non al singolo, quanto piuttosto alla comunità. Iniziative di questo genere potrebbero avere un impatto importante in settori strategici di attività dei consultori familiari, quali il percorso nascita, la prevenzione dei tumori femminili e l'educazione alla salute riproduttiva per gli adolescenti.

 

In ambito internazionale, nella dichiarazione di Astana, documento finale della Global Conference on Primary Health Care del 2018, viene posto l’accento sull’importanza di allestire servizi di salute primaria integrati, accessibili, disponibili e alla portata di tutti e in qualunque luogo, forniti con compassione, rispetto e dignità da personale sanitario formato e motivato; i consultori familiari ben rappresentano questo modello di servizio per la salute.

 

Per saperne di più:

  • Grandolfo ME. Consultori familiari secondo il Progetto Obiettivo Materno Infantile: basi epistemologiche, epidemiologiche e operative. In Lauria L, Andreozzi S (Ed.). Percorso nascita e immigrazione in Italia: le indagini del 2009. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2011. (Rapporti Istisan 11/12)
  • Grandolfo ME, Donati S. I consultori familiari e le strategie di prevenzione. Annali dell’Istituto superiore di sanità 1999; 35 (2): 297-299.
  • Global Conference on Primary Health Care 2018. Declaration of Astana (pdf 5,6 Mb)

 

Data di ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2019

Revisione a cura di: Laura Lauria, Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Iss

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