ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Indagine nazionale 2018-19 sui Consultori Familiari
Sintesi dei risultati - Regione Lombardia

 

Indice della sintesi

  1. Le fonti dei dati presi in esame
  2. Il governo regionale dei servizi consultoriali
  3. Assetto organizzativo dei consultori sul territorio
  4. La rappresentazione grafica degli indicatori
  5. Diffusione dei CF sul territorio
  6. Capacità attrattiva dei CF rispetto alla popolazione residente
  7. Capacità attrattiva dei CF rispetto agli adolescenti/giovani
  8. Volume di attività dei CF
  9. Integrazione dei CF con il territorio
  10. Disponibilità di personale nei CF
  11. Metodologia di lavoro nei CF
  12. Offerta di attività strategiche nei CF

 

Le fonti dei dati presi in esame
  • Scheda regionale
  • Schede compilate per le Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST) (CF pubblici): ASST Papa Giovanni XXIII, ASST di Bergamo Est, ASST di Bergamo Ovest; ASST degli Spedali Civili di Brescia, ASST della Franciacorta, ASST del Garda; ASST di Lecco, ASST di Monza, ASST di Vimercate; ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, ASST Santi Paolo e Carlo, ASST Fatebenefratelli Sacco, ASST Ovest Milanese, ASST Rhodense, ASST Nord Milano, ASST Melegnano e della Martesana, ASST di Lodi; ASST dei Sette Laghi, ASST della Valle Olona, ASST Lariana; ASST della Valtellina e dell'Alto Lario, ASST della Valcamonica; ASST di Pavia; ASST di Cremona, ASST di Mantova, ASST di Crema. Schede mancanti: nessuna
  • Schede compilate a livello di singola sede: n= 215; rispondenza= 87%

 

Il governo regionale dei servizi consultoriali

La Regione Lombardia dispone di tutti gli strumenti e le attività indagati ad eccezione della redazione di una relazione consuntiva annuale sui servizi consultoriali (Figura 1). Per quanto riguarda la definizione di obiettivi e funzioni dei CF, ciascuna Agenzie di Tutela della Salute (ATS), tenuto conto della normativa vigente, degli indirizzi regionali e delle regole annuali di sistema definite dalla Regione, definisce la programmazione dei Consultori familiari. Le ASST garantiscono il funzionamento dei consultori familiari nell’ambito della programmazione della ATS. Le attività di prevenzione rivolte a gruppi sono in capo all’ATS, mentre a livello di ASST è collocata la prevenzione individuale. A livello di ATS è presente un coordinamento tra CF pubblici e privati accreditati che svolge funzioni di indirizzo, programmazione e verifica dei risultati ottenuti e rappresentanti dell’ATS e delle ASST svolgono funzioni di condivisione della programmazione, individuazione dei percorsi attuativi, sviluppo delle azioni migliorative, elaborazione di proposte innovative, di percorsi formativi e periodici monitoraggi relativi ai servizi consultoriali. La Regione ha inoltre deliberato atti formali di collaborazione con altri servizi sociosanitari territoriali, con la scuola e con associazioni di volontariato. Ciascuna ATS si è dotata del proprio Comitato percorso nascita, al quale partecipa un rappresentante dei CF. Nel 2013 è stato istituito il Comitato percorso nascita regionale, composto da dirigenti regionali e clinici esperti del settore, che svolge la funzione di coordinamento permanente per il percorso nascita. I CF lombardi possono contare su un flusso informativo dedicato. Tuttavia, diversamente da quanto avviene in altre Regioni con sistemi informativi analoghi, non sono disponibili documenti regionali accessibili al pubblico elaborati in base ai dati raccolti tramite questa fonte.

 

Dalla programmazione degli obiettivi alla raccolta dei dati tramite l’attivazione dei flussi informativi, la Lombardia possiede tutti gli strumenti necessari a svolgere un’attività periodica di programmazione e valutazione delle attività dei servizi consultoriali. Tuttavia, nel 2017, non era disponibile una valutazione consuntiva regionale degli obiettivi raggiunti dai servizi consultoriali.

 

Figura 1. Strumenti e attività a sostegno del governo regionale dei servizi consultoriali

Nota: nelle barre verdi il numero di Regioni che dispongono degli strumenti e delle attività indagate; nelle barre bianche il numero delle Regioni che non ne dispongono. I pallini verdi indicano gli strumenti e le attività disponibili nella Regione Lombardia

 

Assetto organizzativo dei consultori sul territorio

Per l’assistenza sociosanitaria, la Regione Lombardia prevede la suddivisione del territorio in 8 ATS, che rappresentano il primo livello di gestione dei servizi. Le ATS attuano nel territorio di competenza la programmazione definita dalla Regione, con compiti di programmazione, governo e integrazione del sistema. Alle ATS, cui fa capo l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio sanitarie e la negoziazione e l’acquisto delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie da erogatori pubblici e privati, si affianca il livello organizzativo delle 27 ASST. Le ASST, articolate in due settori aziendali - rete territoriale e polo ospedaliero - concorrono con altri soggetti pubblici e privati all’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e di eventuali livelli aggiuntivi definiti dalla Regione con risorse proprie, nella logica della presa in carico della persona. Per la partecipazione all’indagine sui CF di livello aziendale, la Regione Lombardia ha indicato l’ASST come struttura organizzativa alla quale i CF afferiscono, con un referente con funzioni di coordinamento dei soli consultori pubblici. In alcune ASST sono state istituite Unità Operative (UO) complesse consultoriali (n=4) con un responsabile che coordina più sedi o équipe; nelle rimanenti sono presenti UO semplici.

 

I CF sono incardinati in dipartimenti diversi nelle diverse ASST. In mancanza di un’unica figura di coordinamento dei CF pubblici e privati accreditati a livello di ASST, la presente indagine ha potuto tener conto dei CF privati accreditati nell’indagine a livello di singola sede consultoriale ma non nell’indagine di livello aziendale. Tuttavia, per tutti gli indicatori riportati a seguire, con l’eccezione del numero medio di atti formali di collaborazione (Figura 6), è stato possibile includere nelle stime anche il contributo dei CF privati accreditati.

 

La rappresentazione grafica degli indicatori

Nei grafici presentati a seguire, viene rappresentato per ogni indicatore l’intero intervallo di variabilità per le 19 Regioni e PA. Il valore dell’indicatore riferito alla Regione in studio è rappresentato dal pallino colorato, mentre la barra verticale corrisponde alla media nazionale. I pallini bianchi rappresentano il valore assunto dall’indicatore nelle altre Regioni e PA.

 

Diffusione dei CF sul territorio

Con una sede ogni 39.996 residenti, la Lombardia è fra le 7 realtà (6 Regioni e 1 PA) con un numero medio di residenti per sede di CF più elevato, vicino al doppio di quanto raccomandato dal gold standard di una sede ogni 20.000 abitanti (Figura 2). La distribuzione delle sedi di CF è molto disomogenea nelle diverse ATS, compresa tra una sede ogni 37.377 abitanti nella ATS Montagna e una sede ogni 126.401 abitanti nella ATS di Bergamo.

 

Figura 2. Numero medio di residenti per sede consultoriale

 

Capacità attrattiva dei CF rispetto alla popolazione residente

La capacità attrattiva dei CF in Lombardia (3,4%) è al di sotto della media nazionale e del valore delle 5 Regioni che presentano la capacità attrattiva più elevata (>8%) individuato come standard di riferimento al quale tutte le Regioni potrebbero tendere (Figura 3).

 

Figura 3. Numero medio di utenti dei CF per 100 residenti

 

Capacità attrattiva dei CF rispetto agli adolescenti/giovani

La capacità attrattiva dei consultori della Lombardia rispetto agli adolescenti e ai giovani di 14-19 anni (3,2%) è inferiore alla media nazionale (Figura 4). È opportuno ricordare che la riforma regionale del 2015 ha collocato a livello di ATS le attività di prevenzione rivolte ai gruppi (anche scolastici), in precedenza appannaggio diretto dei servizi consultoriali.

 

Figura 4. Numero medio di utenti giovani dei CF per 100 residenti di 14-19 anni

 

Volume di attività dei CF

Il numero medio di prestazioni consultoriali erogate dai CF della Lombardia ogni 100 residenti (10,1) è il più basso in assoluto tra le Regioni italiane (Figura 5). Tuttavia va ricordato che questo indicatore, che permette di tratteggiare un profilo del volume di attività dei CF in ambito nazionale, ha una variabilità che in parte è dovuta alla diversa modalità di registrazione delle prestazioni erogate, in particolare quelle relative a singoli utenti o a gruppi di utenti, segnalata a volte anche nell’ambito della stessa Regione.

 

Figura 5. Numero medio di prestazioni consultoriali per 100 residenti

 

Integrazione dei CF con il territorio

Relativamente a questa misura sintetica dell’integrazione a livello di ASST tra servizi consultoriali e gli altri servizi sanitari aziendali, i servizi sociali, la scuola e il terzo settore, la Lombardia, con un numero medio di 6,2 atti formali di collaborazione stipulati, è in linea con il valore medio nazionale (Figura 6).

 

Figura 6. Numero medio di atti formali di collaborazione tra servizi consultoriali e altri servizi sanitari, sociali, educativi e con il terzo settore per Azienda sanitaria o Distretto

 

Disponibilità di personale nei CF

Complessivamente, i coordinatori dei servizi consultoriali delle 26 ASST hanno riportato la presenza di 171 sedi e di 160 équipe complete (ginecologo, ostetrica, psicologo e assistente sociale), con un rapporto piuttosto costante di una sede per équipe. La disponibilità della figura del ginecologo (6,7 ore) è fra le più basse a livello nazionale, vicina alla metà del valore medio e ben lontana dallo standard di riferimento di 18 ore (Figura 7). Anche la disponibilità della figura professionale dell’ostetrica (16,9 ore) è inferiore alla media nazionale e molto al di sotto dei valori medi delle realtà che hanno adottato un modello di assistenza territoriale alla gravidanza fisiologica centrato su questa figura, al quale recentemente anche la Regione Lombardia ha inteso conformarsi.

 

La disponibilità della figura dello psicologo (31,2 ore) è la più elevata in Italia, pressoché doppia rispetto allo standard di riferimento di 18 ore. La disponibilità della figura professionale dell’assistente sociale (13,5 ore), superiore rispetto al valore medio nazionale, va letta alla luce delle funzioni specifiche svolte da questa figura in Lombardia anche nell’erogazione di misure di sostegno economico alle situazioni di fragilità, che non ha l’eguale nel panorama nazionale.

 

Globalmente, la preponderanza del personale dell’area psicosociale riflette il nuovo ruolo che i servizi consultoriali lombardi hanno assunto negli ultimi 5 anni, tuttavia la carenza del personale dell’area ostetrico-ginecologica è meritevole di attenzione.

 

Figura 7. Numero medio di ore di lavoro settimanale delle figure professionali dell’équipe consultoriale per 20.000 residenti

 

Metodologia di lavoro nei CF

Rispetto alla modalità di lavoro multidisciplinare a livello di singola sede, la percentuale di CF che effettuano regolarmente riunioni organizzative con tutte le figure professionali (99,5%) e discussione di casi clinici allargata a tutte le figure (96,7%) sono fra le più elevate a livello nazionale (Figura 8). La rilevazione sistematica della soddisfazione degli utenti è una prassi diffusa e consolidata in pressoché tutti i CF (98,1%), collocando la Lombardia al primo posto in Italia per questa attività. L’unico parametro che registra un valore di poco inferiore alla media nazionale è quello dell’offerta attiva, attuata dal 53% dei CF lombardi.

 

Figura 8. Percentuale di CF che utilizzano approccio multidisciplinare, offerta attiva, rilevazione della soddisfazione degli utenti

 

Offerta di attività strategiche nei CF

Relativamente alla percentuale di CF che svolgono attività nell’ambito dei programmi strategici indicati dal POMI, la Lombardia si colloca al di sopra della media nazionale per le sedi di CF che seguono tutta la gravidanza (94,4%), che offrono corsi di accompagnamento alla nascita (78,9%) e che hanno spazi dedicati ai giovani o effettuano attività nelle scuole (78,2%) (Figura 9).

 

Lo screening organizzato del tumore della cervice uterina è offerto dal 49,8% delle sedi di CF, posizionando la Lombardia al di sotto della media nazionale relativamente all’offerta di questa attività. Secondo i dati PASSI 2016-2019, in Lombardia l’adesione al programma da parte delle donne tra i 24 e i 64 anni è pari al 31,2%, a fronte di una media nazionale del 48,7% (Passi, Epicentro).

 

Nella Regione sono numerose le sedi di CF che, a livello di ATS, fungono da centro di riferimento per ambiti di attività specifiche, in particolare per l’area salute della donna (si veda Tabella 1). Questa modalità organizzativa potrebbe consentire di sopperire almeno parzialmente alla carenza di personale di area ostetrico-ginecologica.

 

Figura 9. Percentuale di CF che effettuano attività relative a percorso nascita, corsi di accompagnamento alla nascita, screening del tumore della cervice uterina, adolescenti/giovani

 

Per consultare una selezione di informazioni ricavate dalle schede aziendali e di singola sede di CF nelle 8 AST della Regione e per approfondire i dati consulta la sintesi completa “Indagine nazionale sui Consultori Familiari 2018-2019. Sintesi dei risultati: Regione Lombardia” (pdf 484 Kb).

 

Data di creazione della pagina: 27 maggio 2021

Testo scritto da: Laura Lauria, Ilaria Lega, Enrica Pizzi, Serena Donati - Centro Nazionale per la Prevenzione delle malattie e la Promozione della Salute, CNAPPS - ISS