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Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità - EpiCentro

Aspetti epidemiologici

In Italia

Difterite in Italia, 2018-2026: Ruolo del Laboratorio di riferimento nazionale e i dati della sorveglianza

 

In Italia la sorveglianza nazionale della difterite è coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dal Ministero della Salute. I casi di difterite sono soggetti a notifica obbligatoria e vengono segnalati alle autorità sanitarie competenti secondo le procedure previste dal sistema nazionale di sorveglianza delle malattie infettive PREMAL del Ministero della Salute. Parallelamente, gli isolati batterici provenienti dai casi sospetti vengono inviati al Laboratorio di riferimento nazionale per la difterite dell'ISS, che può fornire un importante contributo per le attività di conferma diagnostica rapida, caratterizzazione microbiologica e supporto alle indagini epidemiologiche su tutto il territorio nazionale.

 

A livello europeo la sorveglianza della difterite è coordinata dall'European centre for disease prevention and control (ECDC). Attualmente le attività di coordinamento tecnico-scientifico sono svolte nell'ambito del consorzio European union reference laboratory for public health on diphtheria and pertussis (EURL-PH-DIPE). Il Laboratorio di riferimento nazionale per la difterite dell'ISS partecipa a questa rete contribuendo alla sorveglianza microbiologica europea e allo scambio di dati ed esperienze tra gli Stati membri.

 

In Italia, nel periodo di sorveglianza considerato, sono stati ricevuti dal Laboratorio di riferimento nazionale per la difterite complessivamente 45 isolati di Corynebacterium diphtheriae/ulcerans/ramonii, appartenenti al C. diphtheriae species complex. Di questi, 16 isolati sono stati confermati come produttori della tossina difterica e responsabili di casi di difterite, incluso un caso fatale verificatosi nell’agosto 2026 in una bambina di 4 anni, non vaccinata. I restanti 29 isolati non erano produttori di tossina, ma avevano causato infezioni gravi. 

 

I casi di difterite in Italia, 2018-30 settembre 2026

Nel periodo 2018-30 settembre 2026, nell’ambito della sorveglianza nazionale della difterite coordinata dal Dipartimento Malattie infettive dell’ISS, il Laboratorio di riferimento nazionale per la difterite ha confermato 16 casi di difterite (Tabella 1). Dal punto di vista eziologico, 13 casi sono stati attribuiti a C. diphtheriae, di cui 12 attribuiti al biovar mitis e 1 al biovar gravis. I restanti tre casi erano dovuti rispettivamente a C. ulcerans (n=2) e C. ramonii (n=1).

 

Per quanto riguarda il quadro clinico, dei 13 casi attribuiti a C. diphtheriae, otto manifestavano difterite cutanea ed erano associati al biovar mitis. Due casi presentavano un quadro di difterite respiratoria, di cui uno caratterizzato dalla presenza di pseudomembrane; entrambi erano attribuiti al biovar mitis e risultavano epidemiologicamente correlati. In altri due casi è stata osservata una manifestazione clinica con interessamento sia cutaneo sia respiratorio, attribuita rispettivamente a C. diphtheriae biovar gravis e da C. diphtheriae biovar mitis. Infine, è stato documentato un caso di difterite sistemica sostenuta da C. diphtheriae biovar mitis, caratterizzato dall’isolamento del microrganismo da emocoltura.

 

I due casi di difterite respiratoria attribuiti a C. ulcerans e l’unico caso da C. ramonii presentavano pseudomembrane a livello delle vie respiratorie.

 

Tabella 1. Caratteristiche demografiche e cliniche dei pazienti con difterite causata da C. diphtheriae, C. ulcerans e C. ramonii

Caso

Anno di isolamento

Regione di isolamento

Età/Sesso

Paese di origine

Vaccinazione

Viaggi recenti all’estero

Manifestazione clinica

Specie

Biovar

1

2018

Lombardia

65/M*

Italia

NN

NN

Respiratoria con pseudomembrane

C. ramonii

-

2

2022

Toscana

35/M

Pakistan

NN

Libia

Respiratoria/cutanea

C. diphtheriae

gravis

3

2022

PA di Bolzano

44/M

Turchia

NN

Turchia

Cutanea

C. diphtheriae

mitis

4

2022

Lombardia

53/M

Italia

Si

No

Cutanea

C. diphtheriae

mitis

5

2023

Piemonte

32/M

Bangladesh

NN

Bangladesh/Libia

Cutanea

C. diphtheriae

mitis

6

2023

Toscana

26/M

Marocco

NN

Marocco/Balcani

Cutanea

C. diphtheriae

mitis

7

2024

PA di Trento

61/F*

Italia

Si

No

Respiratoria con pseudomembrane

C. ulcerans

-

8

2024

Friuli-Venezia Giulia

49/M

Italia

NN

Francia/ Slovenia

Sistemica

C. diphtheriae

mitis

9

2024

Piemonte

16/M

Eritrea

No

Libia/Eritrea

Cutanea

C. diphtheriae

mitis

10

2024

Umbria

24/M

Pakistan

NN

Pakistan

Respiratoria/cutanea

C. diphtheriae

mitis

11

2025

Umbria

22/M

Bangladesh

NN

Libia

Cutanea

C. diphtheriae

mitis

12

2025

Emilia-Romagna

75/F

Gran Bretagna

No

Gran Bretagna

Respiratoria con pseudomembrane

C. ulcerans

-

13

2026

Toscana

17/M

Bangladesh

NN

Libia

Cutanea

C. diphtheriae

mitis

14

2026

Sicilia

4/F

Italia

No

NN

Respiratoria con pseudomembrane

C. diphtheriae

mitis

15

2026

Sicilia

4/M

Italia

Si, parziale

NN

Respiratoria

C. diphtheriae

mitis

16

2026

Lazio

28/M

Bangladesh

NN

Bangladesh/Libia

Cutanea

C. diphtheriae

mitis

*proprietario di animali da compagnia

 

In Europa

In Europa i casi di difterite sono molto rari, sebbene si sia registrato un aumento nel periodo 2022-2023 a seguito di una vasta epidemia (Figura 1). Nel 2025, secondo l’Atlas dell'European centre for disease prevention and control (ECDC), sono stati registrati nei Paesi dell’Unione europea/Spazio economico europeo (UE/SEE) 80 casi di C. diphtheriae e 63 di C. ulcerans (Figura 1), con 2 decessi da C. diphtheriae, 1 in Germania e 1 in Francia (dati non ancora aggiornati con i 2 casi italiani).

 

Tra il 2023 e il 2025 i Paesi dell'UE/SEE hanno segnalato all'ECDC 82 casi (incluso un caso riportato dall’Italia) di C. diphtheriae appartenente al Sequence Type (ST) 574, uno dei principali cloni associati all’epidemia di difterite del 2022 in Europa. I dati genomici ed epidemiologici disponibili indicano che almeno 25 di questi casi riguardavano individui appartenenti a gruppi vulnerabili, tra cui persone senza fissa dimora, tossicodipendenti, soggetti non vaccinati e anziani.

 

Alla luce di questi risultati, l'ECDC ha valutato il rischio associato alla malattia come molto basso nei Paesi con un'elevata copertura vaccinale per la popolazione generale; tuttavia, potrebbero verificarsi casi sporadici tra i gruppi più vulnerabili all'infezione e in individui non vaccinati.

 

La maggior parte dei Paesi europei presenta una copertura vaccinale molto elevata per il ciclo primario di vaccinazione contro la difterite.

 

Figura 1. Numero di casi di difterite per anno nella UE/SEE

Fonte: ECDC, 2026

 

Nel mondo

Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel 2025 a livello globale l'incidenza dei casi di difterite (numero di casi per 1.000.000 abitanti) ha mostrato un lieve aumento rispetto all’anno precedente, passando dal 3,5% nel 2024 al 4% nel 2025 (Figura 2).

 

Il numero di casi riportati nel 2025 è stato pari a 30.205 (nel 2024 erano 25.147), con una tendenza in aumento dal 2020 al 2025 (Figura 2).

 

Nella Regione europea dell’OMS l'incidenza dei casi di difterite (numero di casi per 1.000.000 abitanti) è stata dello 0,2%, come nel 2024, con un numero di casi pari a 199 (nel 2024 erano 167).

 

Inoltre, nel 2025 si stima che a livello mondiale l'85% dei bambini (110 milioni) abbia ricevuto le tre dosi raccomandate di vaccino contro la difterite, con il 15% (quasi 20 milioni) privo di copertura o con una copertura incompleta. Si riscontrano notevoli variazioni nella copertura sia tra i diversi Paesi sia al loro interno.

 

Infine, solo 83 Paesi includono nei propri programmi nazionali di immunizzazione tutte e tre le dosi di richiamo del vaccino antidifterite raccomandate dall'OMS, mentre 42 Paesi non prevedono alcuna dose di richiamo.

Figura 2. Incidenza e numero di casi di difterite nel mondo per anno

Fonte: WHO, 2026

 

Risorse utili

 

 

Data di pubblicazione della pagina: 8 ottobre 2026

Testo scritto da: Giulia Errico, Alessandra Lo Sciuto, Sara Giancristofaro, Cristiana Barbati, Maria Del Grosso, Monica Monaco – Dipartimento Malattie infettive, ISS