ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Aspetti epidemiologici

In Europa

In Europa, la sifilide è la terza Infezione sessualmente trasmessa (IST) più diffusa dopo la clamidia e la gonorrea. Il rapporto “Syphilis - Annual Epidemiological Report for 2017” (pdf 1 Mb) pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) a luglio 2019, e relativo ai casi di sifilide confermati a livello nazionale dagli Stati partecipanti, riporta per 2017, 33.189 casi confermati di sifilide, segnalati da 28 Stati membri dell'UE/SEE, pari ad un’incidenza di 7,1 casi ogni 100.000 abitanti. I più alti tassi di incidenza di sifilide, nel 2017, sono stati osservati in Islanda (15,4 casi per 100.000), a Malta (13,5 casi per 100.000), nel Regno Unito (11,8 casi per 100.000) e in Spagna (10,3 casi per 100.000).

 

Nel 2017, nelle donne sono stati segnalati complessivamente 2.961 casi di sifilide rispetto ai 25.229 degli uomini (con un tasso di incidenza, rispettivamente, di 1,4 casi su 100.000 donne e di 12 casi su 100.000 uomini).

 

I più alti tassi di incidenza di casi di sifilide, nel 2017, sono stati riscontrati nella classe di età 25-34 anni (16 casi per 100.000) e il 67% di tutti i casi segnalati si sono avuti in maschi che fanno sesso con maschi (Msm).

 

Dal 2008 al 2010, l’incidenza di sifilide in Europa è rimasta stabile. Dal 2011, è aumentata tra gli uomini, principalmente per l’aumento dei casi tra gli Msm, passando da 6,8 casi per 100.000 uomini del 2011 a 12 casi per 100.000 del 2017. Tra le donne, invece, si è verificato, nel medesimo periodo, un lieve decremento dell’incidenza di sifilide fino al 2015, che è passata da 1,8 casi per 100.000 donne del 2011 a 1,3 casi per 100.000 del 2015; successivamente un lieve aumento fino a 1,4 casi per 100.000 donne del 2017.

 

Sifilide congenita

In Europa e in Italia

I dati, riportati nel rapporto “Congenital syphilis - Annual Epidemiological Report for 2017” (pdf 760 kb) pubblicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) a gennaio 2019, indicano per il 2017, 36 casi confermati di sifilide congenita, pari a un’incidenza di 1,1 casi per 100.000 nati vivi, con un trend stabile dei casi riportati dal 2015 al 2017. Dei 23 Stati membri dell’UE/SEE, segnalatori di casi di sifilide congenita, solo 10 hanno segnalato casi nel 2017. I più alti tassi di incidenza di sifilide congenita, nel 2017, sono stati osservati in Bulgaria (21,5 casi per 100.000 nati vivi). In Italia, gli ultimi dati risalgono al 2015, con 5 casi segnalati, pari ad un’incidenza di 1 caso per 100.000 nati vivi.

 

L’incidenza di sifilide congenita è in diminuzione dal 2005 nei Paesi dell’UE/SEE e questo suggerisce che la maggior parte degli Stati membri ha messo in atto programmi efficaci di prevenzione ed eliminazione della sifilide congenita. Va però considerata una probabile sottostima dei valori di incidenza, poiché 7 Paesi dell’UE/SEE non hanno mai contribuito alla segnalazione dei casi di sifilide congenita, a questi si devono aggiungere Italia e Grecia i cui ultimi dati risalgono al 2015 (5 casi confermati per l’Italia, pari ad un’incidenza di 1 casi per 100.000 nati vivi e 2 casi confermati per la Grecia pari ad un’incidenza di 2,2 casi per 100.000 nati vivi).

 

Risorse utili

Data di ultimo aggiornamento: 7 maggio 2020

Revisione a cura di: Maria Cristina Salfa e Barbara Suligoi - Dipartimento malattie infettive, ISS.