(traduzione e adattamento a cura della redazione di EpiCentro,
revisione a cura di Caterina Rizzo - Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps - Iss)
Due rapporti pubblicati il 20 settembre 2007 dal Centro europeo per la
prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) indicano che i
cosiddetti vaccini “pre-pandemici” potrebbero offrire protezione contro
una futura pandemia influenzale. Tuttavia l’Ecdc sottolinea che non vi è
certezza che la prossima pandemia influenzale possa essere causata dal
virus dell’influenza aviaria A/H5N1 su cui sono basati i vaccini
“pre-pandemici”, attualmente in fase di sviluppo. Alcuni esperti hanno
espresso pareri differenti riguardo alla possibilità di usare tali
vaccini nella fase 5 o nella fase 6 d una pandemia. Tuttavia, si è
convenuto, che al momento attuale è sconsigliabile avviare un programma
di vaccinazione estesa nei Paesi dell’Unione europea.
Zsuzsanna Jakab, direttore dell’Ecdc afferma: «Se ci fosse una pandemia
da virus A/H5N1, la strategia di avere scorte di vaccini “pre-pandemici”
(anche se il virus contenuto nel vaccino non sia lo stesso del virus
pandemico che circola) potrebbe prevenire più infezioni e morti che
aspettare i vaccini “veri”, più specifici, per il virus pandemico.
Questo è importante, anche se non c’è garanzia che l’A/H5N1 evolva in un
virus pandemico».
«I nostri gruppi di esperti concordano che una vaccinazione a tappeto
degli abitanti dei Paesi dell’Unione europea non sarebbe al momento
consigliabile: il vaccino dovrebbe essere utilizzato solo nella fase 5 o
nella fase 6 di una pandemia. Detto ciò, una vaccinazione mirata, per
esempio sui veterinari e i lavoratori del settore avicolo, potrebbe
essere una valida misura preventiva nel caso di un focolaio da A/H5N1
negli uccelli nell’Unione europea».
Lo scenario
In
seguito allo sviluppo, da parte di alcune case farmaceutiche, di vaccini
A/H5N1 “pre-pandemici” l’Ecdc ha nominato due gruppi di esperti
per identificare le evidenze in modo da fare rapporto all’Ecdc e agli
Stati membri che stanno ipotizzando di utilizzare questi vaccini. L’idea
è che, a differenza dei vaccini pandemici “veri”, questi vaccini
“pre-pandemici”, diretti contro il virus A/H5N1, possano essere prodotti
prima dell’inizio della pandemia.
Gli esperti hanno preso in
considerazione questioni propriamente scientifiche riguardanti il se e
il quanto bene possano funzionare i vaccini “pre-pandemici” diretti
contro il virus A/H5N1 nel caso la pandemia sia causata da un virus H5.
Si sono considerate anche problematiche di sanità pubblica e questioni
operative rispetto a quando questi vaccini dovrebbero essere adoperati,
comprese le specifiche ragioni, e per quali gruppi di popolazione.
Benché gli esperti siano consapevoli che in materia le conoscenze
evolveranno rapidamente, hanno fornito risposte che rappresentano il
punto di vista migliore basato sulle evidenze al momento disponibili.
Sono necessarie altre ricerche, in particolare lo sviluppo di vaccini a
virus vivi attenuati,
che rappresentano un buon potenziale per una produzione di vaccini più
veloce e maggiore.
Conclusioni principali del gruppo
di esperti su aspetti scientifici