Le indicazioni e le raccomandazioni del
ministero della Salute
Per prevenire la diffusione della malattia dagli uccelli selvatici a
quelli domestici, l'unità di crisi predisposta dal ministero della
Salute presenta un documento per fornire informazioni utili e
indicazioni di comportamento alla popolazione sui rischi derivanti dalla
presenza del virus H5N1 negli uccelli selvatici. Leggi le
raccomandazioni del ministero della Salute.
Per qualsiasi informazione sull'argomento presso il ministero della
Salute è attivo, dal lunedì al venerdì e dalle 9 alle 20, il numero
verde 1500.
Fao: efficaci le misure adottate in Italia
La Fao ha definito di "estrema efficacia" le misure adottate dal
governo italiano a seguito dell'individuazione del virus altamente
patogeno dell'influenza aviaria in 6 cigni selvatici in Sicilia. "Queste
misure rappresentano un buon esempio di come i Paesi debbano reagire per
circoscrivere il virus non appena viene scoperto", ha detto il dottor Juan Lubroth, esperto del Dipartimento produzione e salute animale della
Fao. “È fondamentale che si continuino a osservare misure di controllo e
sorveglianza. Non c'è molto che si possa fare a livello di animali
selvatici, ma per evitare che il virus si diffonda si deve vigilare sul
modo in cui il pollame viene allevato e commercializzato”, ha aggiunto
l'esperto. “È importante ribadire che sino a oggi non c'è alcun
riscontro in Italia di presenza del virus H5N1 nel pollame: i casi
individuati sono al momento circoscritti ai volatili selvatici”,
sottolinea Lubroth.
E i sistemi veterinari sono efficienti: “Questo fa ben sperare che venga
bloccato il diffondersi del virus, che non si estenda ai polli e che il
rischio di pandemia diminuisca”. È importante che gli allevamenti
seguano strettamente le norme igienico-sanitarie stabilite dai ministeri
della salute, come per esempio tenere i polli rinchiusi per evitare ogni
possibile contatto con i volatili selvatici.
La Fao raccomanda che solo il pollame sano e ispezionato dalle autorità
sanitarie entri nella catena commerciale. La situazione attuale in
Italia non giustifica l'eliminazione di prodotti aviari dalla dieta.
L'influenza aviaria è a tutt'oggi una malattia animale, ribadisce
l'agenzia. La battaglia si vince eliminando il virus alla sua origine,
vale a dire tra i volatili.
Leggi il
comunicato originale.
Fao e Oie, intervenire subito in Africa
I Paesi confinanti con la Nigeria (Benin, Camerun, Ciad, Ghana,
Niger e Togo) devono rafforzare la sorveglianza e i controlli alle
frontiere: il virus dell'influenza aviaria, infatti, si diffonde
spesso con la circolazione di animali infetti. Pertanto, per contenere
la malattia deve essere posto un freno a qualsiasi movimento di pollame.
Inoltre, non si devono importare o commerciare bestiame, pollame e
prodotti di origine animale.
La Fao e l'Oie hanno fatto un appello alle autorità veterinarie della
Nigeria a chiudere immediatamente i mercati di pollame negli stati di
Kaduna e Kano e nelle regioni limitrofe, per evitare un'ulteriore
diffusione del virus.
Le misure prioritarie che le due organizzazioni raccomandano sono:
abbattimento degli animali infetti (rispettando le procedure Oie) nelle
aree dove si sono registrati i focolai e nelle loro vicinanze;
vaccinazioni a tappeto nelle aree infette; controllo di persone e
animali che si spostano da e verso le zone interessate dai focolai,
igiene minuziosa e buone pratiche di allevamento.
La Fao e l'Oie giudicano positivamente le misure d'emergenza adottate
nello stato di Kaduna, Kano e Plateau, dove si stanno esaminando i casi
sospetti di influenza aviaria. Tuttavia, ritengono che le misure di
controllo debbano essere intensificate applicando le procedure standard
raccomandate dalla Fao e i criteri guida internazionali dell'Oie.
La Fao e l'Oie hanno accolto con favore la decisione del Ministro
dell'Agricoltura nigeriano Mallam Bello di offrire indennizzi agli
allevatori per le perdite causate dalla malattia e dall'abbattimento
degli animali: si tratta infatti di provvedimento utile per incoraggiare
una tempestiva segnalazione dell'infezione.
Nelle zone dove si sono registrati i focolai e nei laboratori, il
personale veterinario e tecnico deve indossare tute protettive. La Fao e
il Dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti stanno per spedire in
Nigeria oltre 1000 kit di attrezzature protettive.
Leggi il
comunicato originale.
Fao: le mappe della diffusione del virus
Sul sito della Fao è possibile consultare una
serie di mappe che permettono di fotografare la situazione in corso
e l'andamento della diffusione del virus H5N1 negli ultimi mesi in Asia,
Europa e Africa. Di particolare interesse la mappa dei focolai che, da
ottobre a oggi, sono esplosi in
Turchia ed
Europa. Per quanto riguarda la Nigeria, sono on line la
mappa con il focolaio identificato all'inizio di febbraio e quella
relativa alla
densità del pollame presente sul territorio del Paese africano.
Fao, il bollettino con la situazione aggiornata
Sull'ultimo bollettino della Fao, gli aggiornamenti sulla situazione
in corso e le preoccupazioni per una possibile diffusione del virus nei
Paesi confinanti con la Turchia e in Africa. C'è anche un rischio
concreto legato ai flussi migratori per la prossima primavera.
Scarica il bollettino.