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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza aviaria

Notiziario - 15 novembre 2007

Regno Unito: confermata influenza aviaria H5N1 nel pollame

In seguito alla conferma di laboratorio, effettuata presso la Veterinary Laboratories Agency (Vla), il capo dell’ufficio veterinario ha comunicato che il ceppo di influenza aviaria presente nella zona infetta vicino Diss, è un ceppo A/H5N1 ad alta patogenicità. Sono in corso nuove caratterizzazioni del virus, che potrebbero dare indicazioni sulla sua origine.

Le autorità locali e la Sanità veterinaria hanno allargato a 3 Km (2 miglia) la zona di protezione, a 10 Km (6 miglia) quella di sorveglianza e stanno ampliando ulteriormente la zona di restrizione coprendo l’intero Suffolk e la maggior parte del Norfolk. In queste aree saranno imposte restrizioni alla mobilità e il pollame dovrà essere isolato dagli uccelli selvatici. Inoltre, è stata annunciata la revoca del permesso nazionale di fiere di volatili, e non saranno permesse mostre di uccelli e gare tra piccioni.

Attualmente sono in corso l’indagine epidemiologica con la ricerca dei contatti a rischio e saranno esplorate tutte le possibili origini dell’epidemia.

Fred Landeg, capo dell’ufficio veterinario ha dichiarato: «Stiamo informando tutti gli allevatori di pollame registrati sul Great Britain Poultry register sugli sviluppi della situazione e devo sottolineare l’importanza di tenere il livello di attenzione alto in questo momento da parte degli allevatori locali. Devono, infatti, segnalare immediatamente alla Sanità veterinaria qualunque sospetto di malattia e devono utilizzare i più alti livelli di biosicurezza. Quest’anno (2007) abbiamo già affrontato il virus dell’influenza aviaria A/’H5N1, ma riguardo questo focolaio molti interrogativi permangono. Per controllare la malattia è, comunque, essenziale una rapida segnalazione e rigorose norme di biosicurezza. Stiamo inoltre lavorando su piani di emergenza».

La Commissione europea è stata informata.

Leggi il comunicato originale sul sito del Department for Environment Food and Rural Affairs (Defra).

 

(revisione a cura di Caterina Rizzo - Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps - Iss)


 

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