Consumo di alcol in gravidanza e disordini dello spettro feto-alcolico: il nuovo factsheet OMS/UNICEF
Il consumo di alcol in gravidanza nella Regione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità(OMS) è il più alto a livello globale. Per questo motivo l’Ufficio regionale UNICEF per l’Europa e l’Asia e l’OMS Europa stanno sviluppando congiuntamente una strategia globale per sensibilizzare operatori e popolazione generale sugli effetti dell’alcol consumato dalle donne in gravidanza sul feto e l’insieme delle anomalie e disabilità comportamentali e neurocognitive, i disordini dello spettro feto-alcolico (Fetal Alcohol Spectrum, Disorders-FASD).
È in questo contesto che si inserisce la pubblicazione, lo scorso 9 giugno 2026, della scheda informativa “Child and adolescent health in the WHO European Region Fetal alcohol spectrum disorder fact sheet” (“La salute dei bambini e degli adolescenti nella Regione Europea della WHO. Factsheet sullo spettro dei disturbi feto-alcolici”).
Il messaggio veicolato dal factsheet, tradotto in italiano dall’Osservatorio Nazionale Alcol (ONA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), è perfettamente in linea con le tante attività nazionali e internazionali e alle campagne di sensibilizzazione promosse dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping e dall’ONA incentrate sul fatto che non esistono limiti sicuri di alcol in gravidanza e che non bere in gravidanza non è solo una questione di buonsenso ma un atto d’amore in quanto una vita che nasce teme l’alcol.
Per quanto riguarda il factsheet, focalizzando l’attenzione sul nostro Paese, è importante segnalare che il dato di prevalenza della FASD a cui si fa riferimento, è della revisione sistematica del 2017 di Popova e collaboratori che per l’Italia incluse uno studio del 2007 condotto in una piccola area rurale della Regione Lazio, quindi privo di rappresentatività nazionale e datato a 20 anni fa. Studi condotti su un campione nazionale di reparti di neonatologia e maternità, analizzando l’etilglucuronide su meconio e capelli, condotti da Pichini e collaboratori del Centro Nazionale Dipendenze e Doping, l’ultimo dei quali nel 2022, mostrano che dal tasso di esposizione fetale all’alcol del 7,9% nel 2011, si è passati nel 2022 allo 0,74%. Questi miglioramenti sono un passo importante che, tuttavia, non deve generare falsa sicurezza, ma spingere gli esperti del settore a investire con più forza sensibilizzando sugli effetti sul feto dell’alcol consumato dalle donne in gravidanza.
La pubblicazione della nuova scheda informativa OMS/UNICEF è quindi una rinnovata occasione per ribadire che:
- il consumo di alcol in gravidanza nuoce al feto perché l’alcol attraversa la placenta ed espone il feto alle stesse concentrazioni di alcol della madre
- nessuna quantità, tipologia, o momento di consumo di alcol è considerato sicuro durante la gravidanza
- l’esposizione all’alcol può inficiare lo sviluppo fetale prima che una donna sappia di essere incinta (il 60% delle donne non sa di essere incinta fino alla sesta o settima settimana)
- il consumo di alcol in gravidanza è più comune in contesti di disuguaglianza, violenza di genere, stress e limiti di accesso ai servizi sanitari e sociali
- l’esposizione prenatale all’alcol può causare morte fetale, aborto spontaneo, nascita prematura, basso peso alla nascita e spettro dei disordini feto-alcolici (FASD).
- il factsheet originale OMS/UNICEF sullo spettro dei disturbi feto-alcolici “Child and adolescent health in the WHO European Region Fetal alcohol spectrum disorder fact sheet” (pdf 251 kb)
- la traduzione in italiano a cura dell’Osservatorio Nazionale Alcol del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'ISS “La salute dei bambini e degli adolescenti nella regione Europea della WHO. Factsheet sullo spettro dei disturbi feto-alcolici” (pdf 370 kb)
- L’articolo “Reduced prevalence of fetal exposure to alcohol in Italy: a nationwide survey” (pdf 244 kb) sullo studio condotto da Pichini e collaboratori del Centro Nazionale Dipendenze e Doping, ISS
- Consulta i materiali di libero dominio nella
pagina
web di epicentro dedicata:
- pieghevole 3 ante “Alcol e gravidanza”
- pieghevole 3 ante “Donna e alcol”
- pieghevole 3 ante “Ragazze e alcol”
- libretto “Donna e alcol. Alcol: sei sicura?”
- locandina “Alcol e gravidanza”
- Leggi il contributo dell’ONA nel progetto FAR SEAS: il consorzio di ricerca europeo dedicato alla prevenzione della sindrome feto alcolica:
- Le linee guida del progetto europeo FAR SEAS: Bruguera C, Segura-García L, Okulicz-Kozaryn K, Gandin C, Matrai S, Braddick F, Zin-Sędek M, Slodownik L, Scafato E, Colom J. Prevention of alcohol exposed pregnancies in Europe: the FAR SEAS guidelines. BMC Pregnancy Childbirth. 2024 Apr 6;24(1):246. doi: 10.1186/s12884-024-06452-9.
- Lo studio pilota europeo FAR SEAS sulla riduzione del rischio di esposizione prenatale all’alcol: Okulicz-Kozaryn K, Segura L, Bruguera C, Braddick F, Zin-Sędek M, Gandin C, Słodownik-Przybyłek L, Scafato E, Ghirini S, Colom J, Matrai S, Reducing the risk of prenatal alcohol exposure and FASD based on social services. Promising results from the FAR SEAS pilot project. Frontiers in Psychiatry 2023; DOI 10.3389/fpsyt.2023.1243904
- Il manuale del Centro Nazionale Dipendenze e Doping del progetto CCM finanziato dal Ministero della Salute dal titolo: Prevenzione, diagnosi precoce e trattamento mirato dello Spettro dei Disturbi Feto Alcolici (Fetal Alcohol Spectrum Disorder, FASD) e della Sindrome Feto Alcolica (Fetal Alcohol Syndrome, FAS) "Prendersi cura dello Spettro dei Disordini Feto Alcolici (FASD)". 2022.
