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a cura dell'Istituto superiore di sanità

Alimentazione e salute

Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale 2019

Azioni per la ridurre il consumo di sale in Italia e il monitoraggio sulla popolazione italiana adulta, il ruolo dell’Iss

 

Un apporto eccesivo di sale, ovvero di sodio, con l’alimentazione causa l’aumento della pressione arteriosa innalzando il rischio di malattie cardiovascolari, in particolare ictus e infarto. L’assunzione di sale è stata inoltre associata ad altre patologie cronico-degenerative, quali tumore dello stomaco, osteoporosi e malattie renali.

 

In Italia, dal 2008, il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ccm) del ministero della Salute, nell’ambito del Programma Guadagnare Salute, ha avviato diverse iniziative volte alla stima e al monitoraggio del consumo di sale nella popolazione italiana nonché a favorire cambiamenti delle abitudini alimentari attraverso campagne informative e azioni volte a rendere più facili le scelte salutari. Il Ministero ha infatti stipulato, a partire dal 2009, Protocolli d’Intesa con le associazioni dei panificatori artigianali e le aziende dell’industria alimentare volti a ridurre il contenuto di sale nel pane artigianale e in alcuni prodotti industriali come pane, gnocchi confezionati, primi piatti pronti surgelati, zuppe e passati di verdure surgelati; queste azioni sono state rafforzate da ulteriori interventi di riduzione del contenuto di sodio che hanno coinvolto numerosi prodotti alimentari.

 

Contemporaneamente sono stati avviati Progetti promossi e finanziati dal ministero della Salute-Ccm con l’obiettivo di valutare e monitorare il consumo medio giornaliero di sodio nella popolazione italiana. L’Istituto superiore di sanità (Iss) nell’ambito di questi Progetti ha avuto l’incarico di misurare l’escrezione urinaria di sodio in campioni rappresentativi della popolazione italiana adulta al fine di stimarne e monitorarne il consumo di sale. I dati dell’indagine condotta dall’Iss tra il 2008 e il 2012 negli adulti di età 35-79 anni, mostrano un consumo medio giornaliero di sale pari a 10,6 grammi negli uomini e 8,2 grammi nelle donne, valori ben superiori a quello raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) (meno di 5 g di sale al giorno). Solo il 5% degli uomini e il 15% delle donne consumava meno di 5 g di sale al giorno.

 

Nel 2018 l’Iss ha avviato una nuova indagine su campioni rappresentativi della popolazione generale adulta italiana per valutare, attraverso la misurazione dell’escrezione urinaria di sodio, se a seguito delle attività di prevenzione realizzate a partire dal 2008 nel Programma Guadagnare Salute c’è stata una riduzione effettiva del consumo di sale nella alimentazione degli italiani e, qualora presente, se è stata accompagnata da una riduzione media della pressione arteriosa. L’indagine è finanziata dal ministero della Salute-Ccm-Area Azioni Centrali. I risultati del Progetto sono attesi nel 2020.

 

La situazione internazionale

Secondo le stime dell’Oms, a livello globale la maggior parte della popolazione adulta consuma in media 9–12 grammi di sale al giorno, il doppio del limite giornaliero raccomandato. La riduzione dell’assunzione di sale ai livelli raccomandati dall’Oms potrebbe prevenire 2,5 milioni di morti ogni anno. L’elevato consumo di sale che si registra a livello mondiale è legato all’aumento dei cibi trasformati, alla rapida urbanizzazione e ai cambiamenti nell’alimentazione. In molti Paesi fino all’80% del sale assunto con l’alimentazione proviene da sale già presente in alimenti trasformati (come pane, cereali per la colazione o piatti pronti), o da sale presente nei cibi della ristorazione.

 

Ridurre del 30% il consumo di sale entro il 2025 è uno dei nove obiettivi strategici del Piano d’Azione globale 2013-2020 dell’Oms per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili (“Global action plan for the prevention and control of NCDs 2013-2020”). Gli interventi previsti nel Piano comprendono l’attuazione di politiche che definiscano obiettivi nazionali per la riduzione del sale e linee guida per l’alimentazione nazionale, che coinvolgano i produttori di alimenti e i servizi di ristorazione, facilitino la scelta di cibi a ridotto contenuto di sale, aumentino la consapevolezza del consumatore sulle pratiche di una sana alimentazione e la necessità di ridurre il consumo di sale.

 

Risorse utili

 

Data di creazione della pagina: 7 marzo 2019

Autori: Chiara Donfrancesco, Serena Vannucchi e Luigi Palmieri - Dipartimento Malattie cardiovascolari, Endocrino-metaboliche e Invecchiamento, Iss

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