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Integrazione, gestione e assistenza

Piano sulla malattia diabetica: un disegno unitario di gestione integrata

13 febbraio 2013 - In Italia, sono almeno tre milioni le persone che vivono con diagnosi di diabete e circa un milione sono quelle che, pur avendo la malattia, non ne sono a conoscenza.  La pubblicazione del Piano sulla malattia diabetica (pdf 1,2 Mb), approvato il 6 dicembre 2012 in Conferenza Stato-Regioni (scarica l’accordo, pdf 1,5 Mb), rappresenta un momento importante per la sanità pubblica italiana, poiché in esso si riconosce l’importanza degli interventi di prevenzione primaria, tesi a diminuire l’incidenza della malattia, e si affronta la necessità di ripensare culturalmente l’approccio alla persona con diabete sottolineando l’importanza degli interventi di cura e riabilitazione attraverso percorsi che garantiscano al paziente uniformità di risposte e continuità di tutela.

 

Una cornice nazionale da sviluppare sul territorio

Paola Pisanti - Dipartimento della Programmazione e dell’ordinamento del Servizio sanitario nazionale. Direzione generale della Programmazione sanitaria, Ministero della Salute. Presidente della Commissione permanente sulla malattia diabetica

 

Il Piano, che nasce con l’obiettivo di dare seguito alle indicazioni europee con le quali si invitano gli Stati membri a elaborare e implementare Piani nazionali per la lotta contro il diabete, è stato redatto dalla “Commissione permanente sulla malattia diabetica”, con la connotazione di una forte alleanza strategica fra Regioni, associazioni dei pazienti, società scientifiche e istituzioni e con il coinvolgimento della Direzione generale della Prevenzione del Ministero della Salute.

Il documento riafferma le finalità generali individuate dalla legge 115/87 e dal Protocollo di intesa del 30 luglio 1991, tuttora attuali all’interno del nuovo assetto ordinamentale determinato dalla modifica del titolo V della Costituzione, definisce alcuni obiettivi strategici e afferma la necessità di una progressiva transizione verso un nuovo modello di sistema integrato, mirato a valorizzare sia la rete specialistica diabetologia sia tutti gli attori della assistenza primaria. Nell’accordo, si conviene sulla necessità di:

  • contribuire al miglioramento della tutela assistenziale della persona con diabete o a rischio di diabete, anche attraverso l’ottimizzazione delle risorse disponibili;
  • ridurre il peso della malattia sulla singola persona e sul contesto sociale;
  • rendere più efficaci ed efficienti i servizi sanitari in termini di prevenzione e assistenza, assicurando equità di accesso e riducendo le disuguaglianze sociali;
  • sistematizzare a livello nazionale tutte le attività nel campo della malattia diabetica al fine di rendere più omogeneo il processo diagnostico-terapeutico;
  • affermare la necessità di una progressiva transizione verso un nuovo modello di sistema integrato, proiettato verso un disegno reticolare “multicentrico”, mirato a valorizzare sia la rete specialistica diabetologica sia tutti gli attori della assistenza primaria.

Con questo accordo le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano si impegnano a recepire con propri provvedimenti il documento e a dare attuazione ai suoi contenuti nei rispettivi ambiti territoriali.

 

Perché abbiamo bisogno di un Piano nazionale sulla malattia diabetica?

Marina Maggini – reparto di Farmacoepidemiologia, Cnesps-Iss. Responsabile progetto IGEA

 

Perché il diabete mellito è in aumento (sia come incidenza sia come prevalenza) e causa scarsa qualità di vita. Perché è tra le maggiori cause di morte, la seconda causa di insufficienza renale cronica e la più comune causa di cecità. Perché è la più comune causa di amputazioni non traumatiche e la più comune malattia cronica fra i bambini. Ma, soprattutto, ne abbiamo bisogno perché è possibile influenzare la storia naturale del diabete e prevenirne le complicanze attraverso stili di vita sani, trattamenti efficaci e adeguati modelli di assistenza. Nel pieno rispetto delle specificità dei contesti locali, il Piano definisce obiettivi e linee di indirizzo prioritarie, indirizzi strategici e modelli per ottimizzare la disponibilità e l’efficacia dell’assistenza.

Da questo punto di vista il Piano sulla malattia diabetica rafforza le indicazioni dei Piani sanitari degli ultimi anni (2003-2008), dei Piani nazionali di prevenzione (2005-2012) e del progetto IGEA che ha rappresentato, negli ultimi anni, uno strumento importante per lo sviluppo di un disegno unitario di gestione integrata, condiviso e rispettoso dei diversi modelli organizzativi delle varie Regioni.

 

Un approccio multidisciplinare e multiprofessionale per combattere le cronicità

Saffi Ettore Giustini - Medico di medicina generale ASL 3 Pistoia. Consulente Regione Toscana

 

Se la malattia diabetica assume un grande rilievo assistenziale lo è in funzione sia degli alti

costi sanitari della malattia, sia perché rappresenta da anni ormai un “modello” per le persone affette da altre cronicità anche e soprattutto nella Medicina Generale e nell’assistenza primaria.

Il Piano rappresenta, quindi, per la medicina generale, che sta organizzandosi per rispondere alla sfida della “cronicità” attraverso lo sviluppo della sanità di iniziativa, un punto di partenza per dialogare con ogni operatore socio sanitario che lavora con queste persone. Nello stesso tempo il documento può essere lo “strumento comune per parlare tutti lo stesso linguaggio” sviluppando a livello territoriale momenti di confronto, sia in campo preventivo educativo sia in campo diagnostico-terapeutico nell’interesse dei nostri assistiti.

Siamo ormai convinti che servizi ospedalieri e presidi territoriali sono solo due momenti assistenziali a disposizione del cittadino malato in diversi momenti della propria condizione e che l’integrazione multiprofessionale giochi un ruolo assolutamente determinante nell’affrontare questa malattia.

 

 

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