Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura dell'Istituto superiore di sanità

poliomielite

Sorveglianza delle paralisi flaccide acute (AFP) in Italia

Seguendo le linee guida dell’OMS, il programma di sorveglianza attiva delle paralisi flaccide acute in Italia, è stato avviato dal reparto Enterovirus, laboratorio di virologia dell’Iss, nel 1996, come studio pilota in collaborazione con il Ministero della Salute e con gli istituti di igiene di quattro regioni italiane (Campania, Umbria, E. Romagna, Piemonte). Nel 1997 è stato esteso all’intero territorio nazionale.

 

E’ importante sottolineare che sotto la definizione sintomatica (AFP) sono comprese: la poliomielite paralitica, la sindrome di Guillain-Barré, la mielite trasversa, la poliradiculoneurite, la neurite traumatica e quella neoplastica, ed è quindi importante distinguere casi siano riconducibili a infezione da poliovirus tramite isolamento e identificazione del virus, per poter stabilire l’incidenza della polio rispetto a malattie simili.

 

Scopo dell’indagine

La ricerca si inserisce nell'ambito del progetto di eradicazione mondiale della poliomielite proposto dall'Oms e si ripromette di verificare l’eliminazione della poliomielite dovuta a poliovirus selvaggi in Italia. Lo studio ha i seguenti obiettivi:

  • identificazione e immediata segnalazione al Ministero della Salute e all’Iss di casi di paralisi flaccida ad insorgenza acuta in soggetti di età compresa tra 0 e 14 anni compiuti. Lo studio viene svolto attraverso la rete di sorveglianza presente sul territorio nazionale, costituita dai centri di referenza regionali, in genere istituti di Igiene universitari, selezionati in base a esperienze acquisite in campo virologico ed epidemiologico, e ospedali regionali, con il coordinamento dell'ISS.

  • raccolta di adeguati campioni, di feci o altri materiali biologici, su cui effettuare indagini per l’isolamento di virus e/o batteri, e per la determinazione del titolo anticorpale antipolio o verso altri enterovirus. L’Iss effettua gli isolamenti virali (coadiuvato dagli istituti di Igiene della rete di sorveglianza), la tipizzazione e la caratterizzazione molecolare dei virus isolati.

  • valutazione dell'incidenza delle AFP e della poliomielite vaccino-associata e studio dell'eziologia delle malattie simil-poliomielitiche quali la sindrome di Guillain-Barrè, la mielite trasversa, ecc.

Obiettivo della sorveglianza é quello della certificazione dell’Italia quale Paese “polio-free”, cioè la verifica dell’assenza di poliomielite dovuta a poliovirus selvaggi.

 

In ciascuna regione è stata definita una rete di ospedali a cui fanno riferimento con maggior probabilità i casi di AFP. I centri regionali di referenza svolgono le indagini epidemiologiche sui casi segnalati e la raccolta tempestiva dei campioni clinici che vengono inviati all’Iss per le indagini virologiche. Sei centri regionali hanno effettuato anche l’isolamento e la tipizzazione di poliovirus ed altri enterovirus. Questi laboratori sono stati accreditati attraverso “proficiency test” secondo i criteri previsti dall’Oms.

 

E’ stato scelto un sistema di sorveglianza attiva, che richiede un contatto diretto e continuativo tra centri di referenza regionali e i presidi ospedalieri, poichè questo è l’unico mezzo in grado di garantire l’individuazione immediata di possibili focolai nel territorio.

TOP