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L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Dati del Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica

Il Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica (SEU) raccoglie informazioni sui casi di malattia che si verificano in Italia. La registrazione dei casi è sistematica e continuativa. Il Registro fa capo alla Società Italiana di Nefrologia Pediatrica (SiNePe), in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). I casi di malattia sono prevalentemente segnalati dai Centri di nefrologia pediatrica e dell’adulto che partecipano alla sorveglianza, attraverso il Sistema informativo del Registro SEU (ISSEU).

Rapporto / 1 giugno 2020 - 31 maggio 2021

La SEU è considerata una malattia rara. In Italia tra il 1 giugno 2020 e il 31 maggio 2021 sono stati registrati 57 casi di SEU. I pazienti provenivano da 15 Regioni (per 1 caso l’informazione non era disponibile) mentre in 1 caso la SEU è stata riscontrata al rientro da un viaggio all'estero. Di questi 57 casi, 55 (96%) erano riferibili alla popolazione pediatrica (<15 anni di età). In questa fascia d’età, negli ultimi 12 mesi il tasso medio di segnalazione dei casi era di 0,66 casi di SEU per 100.000 residenti, con importanti variazioni per Regione. I valori più elevati sono stati riscontrati in Valle d’Aosta (5,8 casi per 100.000) e in altre 6 Regioni o Province autonome (Umbria, Puglia, P.A. Bolzano, Lombardia, Veneto e Calabria) il tasso di notifica è stato superiore al tasso medio nazionale.

Nei primi cinque mesi del 2021, il numero dei casi di SEU segnalati al Registro Italiano appare in calo rispetto all’atteso stagionale, passando complessivamente da circa 16 casi/anno, registrati mediamente nello stesso periodo dei 10 anni precedenti, a 12 casi osservati nel 2021. Questa contrazione corrisponde a un calo relativo pari al 25% dei casi attesi, nonostante le segnalazioni di SEU nei mesi di aprile e maggio 2021 fossero in linea con l’atteso stagionale. Questa tendenza appare in linea con il precedente quadrimestre settembre-dicembre 2020 in cui il numero complessivo dei casi rispetto all’atteso si è quasi dimezzato, passando da una media di 19 casi attesi a 10 casi osservati. Durante il trimestre estivo giugno-agosto 2020, invece, le segnalazioni dei casi di SEU apparivano sostanzialmente in linea con l’atteso stagionale, con addirittura un eccesso di casi nel mese di agosto 2020 (+7,4 casi; +75% rispetto al numero medio di casi riportati nel mese di agosto nei 10 anni precedenti). È plausibile ipotizzare che le misure di contenimento della pandemia di COVID-19 possano aver avuto un impatto significativo anche nel ridurre l’incidenza della SEU nella popolazione pediatrica, come già osservato lo scorso anno quando il numero dei casi riportati tra marzo e maggio 2020 è calato drasticamente.

È noto che la SEU colpisce in modo particolare la popolazione pediatrica (<15 anni) nella quale i casi si concentrano nei primissimi anni di vita. L’età mediana dei pazienti all’esordio clinico della malattia per i casi riscontrati negli ultimi 12 mesi e nei 10 anni precedenti è, rispettivamente, di 34 mesi e 30,5 mesi. I casi di SEU registrati nei pazienti di età superiore ai 15 anni, tra il 1 giugno 2020 e il 31 maggio 2021, erano soltanto 2 (4% del totale). La distribuzione per sesso dei casi di SEU non mostra differenze significative tra maschi e femmine.

Negli ultimi 12 mesi è stato possibile diagnosticare un’infezione da E. coli produttore di Shigatossina (STEC), in 42 dei 46 casi di SEU (91%) attraverso il riscontro positivo ad almeno uno dei test di laboratorio sui campioni di feci e/o siero. I test sono stati condotti presso il Laboratorio Nazionale di Riferimento per E. coli dell’ISS o dagli altri laboratori riconosciuti dal Registro Italiano SEU1. In 37 dei 42 casi positivi per STEC, è stato possibile identificare il sierogruppo. Tra questi, predominano i cosiddetti sierogruppi STEC top-5 (O26, O157, O111, O145, O103) a cui appartenevano l’85% (N=33) dei casi di SEU nei quali questa informazione era disponibile. In due casi è stata riscontrata una co-infezione con ceppi STEC appartenenti a due diversi sierogruppi (O26/O157 e O145/O177). È da sottolineare come negli ultimi 12 mesi sia aumentata la frequenza di diagnosi d’infezione da STEC O177 (2 casi negli ultimi 12 mesi rispetto a 3 casi nei 10 anni precedenti) sebbene questo aumento possa essere anche attribuibile a un miglioramento della sensibilità dei metodi diagnostici e della capacità di isolamento dei ceppi STEC. Al contrario, il sierogruppo STEC O80 considerato in netta crescita negli anni più recenti è stato identificato negli ultimi 12 mesi in un solo caso di SEU. Si tratta di un rilievo importante poiché, sebbene il numero dei casi sia contenuto, questo sierogruppo è considerato ad elevata patogenicità ed emergente in Europa. Infine, nei rimanenti 5 casi di SEU la diagnosi di infezione da STEC è stata effettuata attraverso metodiche che non consentivano l’identificazione del sierogruppo.

Risorse utili

 

Nota 1: SEU (Laboratorio di Epidemiologia Molecolare e Sanità Pubblica, Università di Bari; Laboratorio di Microbiologia dell’Ospedale Maggiore Policlinico Ca’ Granda, Milano)

 

Data di ultimo aggiornamento: 1 luglio 2021

Data di creazione della pagina: 30 luglio 2020

Autori: Gaia Scavia, Arnold Knijn, Eleonora Ventola, Stefano Morabito – Istituto Superiore di Sanità, Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica (SEU); Licia Peruzzi, Società Italiana Nefrologia Pediatrica (SiNePe)