ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Il contributo delle sorveglianze Passi e Passi d’Argento alla epidemiologia dei tumori

Fumo, alcol, scarso consumo di frutta e verdura, sedentarietà ed eccesso poderale, sono tutti fattori connessi all’insorgenza di patologie croniche. Conoscerne la diffusione nella popolazione generale, individuare i gruppi maggiormente esposti, analizzane le differenze territoriali o l’evoluzione nel tempo fornisce importanti indicazioni in termini di sanità pubblica per guidare le azioni di prevenzione e valutarne nel tempo l’efficacia. È proprio con questa finalità che nascono i sistemi di sorveglianza di popolazione dei fattori di rischio comportamentali, come Passi (dedicato agli adulti di 18-69 anni) e Passi d’Argento (dedicato agli ultra 65enni), coordinati dall’Istituto superiore di sanità (Iss).

 

Così, nell’ambito dell’epidemiologia dei tumori le informazioni sulla diffusione nella popolazione generale di fattori di rischio coinvolti nella genesi dei tumori e delle loro recidive, possono essere utili a completare il quadro che emerge dai Registri tumori, in termini di incidenza, prevalenza e sopravvivenza.

 

I dati dalle sorveglianze di popolazione offrono inoltre la possibilità di descrivere il profilo delle persone che hanno avuto una diagnosi di tumore e di conoscere la loro qualità di vita, le abitudini di vita dopo la diagnosi di tumore e la loro adesione ai programmi di prevenzione che il Paese sta adottando. Informazioni che consentono di rispondere a domande del tipo:

  • Quale è la qualità di vita di una persona con una diagnosi di tumore?
  • Quanti fra loro sono ancora fumatori o fanno un consumo di alcol rischioso?
  • Quanti sono oggetto dell’attenzione dei medici sui loro stili di vita e ricevono il consiglio di smettere di fumare, ridurre il consumo di alcol, fare attività fisica o perdere peso in caso di eccesso ponderale, per contrastare la possibilità di recidive?

È dunque questo il contributo che l’Associazione italiana Registri tumori (Airtum) e l’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) hanno voluto da Passi e da Passi d’Argento a completamento dei dati epidemiologici di incidenza, mortalità e sopravvivenza dei tumori, pubblicati nei volumi annuali “I numeri del cancro in Italia”. Così, l’edizione 2019, presentata il 24 settembre 2019, completando il quadro già descritto per la popolazione adulta nell’edizione precedente, offre un approfondimento sul profilo di salute, la qualità di vita e i bisogni di cura e assistenza delle persone ultra 65enni con diagnosi di tumore. Il volume è a cura di Aiom, Airtum, da Fondazione Aiom, Passi, Passi d’Argento e Siapec-Iap (Società italiana di anatomia patologica e di citologia diagnostica).

 

La quota di persone che riferiscono di aver ricevuto una diagnosi di tumore da Passi e Passi d’Argento rappresenta solo una stima di casi prevalenti di tumore. Poiché la diagnosi di tumore viene riferita dall’intervistato (che risponde alla domanda «Un medico le ha mai diagnosticato o confermato una diagnosi di tumore?») e poiché non si conosce la data o l’età alla diagnosi, non si può affermare che si tratti di un campione di pazienti oncologici ma più correttamente di un campione di persone che hanno un tumore (pazienti oncologici) o hanno avuto un tumore da cui sono completamente guarite (lungo-sopravviventi).

 

Pur con questi limiti, le stime ottenute sono sovrapponibili alle stime di casi prevalenti raccolte dai Registri tumori e consentono dunque di descrivere il profilo di queste persone in termini di salute fisica e psicologica e dei molteplici aspetti legati al benessere e alla qualità di vita (come negli anziani possono essere i problemi sensoriali di vista, udito o masticazione, l’autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane, l’accesso ai servizi sociosanitari o i diversi aspetti della partecipazione sociale) e consentono anche di conoscere e descrivere le loro abitudini o stili di vita connessi all’insorgenza di recidive tumorali o la loro partecipazione ai programmi o interventi di prevenzione che il Paese sta attuando (come ad esempio le vaccinazione antinfluenzale raccomandata a tutte le persone con patologie croniche).

 

I dati

In Passi d’Argento, nel biennio 2016-2017 sono state raccolte informazioni su un campione, rappresentativo per genere ed età, di 22.811 persone di 65 anni o più residenti in Italia (non istituzionalizzati, né ospedalizzati o residenti in residenze sanitarie assistenziali-Rsa, Residenza Sociosanitaria Assistenziale per anziani-Rssa o Case di riposo). Di questi 3019 hanno riferito di aver ricevuto una diagnosi di tumore, pari a una prevalenza media annua nella popolazione generale di ultra 65enni del 12,8% (IC95% 12,1-13,4%), che si stima coinvolga circa 1.729 mila ultra 65enni, valori in linea con quanto emerge dalle stime di prevalenza dai dati dei Registri tumori.

 

Salute percepita, qualità di vita e il benessere psicologico, ma anche l’autonomia nello svolgimento delle attività della vita quotidiane sono significativamente compromessi fra gli ultra 65enni con diagnosi di tumore, persino più di quanto accada fra le persone affette da altre cronicità.

 

Un’analisi multivariata conferma che a parità di genere, età, area di residenza, istruzione e condizioni economiche, le persone con una diagnosi di tumore molto più delle persone libere cronicità (è anche più di quanto si osservi fra persone con altre patologie croniche non tumorali) dichiarano di sentirsi male, soffrono di sintomi depressivi, hanno perso autonomia nello svolgimento delle attività di vita quotidiane e hanno una maggiore probabilità di riferire un problema di vista, udito o masticazione.

 

Tabella: apporti di prevalenza standardizzati (Poisson regression model) e relativi IC95%. Passi d’Argento 2016-2017 (obs=3.019; n=22.811)

 

Tumore
vs nessuna patologia cronica
Altre Patologie croniche (diverse da tumore)
vs nessuna patologie cronica
    Apr IC95% p value Apr IC95% p value
Modello 1 Salute percepita (cattiva) 4.178 (3.477 - 5.020) p<0.01 2.918 (2.483 - 3.429) p<0.01
Modello 2 Sintomi depressivi 2.585 (2.161 - 3.094) p<0.01 2.049 (1.747 - 2.403) p<0.01
Modello 3 Fragilità 1.625 (1.424 - 1.856) p<0.01 1.615 (1.457 - 1.789) p<0.01
Modello 4 Disabilità 2.519 (2.085 - 3.043) p<0.01 2.005 (1.745 - 2.304) p<0.01
Modello 5 Problema sensoriale (almeno uno) 1.494 (1.334 - 1.673) p<0.01 1.47 (1.353 - 1.596) p<0.01

Modelli aggiustati per genere, età, area di residenza, difficoltà economiche e istruzione

 

Anche le disabilità percettive legate a vista e udito, che condizionano fortemente le capacità di comunicazione delle persone anziane, peggiorando la loro qualità di vita e inducendo problematiche connesse all’isolamento, alla depressione e alle cadute, sono più frequenti fra gli ultra65enni con una diagnosi di tumore.

 

Tuttavia, malgrado anche il profilo di salute compromesso, le cattive abitudini, come fumo, consumo eccessivo di alcol, sedentarietà non vengono del tutto abbandonate e neppure sufficientemente contrastate dai consigli di medici e degli operatori sanitari che queste persone incontrano.

 

Fra gli ultra 65enni con tumore è più alta la quota di ex fumatori (32% vs 24% fra le persone libere da cronicità), ma resta non trascurabile la quota di fumatori abituali (11%); resta alto il consumo di alcol (il 18% fa un consumo di alcol rischioso per la salute), superando il limite indicato da Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per gli ultra 65enni di una unità alcolica (U.A.) al giorno; il 40% è sedentario (vs il 34% fra le persone libere da cronicità) e risulta relativamente bassa (13%) la quota di persone che consuma almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, come raccomandano le linee guida per una corretta e sana alimentazione.

 

Il consiglio di un operatore sanitario di smettere di fumare, bere meno e praticare attività fisica è rilevato attraverso quanto riportano gli intervistati che si siano rivolti a un medico nei 12 mesi precedenti l’intervista e i dati dimostrano con chiarezza che è una misura ancora poco utilizzata. Fra tutti gli ultra 65enni intervistati:

  • quasi 7 fumatori su 10 riferiscono di aver ricevuto il consiglio di smettere di fumare
  • poco meno di 3 persone su 10 riferiscono di aver ricevuto il consiglio di fare attività fisica
  • solo 1 persona su 10, fra coloro che abitualmente bevono più di 1 U.A. al giorno (superando il limite indicato da Oms per gli anziani), riferisce di aver ricevuto il consiglio di bere meno.

Sorprende che questi valori non siano significativamente diversi per gli anziani con una pregressa diagnosi di tumore, né per coloro che sono affetti da altre patologie croniche, che pure troverebbero giovamento nell’abbandonare tali cattive abitudini sia nella gestione della patologia stessa sia nella riduzione della probabilità di sviluppare recidive tumorali. Infatti fra gli ultra 65enni con diagnosi di tumore:

  • il 77% dei fumatori dichiara di aver ricevuto il consiglio di smettere di fumare (riferito dal 73% dei fumatori con altre patologie croniche e dal 54% di fumatori liberi da cronicità)
  • il 30% dichiara di aver ricevuto il consiglio di praticare attività fisica (similmente al resto degli intervistati)
  • il 12% riferisce di aver ricevuto il consiglio di bere meno fra i consumatori di alcol a rischio, analogamente alle persone con altre patologie croniche (13%) mentre solo il 7% delle persone senza cronicità riferisce di aver ricevuto tale consiglio.

Il consiglio medico per il contrasto ai comportamenti insalubri, che rappresenta una misura di provata efficacia, è ancora poco utilizzato come misura di contrasto alle cattive abitudini, nei confronti della popolazione libera da patologia e persino nei confronti di persone con cronicità, in età avanzata come in giovane età come dimostrano anche i dati di Passi riportati nell’edizione 2018 del volume “I numeri del cancro in Italia”.

 

Risorse utili

Data di creazione della pagina: 24 settembre 2019

Autori: Maria Masocco, Benedetta Contoli, Valentina Minardi - Gruppo di coordinamento nazionale Passi e Passi d’Argento, Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) - Iss