ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Aspetti epidemiologici

Nel mondo

 

Il virus Zika è stato isolato per la prima volta in Uganda nel 1947 (da ricercatori della fondazione Rockfeller che stavano studiando la febbre gialla) dalle scimmie della foresta Zika, vicino al lago Victoria. Il primo caso di infezione nell’uomo risale al 1968 in Nigeria e dal 1968 al 2007 si sono registrati casi di infezione umana solamente nell’Africa centrale e nel Sud Est asiatico. La prima epidemia si è verificata nel 2007 sull’isola di Yap (Micronesia), dove sono stati segnalati 185 casi sospetti. Tra il 2013 il 2014 epidemie si sono verificate in diverse isole del pacifico: Polinesia francese, Isola di Pasqua, Isole Cook e Nuova Caledonia.

 

Il 2 marzo 2015, le autorità sanitarie del Brasile hanno segnalato all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) l’insorgenza di una patologia febbrile associata a esantema nelle Regioni settentrionali del Paese. Da febbraio ad aprile 2015, sono stati segnalati quasi 7000 casi di questa malattia, che si scoprirà solo in seguito essere causata da virus Zika. La circolazione del virus Zika viene confermata nel Paese nel 2016, in concomitanza con il riscontro di un forte aumento nel numero di casi sospetti di microcefalia nei neonati. L’aumentata diffusione dell’infezione da virus Zika, la possibile associazione tra l’infezione in gravidanza e l’insorgenza di casi di microcefalia nel neonato e tra l’infezione e altri disordini neurologici, sono le motivazioni che, il 1 febbraio 2016, hanno spinto il comitato di emergenza del Regolamento Sanitario Internazionale (International Health Regulations, IHR 2005) dell’Oms, a dichiarare una emergenza di sanità pubblica internazionale. Tale emergenza si è protratta fino al 18 novembre 2016. Per approfondire consulta lo statement OMS: “Fifth meeting of the Emergency Committee under the International Health Regulations (2005) regarding microcephaly, other neurological disorders and Zika virus” del 18 novembre 2016.

 

Dopo l’epidemia del 2015-2016, la trasmissione del virus Zika si è mantenuta a livelli più bassi. L’OMS riporta che, a partire da luglio 2019, 87 Paesi hanno segnalato casi di trasmissione autoctona da virus Zika e che, in 61 Paesi e territori, è stata accertata la presenza di vettori competenti (Aedes aegypti) pur in assenza di casi documentati di trasmissione.

 

Al momento non si registrano in Europa focolai autoctoni di virus Zika trasmessi da vettore, ma le autorità sanitarie di diversi Paesi (Danimarca, Finlandia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia) hanno riferito la presenza di casi di infezione in viaggiatori di ritorno dalle aree endemiche. Inoltre, sono stati descritti casi sporadici di sindrome congenita da virus Zika in soggetti nati in Europa da madri che avrebbero contratto l’infezione in aree endemiche durante la gravidanza.

 

Sia lo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), sia i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani hanno avviato un’attività di sorveglianza epidemiologica. L’ECDC riporta la diffusione del virus negli ultimi 2 mesi (situazione di trasmissione attiva in atto) e negli ultimi 9 mesi (a supporto delle attività di diagnosi e monitoraggio delle donne in gravidanza e dei viaggiatori).

 

 

Tieniti aggiornato consultando:

 

il sito ECDC:

il sito OMS:

il sito della PAHO:

il sito del ministero della Salute:

 

Data di ultimo aggiornamento: 21 novembre 2019

Revisione a cura di: Flavia Riccardo - Dipartimento malattie infettive, Iss.