Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi d'Argento

Rapporto nazionale Passi d'Argento 2012: consumo di alcol

 

A colpo d’occhio

 

I dati sul consumo alcolico e le caratteristiche dei consumatori

  • I dati raccolti dal sistema di sorveglianza Passi d’Argento nella rilevazione del 2012 mostrano che il 40% (58% uomini vs 28% donne) degli ultra 65enni consuma abitualmente bevande alcoliche e il 19% (33% uomini vs 9% donne) ne fa un consumo a rischio, ovvero beve abitualmente più di un’unità alcolica al giorno.
  • La proporzione di consumatori di alcol a rischio, è significativamente più elevata tra coloro che hanno un’età compresa tra 65 e 74 anni (24%), tra gli uomini (32% vs 9% tra le donne), tra le persone che hanno un livello di istruzione più elevato (24%) e che hanno dichiarato di arrivare a fine mese senza difficoltà economiche (25%). Il consumo di alcol a rischio risulta significativamente più elevato tra le persone che non hanno malattie croniche rispetto a chi ne ha 3 o più.
  • Tra i consumatori di alcol a rischio emerge che la gran parte (61%) beve più di 1 UA al giorno ma non più di 2. Questo può far pensare che si tratti del bere durante i pasti, abitudine acquisita nel corso della vita che si può immaginare non venga percepita come comportamento a rischio.
  • Inoltre, tra i consumatori di alcol a rischio il 37% abitualmente partecipa ad attività sociali, frequenta ad esempio il centro anziani, il circolo, la parrocchia o la sede di partiti, mentre fra i consumatori di alcol non a rischio (coloro che bevono meno di 1 UA al giorno) la quota di persone che partecipano ad attività sociali è più bassa, pari al 24%.
  • Risulta alta la proporzione di altra64enni che assumono alcol per avendo sicuramente controindicazioni chiare: il 42% di coloro a cui è stata diagnosticata una malattia al fegato consuma alcol e il 19% ne fa un consumo a rischio.

La distribuzione geografica del consumo alcolico

  • La distribuzione del consumo alcolico a rischio mostra un chiaro gradiente Nord-Sud a sfavore delle Regioni settentrionali: Valle d’Aosta (30%) e Veneto (26%) sono le Regioni dove si registrano le prevalenze più elevate. Tra le Regioni del centro Italia spicca il Molise (32%), dove il consumo di alcol a rischio è decisamente più elevato rispetto alle Regioni vicine e alla media nazionale.

Attenzione degli operatori sanitari

  • Scarsa l’attenzione da parte degli operatori sanitari al problema: solo l’8% degli ultra 64enni che consumano abitualmente alcol riferisce di aver ricevuto il consiglio di smettere di bere, e solo l’11% fra coloro che ne fa un consumo a rischio.
  • L’analisi geografica mostra che c’è maggiore attenzione da parte degli operatori sanitari a questo problema in Campania (11%) e in Calabria (11%) mentre è molto bassa in Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna (4%).

 

Consumo alcolico a rischio

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche - PDA 2012 (n= 23.963)

 

 

Consumo a rischio

Prevalenze per Regione di residenza - PDA 2012

 

* Lombardia, Fvg e Marche hanno partecipato solo con una Azienda.

 

Scarica la tabella con i dati regionali (xls 28kb).

 

 

Consiglio del medico di bere meno

Prevalenze per Regione di residenza – PDA 2012

 

* Lombardia, Fvg e Marche hanno partecipato solo con una Azienda.

 

Scarica la tabella con i dati regionali (xls 28 kb).