Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rischio sismico e prevenzione: per saperne di più

Come rispondere all’emergenza sanitaria e come gestire i rischi per la salute legati al post-terremoto? L’esperienza sismica dell’Italia ha portato a maturare conoscenze specifiche per la gestione dei rischi sanitari e, dal punto di vista della salute pubblica, sono quattro gli ambiti da monitorare dopo una catastrofe naturale:

  • la risposta ai bisogni provocati dai danni diretti del disastro
  • i rischi per le popolazioni sfollate
  • i rischi da interruzione degli ordinari programmi sanitari di prevenzione, diagnosi e terapia
  • i rischi per gli operatori impegnati nei soccorsi.

Leggi su EpiCentro il contributo di Donato Greco (Cnesps, Iss): “Terremoto e rischi per la salute”.

 

Come riportano i “Criteri di massima per l’organizzazione dei soccorsi sanitari nelle catastrofi” (pdf 160 kb), a cura del dipartimento della Protezione civile, innanzi tutto bisogna valutare la situazione delle strutture sanitarie locali, individuando la gravità dei danni e la loro funzionalità. Poi occorre fare il punto sulle condizioni dei feriti e degli sfollati, soprattutto rispetto al loro stato psicologico, alle necessità di salute antecedenti l’emergenza, ma anche ai rischi epidemiologici a cui possono essere esposti. Il mantenimento delle attività di sorveglianza nei campi e nella popolazione ancora residente nell’area è quindi cruciale, soprattutto per monitorare la situazione a lungo termine. Leggi su EpiCentro il contributo di Caterina Rizzo (Cnesps, Iss): “Epidemiologia e sorveglianza delle malattie infettive in situazioni di emergenza”.

 

Nelle emergenze spesso le popolazioni colpite hanno bisogno di tutto per soddisfare le necessità essenziali come mangiare, dormire e coprirsi. E tuttavia, i più vulnerabili sono i bambini, soprattutto i più piccoli: uno degli aspetti più critici nella gestione delle situazioni di emergenza è la loro alimentazione. Leggi su EpiCentro il contributo di Angela Giusti (Cnesps, Iss): “L’alimentazione infantile nelle emergenze”.

 

Il sito web del dipartimento della Protezione civile dedica una serie di pagine al rischio sismico, con approfondimenti sugli effetti del terremoto dell’Aquila. Disponibile anche il rapporto (pdf 1,4 Mb) sul terremoto aquilano del 6 aprile 2009, che individua le aree colpite e dimensiona i danni.

 

Interessante il sito del Centro per la ricerca e lo sviluppo delle attività di protezione civile e ambientale (Cespro), dell’Università degli studi di Firenze.

 

Il portale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) riporta informazioni sui terremoti, grazie a una rete di rilevazione e un’intensa attività scientifica.

 

La rete dei Laboratori universitari di ingegneria sismica (Reluis) collega alcune università per favorire la partecipazione ad attività nel settore dell'ingegneria sismica.

 

In campo internazionale, il Centre for Research on the Epidemiology of Disasters (Cred) è un centro di ricerca e formazione sulle emergenze umanitarie, con un focus particolare su sanità pubblica ed epidemiologia. È attivo nell’ambito degli studi sugli effetti sulla salute di disastri e conflitti. L’obiettivo è fornire una base di evidenze scientifiche per migliorare la preparazione e la risposta alle emergenze umanitarie.

 

Microdis è un progetto europeo, portato avanti da un consorzio di centri accademici (di cui fa parte il Cespro), finalizzato a descrivere l’impatto economico e sociale a livello locale dei disastri.

 

Negli Stati Uniti, i Centers for Disease Control (Cdc) di Atlanta hanno una ricca sezione del proprio sito web sui terremoti, che include:

Il National Institute of Mental Health americano dedica un approfondimento al disturbo da stress post traumatico.

 

Infine, la Giornata mondiale della salute 2009 è stata dedicata al tema della sicurezza delle strutture sanitarie nelle situazioni di emergenza. L’obiettivo è assicurare che le strutture sanitarie, dai centri di cura agli ospedali specializzati, siano sempre preparati alle emergenze e a soddisfare fin da subito le esigenze delle popolazioni colpite.