Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Uso dei dati Passi. L’impatto delle politiche antifumo sulla prevalenza di chi ha smesso di fumare: un indagine a più mani

Alessandro Coppo - Università del Piemonte Orientale

 

5 dicembre 2013 - In Italia la prevalenza dei fumatori è diminuita costantemente dagli anni Cinquanta in poi. Un gruppo di ricerca composto da esperti di tre istituzioni (Cnesps, Università del Piemonte Orientale e Dors Piemonte) ha esplorato, attraverso i dati delle indagini Istat e del sistema di sorveglianza Passi, se è possibile osservare un aumento corrispondente della prevalenza di chi dichiara di aver smesso di fumare nell’ultimo anno. Infatti, anche se la letteratura indica che la maggior parte di coloro che cercano di smettere fallisce nel proprio tentativo, questa informazione può indicare se l’introduzione di specifiche politiche per il controllo del tabagismo contribuisce a promuovere la cessazione.

 

Dalle indagini emerge che dal 2000 al 2008 la prevalenza di chi ha smesso di fumare nell’ultimo anno è salita dal 2,5% al 6,5% del totale dei fumatori. Ciò è avvenuto in concomitanza con l’introduzione di leggi orientate al contrasto del tabagismo (il divieto di pubblicità indiretta dei prodotti del tabacco, di distribuzione gratuita di sigarette a scopo promozionale, fino al divieto di fumare nei locali pubblici) e con un consistente aumento del prezzo dei pacchetti di sigarette (raddoppiato nel corso di questo periodo).

 

Questi dati, indubbiamente positivi, si riferiscono però prevalentemente alle persone con un alto livello di istruzione, informazione che mette in luce un evidente problema di disuguaglianza sociale.

 

Lo studio è stato presentato sotto forma di poster (pdf 483 kb) al convegno internazionale dell’European Society for Prevention Research (Euspr) che si è tenuto a Parigi dal 13 al 15 novembre 2013, dove ha conseguito il primo premio. Il riconoscimento è stato assegnato dal Science for Prevention Academic Network il cui compito è sviluppare una rete tra gli scienziati e i professionisti che si occupano di prevenzione a livello europeo. L’obiettivo dell’Euspr è infatti quello di sostenere la ricerca nell’ambito della prevenzione per migliorare la salute e il benessere della popolazione.