Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Binge drinking, lo sballo del sabato sera: i dati del sistema di sorveglianza Passi

Bevono fiumi d’alcol fuori pasto, con l’unico obiettivo di ubriacarsi. Una moda sempre più diffusa tra i giovani, soprattutto al Nord, che espone a comportamenti a rischio come la guida sotto l’effetto dell’alcol. I dati del 2007 del sistema di sorveglianza Passi propongono un confronto tra Emilia-Romagna, Trentino e Campania

 

 

È maschio, giovane e vive al Nord. È questo l’identikit del binge drinker, il forte consumatore di alcolici e superalcolici (sei o più bicchieri in una sola occasione) che va alla ricerca dello “sballo” soprattutto nel fine settimana. Una moda preoccupante, venuta dai Paesi nordici e sempre più diffusa anche in Italia, con punte oltre il 21% negli uomini della Provincia autonoma di Trento, dove si registra anche il maggior numero di bevitori fuori pasto (15% di tutti gli intervistati). Sono alcuni dei dati che emergono dalle prime rilevazioni sul consumo di alcolici in Italia del sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), iniziativa promossa nel 2006 dal ministero della Salute e realizzata dal Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità allo scopo di tenere sotto osservazione l’evoluzione dei fattori di rischio per la salute della popolazione italiana.

 

Secondo la fotografia scattata dalle Asl, il 42% dei 18-34enni che fanno binge drinking (dall’inglese, “abbuffata di alcolici”) consuma bevande fuori pasto: una percentuale che scende al 16% nella fascia di età tra i 35-49 anni e al 9% tra i 50-69enni. Inoltre, il 60% dei giovani che ha fatto un uso smodato di alcol negli ultimi 30 giorni concentra nel week-end il consumo di bevande alcoliche. Il binge drinking sembra comunque una prerogativa degli uomini: appena il 2% delle donne riferisce questa modalità di consumo. Anche se si tratta di un fenomeno prettamente giovanile, sorprendentemente non è estraneo anche a una fetta di popolazione anziana: i dati delle Asl di 19 Regioni indicano infatti che nel 2007 più del 5% delle persone tra i 65 e i 69 anni ha consumato 6 o più bicchieri in un’unica occasione.

 

Forti differenze tra Nord e Sud Italia

Il sistema Passi evidenzia nette differenze tra regioni settentrionali e meridionali: mentre in Trentino il binge drinking riguarda circa il 24% dei ragazzi nella fascia di età tra 18-34 anni, in Emilia Romagna interessa un giovane su dieci. La regione più virtuosa è la Campania, con il 3% di binge drinker. Un gradiente tra Nord e Sud esiste anche nel consumo abituale di vino o birra. Mentre in Trentino ed Emilia Romagna il 69% degli intervistati ha dichiarato di aver consumato almeno un’unità alcolica (circa un bicchiere di vino) negli ultimi 30 giorni, in Campania lo ha fatto solo il 48% del campione analizzato.

 

Alcol e sicurezza stradale

Un problema strettamente legato al consumo di alcol, in particolare il consumo ludico ed esagerato, è quello della sicurezza stradale. Tra chi ha dichiarato di aver guidato un’auto o una moto negli ultimi 30 giorni, circa il 14% si è messo alla guida dopo aver bevuto 2 o più bicchieri nell’ora precedente. Non dimostrano maggiore prudenza neanche i più anziani: la guida sotto l’effetto dell’alcol riguarda infatti il 12% dei 65-69enni. Allarmanti, poi, i dati tra i bevitori smodati: in Emilia Romagna il 40% dei binge drinker si è messo al volante sotto l’effetto dell’alcol. Da sottolineare che questo dato è superiore al valore pur elevato (30%) registrato in Trentino, nonostante che i consumi complessivi in questa provincia siano maggiori. Un fatto, questo, che potrebbe essere spiegato con l’efficacia delle campagne informative messe in campo nella provincia di Trento per contrastare gli incidenti stradali.

 

Scarica la scheda fronte-retro con i dati Passi per gli operatori sanitari (pdf 75 kb).