Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica
a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute

La sorveglianza Passi

Screening colorettale

Importanza per la salute

 

30 maggio 2013 - Secondo le stime dell’Istituto superiore di sanità, basate sui dati raccolti dai Registri tumori (pdf 86 kb), con circa 51.200 nuovi casi stimati nel 2010 (30.900 uomini e 20.300 donne), il tumore del colon-retto rappresenta la seconda causa più frequente di decesso per neoplasie, seconda solo al tumore del polmone fra gli uomini e al tumore della mammella fra le donne. Abbastanza rara prima dei 40 anni, questa neoplasia colpisce più frequentemente dopo i 60 anni di età. Fortunatamente migliora la sopravvivenza dei pazienti che ne sono colpiti e a 5 anni dalla diagnosi la sopravvivenza stimata è pari al 64%, grazie alla diagnosi precoce e ai miglioramenti terapeutici.

 

I principali test di screening per la diagnosi precoce in pazienti asintomatici sono la ricerca di sangue occulto nelle feci (Sof) e la endoscopia digestiva (colonscopia e retto-sigmoidoscopia). Questi esami sono in grado di diagnosticare più del 50% dei tumori negli stadi più precoci, quando maggiori sono le probabilità di guarigione. Per questa ragione, in Italia, il ministero della Salute raccomanda alle Asl (vedi il documento completo, pdf 1,6 Mb, e il vademecum, pdf 1,7 Mb) di organizzare programmi di screening rivolti alla popolazione in età 50-69 anni, praticando la ricerca del sangue occulto nelle feci con frequenza biennale o l’esecuzione della retto-sigmoidoscopia o colonscopia, con una cadenza che non è stata definita in modo univoco. Attualmente, il programma di screening colorettale più diffuso sul territorio nazionale è quello a due stadi, costituito da ricerca di sangue occulto nelle feci e successiva colonscopia per i positivi; mentre in un numero limitato di Asl si utilizza la retto-sigmoidoscopia eseguita a partire dai 58 anni, una volta nella vita.

 

Il sistema Passi rileva informazioni sulla copertura dello screening colorettale, l’effettuazione dentro i programmi di screening delle Asl oppure su iniziativa personale e a pagamento parziale o totale dell’esame, i fattori predittivi della pratica dello screening e le attività di promozione. In tal modo fornisce ai pianificatori dati chiave per il monitoraggio della prevenzione del cancro del colon retto.

 

Come Passi misura la copertura dello screening per la diagnosi precoce del cancro colorettale

Con Passi si richiede direttamente alle persone di 50-69 anni se e quando è stato effettuato un test di screening colo rettale, che sia sangue occulto nelle feci oppure un esame endoscopico (colonscopia o retto-sigmoidoscopia) e se è stato eseguito all’interno del programma di screening organizzato dalla Asl oppure su iniziativa personale, a pagamento parziale o totale.

 

In tal modo si possono calcolare indicatori per stimare la copertura dello screening, distinguendo il contributo della quota effettuata all’interno e della quota effettuata su iniziativa personale, caso in cui il rispondente ha sostenuto una spesa per l’esame.

 

Il questionario si è evoluto con i cambiamenti delle pratiche di screening in Italia, per poter monitorare, per esempio, anche le coperture nelle Asl del Piemonte che adottano programmi differenti al resto del Paese (l’esame è la retto-sigmoidoscopia e la popolazione target è rappresentata dalle persone al 58mo anno di età).

 

Vedi anche le schede indicatore.

 

Cosa dicono i dati Passi

 

Copertura

 

Più di un intervistato su 3 nella fascia 50-69 anni ha eseguito uno degli esami raccomandati per la diagnosi precoce dei tumori colorettali a scopo preventivo (Sof, colonscopia o Rss), nell’intervallo di tempo raccomandato.

 

L’esame di gran lunga più frequente è il Sof effettuato nei due anni precedenti l’intervista. La copertura con screening a base di Sof è superiore al 50% al Nord, superiore al 30% al Centro ed è circa il 10% al Sud. La grande maggioranza dello screening col Sof è stato effettuato da programmi organizzati dalle Asl.

 

Nel biennio 2008-09 è stato rilevato un aumento significativo dell’estensione dello screening nelle Regioni del Nord, nel biennio successivo, 2010-11, questo aumento è stato riscontrato anche al Centro e al Sud. Tra coloro che hanno effettuato lo screening, più di 8 intervistati su 10 hanno eseguito il test all’interno di un programma organizzato della Asl, senza alcun pagamento.

 

L’effettuazione del test Sof è più alta nelle persone tra i 60 e i 69 anni, in quelle senza difficoltà economiche e con cittadinanza italiana.

 

Una persona di 50-69 anni su due è stata raggiunta da almeno un intervento di promozione dello screening col Sof (lettera della Asl, consiglio del medico, campagna informativa) e chi è stato raggiunto da più interventi di promozione si sottopone più facilmente allo screening fino al 74% dei 50-69enni che hanno ricevuto tutti e tre gli interventi.

 

Un esame endoscopico nei 5 anni precedenti l’intervista, effettuato in assenza di segni e sintomi per la diagnosi precoce é praticato da poco più di 1 su 10 degli intervistati nella fascia di età 50-69 anni. La percentuale è più alta al Centro-Nord, dove raggiunge il 14-15% ed è più bassa al Sud dove è inferiore al 10%.

L’Osservatorio nazionale screening ha stimato che nel 2010 il 66% delle persone fra 50 e 69 anni di età viveva in una area in cui sono attivi programmi di screening colo rettali, ma la proporzione della popolazione target invitata a praticare lo screening è stata del 51%. Quasi la metà di loro aderisce all’invito. La copertura dei programmi organizzati è aumentata considerevolmente negli ultimi 5 anni, ma la variabilità territoriale è molto ampia, con un gradiente Nord-Sud rilevante: nell’Italia meridionale, in media, viene invitato a effettuare lo screening poco meno di un assistito su 10, mentre nel Nord vengono invitati quasi 8 assistiti su 10.

 

In pochi anni l'offerta dello screening del cancro del colon-retto è stata estesa fino al punto che più di 1 italiano su 3 nella fascia target (50-69 anni) ha eseguito un esame per la diagnosi precoce nei tempi raccomandati. L’offerta non è però ancora presente su tutto il territorio nazionale né tantomeno omogenea.

 

Risorse utili

Indicatori Passi: screening per il cancro del colon-retto

 

Definizioni operative

 

Persona che ha effettuato lo screening per il cancro del colon-retto, con il test del Sangue occulto fecale (Sof) è una persona in età per cui lo screening è raccomandato (tra 50 e 69 anni), che dichiara di avere effettuato, a scopo preventivo, un test del sangue occulto nelle feci (Sof, conosciuto anche come Fobt, acronimo dalla denominazione inglese), entro l’intervallo raccomandato, cioè gli ultimi 2 anni.

 

Persona che ha effettuato lo screening per il cancro del colon-retto, con l’esame endoscopico (colonscopia o retto-sigmoidoscopìa) è una persona in età per cui lo screening è raccomandato (tra 50 e 69 anni), che dichiara di avere effettuato, a scopo preventivo, in assenza cioè di sintomi o disturbi, una colonscopia o una rettosigmoidoscopia, negli ultimi 5 anni.

 

Persona che ha effettuato lo screening per il cancro del colon-retto, con il Sof o l’esame endoscopico (colonscopia o retto-sigmoidoscopìa) è una persona in età per cui lo screening è raccomandato (tra 50 e 69 anni) che dichiara di aver effettuato, a scopo preventivo, il Sof negli ultimi 2 anni oppure un esame endoscopico (colonscopia o rettosigmoidoscopia) negli ultimi 5 anni.

 

Consulta anche le informazioni generali con le caratteristiche degli indicatori Passi, e gli approfondimenti dedicati.

 

Scheda indicatore: copertura dello screening del carcinoma del colon retto tramite test del sangue occulto nelle feci (Sof)

 

Popolazione di riferimento

Persone residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 50-69 anni.

Numeratore

Persone rispondenti, in età 50-69 anni, che dichiarano di aver effettuato, a scopo preventivo, un test per la ricerca del sangue occulto fecale (Sof) nei due anni precedenti la data dell’intervista.

Denominatore

Persone intervistate, in età 50-69 anni, che rispondono di aver eseguito o di non aver eseguito il test per la ricerca del sangue occulto fecale (Sof) nei 2 anni precedenti la data dell’intervista, escluse quelle che rifiutano di rispondere e quelle che rispondono “non so”.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione tra 50-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore fa riferimento ai 2 anni precedenti la data dell’intervista.

Significato per la salute pubblica

Il carcinoma del colon-retto con quasi 40 mila nuovi casi all’anno è tra i tumori a maggiore incidenza nella popolazione italiana ed è al secondo posto tra i tumori come causa di morte sia negli uomini sia nelle donne. Lo screening è in grado di ridurre la mortalità, ed è per questa ragione che il ministero della Salute raccomanda ai servizi sanitari l’esecuzione di screening di popolazione, con l’offerta del test Sof ogni due anni alle persone tra 50 e 69 anni.

Anche l’esame endoscopico è ritenuto efficace per lo screening, ma non esiste ancora un pieno accordo relativamente all’intervallo ottimale di esecuzione: sono in corso studi di confronto tra le diverse modalità.

L’esame endoscopico è stato adottato come test di screening da alcune Regioni o singole Asl.

Limiti dell’indicatore

Sono stati condotti molti studi per valutare la validità dei dati riferiti nella stima della effettuazione dello screening con il test Sof, confrontandoli con sistemi di registrazione clinici. Nella maggior parte degli studi, assieme a sensibilità e specificità elevate, è stata osservata una sovra-segnalazione, consistente nel fatto che alcuni intervistati dichiaravano di aver effettuato il test Sof, senza che fosse poi possibile trovare conferma nella documentazione clinica. 

Validità dell’indicatore

A causa della sovra-segnalazione, la copertura può risultare sovrastimata. Questa possibile sovrastima deve essere tenuta presente quando si interpretano i dati.

Va ricordato che in Italia i registri dei programmi organizzati non forniscono informazioni sui test eseguiti al di fuori dei programmi stessi, e che la quota spontanea della copertura viene rilevata sistematicamente solo da Passi.

*Vedi anche: Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).

 

Scheda indicatore: copertura dello screening del carcinoma del colon retto tramite colonscopia totale o rettosigmoidoscopia

 

Popolazione di riferimento

Persone residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 50-69 anni.

Numeratore

Persone rispondenti, in età 50-69 anni, che dichiarano di aver effettuato, a scopo preventivo, una colonscopia o una retto-sigmoidoscopia nei 5 anni precedenti la data dell’intervista.

Denominatore

Persone intervistate, in età 50-69 anni, che rispondono di aver eseguito o di non aver eseguito una colonscopia o una retto-sigmoidoscopia nei 5 anni precedenti la data dell’intervista, esclusi coloro che rifiutano di rispondere e coloro che rispondono “non so”.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione tra 50-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore fa riferimento ai cinque anni precedenti la data dell’intervista.

Attualmente non esistono certezze sull’intervallo ottimale di esecuzione dell’esame endoscopico, a fini preventivi. L’indicatore è basato su un periodo di riferimento di 5 anni, seguendo l’indicazione del Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).

Significato per la salute pubblica

Il carcinoma del colon-retto con quasi 40 mila nuovi casi all’anno è tra i tumori a maggiore incidenza nella popolazione italiana ed è al secondo posto tra i tumori come causa di morte sia negli uomini sia nelle donne.

Lo screening è in grado di ridurre la mortalità, ed è per questa ragione che il ministero della Salute raccomanda ai servizi sanitari l’esecuzione di screening di popolazione, con l’offerta, alle persone tra 50 e 69 anni, del test Sof (ogni due anni) o di un esame endoscopico (colonscopia o rettosigmoidoscopia).

Per quanto riguarda l’intervallo ottimale di esecuzione dell’esame endoscopico, non esiste ancora un pieno accordo e sono in corso studi di confronto tra diverse opzioni. Ci sono comunque sufficienti evidenze per considerare efficace l’offerta dell’esame una volta tra 58 e 60 anni, un approccio adottato sinora da alcune Regioni o singole Asl.

Va tenuto presente che alcune persone effettuano l’esame endoscopico a fini preventivi, su iniziativa personale, nell’ambito del rapporto con il proprio medico.

Limiti dell’indicatore

Sono stati condotti alcuni studi per valutare la validità dei dati riferiti nella stima della effettuazione dello screening con la endoscopia, sia come rettosigmoidoscopia che come colonscopia totale. A fronte di una elevata sensibilità e una buona specificità, rilevate soprattutto per la colonscopia, è stata osservata una sovra-segnalazione, consistente nel fatto che alcuni intervistati dichiaravano di aver effettuato l’esame, senza che fosse possibile trovare conferma in documentazione clinica.

Va ricordato che in Italia i registri dei programmi organizzati non forniscono informazioni sui test eseguiti al di fuori dei programmi stessi, e che la quota spontanea della copertura viene rilevata sistematicamente solo da Passi.

L’adozione di un intervallo di 5 anni ha il pregio di essere quello adottato dal Brfss, tuttavia può non corrispondere alla prassi delle Asl/Regioni, per cui si può creare una discrepanza tra le coperture attese e quelle misurate dall’indicatore, il cui esito sarebbe di sottostimare la copertura reale.

Validità dell’indicatore

Mancando studi effettuati nel contesto italiano, bisogna osservare cautela nell’interpretazione  di questo dato di copertura perché, a causa della sovra-segnalazione, la copertura può risultare sovrastimata.

*Vedi anche: Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).

 

Scheda indicatore: copertura dello screening del carcinoma del colon retto tramite un test valido (test del sangue occulto nelle feci, rettosigmoidoscopia o colonscopia totale)

 

Popolazione di riferimento

Persone residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 50-69 anni.

Numeratore

Persone rispondenti, in età 50-69 anni, che dichiarano di aver effettuato, a scopo preventivo, il test Sof nei due anni precedenti la data dell’intervista oppure un esame endoscopico (colonscopia o retto-sigmoidoscopia) nei 5 anni precedenti la data dell’intervista.

Denominatore

Persone intervistate, in età 50 – 69 anni che, alla domanda sulla effettuazione dello screening del colon retto, dichiarano di aver eseguito o di non aver eseguito, a scopo preventivo, il test Sof nei due anni precedenti la data dell’intervista oppure un esame endoscopico (colonscopia o retto-sigmoidoscopia) nei 5 anni precedenti la data dell’intervista, esclusi coloro che rifiutano di rispondere e coloro che rispondono “non so”.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione tra 50-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore fa riferimento ai 2 anni precedenti la data dell’intervista per il test Sof e ai 5 anni precedenti la data dell’intervista per l’esame endoscopico.

Per quanto riguarda l’esame endoscopio preventivo, attualmente non esistono certezze sull’intervallo ottimale. L’indicatore è basato su un periodo di riferimento di 5 anni, seguendo l’indicazione del Brfss.

Significato per la salute pubblica

Il carcinoma del colon-retto con quasi 40 mila nuovi casi all’anno è tra i tumori a maggiore incidenza nella popolazione italiana ed è al secondo posto tra i tumori come causa di morte sia negli uomini sia nelle donne. Lo screening è in grado di ridurre la mortalità, ed è per questa ragione che il ministero della Salute raccomanda ai servizi sanitari l’esecuzione di screening di popolazione.

La maggior parte delle Asl offre il test Sof ogni due anni alle persone tra 50 e 69 anni, alcune Asl offrono la retto-sigmoidoscopia una volta tra 58 e 60 anni; inoltre, alcune persone effettuano, a scopi preventivi, la colonscopia totale, su iniziativa personale, nell’ambito del rapporto con il proprio medico, con intervalli variabili.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore fornisce una stima della quota complessiva di popolazione coperta da un intervento preventivo appropriato, e deriva dall’integrazione cumulativa delle prevalenze di coloro che hanno eseguito il Sof e/o l’endoscopia negli intervalli di tempo specificati.

Gli studi che hanno valutato la validità dei dati riferiti per stimare l’effettuazione dello screening con il test Sof e gli esami endoscopici, hanno evidenziato una sovra-segnalazione per entrambi i test.

In mancanza di certezze sull’intervallo ottimale di esecuzione dell’esame endoscopico, l’indicatore è stato basato su un periodo di riferimento di 5 anni, seguendo l’indicazione del Brfss. In questo modo però si sottostima la copertura in Asl che offrono l’esame una sola volta nella vita.

Validità dell’indicatore

Entrambi gli indicatori in base ai quali si calcola questo indicatore cumulativo possono sovrastimare la copertura, per cui è consigliata cautela nell’interpretazione di questo dato.

*Vedi anche: Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).

Pubblicazioni nazionali

 

Report nazionale

Prodotti di comunicazione: schede fronte-retro e report tematici

Riviste nazionali

Passi per…

  • Osservatorio nazionale screening (Ons): rapporto breve 2014 (pdf 11,9 Mb). La pubblicazione Ons mette a confronto i dati raccolti dall’Osservatorio con quelli della sorveglianza Passi sugli screening oncologici.

 

Pubblicazioni locali

 

In questa pagina sono elencate le pubblicazioni locali dedicate esclusivamente allo screening colorettale. Dati sul tema sono però disponibili anche all’interno dei report regionali e aziendali che riassumono i risultati annuali della sorveglianza.

 

Calabria

Aziendali

Emilia-Romagna

Regionali

Friuli Venezia Giulia

Aziendali

Lazio

Regionale

  • la relazione “Sistema di sorveglianza Passi: i dati del Lazio nel contesto regionale” (pdf 944 kb) sui dati della diffusione nella popolazione dell'esecuzione del test per la ricerca del sangue occulto fecale (test di screening colorettale) nel Lazio presentata da Massimo O. Trinito (Coordinatore Regionale Passi) nel workshop regionale (pdf 131 kb) organizzato nell'ambito del Convegno annuale Giscor tenuto a Roma il 3 e 4 ottobre 2013

Aziendali

Liguria

Aziendali

Piemonte

Aziendali

Sardegna

Regionali

Toscana

Aziendali

Umbria

Regionali

Valle d’Aosta

Regionali

Veneto

Aziendali

 

Focus


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