Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica
a cura del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute

La sorveglianza Passi

Attività fisica

Importanza per la salute

 

Qualche definizione

30 maggio 2013 - L’attività fisica è definita come qualsiasi attività muscolo-scheletrica che comporta un dispendio energetico. È quindi possibile essere fisicamente attivi grazie all’attività lavorativa, al trasporto attivo (camminare, andare in bicicletta), alle attività del tempo libero. Le attività svolte nel tempo libero possono essere suddivise in esercizio fisico e sport, definito come attività strutturata che segue determinate regole e obiettivi (gare).

 

Quindi una persona può essere fisicamente attiva senza fare sport e una persona che fa sport solo qualche volta al mese può essere meno attiva di una persona non sportiva che si muove quotidianamente andando al lavoro in bici o facendo la spesa a piedi.

 

Le attività sportive comportano un beneficio per la salute in quanto incrementano l’attività fisica complessiva, ma la domanda se la partecipazione in attività sportive per sé possa influenzare la salute pubblica rimane per ora senza risposta per via della mancanza di studi di buona qualità sull’argomento [1].

 

Benefici dell’attività fisica

L’attività fisica praticata regolarmente induce numerosi benefici per la salute, aumenta il benessere psicologico e svolge un ruolo di primaria importanza nella prevenzione della malattie cronico degenerative [2].

 

Forte evidenza per la riduzione di:

  • mortalità per tutte le cause
  • malattie cardiovascolari
  • ipertensione
  • ictus
  • sindrome metabolica
  • diabete di tipo ii
  • cancro al seno
  • cancro al colon
  • depressione
  • cadute.

Forte evidenza inoltre per:

  • rafforzamento osseo
  • miglioramento funzioni cognitive
  • perdita di peso, soprattutto se associato alla riduzione di calorie
  • miglioramento della fitness cardiovascolare e muscolare.

Effetti della sedentarietà

Le più recenti stime [3] indicano che in Italia la sedentarietà è causa di:

  • 9% delle malattie cardio-vascolari
  • 11% del diabete di tipo II
  • 16% dei casi di cancro al seno
  • 16% dei casi di cancro al colon
  • 15% dei casi di morte prematura

In media chi è attivo e normopeso vive circa 7 anni più a lungo rispetto ai sedentari obesi.

Tuttavia chi è normopeso e sedentario abbrevia la sua vita di circa 3 anni rispetto a chi è attivo ma obeso [4].

 

Livello raccomandato di attività fisica

È stato evidenziato [5] che non esiste una precisa soglia al di sotto la quale l’attività fisica non produce effetti positivi per la salute. Risulta quindi molto importante il passaggio dalla sedentarietà a un livello di attività anche inferiore ai livelli indicati dalle linee guida.

 

Le linee guida internazionali [6,7] e nazionali [8] raccomandano:

  • bambini e ragazzi (5–17 anni): almeno 60 minuti al giorno di attività moderata-vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza che possono consistere in giochi di movimento o attività sportive
  • adulti (18–64 anni): almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 di attività vigorosa, con esercizi di rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari da svolgere almeno 2 volte alla settimana
  • anziani (dai 65 anni in poi): le indicazioni sono le stesse degli adulti, con l’avvertenza di svolgere anche attività orientate all’equilibrio per prevenire le cadute. Chi fosse impossibilitato a seguire in pieno le raccomandazioni, dovrebbe fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana e adottare uno stile di vita attivo adeguato alle proprie condizioni.

Importante anche impegnarsi personalmente per modificare il contesto in cui si vive al fine di sostenere i cambiamenti necessari per rendere più facile l’adozione di uno stile di vita sano e attivo nella proprio città, nei luoghi di lavoro e di studio.

 

Come Passi misura l’attività fisica

La le domande sull’attività fisica del sistema Passi sono state adattate dal Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss) - physical activity module dei Cdc di Atlanta. Gli aspetti indagati comprendono: frequenza, durata, intensità, attività fisica al lavoro, autopercezione del livello di attività fisica, interesse e consigli da parte di medici e altri operatori sanitari.

 

I dati raccolti permettono la classificazione della popolazione in tre distinti gruppi:

  • persona attiva: 30 minuti di attività moderata per almeno 5 giorni alla settimana oppure attività intensa per più di 20 minuti per almeno 3 giorni oppure lavoro pesante dal punto di vista fisico
  • sedentario: meno di 10 minuti di attività moderata o intensa per almeno 1 giorno a settimana; non svolge lavoro pesante dal punto di vista fisico
  • parzialmente attivo: non sedentario, ma non raggiunge livelli della persona attiva.

Risorse utili

Riferimenti

  1. Karim M Khan, Angela M Thompson, Steven N Blair, James F Sallis, Kenneth E Powell, Fiona C Bull, Adrian E Bauman, Sport and exercise as contributors to the health of nations, The Lancet, Vol 380 July 7, 2012
  2. U.S.Department of Health and Human Services (2008): Physical Activity Guidelines Advisory Committee Report, pagina 9
  3. I-Min Lee, Eric J Shiroma, Felipe Lobelo, Pekka Puska, Steven N Blair, Peter T Katzmarzyk, for the Lancet Physical Activity Series Working Group, Effect of physical inactivity on major non-communicable diseases worldwide: an analysis of burden of disease and life expectancy, The Lancet, Volume 380, Issue 9838, Pages 219 - 229, 21 July 2012
  4. Moore SC, Patel AV, Matthews CE, Berrington de Gonzalez A, Park Y, et al. (2012) Leisure Time Physical Activity of Moderate to Vigorous Intensity and Mortality: A Large Pooled Cohort Analysis. PLoS Med 9 (11), Novembre 2012
  5. Minimum amount of physical activity for reduced mortality and extended life expectancy: a prospective cohort study, Wen, Chi Pang; Wai, Jackson Pui Man; Tsai, Min Kuang; Yang, Yi Chen; Cheng, Ting Yuan David; et. al. The Lancet, Vol 378 October 1, 2011, pp. 1244-1253
  6. US Department of Health and Human Services. Objectives 22-2 and 22-3. In: Healthy people 2010, Washington, DC; 2000.
  7. WHO (2010), Global Recommendations on Physical activity for Health, http://whqlibdoc.who.int/publications/2010/9789241599979_eng.pdf
  8. SNLG, Lotta alla sedentarietà e promozione dell’attività fisica, linea guida prevenzione, http://www.snlg-iss.it/lgp_sedentarieta_2011

 

Indicatori Passi: Attività fisica

 

Definizioni operative

 

 

1) Persona fisicamente attiva: è una persona che:

  • svolge un lavoro pesante, cioè un lavoro che richiede un notevole sforzo fisico (ad esempio il manovale, il muratore, l’agricoltore) e/o
  • aderisce alle linee guida sulla attività fisica:
  • 30 minuti di attività moderata per almeno 5 giorni alla settimana, e/o
  • attività intensa per più di 20 minuti per almeno 3 giorni settimanali.

2) Persona parzialmente attiva: è una persona che non svolge un lavoro pesante dal punto di vista fisico, ma fa qualche attività fisica nel tempo libero, senza però raggiungere i livelli raccomandati dalle linee guida.

 

3) Persona sedentaria: è una persona che non fa un lavoro pesante e che, nel tempo libero, non svolge attività fisica moderata o intensa.

 

Quali definizioni di attività fisica nel Passi?

 

Attività fisica svolta durante il lavoro

  • Per lavoro pesante si intende un lavoro che richiede un notevole sforzo fisico (per esempio: il manovale, il muratore, l’agricoltore)
  • Per lavoro che richiede uno sforzo fisico moderato si intende quello dell’operaio in fabbrica, del cameriere, dell’addetto alle pulizie
  • Per lavoro sedentario si intende stare seduto o in piedi, come chi lavora al computer, guida la macchina, fa lavori manuali senza sforzi fisici.

Attività fisica svolta fuori dal lavoro

  • Per attività fisica intensa si intende quella attività fisica che per quantità, durata e intensità provoca grande aumento della respirazione e del battito cardiaco o abbondante sudorazione, come per esempio correre, pedalare velocemente, fare ginnastica aerobica o sport agonistici.
  • Per attività fisica moderata si intende quella attività fisica che per quantità, durata e intensità comporti un leggero aumento della respirazione e del battito cardiaco o un po’ di sudorazione, come per esempio camminare a passo sostenuto, andare in bicicletta, fare ginnastica dolce, ballare, fare giardinaggio o svolgere lavori in casa come lavare finestre o pavimenti.

Consulta anche le informazioni generali con le caratteristiche degli indicatori Passi, e gli approfondimenti dedicati.

 

Scheda indicatore: prevalenza di persone fisicamente attive

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18-69 anni.

Numeratore

Persone di età 18-69 anni che riferiscono di svolgere un lavoro pesante dal punto di vista fisico oppure di aver fatto, nei 30 giorni precedenti l’intervista, 30 minuti di attività moderata, per almeno 5 giorni alla settimana, o più di 20 minuti di attività intensa per almeno 3 giorni settimanali.

Denominatore

Intervistati che hanno risposto alle domande sull’attività fisica svolta durante il proprio lavoro o su quella intensa o moderata nei 30 giorni precedenti l’intervista. Sono esclusi dal denominatore i valori mancanti; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione di 18-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore è costruito sulla base di:

  • comportamento abituale nell’ambito del lavoro svolto attualmente
  • attività fisica, svolta nel tempo libero, nei 30 giorni precedenti l’intervista.

Significato per la salute pubblica

L’attività fisica svolta con regolarità induce numerosi benefici per la salute, aumenta il benessere psicologico e previene la morte prematura. In particolare, chi pratica regolarmente l’attività fisica riduce significativamente il rischio di avere problemi di: ipertensione, malattie cardiovascolari (malattie coronariche e ictus cerebrale), diabete di tipo 2, osteoporosi, depressione, traumi da caduta degli anziani, alcuni tipi di cancro.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato ed è in teoria soggetto a distorsione legata alla desiderabilità sociale del comportamento, che spinge il rispondente a dichiarare un livello di attività fisica superiore al reale. Questo fenomeno comporta una possibile sovrastima della frequenza.

L’indicatore tende a sottostimare la prevalenza di persone fisicamente attive, perché non prende in considerazione coloro che, pur non raggiungendo la soglia definita per le singole modalità di attività fisica (moderata o intensa), svolgono cumulativamente un livello di attività fisica sufficiente .

Validità dell’indicatore

L’indicatore mostra validità nella descrizione dei trend temporali e delle differenze territoriali.

*Vedi anche:Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).

 

Scheda indicatore: prevalenza di persone parzialmente attive

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18-69 anni.

Numeratore

Persone di età 18–69 anni che riferiscono di non svolgere un lavoro pesante dal punto di vista fisico e di aver fatto, nei 30 giorni precedenti l’intervista, qualche attività fisica, ma in misura minore di quanto previsto dalle linee guida, cioè meno di 30 minuti di attività moderata per almeno 5 giorni alla settimana o meno di 20 minuti di attività intensa per almeno 3 giorni settimanali.

Denominatore

Intervistati che hanno risposto alle domande sull’attività fisica svolta durante il proprio lavoro o su quella intensa o moderata nei 30 giorni precedenti l’intervista. Sono esclusi dal denominatore i valori mancanti; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione di 18-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore è costruito sulla base di:

  • comportamento abituale nell’ambito del lavoro svolto attualmente
  • attività fisica, svolta nel tempo libero, nei 30 giorni precedenti l’intervista.

Significato per la salute pubblica

L’attività fisica svolta con regolarità induce numerosi benefici per la salute, aumenta il benessere psicologico e previene una morte prematura. In particolare, chi pratica regolarmente l’attività fisica riduce significativamente il rischio di avere problemi di: ipertensione, malattie cardiovascolari (malattie coronariche e ictus cerebrale), diabete di tipo 2, osteoporosi, depressione, traumi da caduta degli anziani, alcuni tipi di cancro.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato ed è in teoria soggetto a distorsione legata alla desiderabilità sociale del comportamento.

Ciò comporta una possibile sovrastima della prevalenza di persone parzialmente attive.

*Vedi anche:Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).

 

Scheda indicatore: prevalenza di persone sedentarie

 

Popolazione di riferimento

Residenti in un Comune della Asl e iscritti all’anagrafe assistiti della Asl, in età 18-69 anni.

Numeratore

Persone di età 18–69 anni che riferiscono di svolgere un lavoro che non richiede uno sforzo fisico pesante e di non aver fatto attività fisica, intensa o moderata, nei 30 giorni precedenti l’intervista.

Denominatore

Intervistati che hanno risposto alle domande sull’attività fisica svolta durante il proprio lavoro o su quella intensa o moderata nei 30 giorni precedenti l’intervista. Sono esclusi dal denominatore i valori mancanti; il denominatore corrisponde in pratica all’intero campione.

Misure di frequenza

Prevalenza annuale (sulla popolazione di 18-69 anni), con intervalli di confidenza al 95%.

Intervallo temporale di riferimento per la definizione di caso

L’indicatore è costruito sulla base di:

  • comportamento abituale nell’ambito del lavoro
  • attività fisica, svolta nel tempo libero, nei 30 giorni precedenti l’intervista.

Significato per la salute pubblica

La sedentarietà provoca danni alla salute fisica e psicologica. Aumenta i rischi di ipertensione e malattie cardiovascolari (malattie coronariche e ictus cerebrale), diabete di tipo 2, osteoporosi, depressione, traumi da caduta degli anziani, alcuni tipi di cancro.

Limiti dell’indicatore

L’indicatore misura un comportamento riferito dall’intervistato ed è in teoria soggetto a distorsione legata alla desiderabilità sociale del comportamento.

Ciò comporta una possibile sottostima del fenomeno.

 *Vedi anche: Behavioral Risk Factor Surveillance System (Brfss).

 

Pubblicazioni locali

 

In questa pagina sono elencate le pubblicazioni locali dedicate esclusivamente all’attività fisica. Dati sul tema sono però disponibili anche all’interno dei report regionali e aziendali che riassumono i risultati annuali della sorveglianza.

 

Calabria

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Campania

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Emilia Romagna

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Lazio

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Regionali

Aziendali

Lombardia

Aziendali

Marche

Regionali

Piemonte

Regionali

Aziendali

Provincia autonoma di Trento

Regionali

  • la scheda tematica “L’attività fisica in Trentino” (pdf 882 kb) che riporta i dati 2012 dei sistemi di sorveglianza OKkio alla Salute, Passi e Passi d’Argento, pubblicata dall’Osservatorio per la salute della PA di Trento in occasione della Giornata mondiale dell’attività fisica 2014

  • Passi per Guadagnare salute (pdf 456 kb), report 2009 sui quattro ambiti di Guadagnare salute

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