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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Uso dei dati Passi sulla qualità della vita relativa alla salute, nella valutazione delle conseguenze sulla salute del terremoto del 2009, in Abruzzo

30 luglio 2015 - Nonostante giornali e televisioni abbiano descritto uno scenario diverso, a L'Aquila dopo il terremoto del 2009, è stata osservata una riduzione dei suicidi. Per gli psichiatri che hanno rilevato questi dati il fenomeno può essere spiegato con la capacità della popolazione di resistere psicologicamente e affrontare positivamente lo stress collegato al disastro, una capacità positiva che va sotto il nome di resilienza.

 

Per valutare questa ipotesi, il gruppo di operatori della sorveglianza Passi de L’Aquila che nel 2010 ha effettuato un impegnativo studio trasversale, ha analizzato i dati sulla qualità della vita relativa alla salute, attraverso l’uso di indicatori comunemente chiamati Healthy days.

 

Sono stati confrontati i dati 2007-2008 con quelli dell’indagine del 2010 ed è emerso che la media dei giorni in cattiva salute è stata tra 6 e 7 giorni su 30, sia prima che dopo il terremoto. Inoltre, quando i dati venivano confrontati, stratificando per genere, età, condizioni economiche e presenza di malattie croniche, nessuna differenza statisticamente significativa veniva evidenziata. Invece, tra le persone con sintomi depressivi, i giorni in cattiva salute erano stati 21 prima del terremoto e 17 dopo il terremoto, una differenza statisticamente significativa.

 

I risultati sono coerenti con l’osservazione della riduzione dei suicidi a L’Aquila dopo il sisma e, insieme, supportano l’ipotesi che dopo un disastro naturale, la popolazione è in grado di attivare risorse personali e fattori protettivi sociali e che bisogna individuare le strategie per suscitare e sostenere queste energie positive.

 

L’articolo, dal titolo Health-Related Quality of Life in the Aftermath of the L'Aquila Earthquake in Italy, è stato pubblicato sulla rivista Disaster Medicine and Public Health Preparedness il 21 luglio 2015.