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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2009: percezione dello stato di salute

Scarica il capitolo in formato pdf (file 340 kb).

 

29 luglio 2010 - La qualità della vita in relazione allo stato di salute è influenzata dalle condizioni economiche e sociali, dalle malattie e dai comportamenti a rischio. Esistono molteplici indicatori, messi a punto per misurare la qualità della vita in relazione allo stato di salute, che valutano sia la percezione del proprio stato di salute, sia lo stato funzionale riferito dall’individuo. Questi indicatori sono utili ai decisori per mettere in evidenza le disparità in salute, ai ricercatori clinici nella valutazione degli esiti dei trattamenti, a coloro che effettuano valutazioni economiche per le analisi costo-utilità.

 

Nel sistema di sorveglianza Passi la qualità della vita in relazione alla salute, viene valutata col metodo dei “giorni in salute” (Healthy Days), che si basa su quattro domande: lo stato di salute autoriferito, il numero di giorni nell’ultimo mese in cui l’intervistato non si è sentito bene per motivi fisici, il numero di giorni in cui non si è sentito bene per motivi mentali e/o psicologici e il numero di giorni in cui ha avuto limitazioni nelle attività abituali.

 

Percezione dello stato di salute - pool di Asl Passi

 

2007

% (IC 95%)

2008

% (IC 95%)

2009

% (IC 95%)

Risponde bene/molto bene alla domanda sul proprio stato di salute

64,7

(63,9-65,5)

65,7

(65,1-66,2)

67,5

(66,9-68)

Numero di giorni riferiti con limitazione di attività

per cattiva salute fisica o psicologica

0 giorni

76,8

81,5

83

1-13 giorni

18,7

14,7

13,7

14 giorni

4,5

3,8

3,3

 

Scarica la tabella (xls 15 kb) in formato excel.

 

Nel 2009 la percentuale di persone che ha risposto positivamente alla domanda sulla percezione del proprio stato di salute è leggermente più alta rispetto agli anni precedenti, così come la percentuale d persone che ha riferito zero giorni con limitazione di attività per cattiva salute fisica o psicologica. Sembrerebbe quindi che la percezione dello stato di salute nel campione Passi sia migliorata nel tempo: non è però possibile valutare con certezza questo aspetto, poiché nel periodo 2007-2009 le Asl partecipanti sono cambiate, anche nei loro confini amministrativi, con la conseguenza che nei diversi anni si confrontano a livello di pool popolazioni leggermente diverse.

 

La percezione del proprio stato di salute

Il 67% degli intervistati ha giudicato in modo positivo il proprio stato di salute, riferendo di sentirsi bene o molto bene. Il 29% ha riferito di sentirsi discretamente e solo il 4% ha risposto in modo negativo (male/molto male).

 

In particolare, si dichiarano più soddisfatti della propria salute:

  • i giovani nella fascia 18-34 anni
  • gli uomini
  • le persone con un livello di istruzione più alto
  • le persone senza difficoltà economiche
  • le persone senza patologie croniche severe.

Analizzando con una tecnica statistica (regressione logistica) l’effetto di ogni singolo fattore in presenza di tutti gli altri, si osserva che la percezione positiva dello stato di salute è associata in maniera statisticamente significativa con tutte le caratteristiche considerate: classe di età, sesso, istruzione, difficoltà economiche e presenza di patologie croniche severe.

 

* persone che hanno risposto bene o molto bene alla domanda su come va la propria salute

** almeno una delle seguenti patologie: ictus, infarto, altre malattie cardiovascolari, diabete, malattie respiratorie.

Stato di salute percepito positivamente*

pool Asl - Passi 2009 (n=39.193)

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Stato di salute percepito positivamente

pool Asl - Passi 2009 (%)

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La mappa riporta la situazione relativa alla percentuale di persone che percepiscono positivamente (bene/molto bene) il proprio stato di salute nelle Regioni e Asl che nel 2009 hanno raccolto un campione rappresentativo:

  • il range va dal 56% della Calabria al 79% della P.A. di Bolzano
  • si osservano differenze statisticamente significative nel confronto interregionale.

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 15 kb).

 

 

Giorni non in salute per motivi fisici e psicologici, e giorni con limitazione di attività (numero medio di giorni negli ultimi 30 giorni) pool Asl - Passi 2009

 

 

giorni non in salute negli ultimi 30 giorni

giorni totali*

motivi fisici motivi psicologici

attività limitata

totale

 

5,3

2,9

3

1,3

 

 

 

 

 

 

classi di età

18-34

3,9

1,9

2,3

0,9

 

35-49

5,1

2,6

3

1,1

 

50-69

6,6

4

3,6

1,9

 

 

 

 

 

 

sesso

uomini

3,9

2,2

2

1,1

 

donne

6,6

3,5

3,9

1,6

 

 

 

 

 

 

istruzione

nessuna/elementare

7,6

5,1

4

2,6

 

media inferiore

5,6

3,2

3,2

1,5

 

media superiore

4,6

2,3

2,7

1,1

 

laurea

4,5

2,2

2,6

0,9

 

 

 

 

 

 

difficoltà economiche

molte

8,7

5

5,4

2,8

 

qualche

5,3

2,9

3

1,4

 

nessuna

4,2

2,3

2,3

0,9

 

 

 

 

 

 

malattie severe**

almeno una

9,2

5,8

5,3

3

 

assente

4,4

2,3

2,5

1

* il numero totale di giorni non in salute è calcolato come la somma dei giorni in cattiva salute fisica e quelli in cattiva salute mentale negli ultimi trenta giorni, fino ad un massimo di 30 giorni per intervistato

** almeno una delle seguenti patologie: ictus, infarto, altre malattie cardiovascolari, diabete, malattie respiratorie.

 

Consulta la tabella (xls 15 kb) in formato excel e scarica la tabella completa (file pdf 30 kb).

 

Un intervistato ha sperimentato in media poco più di 5 giorni non in salute negli ultimi 30 giorni: circa 3 giorni per motivi fisici e 3 per motivi psicologici. Ha inoltre sperimentato limitazioni nelle attività abituali per un giorno al mese.

 

I giorni non in salute sono più frequenti nelle donne, nelle persone più anziane e in quelle con livello di istruzione basso. Ancora più frequenti lo sono tra chi riferisce di avere molte difficoltà economiche e chi è affetto da malattie croniche severe.

 

Conclusioni

Circa sette persone su dieci dichiarano di essere in buona salute, ma sia la percezione dello stato di salute che lo stato funzionale peggiora nelle donne, nelle persone in età più avanzata, in quelle meno istruite, per raggiungere il livello più basso nelle persone con molte difficoltà economiche e in quelle affette da patologie croniche gravi. Questi sono i gruppi della popolazione più vulnerabili, che hanno una peggiore qualità della vita in relazione allo stato di salute, consumano più risorse sanitarie e dovrebbero quindi ricevere un’attenzione dedicata nella sorveglianza, nella ricerca e nell’offerta di servizi.

 


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