Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2011: attività fisica

 

A colpo d’occhio

  • In Italia, il 33% delle persone riferisce di effettuare un lavoro pesante o di praticare attività fisica a un livello che può essere definito attivo. Il 37% non effettua un lavoro pesante e pratica attività fisica in quantità inferiore a quanto raccomandato (parzialmente attivo), mentre il 30% si dichiara completamente sedentario, condizione che si conferma associata ad età, livello d’istruzione e difficoltà economiche, sia per gli uomini che per le donne.
  • La prevalenza di sedentari non accenna a ridursi nel corso del 2008-2011, ma si osserva inoltre un chiaro gradiente Nord-Sud con differenze significative nel confronto tra Regioni: la P.A. di Bolzano presenta la percentuale significativamente più bassa di sedentari (1 persona su 10), mentre in Basilicata si registra quella più alta (5 persone su 10).
  • Importante il fattore dell’autopercezione: solo un sedentario su cinque percepisce il proprio livello di attività fisica come sufficiente.
  • Un intervistato su tre riferisce di aver ricevuto dal proprio medico domande relative all’attività fisica effettuata e di aver avuto il consiglio di praticarne di più.

Nota: Nel report nazionale Passi 2011 i dati vengono presentati secondo scelte metodologiche diverse rispetto al passato: le analisi relative alle sezioni indagate da Passi fanno riferimento al quadriennio 2008-2011, questo per fornire un dato maggiormente consolidato; nei commenti alle elaborazioni viene citato anche il dato relativo al 2011, per permettere, laddove le definizioni operative degli indicatori non siano cambiate, confronti con le stime puntuali degli anni precedenti; infine, l’elemento innovativo introdotto nel 2011 è quello dei trend temporali, attraverso l’analisi delle serie storiche, per il quadriennio 2008-2011, costruiti sul pool omogeneo (pool di Asl che hanno partecipato continuativamente alla rilevazione nell’arco di tempo 2008-2011).

 

26 luglio 2012 - L’attività fisica svolta con regolarità induce numerosi benefici per la salute, aumenta il benessere psicologico e previene una morte prematura. In particolare, chi pratica regolarmente l’attività fisica riduce significativamente il rischio di avere problemi di: ipertensione, malattie cardiovascolari, diabete tipo 2, osteoporosi, depressione, traumi da caduta degli anziani, alcuni tipi di cancro, come quello del colon retto, del seno e dell’endometrio (ma esistono prove, seppure ancora incomplete, di una riduzione del rischio anche di cancro del polmone e della prostata).

 

Inoltre, il sovrappeso e l’obesità, problemi ovunque in aumento, sono causati essenzialmente dalla combinazione di sedentarietà e cattiva alimentazione. Il livello di attività fisica raccomandato nella popolazione adulta per ottenere benefici di salute è pari almeno 30 minuti di attività moderata al giorno per almeno 5 giorni alla settimana oppure attività intensa per più di 20 minuti per almeno 3 giorni (consulta la scheda indicatore). È importante che gli operatori sanitari raccomandino lo svolgimento di un’adeguata attività fisica: i loro consigli, in combinazione con altri interventi, possono essere molto utili nell’incrementare i livelli di attività fisica dei loro assistiti.

 

Consulta la scheda indicatore.

 

Attività fisica – pool di Asl 2008-2011 (n=150.344)

 

 

%
(IC95%)

Livello di attività fisica

 

attivo*

33,0

(32,7-33,3)

parzialmente attivo**

36,9

(36,6-37,2)

sedentario***

30,1

(29,8-30,4)

* lavoro pesante oppure adesione alle linee guida (30 minuti di attività moderata per almeno 5 giorni alla settimana, oppure attività intensa per più di 20 minuti per almeno 3 giorni)

** non fa lavoro pesante, ma fa qualche attività fisica nel tempo libero, senza però raggiungere i livelli raccomandati *** non fa un lavoro pesante e non fa nessuna attività fisica nel tempo libero.

 

Sedentari e attivi

Il 33% delle persone intervistate nel periodo 2008-2011 riferisce di effettuare un lavoro pesante o di praticare attività fisica a un livello che può essere definito attivo. Il 37% non effettua un lavoro pesante e pratica attività fisica in quantità inferiore a quanto raccomandato (è dunque parzialmente attivo), mentre il 30% risulta completamente sedentario.

 

Facendo riferimento al solo dato 2011 e a tutte le Asl partecipanti, tra gli adulti di 18-69 anni le persone che si possono definire attive sono il 32,8%, mentre risulta parzialmente attivo il 36,8% delle persone e sedentario il 30,4%.

 

Sedentarietà

La sedentarietà aumenta all’aumentare dell’età ed è più frequente nelle donne, nelle persone che hanno il minor grado di istruzione e molte difficoltà economiche.

 

Sedentari

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche - Passi 2008-2011 (n=150.344)

Pool di Asl: 30,1% (IC95%: 29,8-30,4%)

 

 

Analizzando le caratteristiche socio-demografiche con un’analisi logistica multivariata, separatamente per genere, la sedentarietà si conferma associata ad età, livello d’istruzione e difficoltà economiche, sia per gli uomini che per le donne.

 

Sedentari *

Prevalenze per Regione di residenza – Passi 2008-2011

Pool di Asl: 30,1% (IC95%: 29,8-30,4%)

 

* In Basilicata, Calabria, Lombardia e Sardegna non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 16 kb).

 

Nel periodo 2008-2011 si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra Regioni, con un chiaro gradiente Nord-Sud, a sfavore delle Regioni meridionali. La P.A. di Bolzano presenta la percentuale significativamente più bassa di sedentari (9,4%), mentre in Basilicata si registra quella significativamente più alta (47,2%).

 

Confronti temporali

Considerando solo le Asl che hanno partecipato alla sorveglianza per l’intero periodo 2008-2011 (pool omogeneo), la quota di soggetti inattivi è rimasta sostanzialmente stabile.

 

 

2008

2009

2010

2011

Sedentarietà
(% con IC95%)

29,3
(28,7-29,9)

30,6
(29,9-31,2)

30,4
(29,8-31,1)

30,3
(29,7-30,9)

 

Trend della sedentarietà

 

 

 

Osservando il fenomeno per mese, nel periodo 2008-2011 a livello di pool di Asl omogeneo, non si registra una variazione significativa della prevalenza di sedentari, in nessuna delle tre ripartizioni geografiche.

 

Autopercezione del livello di attività fisica

Non sempre la percezione soggettiva del livello di attività fisica praticata corrisponde a quello dell’attività effettivamente svolta. Nel pool di Asl partecipanti nel 2008-2011, un sedentario su cinque percepisce il proprio livello di attività fisica come sufficiente.

 

Autopercezione del livello di attività fisica

Prevalenze per livello di attività - Pool Asl – Passi 2008-2011

 

 

 

Confronti temporali

Considerando solo le Asl che hanno partecipato alla sorveglianza per l’intero periodo 2008-2011 (pool omogeneo), tra i sedentari, la quota di soggetti che percepisce erroneamente sufficiente il proprio livello di attività fisica è complessivamente diminuita, passando dal 23,7% del 2008 al 18,7% del 2011.

 

 

2008

2009

2010

2011

Autopercezione scorretta di attività fisica nei sedentari
(% con IC95%)

23,7
(22,7-24,7)

19,4
(18,5-20,4)

20,6
(19,6-21,6)

18,7
(17,7-19,7)

 

La promozione dell’attività fisica da parte degli operatori sanitari

 

Il 32% delle persone intervistate nel periodo 2008-2011 riferisce di aver ricevuto domande circa l’attività fisica effettuata e il 32% il consiglio di farla.

 

Attenzione da parte di un operatore sanitario – pool di Asl 2008-2011

 

 

%
(IC95%)

Domanda del medico/operatore sanitario sullo svolgimento di regolare attività fisica*

(% di intervistati a cui è stata posta la domanda sull’attività fisica)

31,5

(31,1-31,8)

Consigliato dal medico/operatore sanitario di fare più attività fisica*

(% intervistati che hanno ricevuto il consiglio di fare più attività fisica)

31,6

(31,2-31,9)

*Vengono escluse le persone che non sono state dal medico negli ultimi 12 mesi.

 

Facendo riferimento al solo dato 2011 e a tutte le Asl partecipanti, il 32% degli adulti di 18-69 anni intervistati riferisce di aver ricevuto l’attenzione del medico e il 33% dichiara di aver avuto il consiglio di praticare più attività fisica.

 

Persone a cui è stata posta la domanda sull’attività fisica*

Prevalenze per Regione di residenza – Passi 2008-2011

Pool di Asl: 31,5% (IC95%: 31,1-31,8%)

 

 

* In Basilicata, Calabria, Lombardia e Sardegna non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella con i dati per Regione (xls 15 kb)

 

Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra le Regioni, con una minore attenzione del medico o dell’operatore sanitario in alcune Regioni meridionali. La prevalenza significativamente più bassa si osserva in Basilicata (23%), mentre quella significativamente più alta nelle Asl della Sardegna (39%).

 

Considerando solo le Asl che hanno partecipato alla rilevazione continuativamente dal 2008 al 2011 (pool omogeneo) la percentuale di soggetti che riferisce attenzione da parte del medico sull’attività fisica è diminuita dal 2008 al 2009, per poi rimanere stabile.

 

Confronti su pool omogenei di Asl 2008-2011

 

 

2008

2009

2010

2011

Attività fisica chiesta dal medico
(% con IC95%)

32,5
(31,8-33,2)

30,5
(29,8-31,2)

30,6
(29,9-31,2)

31,0
(30,4-31,7)

 

Conclusioni

In Italia, l’attività fisica, oltre a essere uno dei punti cardine dei Piani regionali della prevenzione per il triennio 2010-2012, è oggetto di progetti specifici sul territorio (come per esempio in Veneto, in Emilia-Romagna) che ne supportano la promozione tramite iniziative di formazione dedicate agli operatori. È inoltre rilevante che la sorveglianza sia in grado di misurare i progressi nella pratica dell’attività fisica anche in termini di una riduzione delle disuguaglianze sociali, particolarmente accentuate in questo ambito.

 

Per questo, assume rilevanza l’obiettivo del programma Guadagnare Salute di rendere facile al cittadino la scelta del movimento, a partire dall’attenzione alla realizzazione di un ambiente che non lo ostacoli ma che, anzi, lo favorisca.

 

Bibliografia