Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2011: dispositivi per la sicurezza stradale

 

A colpo d’occhio

  • L’83% degli intervistati che hanno viaggiato in auto come guidatore o viaggiatore anteriore dichiara di indossare sempre la cintura di sicurezza.
  • L’uso della cintura posteriore è ancora oggi poco frequente: solo il 19% degli intervistati dichiara di indossarla sempre.
  • Il 94% delle persone che, nei 12 mesi precedenti l’intervista, ha viaggiato su una moto come guidatore o passeggero, dichiara di aver indossato sempre il casco.
  • È presente un gradiente territoriale statisticamente significativo nell’uso dei dispositivi di sicurezza, più frequente nelle Regioni del Nord e del Centro Italia.
  • I gruppi di popolazione che usano maggiormente i dispositivi di sicurezza sono: le persone di età più elevata, le donne e coloro che dichiarano di non aver difficoltà economiche. Oltre a questi gruppi, l’uso della cintura anteriore è più frequente anche tra coloro che hanno un alto livello di istruzione e tra gli stranieri. L’uso della cintura posteriore è più frequente tra coloro che hanno al massimo la licenza elementare. L’uso del casco è più frequente tra gli italiani rispetto agli stranieri e tra le persone con maggiore istruzione.

Nota: Nel report nazionale Passi 2011 i dati vengono presentati secondo scelte metodologiche diverse rispetto al passato: le analisi relative alle sezioni indagate da Passi fanno riferimento al quadriennio 2008-2011, questo per fornire un dato maggiormente consolidato; nei commenti alle elaborazioni viene citato anche il dato relativo al 2011, per permettere, laddove le definizioni operative degli indicatori non siano cambiate, confronti con le stime puntuali degli anni precedenti.

 

22 novembre 2012 - Nel 2011, in Italia, si sono registrati 205.638 incidenti stradali con lesioni a persone: -2,7% rispetto al 2010. I morti, entro il 30° giorno, sono stati 3860 (- 5,6% rispetto al 2010) mentre i feriti ammontano a 292.019 (-3,6% rispetto al 2010). Con questa ulteriore riduzione, l’Italia ha confermato un trend costante del numero di decessi da incidenti stradali che si è ridotto del 45,6%, rispetto al 2001, un trend in linea con la media europea, anzi leggermente migliore. Nonostante questi miglioramenti, gli incidenti stradali, nel 2008, rappresentavano ancora la prima causa di morte per le persone al di sotto dei 40 anni.

 

Gli incidenti stradali sono quindi un fenomeno di primaria importanza sia per le conseguenze sulla salute, sia per la possibilità di ridurne consistentemente numero e gravità.

Per prevenire gli incidenti stradali esistono politiche e interventi (pdf 3,4 Mb) di provata efficacia volti a rendere più sicuri i veicoli, le infrastrutture e le condizioni del traffico, e altre iniziative destinate a ridurre la frequenza della guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti.

 

Tra le misure volte a mitigare le conseguenze degli incidenti stradali, i dispositivi di sicurezza individuali hanno mostrato una grande efficacia pratica. Per questo, gli articoli 171 e 172 del codice della strada dispongono l’obbligo dell’uso del casco per chi va in moto e delle cinture di sicurezza per chi viaggia in auto. In più, è obbligatorio che i minori viaggino assicurati con dispositivi appropriati all’età e alla taglia: seggiolini di sicurezza e adattatori.

 

Gli indicatori Passi misurano la frequenza di uso dei dispositivi di sicurezza in base a quello che gli intervistati dichiarano circa il loro comportamento abituale.

 

Uso dei dispositivi di sicurezza – pool di Asl 2008-11

 

 

%
(IC 95%)

Cintura anteriore *

(Persone che dichiarano di utilizzare sempre la cintura anteriore)

83,1

(82,9-83,4)

Cintura posteriore sempre*

(Persone che dichiarano di utilizzare sempre la cintura posteriore)

19,1

(18,9-19,4)

Casco sempre*

(Persone che dichiarano di utilizzare sempre il casco)

94,3

(93,9-94,6)

* percentuale calcolata su tutta la popolazione, escluso chi non viaggia in moto o automobile.

 

Gli intervistati che hanno viaggiato in auto come guidatore o viaggiatore anteriore dichiarano, nell’83% dei casi, di indossare sempre la cintura di sicurezza; invece, l’uso della cintura posteriore è ancora oggi poco frequente: solo il 19% degli intervistati, infatti, dichiara di indossarla sempre.

 

Il 94% degli intervistati che, nei 12 mesi precedenti l’intervista, ha viaggiato su una moto come guidatore o passeggero, dichiara di aver indossato sempre il casco.

 

Per quanto riguarda il solo 2011, l’84% degli intervistati che viaggia su di una auto dichiara di indossare la cintura anteriore e il 20% quella posteriore. Per i viaggiatori di moto, nel 2011 il 95% riferisce l’uso del casco.

 

L’uso dei dispositivi di sicurezza

È presente un gradiente territoriale statisticamente significativo nell’uso dei dispositivi di sicurezza, più frequente nelle Regioni del Nord e del Centro Italia.

 

Uso della cintura anteriore

Prevalenze per Regione di residenza Passi 2008-11

Pool di Asl: 83,1% (IC95%: 82,9%-83,4%)

 

 

Scarica la tabella con i dati per Regioni (xls 17 Kb).

 

Uso della cintura posteriore

Prevalenze per Regione di residenza Passi 2008-11

Pool di Asl: 19,1% (IC95%: 18,9%-19,4%)

 

Scarica la tabella con i dati per Regioni (xls 17Kb).

 

Uso del casco

Prevalenze per Regione di residenza - Passi 2008-11

Pool di Asl: 94,3% (IC95%: 93,9%-94,6%)

 

 

Scarica la tabella con i dati per Regioni (xls 17 kb).

 

Per tutti i dispositivi di sicurezza, i dati mostrano un gradiente Nord-Sud.

Per quanto riguarda l’uso della cintura anteriore in auto, nelle Regioni del Nord, in alcune Regioni del Centro e in Sardegna, 9 intervistati su 10 hanno dichiarato di usare sempre la cintura quando viaggiano sui sedili anteriori dell’auto, mentre nelle Regioni del Sud e in Sicilia, da 7 a 8 intervistati su 10 hanno riferito un uso sistematico.

 

Nettamente meno frequente è l’uso della cintura posteriore, con le perfomance migliori registrate nelle Regioni del Nord-Est in cui più di 3 intervistati su 10 dichiarano di indossarla sempre. Nelle Regioni del Sud (come Sicilia, Puglia, Campania) ma anche al Centro (come nel Lazio), solo un intervistato su 10 ne riferisce un uso regolare.

 

L’uso del casco è molto frequente anche se non ancora generalizzato nella maggior parte delle Regioni. Le Regioni in cui l’uso è meno frequente sono quelle meridionali, in particolare la Calabria e la Puglia in cui la frequenza di uso è pari all’82%.

 

Confronti temporali

Confronti su pool omogeneo di Asl 2008-11

 

 

2008

2009

2010

2011

Uso della cintura anteriore
(% con IC95%)

82,9
(82,3-83,4)

82,4
(81,8-82,9)

82,7
(82,1-83,2)

84,2
(83,7-83,3)

Uso della cintura posteriore
(% con IC95%)

18,9
(18,4-19,4)

18,5
(18,0-19,0)

18,5
(18,0-19,1)

19,4
(18,9-20,0)

Uso del casco
(% con IC95%)

93,6
(92,9-94,3)

94,8
(94,1-95,4)

95,0
(94,3-95,7)

94,8
(94,1-95,5)

 

Considerando solo le Asl che hanno partecipato alla sorveglianza per l’intero periodo 2008-2011 (pool omogeneo), si può osservare un aumento significativo solo per l’utilizzo della cintura anteriore.

 

I gruppi della popolazione che usano più frequentemente i dispositivi di sicurezza

I gruppi della popolazione che usano maggiormente i dispositivi di sicurezza sono: le persone di età più elevata, le donne e coloro che dichiarano di non aver difficoltà economiche. Oltre a questi gruppi, l’uso della cintura anteriore è più frequente anche tra coloro che hanno un alto livello di istruzione e tra gli stranieri.

 

Invece, l’uso della cintura posteriore è più frequente tra coloro che hanno al massimo la licenza elementare.

 

Infine, l’uso del casco, è più frequente tra gli italiani rispetto agli stranieri e tra le persone con maggiore istruzione.

 

Conclusioni

La sicurezza stradale in Italia ha fatto grandi passi avanti nell’ultimo decennio, portandoci a sfiorare il raggiungimento degli obiettivi di salute che erano stati stabiliti nel libro bianco del 2001 sulla politica dei trasporti fino al 2011, in cui l’Unione europea si proponeva di dimezzare la mortalità da incidenti stradali nel decennio. Tra le varie misure adottate per rendere più sicuri veicoli, infrastrutture e comportamenti, importante è l’uso generalizzato dei dispositivi di sicurezza in auto e moto.

 

I dati Passi sull’uso di cinture e casco di sicurezza misurano i comportamenti abituali dichiarati dagli intervistati. Le percentuali ottenute, quando interpretate come indicatori dell’adesione alle raccomandazioni e alla legge dell’obbligo di usare i dispositivi, forniscono in genere un quadro più favorevole di quanto esso sia nella realtà. La sovrastima è variabile a seconda del dispositivo e del contesto. Tuttavia i dati Passi mostrano una variabilità per Regione simile a quella delle stime tratte dal sistema Ulisse (pdf 3,8 Mb), una sorveglianza basata sull’osservazione diretta dei comportamenti dei conducenti e viaggiatori sui veicoli a motore.

 

Dai dati emerge una grande differenza nell’uso dei tre dispositivi:

  • l’uso del casco in moto è quasi generale, soprattutto in alcune Regioni
  • l’uso della cintura anteriore in auto è frequente
  • solo una minoranza di chi viaggia sui sedili posteriori di un’auto dichiara di indossare la cintura (e negli ultimi anni la situazione non è migliorata in modo sostanziale).

Gli sforzi volti a generalizzare l’uso dei dispositivi di sicurezza dovrebbero essere aumentati soprattutto in alcune Regioni del Sud e del centro Italia. In queste Regioni, dovrebbero essere implementati gli interventi che hanno mostrato efficacia nell’aumentare l’uso dei dispositivi di sicurezza. Questi interventi ricadono in parte, sotto la responsabilità delle forze dell’ordine, come nel caso dei programmi specifici di applicazione intensiva delle norme del codice della strada, relative all’obbligo di indossare i dispositivi di sicurezza.

 

Nel nuovo libro bianco (pdf 1,2 Mb), in cui è riportata la strategia disegnata dalla Commissione dell’Unione europea per il sistema dei trasporti fino al 2050, è presentata la visione di «zero vittime» nel trasporto su strada, con l’obiettivo intermedio di dimezzare il numero di vittime entro il 2020. In questo quadro, l’uso dei dispositivi di sicurezza in Italia dovrà essere generalizzato.

 

Il Piano della prevenzione 2010-2012 prevede una intensificazione degli sforzi del sistema sanitario per cooperare con gli organi che operano per aumentare l’uso dei dispositivi di sicurezza.