Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2011: screening mammografico

 

A colpo d’occhio

  • Nel periodo 2008-11, Passi rileva che mediamente 7 donne su 10 di età compresa fra 50 e 69 anni si sottopongono a mammografia preventiva, nei tempi raccomandati.
  • I programmi di screening organizzati favoriscono una maggior adesione della popolazione target: 5 donne su 10 aderiscono ai programmi organizzati mentre 2 fanno prevenzione su iniziativa personale.
  • Significativa la variabilità territoriale a netto svantaggio delle donne residenti nelle Regioni meridionali, soprattutto dovuta da una più bassa copertura dei programmi organizzati.
  • Il sottoporsi a una mammografia preventiva, secondo quanto raccomandato dalle linee guida, è più frequente nelle donne coniugate o conviventi, con un livello di istruzione più elevato e senza difficoltà economiche. La copertura tra le donne italiane è più alta rispetto alle straniere (70% vs 58%).
  • I programmi di screening organizzati riducono le diseguaglianze e nell’ambito di questi la lettera di invito, in associazione al consiglio di un operatore sanitario, sembra lo strumento più efficace per promuoverne l’adesione.

Nota: Nel report nazionale Passi 2011 i dati vengono presentati secondo scelte metodologiche diverse rispetto al passato: le analisi relative alle sezioni indagate da Passi fanno riferimento al quadriennio 2008-2011, questo per fornire un dato maggiormente consolidato; nei commenti alle elaborazioni viene citato anche il dato relativo al 2011, per permettere, laddove le definizioni operative degli indicatori non siano cambiate, confronti con le stime puntuali degli anni precedenti; infine, l’elemento innovativo introdotto nel 2011 è quello dei trend temporali, attraverso l’analisi delle serie storiche, per il quadriennio 2008-2011, costruiti sul pool omogeneo (pool di Asl che hanno partecipato continuativamente alla rilevazione nell’arco di tempo 2008-2011).

 

26 settembre 2012 - Secondo le stime dell’Istituto superiore di sanità, basate sui dati raccolti dai Registri Tumori, il tumore della mammella è, tra le donne, la neoplasia di gran lunga più frequente, pari nel 2010 (ultimo dato disponibile) a oltre il 40% di tutti i tumori maligni che colpiscono il sesso femminile. Il rischio di sviluppare il tumore della mammella nel corso della vita non è trascurabile e si stima che circa 1 donna su 11 ne verrà colpita. Le stime di incidenza parlano di 39.781 nuove diagnosi nel 2010 e ben 488.200 casi prevalenti, donne che ne sono affette. Tuttavia, grazie alla diagnosi precoce e all’efficacia delle cure la sopravvivenza delle donne affette da tumore della mammella è migliorata sensibilmente; la mortalità per cancro alla mammella si è ridotta notevolmente e un numero sempre crescente di pazienti sopravvive a 5 anni dalla diagnosi: la sopravvivenza stimata a 5 anni è pari all’87%. Per approfondire i dati, consulta il Rapporto Airtum 2011 “La sopravvivenza dei pazienti oncologici in Italia” (pdf 1,7 Mb).

 

Rilevante, nel ridurre la mortalità e migliorare la sopravvivenza per questa patologia, è stata l’introduzione e la pratica di interventi per la diagnosi precoce, come lo screening mammografico. È dimostrato che la variabilità territoriale nella sopravvivenza al tumore della mammella rispecchia gli investimenti sostenuti per questo tipo di interventi di prevenzione.

 

La mortalità per cancro della mammella si riduce sensibilmente tra le donne che praticano la mammografia ogni due anni, a partire dai 50 fino ai 69 anni di età. Per questa ragione, in Italia, il ministero della Salute raccomanda ai servizi sanitari (vedi il documento completo, pdf 1,6 Mb, e il vademecum, pdf 1,7 Mb) l’esecuzione di screening di popolazione, cioè un programma organizzato che ogni due anni inviti regolarmente le donne tra 50 e 69 anni a eseguire la mammografia. Indipendentemente da questi programmi, la mammografia viene effettuata anche su iniziativa personale della donna, nell’ambito del rapporto con il proprio ginecologo o in altri contesti. L’Osservatorio nazionale screening, che ha il compito di seguire l’andamento di questi programmi, stima che nel 2010 sono state circa 2,5 milioni (l’87% della popolazione target) le donne italiane di 50-69 anni, residenti in aree dove era attivo un programma di screening organizzato.

 

Il sistema Passi rileva, richiedendolo direttamente alle donne tra 50 e 69 anni, se e quando è stata effettuata la mammografia e se è stata eseguita all’interno del programma di screening organizzato dalla Asl oppure su iniziativa personale. Nella lettura dei dati Passi, l’adesione al programma di screening mammografico organizzato dalle Asl è ricavata con una domanda sul costo sostenuto per l’esecuzione della mammografia. Quindi rientrano nel programma di screening organizzato tutte quelle donne di 50-69 anni che dichiarano di essersi sottoposte negli ultimi due anni dalla data di intervista, a mammografia a scopo preventivo, ovvero in assenza di segni e sintomi (come previsto dalle linee guida nazionali e internazionali), con costo a totale carico della Asl. Invece, le donne che hanno sostenuto l’intero costo della mammografia, o il costo del ticket, rientrano in programmi di prevenzione individuale, come scelta personale.

 

La copertura

 

Mammografia eseguita negli ultimi due anni – Donne 50-69enni

Prevalenze per macroarea geografica di residenza - Passi 2008-11

Pool Asl: 69,8% (69,1-70,5%)

 

 

Nelle Asl che hanno partecipato al Passi nel periodo 2008-11, quasi il 70% delle donne intervistate di 50-69 anni riferisce di aver effettuato una mammografia a scopo preventivo nel corso dei due anni precedenti l’intervista. Questa percentuale è più alta al Nord (81%) ed è significativamente più bassa al Centro (76%) e, soprattutto, al Sud e nelle Isole (51%). La mammografia a scopo preventivo viene effettuata in gran parte nell’ambito dei programmi organizzati dalle Asl e il 50% della popolazione target femminile aderisce ai programmi offerti dalle Aziende sanitarie locali (dal 24% della Campania al 71% di Toscana, Emilia-Romagna e P.A. di Bolzano). A questa percentuale di donne si aggiunge il 19% di donne che si sottopone a mammografia preventiva su iniziativa personale, ovvero al di fuori dei programmi di screening organizzati. Tuttavia la percentuale di donne che fa prevenzione individuale varia notevolmente fra le Regioni: per esempio, riguarda solo il 5% delle donne residenti in Basilicata e ben il 35% delle donne residenti in Liguria.

 

Facendo riferimento al solo dato 2011 e a tutte le Asl partecipanti, non vi sono sostanziali differenze con i risultati medi di quadriennio: complessivamente il 70% delle donne 50-69enni si è sottoposto a test di screening mammografico, secondo i tempi raccomandati: una quota pari al 50% lo ha fatto nell’ambito dei programmi di screening organizzati, mentre il 20% lo ha fatto come prevenzione individuale.

 

Confronti regionali

 

Mammografia eseguita negli ultimi due anni - Donne 50-69enni

Prevalenze per Regione di residenza – Passi 2008-11

Pool Asl: 69,8% (69,1-70,5%)

Scarica la tabella (xls 24,5 kb) con i dati regionali del 2008-11 relativi alla copertura dello screening mammografico.

 

Relativamente ai dati di quadriennio 2008-2011, significativa risulta la variabilità regionale nella prevalenza di donne 50-69enni che effettua il test di screening mammografico, nei tempi raccomandati (nell’ambito di programmi organizzati o su iniziativa personale) con un chiaro gradiente Nord-Sud, a sfavore delle Regioni meridionali. La Regione Emilia-Romagna presenta la percentuale significativamente più alta di donne 50-69enni che si sottopongono a una mammografica preventiva (84,8%), mentre in Campania si registra la percentuale più bassa (44,1%).

 

Confronti temporali

Considerando solo le Asl che hanno partecipato alla sorveglianza per l’intero periodo 2008-2011 (pool omogeneo), la quota di donne 50-69enni che ha eseguito lo screening mammografico secondo le linee guida è rimasta stabile nel tempo.

 

 

2008

2009

2010

2011

Mammografia eseguita negli ultimi due anni - Donne 50-69enni

(% con IC95%)

70,6

(69,2-72,0)

68,9

(67,4-70,4)

70,8

(69,4-72,2)

70,9

(69,5-72,3)

 

Trend del test di screening mammografico

 

 

Osservando il fenomeno per mese, nel periodo 2008-2011 a livello di pool di Asl omogeneo, non si registra una variazione significativa nella prevalenza di donne che fa prevenzione del tumore della mammella, secondo quanto raccomandato, ad eccezione di quelle residenti nelle Asl del Centro, fra le quali si rileva un incremento.

 

Fattori predittivi individuali di adesione al test di screening

L’effettuazione di una mammografia preventiva, secondo quanto raccomandato dalle linee guida, è più frequente nelle donne di 50-59 anni, in quelle coniugate o conviventi, con un livello di istruzione più elevato e senza difficoltà economiche. La copertura tra le donne italiane è più alta rispetto alle straniere (70% vs 58%). L’analisi multivariata conferma l’associazione con l’età, la convivenza, il livello di istruzione e lo status economico.

 

Mammografia eseguita negli ultimi due anni - Donne 50-69enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche – Passi 2008-11 (n=28.337)

Pool Asl: 69,8% (69,1-70,5%)

 

 

Confrontando le caratteristiche socio-demografiche delle donne che hanno aderito ai programmi di screening organizzati dalla Asl con quelle delle donne che si sono sottoposte a una mammografia preventiva come iniziativa individuale, si nota che:

  • la percentuale di donne che praticano l’esame all’interno del programma di screening della Asl è maggiore tra le classi più anziane (60-69 anni). Al contrario, l’esame come scelta personale è effettuato con maggiore frequenza dalle donne più giovani (50-59 anni)
  • le differenze per stato civile, convivenza e difficoltà economiche si confermano sia fra le donne che aderiscono ai programmi organizzati che fra donne che fanno prevenzione individuale ma tra le donne che aderiscono ai programmi organizzati la forbice si riduce
  • le donne meno istruite utilizzano più frequentemente lo screening organizzato, rispetto alla prevenzione individuale.

Mammografia eseguita negli ultimi due anni all’interno di programmi di screening organizzati – Donne 50-69enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche – Passi 2008-11 (n=27.845)

Pool di Asl: 50,4% (49,7-51,1%)

 

Mammografia eseguita negli ultimi due anni al di fuori di programmi di screening organizzati – Donne 50-69enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche – Passi 2008-11 (n=27.845)

Pool di Asl: 18,8% (18,2-19,4%)

 

 

Periodicità di esecuzione del test di screening mammografico

 

Periodicità di esecuzione della mammografia

Distribuzione percentuale – Passi 2008-11 (n=28.337)

 

Relativamente al 70% delle donne che si è sottoposta a screening mammografico nei due anni precedenti l’intervista, una quota pari al 40% ha riferito di averlo fatto nell’ultimo anno, più frequentemente di quanto atteso, dal momento che lo screening è raccomandato con cadenza biennale. Non trascurabile la quota delle donne 50-69enni che non pratica una prevenzione ottimale del tumore della mammella o non lo fa affatto: il 17% si è sottoposta a mammografia preventiva più di due anni prima e il 13% riferisce di non averlo mai fatto.

 

La promozione e l’efficacia dello screening mammografico

Nel 2008-2011 la maggior parte (91%) delle donne 50-69enni intervistate è stata raggiunta da almeno un intervento di promozione dello screening mammografico. L’efficacia della promozione dello screening cresce all’aumentare del numero di input ricevuti (lettera della Asl, consiglio, campagna informativa) e le donne raggiunte da diversi interventi di promozione più frequentemente di altre si sottopongono a screening nei tempi raccomandati: l’82% delle donne 50-69enni che ha ricevuto la lettera di invito associata al consiglio di un operatore sanitario si è sottoposta a screening mammografico, contro il 25% di quelle non raggiunte da alcun intervento. Le donne che sono state raggiunte da tutti e tre gli interventi di promozione (lettera, consiglio del medico e campagna informativa) eseguono il test di screening nell’83% dei casi, migliorando non di molto la copertura dello screening. Alla luce di questi dati, la combinazione di interventi più efficace sembrerebbe l’invito con lettera dalla Asl in associazione al consiglio del medico/operatore sanitario.

 

Facendo riferimento al solo dato 2011 e a tutte le Asl partecipanti, il 76% delle donne che ha ricevuto la lettera di invito e il consiglio del medico ha effettuato un test mammografico, contro il 23% di quelle che non hanno ricevuto alcun intervento.

 

Efficacia degli interventi di promozione per l’esecuzione della mammografia secondo le linee guida - Donne 50-69enni

Prevalenze per tipo di interventi di promozione – Passi 2008-11

 

Le motivazioni per la mancata esecuzione della mammografia preventiva

Nel periodo di rilevazione 2008-11, nel pool nazionale di Asl partecipanti , il 30% delle donne 50-69enni non ha praticato una prevenzione ottimale per quanto riguarda il cancro della mammella o perché non ha mai eseguito una mammografia preventiva (13%) o perché l’ha eseguita più di due anni prima (17%). Diverse le motivazioni fornite per la mancata esecuzione del test di screening. La risposta più frequente è: «penso di non averne bisogno», che potrebbe essere interpretata come una errata percezione del rischio.

 

Motivazione della non effettuazione della mammografia secondo le linee guida - Donne 50-69enni*

Distribuzione percentuale - Passi 2008-11 (n=6.924)

 

 

*Esclusi i non so/non ricordo.

 

Esecuzione di mammografia prima dei 50 anni

L’età media della prima mammografia è 45 anni, ma il ricorso allo screening è comunque frequente prima dei 50 anni. Tra 40-49 anni, il 63% delle donne ha dichiarato di aver effettuato almeno una volta nella vita la mammografia a scopo preventivo, ma questo è meno frequente tra le donne non coniugate o non conviventi, tra quelle con basso livello d’istruzione, con difficoltà economiche e con cittadinanza straniera. L’analisi multivariata conferma l’associazione con lo stato civile, l’istruzione, le difficoltà economiche e la cittadinanza. Inoltre, le donne tra 40 e 49 anni che hanno praticato almeno una mammografia preventiva sono il 67% al Nord, il 68% al Centro e il 54% al Sud.

 

Mammografia eseguita almeno una volta nella vita - Donne 40-49enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche - – Passi 2008-11 (n=17.864)

Pool di Asl: 62,8% (61,9-63,7%)

 

 

Conclusioni

I programmi di screening organizzati favoriscono una maggior adesione della popolazione target e riducono le diseguaglianze. In particolar modo, la lettera di invito, in associazione al consiglio dell’operatore sanitario, sembra lo strumento più efficace. Nel periodo 2008-11, Passi rileva una significativa variabilità regionale nella prevalenza di donne 50-69enni che effettua il test di screening mammografico, nei tempi raccomandati (nell’ambito di programmi organizzati o su iniziativa personale), con un chiaro gradiente Nord-Sud, a sfavore delle Regioni meridionali. La mammografia è spesso praticata già prima dei 50 anni, età per cui il rapporto tra benefici e rischi è apparentemente minore e aumentano i costi per anno di vita salvata. È proprio per questi motivi, del resto, che le attuali raccomandazioni prevedono che le Asl offrano lo screening prima dei 50 anni, ma solo dopo aver raggiunto una protezione ottimale per le donne tra 50 e 69.

 

Rispetto alla diagnosi precoce del cancro del seno, nel nostro Paese c’è un grande dibattito su due questioni rilevanti:

  • l’età a cui iniziare lo screening
  • se sia più conveniente l’offerta della mammografia ogni due anni a tutte le donne tra 50 e 69 anni, oppure un approccio personalizzato che possa includere molteplici esami (per esempio, l’ecografia), in base alle esigenze della donna.

Risorse utili