Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2011: vaccinazione antirosolia

 

A colpo d’occhio

  • Dalle 13 Regioni che hanno aderito in modo continuativo, dal 2008 al 2011, al modulo opzionale sulla vaccinazione antirosolia emerge con forza la scarsa consapevolezza fra le donne in età fertile del problema legato all’infezione rubeolica in gravidanza. La quota di donne suscettibili alla rosolia (perché non vaccinate e con rubeotest negativo) può sembrare relativamente contenuta (pari al 2-3%), tuttavia molto alta è la quota di donne che non sono a conoscenza del proprio stato immunitario nei confronti della rosolia (pari a 1/3 che raggiunge i 2/3 in alcune Regioni).
  • Anche la copertura vaccinale varia significativamente fra le Regioni, con valori che vanno dall’11% della Basilicata al 61% del Veneto.
  • L’ampia variabilità territoriale che i dati mostrano dovrebbe suscitare una riflessione da parte dei servizi di prevenzione.

 

20 dicembre 2012 - La rosolia è una malattia benigna dell’età infantile che, se è contratta dalla donna in gravidanza, può essere causa di aborto spontaneo, feti nati morti o con gravi malformazioni fetali (sindrome della rosolia congenita).

 

In Italia, nel 2011 è stato approvato il nuovo Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita (pdf 928 kb) che fissa per il 2015 l’eliminazione dei casi di rosolia endemica e la riduzione dell’incidenza dei casi di rosolia congenita a <1 caso ogni 100 mila nati vivi. Il documento definisce inoltre la sorveglianza del Piano, raccomandando a ogni Regione un’analisi di contesto in cui stimare annualmente la quota di malattia prevenibile a livello locale, le dimensioni della popolazione target, la copertura vaccinale da raggiungere per l’anno e la descrizione delle risorse messe a disposizione.

 

Con le stime di copertura vaccinale nelle donne in età fertile, la prevalenza delle donne tuttora suscettibili alla rosolia e la quota delle donne ignare del proprio stato immunitario, Passi misura i progressi effettuati per la protezione della salute riproduttiva dai rischi di rosolia in gravidanza.

 

Il modulo del questionario Passi sulla vaccinazione antirosolia è un modulo opzionale, somministrato continuativamente nel quadriennio 2008-11 soltanto nelle 13 Regioni rappresentate nel grafico.

 

Donne vaccinate per la rosolia

 

Donne in età fertile vaccinate – Donne 18-49 anni

Prevalenze per Regione di residenza – Passi 2008-11*

*In Calabria i risultati fanno riferimento al periodo 2009-2011.

 

Scarica la tabella (xls 29 kb) con i dati per Regione.

 

Si osserva chiaramente che le percentuali di copertura vaccinale variano in maniera statisticamente significativa nelle diverse Regioni, con valori che vanno dall’11% della Basilicata al 61% del Veneto.

 

Donne vaccinate per età

Si conferma per ogni Regione che la percentuale di donne vaccinate è maggiore nelle generazioni più giovani. Nella classe di età 18-24 è massima, grazie al recupero straordinario previsto dal Piano di eliminazione con l’offerta della vaccinazione nell’adolescenza, mentre nelle generazioni successive la percentuale di vaccinate per la rosolia diminuisce gradualmente.

 

Donne suscettibili alla rosolia o non consapevoli del proprio stato immunitario

 

Donne 18-49 anni suscettibili alla rosolia o non consapevoli del proprio stato immunitario

Prevalenze per Regione di residenza – Passi 2008-11*

 

 

*In Calabria i risultati fanno riferimento al periodo 2009-2011.

 

Scarica la tabella (xls 36 kb) con i dati per Regione.

 

La percentuale di donne suscettibili alla rosolia o non consapevoli del proprio stato immunitario varia in maniera statisticamente significativa tra le diverse Regioni, con percentuali che vanno dal 63% della Basilicata al 28% del Veneto.

 

Conclusioni e raccomandazioni

Dai risultati presentati emerge che la quota di donne in età fertile suscettibili alla rosolia, perché non vaccinate e con rubeotest negativo, è relativamente contenuta perché non supera il 2-3%, ma relativamente alta risulta la quota di coloro che sono inconsapevoli del proprio stato immunitario nei confronti della rosolia. La scarsa consapevolezza delle donne del problema legato all’infezione rubeolica in gravidanza emerge con forza da questi risultati: dalle 13 Regioni che hanno raccolto continuativamente queste informazioni emerge che almeno una donna su tre (dato che in alcune Regioni perfino raddoppia e raggiunge il 65%) non è a conoscenza del proprio stato immunitario verso la rosolia; le differenze tra Regioni sono grandi e dovrebbero suscitare una riflessione da parte dei responsabili dei servizi di prevenzione.