Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2011: depressione

Il Gruppo tecnico Passi ringrazia Antonella Gigantesco (reparto Salute mentale, Cnesps-Iss) per la collaborazione alla stesura di questo capitolo del rapporto nazionale.

 

A colpo d’occhio

  • Nel periodo 2008-2011, la sorveglianza Passi rileva che il 7% degli adulti riferisce sintomi di depressione. I sintomi restano frequenti e poco più della metà delle persone colpite si rivolge a professionisti o a persone care per ricevere aiuto.
  • I sintomi depressivi sono frequenti negli adulti, soprattutto tra le donne e nelle persone con condizioni sociali e di salute vulnerabili.
  • Nel confronto tra Regioni si osservano differenze statisticamente significative: la P.A. di Bolzano presenta la percentuale significativamente più bassa di persone con sintomi di depressione mentre nelle Asl partecipanti della Calabria, in Umbria e Sardegna si registra quella significativamente più alta.
  • Le persone con sintomi di depressione riportano un sensibile peggioramento della qualità della vita e limitazioni nelle attività quotidiane.

Nota: Nel report nazionale Passi 2011 i dati vengono presentati secondo scelte metodologiche diverse rispetto al passato: le analisi relative alle sezioni indagate da Passi fanno riferimento al quadriennio 2008-2011, questo per fornire un dato maggiormente consolidato; nei commenti alle elaborazioni viene citato anche il dato relativo al 2011, per permettere, laddove le definizioni operative degli indicatori non siano cambiate, confronti con le stime puntuali degli anni precedenti.

 

18 ottobre 2012 - Il disturbo depressivo maggiore è un disturbo che si presenta con tono dell’umore particolarmente basso per un periodo abbastanza lungo, sofferenza psicologica, fatica nel prendersi cura del proprio aspetto e della propria igiene, riduzione e peggioramento delle relazioni sociali, tendenza all’isolamento, difficoltà sul lavoro o a scuola, peggioramento del rendimento. I sintomi più frequenti sono: stato d’animo di tristezza, abbattimento; perdita di piacere ed interesse; cambiamenti nell’appetito; disturbi del sonno; agitazione, irrequietezza o al contrario rallentamento; riduzione dell’energia, facile stanchezza e spossatezza; senso di valere poco, senso di colpa eccessivo; difficoltà di concentrazione, incapacità di pensare lucidamente; pensieri ricorrenti che non vale la pena di vivere o pensieri di morte e di suicidio. In genere una persona depressa ha i sintomi appena riportati, non necessariamente tutti, ma dovrebbe averne almeno uno dei primi due e almeno 5 complessivamente.

 

In Europa, il solo disturbo depressivo maggiore rende conto del 6% del carico (burden) totale di sofferenza e disabilità legato alle malattie. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, attualmente questo disturbo è al terzo posto in ordine di importanza per il carico che provoca e, se non verrà contrastato, salirà al secondo entro il 2020 e al primo entro il 2030. Da un punto di vista di salute pubblica, quindi, il disturbo depressivo maggiore costituisce uno dei problemi più seri e una delle maggiori fonti di carico assistenziale e di costi per il Servizio sanitario nazionale.

 

Più episodi di depressione maggiore si sono avuti, più è facile averne di nuovi: circa il 50% delle persone, dopo avere avuto un primo episodio di depressione ne ha un secondo; dopo tre episodi, la probabilità di averne un quarto è del 90%. Nelle sue manifestazioni estreme il disturbo depressivo maggiore può portare al suicidio, a causa del quale muoiono in Italia circa 4 mila persone ogni anno.

 

In Italia, secondo le stime dello studio epidemiologico europeo sulla prevalenza dei disturbi mentali Esemed, ogni anno oltre un milione e mezzo di adulti soffrono di un disturbo depressivo. Passi pone sotto sorveglianza i sintomi depressivi fondamentali (i sintomi di umore depresso e perdita di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività) utilizzando un test validato, il Patient Health Questionnaire-2 (Phq-2) strumento di screening derivato dal Patient Health Questionnaire-9 con soddisfacente sensibilità e specificità. In ambito clinico il Phq-2 consente di individuare le persone con probabile disturbo depressivo da indirizzare ai servizi specialistici, unico contesto possibile per fare diagnosi di un disturbo depressivo. In ambito di sorveglianza il Phq-2 consente di individuare le persone con probabile disturbo depressivo, misurarne la prevalenza e l’associazione con determinanti, patologie croniche e rischi comportamentali.

 

Sintomi di depressione – pool di Asl 2008-11

 

 

%

(IC95%)

Sintomi di depressione nelle due settimane precedenti l’intervista

6,8

(6,7-7,1)

Ha cercato aiuto da qualcuno

58,3

(57,0-59,6)

La richiesta di aiuto per sintomi di depressione

 

medico/operatore sanitario

32,2

famiglia/amici

18,0

entrambi

8,1

nessuno

41,7

 

Nel periodo di rilevazione 2008-2011, il 7% degli adulti riferisce sintomi di depressione. I sintomi restano frequenti e poco più della metà delle persone colpite riesce a rivolgersi a professionisti o a persone care per ricevere aiuto.

 

Facendo riferimento al solo dato 2011 e a tutte le Asl partecipanti, tra gli adulti di 18-69 anni le persone che presentano sintomi di depressione sono il 7%.

 

Le caratteristiche delle persone con sintomi di depressione

 

Sintomi di depressione

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche - Passi 2008-2011 (n=42.893)

Pool di Asl: 6,8% (IC 95%: 6,7-7,1)

 

 

*Almeno una delle seguenti patologie: ictus, infarto, altre malattie cardiovascolari, diabete, malattie respiratorie, tumori, malattie croniche del fegato.

 

I sintomi di depressione risultano più frequenti in:

  • persone di età più avanzata
  • donne
  • chi ha un basso livello di istruzione
  • persone con molte difficoltà economiche
  • coloro che non lavorano regolarmente
  • individui affetti da una o più malattie croniche
  • coloro che vivono da soli.

Tenendo conto delle interazioni tra questi fattori con un’analisi multivariata, si conferma l’associazione dei sintomi di depressione con il sesso, il livello di istruzione, le difficoltà economiche, lo stato lavorativo, la presenza di malattie croniche e il vivere da soli. Non è invece confermata l’associazione con l’età.

 

Sintomi di depressione

Prevalenze per Regione di residenza – Passi 2008-2011

Pool di Asl: 6,8% (IC 95%: 6,7-7,1)

 

 

* La Basilicata, la Calabria, la Lombardia, la Sardegna e il Veneto partecipano con alcune Asl.

 

Nel periodo 2008-2011 si osservano differenze statisticamente significative nel confronto tra Regioni. La P.A. di Bolzano presenta la percentuale significativamente più bassa di persone con sintomi di depressione (3%), nelle Asl partecipanti della Calabria, in Umbria e Sardegna si registra quella significativamente più alta (10%).

 

Scarica la tabella con i dati regionali (xls 16 kb).

 

Le conseguenze dei sintomi di depressione sulla qualità della vita

Un terzo di chi riferisce sintomi di depressione (33%) descrive il proprio stato di salute come “buono” o “molto buono”, contro il 70% delle persone senza sintomi depressivi. Tra le persone che dichiarano sintomi di depressione, è significativamente più alta sia la media di “giorni in cattiva salute fisica e mentale” sia quella dei “giorni con limitazioni di attività”.

 

Giorni in cattiva salute fisica, mentale e giorni con limitazione di attività, nei 30 giorni precedenti

Media per presenza di sintomi di depressione – Passi 2008-2011

 

 

A chi si rivolgono le persone con sintomi di depressione

Tra le persone con sintomi di depressione, quasi il 60% si è rivolto a qualcuno: il 32% a un medico, il 18% ai propri familiari e l’8% sia a un operatore sanitario sia a persone care. Gli uomini riferiscono più raramente di aver chiesto aiuto (53% contro il 61% delle donne).

 

Conclusioni

I sintomi depressivi sono frequenti negli adulti, soprattutto tra le donne e nelle persone con condizioni sociali e di salute vulnerabili. Il dato sull’associazione con le difficoltà economiche, risultate essere il fattore di rischio più rilevante e deve far riflettere soprattutto in un periodo, come quello attuale, di grave crisi economica mondiale e possibili scenari futuri non rassicuranti.

 

Le persone con sintomi di depressione riportano un sensibile peggioramento della qualità della vita e limitazioni nelle attività quotidiane. Poiché, inoltre, affrontare il problema con qualcuno rappresenta ancora una difficoltà, qualora i servizi Asl per persone con sintomi di depressione siano presenti e accessibili è raccomandato che medici di famiglia e altri operatori sanitari ricerchino la presenza di sintomi depressivi, tanto più se l’assistito presenta malattie croniche o condizioni disagiate. In questo senso, sarebbe necessario promuovere e sostenere l’attenzione degli operatori e della comunità su questi temi perché chi è affetto da depressione possa giovare delle informazioni e del supporto utili a risolvere il problema.

 

A livello internazionale, la depressione è riconosciuta quale una delle cinque aree prioritarie del Patto europeo per la salute e il benessere mentale, varato nel 2008 dalla Commissione europea.