Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Il report Passi 2011, uno strumento per la promozione della salute

Stefania Salmaso - Direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps-Iss)

 

4 aprile 2013 - Con questo report, Passi ha aggiornato all’anno 2011 i dati relativi agli indicatori dei principali fattori di rischio modificabili delle malattie croniche non trasmissibili, che rappresentano la causa maggiore di mortalità prematura, disabilità e sofferenze in Italia. L’attenzione maggiore è stata posta sui 7 principali fattori: fumo, inattività fisica, alcol, obesità, ipertensione, iper-colesterolemia e consumo di frutta e verdura. Per ciascuno di questi temi, come negli anni passati, sono descritte le differenze territoriali e quelle tra segmenti della popolazione; in modo sempre più esteso, poi, sono riportati anche gli andamenti temporali, grazie all’accumularsi dei dati negli anni.

 

Il report mostra che per quanto riguarda il fumo e il fumo passivo, in un arco di 5 anni, si sono ottenuti miglioramenti significativi, mentre non è mutata la prevalenza riferita dell’inattività fisica e dell’obesità. Forse non è un caso, considerato che l’impatto negativo del fumo sulla salute è un dato acquisito nella coscienza collettiva e che in Italia, dopo l’introduzione di divieto di fumo in tutti i locali pubblici del 2005, vengono attuate le misure previste dalla Convenzione quadro dell’Organizzazione mondiale della sanità per il controllo del tabacco. Viceversa, nel caso di obesità e attività fisica, molti segnali ci inducono a giudicare meno matura la consapevolezza generale che costituiscano rischi significativi e modificabili per la salute e che, per contrastarli, siano necessarie politiche capaci di modificare l’ambiente che li favorisce.

La sostenibilità del nostro Sistema sanitario nazionale (Ssn), sempre più impegnato nella crescente domanda di assistenza da chi è affetto da patologie croniche, dipende necessariamente dalla nostra capacità di ridurre e posticipare il più possibile l’insorgenza di queste malattie. La prevenzione deve quindi essere attuata, monitorata e valutata. Il sistema di sorveglianza Passi contribuisce alla verifica e all’orientamento delle azioni di prevenzione a livello di Asl e Regioni e a quantificare l’adesione dei cittadini ai programmi di prevenzione proposti.

 

Ad esempio, il report Passi documenta il lento ma progressivo aumento di copertura degli screening oncologici, mentre dall’analisi su specifici segmenti della popolazione si evidenzia, tra i giovani, il consumo a rischio di bevande alcoliche e della guida sotto l’effetto dell’alcol.

Per quanto riguarda le misure di prevenzione, l’uso dei dispositivi di sicurezza stradale, nonostante sia previsto obbligatoriamente dal codice della strada, non è ancora generalizzato, anzi, per quel che riguarda la cintura posteriore, la maggioranza del passeggeri non la indossa. Un risultato altrettanto deludente è quello relativo all’uso dei dispositivi di protezione individuale sul lavoro.

 

In questa edizione del report Passi, per ogni argomento c’è il riferimento a una scheda in cui sono riportate le caratteristiche di ciascun indicatore di frequenza, dalla definizione al metodo di calcolo, alla affidabilità. Si tratta di una innovazione che mira ad aumentare la trasparenza e la leggibilità del sistema e aiuta gli operatori nell’interpretazione e nell’uso dei dati. Del resto, il report è stato pensato come uno strumento di lavoro che, grazie ai diversi link a documenti di approfondimento, consente all’operatore della prevenzione, ma anche a chi lavora nel campo della comunicazione e al cittadino interessato, di avere informazioni su “perché” e “come” ogni singolo fattore di rischio esaminato incide sulla salute della popolazione e su quali siano gli interventi di prevenzione efficaci.

 

Perché è vitale che il Ssn, le Regioni e le Asl, si attivino al fine di adottare politiche per ridurre la diffusione delle condizioni di rischio che favoriscono malattie croniche e incidenti?

Il nostro Sistema sanitario è concentrato principalmente sull’assistenza, ma rischia la sua stessa sopravvivenza a causa dei costi connessi al suo funzionamento. Una riduzione delle patologie croniche, oltre a migliorare la salute della popolazione generale, è in grado di ridurre i costi della sanità pubblica. È stato dimostrato che ciò è possibile. Ad esempio, nel campo cardiovascolare la riduzione dell'incidenza delle malattie va imputata più alla riduzione dei fattori di rischio, come il fumo, che alle pur importanti innovazioni della tecnologia medica.

 

D’altra parte bisogna ammettere che nel breve periodo le Asl hanno limitate possibilità di incidere in profondità sui fattori di rischio. Tuttavia possono esercitare pressione sugli altri settori della società perché adottino politiche per la salute: dalle più semplici (come i controlli degli organi preposti perché si indossino i dispositivi di sicurezza o vengano rispettati i divieti di fumo), alle più complesse (come quelle riguardanti misure per ridurre la disponibilità dei prodotti del tabacco, dell’alcol e di alimenti a elevata densità calorica, e per incrementare l'attività fisica della popolazione).

 

Per tutto questo, è indispensabile che le Regioni e le Asl potenzino l’uso dei dati prodotti dai diversi sistemi di sorveglianza. Alcuni ostacoli si frappongono all’uso dei dati della sorveglianza Passi per l’advocacy e la programmazione. Essendo un sistema che produce informazioni su molti problemi di salute differenti, i soggetti direttamente interessati sono numerosi: è necessario individuarli e raggiungerli, studiando modalità di comunicazione personalizzate e possibilità di collaborazione adeguate a ciascun soggetto. Un lavoro che abbiamo cominciato con l'avvio della sorveglianza e che anno dopo anno si sta arricchendo in un percorso che sappiamo lungo ma necessario a sostenere il cambiamento culturale e di sistema che la prevenzione implica.