Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2012: screening cervicale

 

A colpo d’occhio

 

La copertura: caratteristiche, distribuzione geografica e trend temporale

  • Dai dati del sistema di sorveglianza Passi 2009-2012, quasi tre donne 25-64enni su quattro (75%) riferiscono di aver effettuato lo screening cervicale (Pap-test o Hpv test) nel corso dei tre anni precedenti l’intervista, secondo quanto raccomandato dalle linee guida.
  • La distribuzione geografica della copertura dello screening cervicale disegna un gradiente geografico a svantaggio delle Regioni meridionali: la percentuale di donne che effettua lo screening cervicale a scopo preventivo è pari all’84% fra le residenti nel Nord Italia (nella P.A. di Bolzano raggiunge il 90%), è significativamente più bassa al Centro 83%, e soprattutto nel Sud e nelle Isole in cui coinvolge solo il 62% della popolazione target (la percentuale più bassa si registra in Calabria con il 56%)
  • L’effettuazione dello screening cervicale è significativamente più frequente nelle 35-49enni (81%), in quelle coniugate o conviventi (rispettivamente 79% e 80%), nelle donne con un livello di istruzione più elevato (80%) e in quelle senza difficoltà economiche (81%). La copertura tra le italiane è più alta rispetto alle straniere (76% vs 70%). L’analisi multivariata conferma l’associazione con tutte le variabili prese in considerazione.
  • Il 40% di chi si sottopone a screening cervicale nei tre anni precedenti l’intervista ha riferito di averlo fatto negli ultimi 12 mesi e dunque molto più frequentemente di quanto atteso, dal momento che lo screening è raccomandato con cadenza triennale dai 25 anni. Rilevante è la quota delle donne che non pratica affatto la prevenzione del tumore della cervice uterina o lo fa in modo non ottimale: il 9% si è sottoposta a screening cervicale più di 3 anni prima dell’intervista e il 14% riferisce di non averlo mai fatto. Diverse le motivazioni fornite per la mancata esecuzione del test di screening, la più frequente (32%) è: «penso di non averne bisogno», che potrebbe essere interpretata come una errata percezione del rischio.
  • Relativamente all’evoluzione temporale, nel periodo 2008-2012, si evidenzia un andamento in crescita della copertura dello screening cervicale effettuato secondo le linee guida nelle tre macroaree del Paese: a livello nazionale la crescita è del 3,7%; nelle Regioni del Nord del 2,9%, in quelle del Centro del 3,9% e al Sud del 6,7%.

Screening organizzato o iniziativa spontanea

  • A livello nazionale, la popolazione target che aderisce allo screening cervicale si ripartisce equamente tra chi lo esegue all’interno di programmi organizzati dalle Asl (38%) e chi, invece, si sottopone a screening su iniziativa spontanea (37%). Tuttavia nelle Regioni del Centro-Nord la quota di donne che si sottopone a screening cervicale in ambito di programmi organizzati è maggiore della quota di donne che lo fa su iniziativa spontanea (44-45% vs 39% ); mentre il contrario accade nelle Regioni meridionali (28% dentro programmi organizzati vs 34% al di fuori di programmi organizzati).
  • Differenziando l’adesione al programma di screening organizzato dall’iniziativa spontanea, la risposta all’offerta della Asl è maggiore in percentuale tra le classi più anziane (44% per le 60-64enni) mentre, al contrario, l’esame come scelta personale è più frequente tra le 35-49enni (24%). Le donne meno istruite utilizzano più frequentemente lo screening organizzato rispetto alla iniziativa spontanea (40% vs 21%). Gli screening organizzati riducono le differenze di adesione per difficoltà economiche riferite: la differenza per difficoltà economiche osservata nelle prevalenze delle donne che aderiscono allo screening organizzato (37% vs 39%) resta significativa ma è minore rispetto a quella relativa all’iniziativa spontanea (30% vs 42%).

La promozione e l’efficacia dello screening cervicale

  • Nel 2009-2012, 9 intervistate su 10 sono state raggiunte da almeno un intervento di promozione dello screening cervicale. L’efficacia della promozione cresce all’aumentare del numero di input ricevuti (lettera della Asl, consiglio, campagna informativa): aver ricevuto la lettera di invito associata al consiglio di un operatore sanitario dà luogo all’effettuazione dello screening nel 90% dei casi contro il 39% in assenza di alcun intervento.
  • Questa combinazione di interventi di promozione (lettera dalla Asl e consiglio del medico/operatore sanitario) sembrerebbe la più efficace, in quanto la percentuale di donne raggiunte da tutti e tre gli interventi (lettera, consiglio del medico e campagna informativa) è sempre del 90%.

Nota metodologica: In questo report i dati di prevalenza forniti rappresentano valori medi annui relativi all’ultimo quadriennio 2009-2012 di raccolta dati (se non diversamente specificato); vengono tuttavia forniti anche i valori riferiti al 2012 (pdf 48 kb), per permettere, laddove le definizioni operative degli indicatori non siano cambiate, confronti con le stime puntuali degli anni precedenti. Le analisi dei trend temporali condotte per mezzo delle serie storiche su dati mensili si riferiscono a tutto il periodo di dati disponibile a partire dal 2008 e al pool omogeneo di Asl (ovvero al pool di Asl che hanno partecipato continuativamente alla rilevazione).

 

Test di screening per neoplasia cervicale eseguito negli ultimi tre anni - Donne 25-64enni

Prevalenze per macroarea geografica di residenza - Passi 2009-12

Pool Asl: 76,1% (75,6-76,5%)

 

 

 

 

Confronti regionali

 

Test di screening per neoplasia cervicale eseguito negli ultimi tre anni - Donne 25-64enni

Prevalenze per Regione di residenza - Passi 2009-12

Pool Asl: 76,1% (75,6-76,5%)

 

* In Lombardia non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella (xls 13 kb) con i dati regionali 2009-12 relativi alla copertura dello screening cervicale.

 

Trend del test di screening per la neoplasia cervicale

 

 

 

 

Fattori predittivi individuali di adesione al test di screening

 

Test di screening per neoplasia cervicale eseguito negli ultimi tre anni - Donne 25-64enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche – Passi 2009-12 (n=61.981)

Pool Asl: 76,1% (75,6-76,5%)

 

 

Test di screening per neoplasia cervicale eseguito negli ultimi tre anni all’interno di programmi di screening organizzati

Donne 25-64enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche – Passi 2009-12 (n=61.981)

Totale: 38,4% (IC 95%: 37,9-38,8%)

Test di screening per neoplasia cervicale eseguito negli ultimi tre anni al di fuori di programmi di screening organizzati

Donne 25-64enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche – Passi 2009-12 (n=61.981)

Totale: 37,2% (IC 95%: 36,7-37,7%)

 

Periodicità di esecuzione del test di screening per neoplasia cervicale

 

Periodicità di esecuzione del test di screening per neoplasia cervicale - Donne 25-64enni

Distribuzione percentuale – Passi 2009-12 (n=61.918)

 

 

 

Efficacia interventi di promozione per l’esecuzione del test di screening per neoplasia cervicale secondo le linee guida - Donne 25-64enni

Prevalenze per tipo di interventi di promozione– Passi 2009-12

 

 

 

Motivi della non effettuazione del test di screening del collo dell’utero* – Donne 25-64enni

Distribuzione percentuale - Passi 2009-12 (n=11.900)

 

*Esclusi i non so/non ricordo.