Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2013: screening cervicale

 

A colpo d’occhio

 

La copertura: caratteristiche, distribuzione geografica e trend temporale

  • Dai dati del sistema di sorveglianza Passi 2010-2013, quasi quattro donne su cinque di 25-64 anni di età (77%), riferiscono di aver effettuato lo screening cervicale (Pap-test o Hpv test) a scopo preventivo nel corso dei tre anni precedenti l’intervista, come raccomandato dalle linee guida.
  • La distribuzione geografica della copertura dello screening cervicale disegna un gradiente geografico a svantaggio delle Regioni meridionali: la percentuale di donne che si sottopone a screening cervicale a scopo preventivo è pari all’85% fra le residenti nel Nord Italia (nella P.A. di Bolzano raggiunge il 91%), è significativamente più bassa al Centro 84%, e soprattutto nel Sud e nelle Isole in cui coinvolge solo il 65% della popolazione target (la percentuale più bassa si registra in Calabria con il 57%).
  • Lo screening cervicale è significativamente più frequente fra le donne 35-49enni (83%), fra le coniugate o conviventi (81%), fra le donne con titolo di studio più elevato (81%) e fra le donne senza difficoltà economiche (82%). La copertura tra le italiane è più alta rispetto alle straniere (78% vs 72%). L’analisi multivariata conferma l’associazione con tutte le variabili prese in considerazione.
  • Rilevante è la quota delle donne che non pratica affatto la prevenzione del tumore della cervice uterina o lo fa in modo non ottimale: il 13% riferisce di non essersi mai sottoposta a screening cervicale e il 9% riferisce di averlo fatto da più di 3 anni. Diverse sono le motivazioni fornite per la mancata esecuzione del test di screening, la più frequente (30%) è l’idea di non averne bisogno, che può essere interpretata come una errata percezione del rischio.
  • Tra il 2008 e il 2013, aumenta la copertura dello screening cervicale a scopo preventivo in tutto il Paese: a livello nazionale la crescita è del 5%; nelle Regioni del Nord del 4,7%, in quelle del Centro del 7,9% e al Sud del 9,3%.

Screening organizzato o iniziativa spontanea

  • Lo screening cervicale a scopo preventivo viene effettuato in maggior misura nell’ambito dei programmi organizzati dalle Asl. Nel periodo 2010-2013, il 40% della popolazione target femminile si sottopone a screening offerti dalle Asl, mentre il 37% lo fa su iniziativa spontanea. Nelle Regioni del Centro-Nord la quota di donne che aderisce ai programmi organizzati è maggiore della quota di donne che si sottopone a screening su iniziativa spontanea (Nord: 47% vs 38%; Centro: 45% vs 39%); accade il contrario nelle Regioni meridionali (30% vs 35%) dove la quota di donne che si sottopone a screening in ambito di programmi organizzati è comunque fra le più basse.
  • Esistono tuttavia importanti differenze fra le donne che partecipano ai programmi di screening organizzati e le donne che fanno prevenzione su iniziativa spontanea:
  • l’adesione ai programmi di screening organizzati è più frequente fra le donne più anziane di 50-64 anni (46%), fra quelle meno istruite (41%) e quelle meno abbienti (38% e 41% fra chi riferisce molte o qualche difficoltà economica) e fra le straniere (47%);
  • specularmente accade nello screening spontaneo, che resta prerogativa delle donne più giovani di 35-49 anni (43%), più istruite (45%), senza difficoltà economiche (41%) e delle cittadine italiane (38%). In ogni caso i gruppi di donne con accesso
  • Gli screening organizzati riducono le disuguaglianze sociali di accesso alla prevenzione e per la gran parte delle donne meno istruite o con maggiori difficoltà economiche o straniere, che meno frequentemente di altre si sottopongono allo screening cervicale, l’offerta di un programma organizzato rappresenta l’unica occasione di prevenzione del tumore della cervice.

La promozione e l’efficacia dello screening cervicale

  • Nel 2010-2013, 9 intervistate su 10 sono state raggiunte da almeno un intervento di promozione dello screening cervicale. L’efficacia della promozione cresce all’aumentare del numero di input ricevuti (lettera della Asl, consiglio, campagna informativa): aver ricevuto la lettera di invito associata al consiglio di un operatore sanitario dà luogo all’effettuazione dello screening nel 91% dei casi contro il 39% in assenza di alcun intervento.
  • Nei programmi di screening organizzati, l’intervento più efficace a garantire l’adesione più alta sembra essere l’invio della lettera della Asl (anche non associata ad altri interventi): il 62% delle donne che hanno ricevuto la lettera di invito si sottopone a screening cervicale, contro il 9% delle donne che vi partecipa pur non essendo stata raggiunta da alcun intervento di promozione.

Nota metodologica: In questo report i dati di prevalenza forniti rappresentano valori medi annui relativi all’ultimo quadriennio 2010-2013 di raccolta dati (se non diversamente specificato); vengono tuttavia forniti anche i valori riferiti al 2013 (pdf 48 kb), per permettere, laddove le definizioni operative degli indicatori non siano cambiate, confronti con le stime puntuali degli anni precedenti. Le analisi dei trend temporali condotte per mezzo delle serie storiche su dati mensili si riferiscono a tutto il periodo di dati disponibile a partire dal 2008.

 

Test di screening per neoplasia cervicale eseguito negli ultimi tre anni - Donne 25-64enni

Prevalenze per macroarea geografica di residenza - Passi 2010-13

P

 

 

 

Confronti regionali

 

Test di screening per neoplasia cervicale eseguito negli ultimi tre anni - Donne 25-64enni

Prevalenze per Regione di residenza - Passi 2010-13

Pool Asl: 77,7% (77,2-78,1%)

 

* In Lombardia e in Basilicata non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella (xls 25 kb) con i dati regionali.

 

Fattori predittivi individuali di adesione al test di screening

 

Test di screening per neoplasia cervicale eseguito negli ultimi tre anni - Donne 25-64enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche – Passi 2010-13

 

 

Test di screening per neoplasia cervicale eseguito negli ultimi tre anni all’interno di programmi di screening organizzati

Donne 25-64enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche – Passi 2010-13

 

 

 

Test di screening per neoplasia cervicale eseguito negli ultimi tre anni al di fuori di programmi di screening organizzati

Donne 25-64enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche – Passi 2010-13

 

 

 

 

Periodicità di esecuzione del test di screening per neoplasia cervicale

 

Periodicità di esecuzione del test di screening per neoplasia cervicale - Donne 25-64enni

Distribuzione percentuale – Passi 2010-13

 

 

 

Efficacia interventi di promozione per l’esecuzione del test di screening per neoplasia cervicale secondo le linee guida - Donne 25-64enni

Prevalenze per tipo di interventi di promozione– Passi 2010-13

 

 

 

Motivi della non effettuazione del test di screening del collo dell’utero* – Donne 25-64enni

Distribuzione percentuale - Passi 2010-13

 

*Esclusi i non so/non ricordo.