Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

La sorveglianza Passi

Rapporto nazionale Passi 2013: screening mammografico

 

A colpo d’occhio

 

La copertura: caratteristiche, distribuzione geografica e trend temporale

  • Dai dati del sistema di sorveglianza Passi 2010-2013, il 71% delle donne intervistate di 50-69 anni riferisce di aver effettuato una mammografia a scopo preventivo nel corso dei due anni precedenti l’intervista, secondo quanto raccomandato dalle linee guida nazionali (pdf 1,1 Mb) e internazionali.
  • Chiaro il gradiente Nord-Sud della copertura dello screening mammografico a sfavore delle Regioni meridionali: la quota di donne che si sottopone a mammografia preventiva è pari all’81% fra le residenti al Nord (in Emilia-Romagna si raggiunge l’86%), pari al 77% fra le donne del Centro mentre è solo del 54% fra le residenti nel Sud e nelle Isole (in Campania si registra la prevalenza più bassa, 46%).
  • Fare una mammografia preventiva è significativamente più frequente nelle donne più giovani (50-59 anni, 73%), in quelle coniugate o conviventi (rispettivamente 72% e 73%), fra le più istruite (77%) e fra le donne senza difficoltà economiche (78%). La copertura tra le donne italiane è più alta rispetto alle straniere (71% vs 62%). L’analisi multivariata conferma l’associazione con l’età, la convivenza, il livello di istruzione, lo status economico e la cittadinanza.
  • Non trascurabile la quota delle donne che non fa affatto prevenzione del tumore della mammella o lo fa in modo non ottimale: il 12% delle donne intervistate riferisce di non essersi mai sottoposta a mammografia e il 17% di averla fatta ma da più di due anni. Diverse le motivazioni fornite dalle donne per la mancata esecuzione del test di screening: la risposta più frequente è stata la considerazione di non averne bisogno (nel 30% dei casi) , pensiero che potrebbe essere interpretato come una errata percezione del rischio. A fronte di ciò esiste anche una piccola quota di donne che si sottopone a mammografia preventiva con cadenza più breve del biennio raccomandato dalle linee guida: il 40% delle donne che si sottopone a screening mammografico riferisce di averlo fatto negli ultimi 12 mesi. Questo risulta un dato più alto dell’atteso e pari circa al 35%, a fronte di una quota del 71% di donne che riferisce di essersi sottoposta a screening non oltre i due anni precedenti l’intervista.
  • L’età media della prima mammografia è 44 anni e il ricorso all’esame è frequente anche prima dei 50 anni. Tra 40-49 anni, infatti, il 63% delle donne ha dichiarato di aver effettuato almeno una volta nella vita la mammografia a scopo preventivo e l’esecuzione del test nella fascia di età pre-screening ha le stesse caratteristiche socio-demografiche di quella identificata per lo screening.
  • Tra il 2008 e il 2013, aumenta in tutto il Paese la quota di donne che si sottopone a mammografia preventiva: nelle Regioni del Nord aumenta dal 79,8% al 84,0%, in quelle del Centro dal 73,7% al 77,5%, nelle Regioni del Sud e nelle Isole passa dal 52,0% al 57,4%.

Screening organizzato o iniziativa spontanea

  • La mammografia a scopo preventivo viene effettuata in gran parte nell’ambito dei programmi organizzati dalle Asl, infatti, a livello nazionale, il 51% della popolazione target femminile aderisce ai programmi offerti dalle Aziende sanitarie e il 19% si sottopone a mammografia preventiva, nei tempi raccomandati, su iniziativa personale, (ovvero al di fuori dei programmi di screening organizzati).
  • La geografia della copertura dello screening mammografico è essenzialmente determinate dalla quota di donne che aderisce ai programmi organizzati che sale al 64% nelle Regioni settentrionali e al 56% in quelle del Centro Italia ma è pari solo al 33% nelle Regioni meridionali e insulari. Lo screening mammografico spontaneo è pertanto più basso al Nord (17%) e maggiore al Centro e al Sud (21%), senza tuttavia riuscire a compensare la carenza di adesione/offerta dello screening organizzato, in particolare nel Sud Italia.
  • Sia fuori che dentro i programmi di screening organizzati la partecipazione delle donne è maggiore fra le donne economicamente più avvantaggiate, fra le coniugate/conviventi, e fra le italiane rispetto alle straniere; esistono tuttavia importanti differenze fra le donne che fanno prevenzione su iniziativa personale e fra coloro che partecipano ai programmi organizzati: lo screening spontaneo resta prerogativa delle donne più giovani e più istruite mentre la partecipazione ai programmi di screening organizzati è più frequente fra le donne più anziane e fra quelle meno istruite.
  • In ogni caso lo screening organizzato riduce le disuguaglianze sociali di accesso alla prevenzione e per la gran parte delle donne meno istruite o con maggiori difficoltà economiche l’offerta di un programma rappresenta l’unica possibilità di fare prevenzione del tumore della mammella.

La promozione e l’efficacia dello screening mammografico

  • Nel 2010-2013 la maggior parte (92%) delle donne 50-69enni intervistate è stata raggiunta da almeno un intervento di promozione dello screening mammografico. L’efficacia della promozione dello screening cresce all’aumentare del numero di input ricevuti (lettera della Asl, consiglio, campagna informativa).Infatti, l’80% delle donne 50-69enni che ha ricevuto la lettera di invito associata al consiglio di un operatore sanitario si è sottoposto a screening mammografico, contro il 23% di quelle non raggiunte da alcun intervento.
  • Le donne raggiunte da tutti e tre gli interventi di promozione (lettera, consiglio del medico e campagna informativa) eseguono il test di screening nell’83% dei casi, migliorando non di molto la copertura dello screening. Alla luce di questi dati, la combinazione più efficace sembrerebbe l’invito con lettera dalla Asl in associazione al consiglio del medico/operatore sanitario.

Nota metodologica: In questo report i dati di prevalenza forniti rappresentano valori medi annui relativi all’ultimo quadriennio 2010-2013 di raccolta dati (se non diversamente specificato); vengono tuttavia forniti anche i valori riferiti al 2013 (pdf 48 kb), per permettere, laddove le definizioni operative degli indicatori non siano cambiate, confronti con le stime puntuali degli anni precedenti. Le analisi dei trend temporali condotte per mezzo delle serie storiche su dati mensili si riferiscono a tutto il periodo di dati disponibile a partire dal 2008 sul totale delle Asl partecipanti.

 

 

Mammografia eseguita negli ultimi due anni – Donne 50-69enni

Prevalenze per macroarea geografica di residenza - Passi 2010-13

 

Mammografia eseguita negli ultimi due anni - Donne 50-69enni

Prevalenze per Regione di residenza – Passi 2010-13

 

* In Lombardia non tutte le Asl hanno partecipato alla rilevazione.

 

Scarica la tabella (xls 24,5 kb) con i dati regionali del 2010-13 relativi alla copertura dello screening mammografico

 

Trend del test di screening mammografico

 

 

 

Mammografia eseguita negli ultimi due anni - Donne 50-69enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche – Passi 2010-13

 

 

 

 

Mammografia eseguita negli ultimi due anni all’interno di programmi di screening organizzati – Donne 50-69enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche – Passi 2010-13

 

 

 

 

Mammografia eseguita negli ultimi due anni al di fuori di programmi di screening organizzati – Donne 50-69enni

Prevalenze per caratteristiche socio-demografiche – Passi 2010-13

 

 

 

Periodicità di esecuzione della mammografia

Distribuzione percentuale – Passi 2010-13

 

Efficacia degli interventi di promozione per l’esecuzione della mammografia secondo le linee guida - Donne 50-69enni

Prevalenze per tipo di interventi di promozione – Passi 2010-13

 

Motivazione della non effettuazione della mammografia secondo le linee guida - Donne 50-69enni*

Distribuzione percentuale - Passi 2009-12 (n=7.009)