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Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica
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Fake news, alimentazione e salute: perché parlarne agli operatori sanitari

Il convegno “Fake news, paure e fiducia: sicurezza alimentare e nutrizione nell’era dell’infodemia”, organizzato presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) lo scorso 5 giugno 2026, è nato dall’esigenza di affrontare in modo scientifico e istituzionale un fenomeno sempre più rilevante per la sanità pubblica: la diffusione di informazioni scorrette, parziali o fuorvianti sui temi dell’alimentazione, della nutrizione e della sicurezza alimentare.

 

Negli ultimi anni il cibo è diventato uno degli ambiti in cui la disinformazione circola con maggiore rapidità. Messaggi semplici, spesso infondati e fuorvianti, tendono a proporre soluzioni drastiche a problemi complessi e queste narrazioni possono influenzare concretamente le scelte alimentari dei cittadini, favorire rinunce non necessarie, generare paure ingiustificate, aumentare la sfiducia verso le istituzioni e, in alcuni casi, esporre a comportamenti potenzialmente dannosi per la salute.

 

Il convegno ha voluto quindi creare uno spazio di confronto tra competenze diverse – nutrizione, sicurezza alimentare, comunicazione del rischio, sanità pubblica, medicina generale, pediatria, associazioni scientifiche, istituzioni, media e rappresentanze dei cittadini e della filiera alimentare – con l’obiettivo non solo di “smentire” le singole fake news, ma di riflettere su come costruire una comunicazione più efficace, comprensibile e fondata sulle evidenze.

 

Un elemento centrale dell’iniziativa è stato il sondaggio ISS “Bufale nel piatto: riconoscere le fake news sull’alimentazione”, lanciato prima dell’evento per raccogliere indicazioni sulle conoscenze e sulle incertezze più diffuse. I risultati hanno mostrato un quadro articolato: da un lato, molti partecipanti (su oltre 4mila partecipanti) hanno saputo riconoscere correttamente alcune false credenze molto comuni; dall’altro, persistono dubbi su temi particolarmente esposti a semplificazioni e messaggi contraddittori, come carboidrati e zuccheri, glutine, intolleranze, proteine, integratori e prodotti light, alimenti processati e diete di tendenza.

 

Questo dato è particolarmente significativo per gli operatori sanitari e i professionisti della salute, spesso primo punto di riferimento per i cittadini, perché mostra che il bisogno informativo della popolazione non riguarda solo “cosa è vero” e “cosa è falso”, ma anche come orientarsi tra messaggi discordanti, come valutare l’affidabilità delle fonti e come tradurre le evidenze scientifiche in scelte quotidiane sostenibili e realistiche. Rispondere a questi dubbi richiede competenza scientifica ma anche capacità comunicativa: non basta correggere l’informazione errata, occorre comprendere la preoccupazione che la sostiene, evitare un tono giudicante, spiegare il livello di certezza delle evidenze e proporre indicazioni pratiche, proporzionate e personalizzabili.

 

Tra gli elementi più significativi emersi dal convegno del 5 giugno vi è quindi la necessità di passare da una logica di semplice “debunking” a una logica di prevenzione dell’infodemia. Ciò significa rafforzare l’alfabetizzazione sanitaria e nutrizionale, aiutare i cittadini a riconoscere segnali di scarsa affidabilità, come promesse miracolose, linguaggio allarmistico, assenza di fonti, conflitti di interesse non dichiarati, e promuovere una comunicazione istituzionale tempestiva, accessibile e coerente.

 

I materiali prodotti in occasione del convegno, inclusi i poster tematici, rappresentano uno strumento utile per proseguire questo lavoro e supportare attività di informazione, counselling, educazione alla salute e formazione, aiutando gli operatori sanitari a intercettare dubbi, paure e false credenze prima che si traducano in comportamenti non appropriati.

 

In un contesto informativo sempre più complesso, contrastare le fake news sull'alimentazione non è solo una questione di correttezza scientifica ma diventa un intervento di sanità pubblica. Promuovere informazioni affidabili, comprensibili e vicine ai bisogni delle persone è parte integrante della prevenzione e della tutela della salute.

 

 

Data di pubblicazione della pagina: 9 luglio 2026

Testo scritto da: Laura Rossi¹, Marco Silano², Umberto Agrimi³

¹direttrice Reparto Alimentazione, nutrizione e salute, ISS
²direttore del Dipartimento Malattie Cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento, ISS
³direttore del Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria, ISS