English - Home page

ISS
Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità - EpiCentro

Biodiversità e salute umana: l’approccio dell’ISS alla luce della legge sul "Ripristino della Natura"



Gli ecosistemi forniscono all’essere umano importanti benefici attraverso i cosiddetti “servizi ecosistemici”. Questi servizi, raggruppati in quattro macrocategorie (supporto, approvvigionamento, regolazione e culturali), hanno ricadute importanti sulla salute. La biodiversità (cioè la varietà di tutti gli organismi viventi) essendo una componente essenziale dell’ecosistema, svolge un ruolo fondamentale nell’influenzare le modalità con cui vengono forniti i servizi ecosistemici: può infatti modulare l’efficienza in cui i servizi sono erogati, fornire supporto o essere essa stessa una forma di servizio.

 

Per esempio, ecosistemi in salute e con una buona biodiversità hanno un ruolo importante nel limitare la diffusione di malattie zoonotiche all’essere umano e la biodiversità svolge anche un ruolo fondamentale nella produzione alimentare (numerosi ecosistemi naturali come fiumi e foreste ancora oggi forniscono sostentamento per milioni di persone in molte aree del pianeta).

 

L’impollinazione è uno dei servizi più importanti: attraverso numerose specie animali, infatti, promuove la biodiversità tra le piante e svolge un ruolo essenziale nel favorire la produzione agricola.

 

Fondamentale è anche il ruolo della biodiversità in medicina. Numerosi farmaci derivano da molecole di origine animale e vegetale e si calcola che sono oltre 50 mila le piante che trovano attualmente applicazione in campo medico. La connessione tra biodiversità e salute risulta evidente anche nel caso degli ecosistemi acquatici, sia marini che di acqua dolce, che rappresentano un’importante fonte alimentare dove la presenza di alghe e organismi filtratori contribuisce anche all’abbattimento di inquinanti.

 

Nel suolo la presenza di microrganismi e invertebrati svolge un ruolo nella decomposizione e nel ciclo dei nutrienti ed ecosistemi a elevata biodiversità hanno un ruolo fondamentale anche in ambiente urbano dove la presenza di aree verdi e blu ha molteplici effetti positivi sulla popolazione, grazie alla promozione delle interazioni sociali, dell’attività fisica e alla riduzione dello stress.

 

La Legge sul "Ripristino della Natura” per arginare il declino della biodiversità

Come risultato di numerose attività umane, tuttavia, la biodiversità a livello globale sta osservando un declino costante con tassi di estinzione decine di volte superiori ai valori che si stima si osserverebbero senza interferenza umana. Tra le cause principali c’è lo sfruttamento del territorio, spesso convertito a uso urbano e agricolo, che comporta una progressiva riduzione delle aree coperte da ecosistemi naturali. L’introduzione di specie aliene invasive (ovvero specie introdotte al di fuori del loro areale di distribuzione originario e che possono diventare invasive negli ecosistemi) risulta essere un'altra causa determinante, diffusa e in aumento in tutte le aree del pianeta, con un ruolo nel 60% delle estinzioni osservate negli ultimi decenni. A questo si aggiungono fattori come l’inquinamento dell’acqua, dell’aria e del suolo e i cambiamenti climatici.

 

Per arginare questo fenomeno a livello internazionale si stanno mettendo in atto strategie che prevedono l’implementazione di azioni a livello normativo e misure protettive mirate in situ ed ex situ. Questo processo, tuttavia, non sembra destinato ad arrestarsi nei prossimi anni, nonostante i numerosi interventi di conservazione già messi in atto. Fondamentale risulta essere il nuovo Regolamento (UE) 1991/2024 (Legge sul "Ripristino della Natura - Nature Restoration Law") che risponde all’esigenza di stabilire norme uniformi sul ripristino degli ecosistemi, al fine di garantire il recupero di una natura ricca di biodiversità e resilienza in tutto il territorio dell’Unione europea. Il fine è quello di contribuire agli obiettivi in materia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Pertanto, il Regolamento sul ripristino della natura, stabilisce obiettivi vincolanti per gli Stati membri UE per ripristinare almeno il 20% degli ecosistemi acquatici, terrestri e marini in Europa entro il 2030.

 

L’obiettivo finale è quello di restaurare tutti gli ecosistemi danneggiati entro il 2050, adottando una serie di misure che devono essere applicate con urgenza. La biodiversità europea è in preoccupante declino, con oltre l'80% degli habitat in cattive condizioni e conseguente deterioramento dei servizi ecosistemici. Ripristinare gli ecosistemi degradati, rappresenta un grande passo in avanti necessario per arrestare il declino della biodiversità in atto in Europa e proteggere la salute umana.

 

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) affronta la biodiversità con una visione di Planetary Health, non come tema isolato, ma come componente essenziale della salute pubblica. Le sue attività comprendono ricerca scientifica, formazione professionale, supporto a politiche pubbliche e iniziative One Health, tutte finalizzate a comprendere e gestire i legami tra ecosistemi e salute umana. Il reparto Ecosistemi e Salute del Dipartimento Ambiente e Salute dell’ISS affronta la biodiversità nell’ottica di Planetary Health in modo multidisciplinare e come un macrodeterminante di salute.

 

Risorse utili

 

Data di pubblicazione della pagina: 2 aprile 2026

Testo scritto da: Kevin di Domenico¹, Martina Milani¹, Michele Nicolai¹, Francesco Bortone¹, Aurora Mancini¹'²
¹Dipartimento ambiente e salute, ISS
²Sapienza Università di Roma