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Istituto Superiore di Sanità
EpiCentro - L'epidemiologia per la sanità pubblica
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Il Programma triennale "Salute, ambiente, biodiversità e clima": tra cambiamento e prospettive future



Negli ultimi anni, il rapporto tra ambiente, clima e salute è entrato con crescente evidenza nell’agenda della sanità pubblica. I determinanti di salute sono strettamente connessi alla salute degli ecosistemi e alle sue componenti quali la qualità dell’aria indoor e outdoor, delle acque, dei suoli. Viviamo in un’epoca caratterizzata da molteplici sindemie, in cui si intrecciano gli effetti diretti e indiretti della crisi climatica, della crescente urbanizzazione, della perdita di biodiversità e delle trasformazioni degli ecosistemi. In questo contesto, anche in risposta alla crisi pandemica di COVID-19, si inserisce il Programma triennale “Salute, ambiente, biodiversità e clima”, promosso dal Ministero della Salute, che rappresenta uno degli strumenti strategici attraverso cui l’Italia intende rafforzare la capacità del Servizio sanitario nazionale (SSN) di affrontare i rischi sanitari associati ai fattori ambientali e climatici legati alle diverse tendenze e cambiamenti in corso.

 

Il programma si colloca nell’ambito degli investimenti del Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC) collegati al Piano Nazione di Ripresa e Resilienza (PNRR) e nasce con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della cultura nazionale della prevenzione primaria e la capacità del SSN di operare in modo organico e integrato con le politiche ambientali.

 

La pandemia di COVID-19 ha contribuito a evidenziare quanto la prevenzione primaria e la tutela della salute collettiva siano strettamente connesse ai contesti ambientali e sociali, ma anche quanto persistano differenze territoriali e difficoltà di coordinamento tra i diversi livelli istituzionali.

 

Uno degli elementi più rilevanti del programma è l’istituzione del Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici (SNPS), introdotto con il decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36. Il sistema è concepito come una rete di soggetti istituzionali che operano in modo coordinato per migliorare le attività di prevenzione primaria, controllo e gestione dei rischi sanitari legati ai determinanti ambientali. Tra i principali attori coinvolti figurano i Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie, le Regioni e le Province autonome, gli Istituti zooprofilattici sperimentali, l’Istituto superiore di sanità (ISS) e il Ministero della Salute. L’obiettivo è superare la frammentazione delle competenze che storicamente ha caratterizzato il rapporto tra sistema sanitario e sistema di tutela ambientale, promuovendo un modello di governance integrato con meccanismi di responsabilità e ruoli che vuole rispondere alle necessità crescenti di salvaguardia della salute delle Comunità durante tutto l’arco di vita.

 

In questa prospettiva, un ruolo centrale è assegnato all’interazione tra il SNPS e il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), che riunisce l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e le Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA). A questo scopo è stata istituita una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri con funzioni di coordinamento strategico tra le diverse amministrazioni coinvolte. Il Programma è frutto del lavoro congiunto della Cabina di regia istituita dal DPCM 29 marzo 2023 e, nella sua versione definitiva, è stato fatto proprio dal Consiglio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), visionato dal Coordinamento Interregionale della Prevenzione e adottato formalmente dalla Cabina di regia il 31 ottobre 2025.

 

Il programma si inserisce inoltre in un quadro strategico più ampio che richiama esplicitamente l’approccio One Health, nella sua evoluzione verso il paradigma della Planetary Health. Questa prospettiva rafforza l’interconnessione tra salute umana, salute animale ed ecosistemi promuovendo politiche intersettoriali che tengano conto dei co-benefici sanitari delle azioni di tutela ambientale e di mitigazione dei cambiamenti climatici. L’approccio è coerente con gli orientamenti internazionali, tra cui l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e le strategie europee per il clima e la sostenibilità.

 

Dal punto di vista operativo, il programma individua una serie di aree prioritarie di intervento per la prevenzione dei rischi ambientali e climatici per la salute. Tra queste figurano:

  • le azioni di valutazione e di gestione dell’inquinamento dell’aria indoor e outdoor, in particolare nelle aree urbane e negli ambienti chiusi (case, scuole, strutture edifici pubblici, mezzi di trasporto), come una condizione essenziale per migliorare in modo sostenibile la salute pubblica;
  • Il biomonitoraggio umano dell’esposizione a contaminanti ambientali;
  • la gestione dei rischi sanitari nei siti contaminati;
  • la valutazione preventiva degli impatti sulla salute nell’ambito dei procedimenti autorizzativi ambientali.

Altre priorità riguardano la gestione sostenibile dei suoli e dei rifiuti, la sicurezza dell’approvvigionamento idrico e il controllo dei rischi associati a sostanze chimiche e radiazioni. Particolare attenzione è inoltre dedicata agli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute e alla promozione di sistemi produttivi e filiere agroalimentari resilienti rispetto ai rischi ambientali.

 

Tra i progetti finanziati rientra anche VeBS (“Il buon uso degli spazi verdi e blu per la promozione della salute e del benessere”), dedicato alla valorizzazione degli spazi verdi e blu urbani per favorire benessere, inclusione sociale e salute pubblica. Il programma PNC sottolinea anche l’importanza di considerare i gruppi più vulnerabili, come la popolazione infantile, nella definizione delle politiche di prevenzione e promozione della salute. Un ruolo fondamentale nell’attuazione del programma è affidato alle Regioni, chiamate a istituire i Sistemi regionali prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici (SRPS). Queste strutture di coordinamento hanno il compito di garantire l’integrazione tra i Dipartimenti di prevenzione, le ARPA e gli altri attori istituzionali coinvolti nella gestione dei determinanti ambientali di salute.

 

La realizzazione di un sistema di governance realmente integrato e coordinato a lungo termine rappresenta tuttavia una sfida complessa. Persistono infatti criticità legate alle nuove competenze specifiche, alle differenze organizzative tra territori e alla necessità di sviluppare sistemi informativi interoperabili tra ambito sanitario e ambientale. A queste si aggiunge il bisogno di rafforzare e aggiornare le competenze professionali e la formazione interdisciplinare necessaria per affrontare i rischi emergenti legati ai cambiamenti climatici, ai nuovi scenari ambientali, dagli incendi al Piano pandemico, dalla precarietà energetica ai bisogni di salute legati all’invecchiamento della popolazione fino alle caratteristiche delle esposizioni dei fruitori, dei lavoratori, delle vulnerabilità e dei tempi di permanenza nei diversi ambienti sempre più efficienti e conformi energeticamente (ricordando che non si tratta solo di aumentare l’efficienza energetica, ma di poter ottenere in primis risultati efficaci in materia di salute).

 

In questo senso, il Programma triennale “Salute, ambiente, biodiversità e clima” può essere interpretato come un passo verso un modello di prevenzione organico, integrato e sempre più utilizzato, in cui la tutela della salute pubblica non è separata dalle politiche ambientali ma ne diventa una componente strutturale sottolineando il concetto che prevenire è meglio che curare. Il rafforzamento del ruolo dei Dipartimenti di prevenzione, la collaborazione tra istituzioni sanitarie e ambientali e lo sviluppo di strumenti di monitoraggio, valutazione, formazione e restituzione dei dati condivisi rappresentano elementi chiave per tradurre questo approccio in interventi concreti sul territorio, portando con sé conseguenze positive per la salute, o sviluppo e la sostenibilità del sistema sanitario nazionale. Questi elementi costituiscono di per sé misure del successo della politica sociale, sanitaria ed economica del Paese.

 

Risorse utili

 

Data di pubblicazione della pagina: 28 maggio 2026

Testo scritto da: Walter Cristiano, Laura Mancini, Gaetano Settimo, Giuseppe Bortone - Dipartimento di Ambiente e Salute - ISS